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L'oro di Napoli
Un film di Vittorio De Sica.
Con Eduardo De Filippo, Totò, Sophia Loren, Paolo Stoppa, Silvana Mangano.
continua»
Commedia,
b/n
durata 118 (130) min.
- Italia 1954.
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L'oro di napoli: una purea di sentimenti
sabato 11 agosto 2007
di Claude Aulas
Al di là di una lettura superficiale che potrebbe erroneamente ostentare un bozzettismo esasperato, una scialba ilarità, il film presenta una miscellanea di episodi che rimandano alla Napoli dei vicoli, alla Napoli dei bassi...insomma alla vera Napoli. Impreziosito peraltro da un Totò nell'acmè della sua carriera televisiva che veste i panni di un pazzariello vessato dal solito prepotente; addolcito dalla figura di una Sophia Loren che si cimenta in uno di quei ruoli (in questo caso quello della continua » |
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| La pizzaiola (Sophia Loren) | |
| Vinit vinit ca s' magn e non s' pav | |
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DVD | L'oro di NapoliUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 11 gennaio 2006
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di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Film in cinque episodi (uno il Funeralino, fu tagliato perché il produttore lo giudicava deprimente), rimosso dalla filmografia di De Sica che andava alla riscoperta di Napoli con l'aiuto di Marotta. Cose celebri: Loren pizzaiola, Stoppa vedovo, De Sica che gioca a carte col ragazzino, la Mangano prostituta, Eduardo che insegna l'arte della pernacchia. Un arcobaleno di sentimenti, sensazioni, ilarità e malinconie ancora attuali. Da Il Corriere della Sera Magazine, 22 maggio 2008 » |
di Gian Luigi Rondi Il Tempo
L’oro di Napoli è certo, fra le collane di racconti di Marotta, una delle più vive, saporose e colorite. Ci evoca tutta una galleria di personaggi a volte strambi, a volte singolari, ma sempre nella loro malinconia e nella loro drammaticità, umanissimi e perfetti: come umana e perfetta appare la cornice napoletana che li circonda piena di forza e di vita, anche se priva di gaiezza. Il film di oggi, sceneggiato da Cesare Zavattini e diretto da Vittorio De Sica, si rifii a cinque racconti di quella collana, senza però una eccessiva fantasia, con un tono e una cadenza quasi crepuscolari che ne spengono almeno in parte il primitivo calore. » |
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di Cesare Zavattini Cinema Nuovo
Io credo che le difficoltà della riduzione cinematografica di L'oro di Napoli saranno chiare a tutti quando avrò detto che a voler ridurre il libro di Marotta così com'è, con tutto quello che di serio e di poetico c'è dentro, sarebbe stato necessario fare un film di settantacinquemila metri. Bisognava invece, da questi settantacinquemila, ricavare tremila metri soltanto, e però non tradire, anzi rappresentare quel mondo dalle mille facce e dai molteplici toni che è la Napoli di Marotta. Questo era il compito. » |
di Mario Gromo La Stampa
Lo si attendeva parecchio, questo film di De Sica. L'ultimo suo era stato piuttosto fiacco, senza una sua impronta (Stazione Termini), al punto da rendercene quasi in creduli. Non per nulla De Sica è il nostro regista sul quale si può maggiormente contare, e il vederlo abbandonarsi a un abile mestiere, ma a un mestiere soltanto, aveva non poco deluso. Costrizioni contingenti di produzione, o stanchezza, o addirittura sfiducia? Forse di tutto un po'; e il regista si rimette poi a fare l'attore e, facendo l'attore, fa un po' di regia per procura, si potrebbe dire della consulenza, senza palesi responsabilità. » |
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