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Matrimonio all'italiana
Un film di Vittorio De Sica.
Con Sophia Loren, Marcello Mastroianni, Aldo Puglisi, Tecla Scarano, Marilù Tolo.
continua»
Commedia,
Ratings: Kids+16,
durata 104 min.
- Italia 1964.
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![]() Briosa commedia di De Filippo adattata per lo schermo da De Sica
Marianna Cappi
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premi nomination |
Premio Oscar 0 2 |
Nastri d'Argento 1 0 |
David di Donatello 4 0 |
| Filumena Marturano (Sophia Loren) | |
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Sì sono io, sono proprio io Miche'... quella pazza che viene sempre al distributore per vedere cosa fai tra una scusa e un'altra. E pure tu mi conosci, vero Ricca'? Sono quella che per comprare un paio di guanti ti fa buttare giù tutto il negozio. Tu invece non mi hai mai visto ve'? (Riccardo: "No") Eppure quante volte ho mangiato insieme a te... (Riccardo: "Dove?") Alla tua trattoria, vicino all'ospedale. Tu al tavolino accanto alla vetrata, io a quello di fronte. E già, tu non mi vedevi, tu stavi sempre distratto, tu sempre a studiare, persino mentre mangi! Questo non è un film giallo come ha detto Miche'. È un dramma, grosso... perché... voi siete figlia a me. (Pausa) Li conoscete quei bassi? Ai Vergini, a Forcella, ai Tribunali, al Pallonetto. Neri, affumicati, dove l'estate non si respira... dove non ci stanno luci nemmeno a mezzogiorno. In uno di quei bassi ci stavo io, con la famiglia mia. Quanti eravamo... una folla! La famiglia mia non lo so che fine ha fatto, non lo voglio sape', non lo ricordo. Sempre con la faccia voltata! Sempre in urto l'uno con l'altro! Ci coricavamo senza dirci buonanotte e ci svegliavamo senza dirci buongiorno. E u' calure... u' calure... la sera ci mettevamo intorno alla tavola un piatto grosso con non so quante forchette. Una sola volta mio padre si interessò di me. Quando me lo ricordo, tremo. Tenevo sedici anni, disse: "Ti sei fatta grande e qua non ci sta da mangiare, tu lo sai?". Sedici anni... passavano le signorine vestite bene con certe belle scarpe e io guardavo. Passavano sotto braccio ai fidanzati. Ci stava uno che qualche volta mi aiutava: un fornaio. Mi dava i taralli, il pane fresco... d'inverno quel forno era un sollievo. Ma mio padre aveva ragione, mi ero fatta grande. Se ne accorse pure il fornaio. (commossa) Un giorno incontrai una compagna mia, quasi non la riconoscevo, tanto stava vestita bene. Forse allora mi pareva bella qualunque cosa. Mi disse: "Così... così... così e così...". Perdonatemi! Forse per voi era meglio niente... che una madre accussì. È u' vero? Nun è u' vero? E allora vieni qua da mammà... |
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| Sophia Loren, donna senza lacrime, a Marcello Mastroianni | |
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Mimi, lo sai quando si piange? Quando si conosce il bene e non si può avere. E io bene non ne conosco: la soddisfazione di piangere non l'ho potuta mai avè. |
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| Sophia Loren al medico a proposito di Marcello Mastroianni che crede o vuole far credere di aver avuto un infarto | |
| Nun more, dotto', nun more: chi non c'ha cuore, non gli può venire l'infarto. | |
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Altre frasi celebri del film Matrimonio all'italiana
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DVD | Matrimonio all'italianaUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 18 marzo 2008
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di Giovanni Grazzini Il Corriere della Sera
Salvo nel titolo, che assurdamente devia nel grottesco un dramma di sentimenti per voler scimmiottare il film di Germi ed ereditarne i vantaggi mercantili, Matrimonio all’italiana è quasi interamente riuscito, e risolleva di colpo, anche agli occhi del pubblico più esigente (quello che non aveva capito le ragioni della travolgente carriera di Ieri, oggi, domani), il prestigio di Vittorio De Sica, troppo presto, dopo I sequestrati di Altona e Il boom, dato per agonizzante. Ora si dirà che il merito non è tanto di De Sica quanto della bellissima commedia di Eduardo, Filumena Marturano, da cui il film è tratto, una delle conquiste più alte del teatro italiano del secondo dopoguerra. » |
di Gian Luigi Rondi Il Tempo
Nel teatro italiano del dopoguerra Filumena Marturano, di Eduardo De Filippo, ha concluso in bellezza la serie delle pagine più emotive del teatro dell’Ottocento. Costruita, con abilità consumata e con calda passione, su sentimenti contro i quali è impossibile combattere – quello della maternità e quello della paternità – ci diceva di una donna che, pur di assicurare l’avvenire ai suoi tre figli, nati tutti da situazioni irregolari, fingendosi in punto di morte, si faceva sposare dall’uomo che, dopo averla tolta dal marciapiede, per anni l’aveva mantenuta; scoperto l’inganno, l’uomo con il soccorso della legge, la metteva fuori casa, ma lei allora gli rivelava che uno di quei ragazzi era figlio suo, senza dirgli peraltro quale fosse dei tre; l’altro, pur essendo in procinto di sposarsi con una giovanissima amante, mandava precipitosamente tutto a monte e si riprendeva in casa, sposandola, la donna cui doveva di essere padre (anche se, per avere un figlio, si riduceva ad accettarne tre, di cui almeno due certamente non suoi). » |
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di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Uno strano cocktail: una coppia d’attori di chiamata, una grande commedia dialettale (Filumena Marturano), un pizzico di spogliarello, la regia di De Sica, il ricordo di un film di Germi popolarissimo negli Stati Uniti (Divorce Italian Style). C’era da temere che ne risultasse un pasticcio inverecondo. E invece il film è tutt’altro che sbagliato, tutt’altro che brutto: lo metteremmo anzi, accanto a La ciociara, fra le cose migliori dei De Sica ultima maniera. Un quartetto di sceneggiatori guidato da Renato Castellani (gli altri sono Tonino Guerra, Benvenuti e De Bernardi) ha risolto con abilità i problemi della trascrizione. » |
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