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Una giornata particolare
Un film di Ettore Scola.
Con Sophia Loren, Marcello Mastroianni, John Vernon, Alessandra Mussolini, Françoise Berd.
continua»
Drammatico,
durata 105 min.
- Italia 1977.
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premi nomination |
Premio Oscar 0 2 |
Nastri d'Argento 5 0 |
Golden Globes 1 1 |
David di Donatello 2 0 |
Il duce visto attraverso un camp ed un'ignorantella perbene 3
sabato 2 giugno 2001
di Andrea
La forza espressiva dei primissimi piani dei due mentre piegano un lenzuolo nella sequenza sulla terrazza così come quella del campo medio ravvicinato e in controluce dei due vicinissimi (sempre nella stessa sequenza) con due lenzuoli stesi all’aria (che come una sorta di “cornice interna” ai due lati dell’inquadratura definiscono i contorni della stessa in modo ancor più “stringente”) permette a Scola di imprimere nella mente dello spettatore immagini indelebili, continua » |
Il duce visto attraverso un camp ed un'ignorantella perbene 1
sabato 2 giugno 2001
di Andrea
Rispettando le tre unità aristoteliche Scola dirige la Loren e Mastroianni (per la dodicesima volta insieme) nell’interpretazione più grande realizzata dalla celebre coppia assieme a “Matrimonio all’italiana” di De Sica. Il viraggio seppia della fotografia di De Santis che rende sbattuto in particolare il viso della Loren (di una bellezza “sfolgorantemente sfiorita”) oltre a quello altrettanto meravigliosamente vissuto di Mastroianni tende a creare un contrasto continua » |
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Il duce visto attraverso un camp ed un'ignorantella perbene 2
sabato 2 giugno 2001
di Andrea
come ad inquadrare meglio la Solitudine del personaggio ed, al tempo stesso, allontanarsene pudicamente come dimostra il fatto che la m.d.p. conclude il suo movimento “nascondendosi” in una stanza attigua, in una sequenza anch’essa ossessionantemente dominata dal sottofondo radiofonico diffuso dall’E.I.A.R. Il carattere punitivo delle gravose tasse fasciste sugli scapoli suggerisce a Mastroianni un’altra memorabile battuta: « (“tassano più pesantemente noi scapoli”) continua » |
Un capolavoro
lunedì 15 gennaio 2007
di tauosre
Questo è in assoluto uno dei più bei film della storia del cinema italiano! Una bellissima regia per una trama profonda, toccante, commovente, immensamente vera, spogliata di ogni forma di bigotteria ed ipocrisia. Durante il periodo fascista, una donna trascurata da un marito ignorante, vuoto e volgare si innamora di un vicino di casa ex giornalista che però poi scopre essere omosessuale. Sophia Loren è bravissima, intensissima, calata alla perfezione in una parte che sembra sentire fin nel midollo continua » |
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| Antonietta (Sophia Loren) rimprovera il figlio dopo avergli trovato sul letto un giornale spinto. La masturbazione, secondo lei, può avere conseguenze disastrose | |
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Lo sai che si può diventar ciechi? Chiedilo al viceparroco, e senti quello che ti dice! Ma qual è il viceparroco? Quello mezzo cieco? |
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| Roma, 1938. Il piccolo balilla Maurizio di Paolantonio e il padre fascista Emanuele (John Vernon) | |
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Sabato m’hanno fregato pure il pon pon. Non si dice pon pon! È parola straniera! Chiamalo fiocco, nappa, non so! Italianizza: chiamalo pon pono! |
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| Gabriele (Marcello Mastroianni) parla al telefono col suo amante Marco | |
| Eppure ci dovrei essere abituato, fin da ragazzo, o isolato o solo! Che poi... è la stessa cosa. Ma certo che conti! Solo che è tutto così assurdo. Secondo loro dovremmo sentirci in colpa. Oggi stavo... come si dice... stavo per commettere una sciocchezza. Mi ha salvato l'arrivo di una che abita qui vicino. No, è sicuro, la vita, qualunque sia, vale la pena di essere vissuta, si dice così. E poi arriva sempre un pappagalletto a ricordarcelo. Solo che oggi per me è una giornata particolare, lo sai? È come in un sogno quando... quando vuoi gridare e non ci riesci perché ti manca il respiro! Però ho voglia di parlare! Parlare! Parlare! Te ne accorgi vero? Oppure che ti devo dire? Scendere nella strada, fermare il primo sconosciuto e raccontargli tutti i fatti miei, ma fino a spaventarlo! A scandalizzarlo! A menargli, sì!, a fargli del male! Qualunque cosa, piuttosto che stare solo in questa casa che odio. Non dici niente? Pronto? Marco! E parla, ca**o! Ma di' qualcosa! Ma quello che vuoi... non lo so, parla del tempo, di sport, di un libro che stai leggendo! ...scusami. Sì, lo so quello che senti anche tu. No, no... lo sai che non possiamo vederci. E poi, forse sarebbe anche peggio. Senti, quando si è scoraggiati bisogna trovare la forza di reagire, e subito, se no... non c'è niente da fare e sei fregato! Capisci? ...senti! Perché non ci ridiamo sopra? Eh? Senti... piangere si può fare anche da soli, ma ridere bisogna essere in due! Ti ricordi quella volta a Ostia con quello lì del cocomero? Ma ridi, Marco, ti prego, ridi! ...che amico triste mi sono scelto. Sai cos'è che mi peserà di più? La tua mancanza. Curati. Fammi sapere della tua salute. Sì, appena succede ti richiamo. Ciao. Pensami quando vuoi. | |
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Altre frasi celebri del film Una giornata particolare
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DVD | Una giornata particolareUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 4 marzo 2008
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di Giovanni Grazzini Il Corriere della Sera
6 maggio 1938, una giornata particolare. Per Roma, per l’Urbe, caduta in delirio per la visita di Hitler, e per due umili coinquilini di un grande caseggiato popolare, due sconosciuti che quel giorno s’incontrano, si amano, sono costretti a dividersi per sempre. Antonietta e Gabriele: una donna di casa col marito usciere al ministero, sei figli, una bellezza distrutta dalla fatica, una vestaglia rattoppata, e un annunciatore radiofonico che l’Eiar ha licenziato perché omosessuale, dunque antifascista, pronto per consegnarsi alla polizia che lo manderà al confino. » |
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Nell’ininterrotta polemica sul fascismo, che ha ripreso vigore negli ultimi anni e conosce periodicamente momenti caldi, si inserisce molto bene Una giornata particolare (quella dell’ultimo giorno di Hitler a Roma, marzo 1938). Scola e i suoi sceneggiatori, Maccari e Costanzo, hanno avuto l’idea semplice ed efficace di partire dalle tematiche attuali del femminismo e del fronte omosessuale per cercarne un’esemplificazione nel momento più cupo della nostra storia. Il film narra, infatti, il brevissimo incontro tra una tipica donna-schiava, inchiodata ai suoi compiti di riproduttrice e di casalinga, con un sensibile e fragile maschio rifugiatosi nelle amicizie particolari e per questo sottoposto alle persecuzioni del regime. » |
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