La vita davanti a sé

Film 2020 | Drammatico 90 min.

Regia di Edoardo Ponti. Un film con Sophia Loren, Renato Carpentieri, Massimiliano Rossi, Abril Zamora, Babak Karim. Cast completo Genere Drammatico - Italia, USA, 2020, durata 90 minuti. - MYmonetro 2,72 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La trasposizione al giorno d'oggi di uno dei romanzi francesi più famosi del '900.

Consigliato sì!
2,72/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,50
PUBBLICO 2,67
CONSIGLIATO SÌ
Trailer in italiano

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Una trasposizione semplice ma credibile, con un cast di spessore guidato da una magnifica Sophia Loren.
Recensione di Paola Casella
giovedì 29 ottobre 2020
Recensione di Paola Casella
giovedì 29 ottobre 2020

Bari vecchia, crocevia di etnie e di culture. Mohammed detto Momò ha 12 anni ed è immigrato in Italia dal Senegal con la mamma quando era piccolo. Ma sua madre è morta e Momò viene affidato ad un medico, il dottor Cohen, che non sa come prendersi cura di lui. Un giorno Momò borseggia al mercato una donna anziana, Madame Rosà, rubandole due candelabri d'argento, ma il dottor Cohen lo scopre e gli chiede di riportare il maltolto a quella signora che conosce da anni. E approfitta per chiedere a Rosà di accogliere Momò in casa sua, insieme ai figli delle prostitute di cui la donna è stata un tempo collega. È l'inizio di una convivenza travagliata, in cui c'è in gioco la reciproca fiducia fra un'anziana che ne ha passate tante e un ragazzino che non crede più a nessuno.

Edoardo Ponti e Ugo Chiti si ispirano al celebre romanzo di Emile Ajar (al secolo Romain Gary) "La vita davanti a sé", già trasposto sul grande schermo nel '77 da Moshé Mizrahi, con un'indimenticabile Simone Signoret nei panni di Madame Rosà. Film, quello, che arrivò a vincere l'Oscar come Miglior film straniero nel '78.

In questo adattamento la protagonista è una magnifica Sophia Loren, madre del regista-cosceneggiatore, molto lontana dalla Signoret, anche fisicamente: una splendida over-80 dritta come un fuso, con l'espressione indomita che l'attrice ha sempre avuto e la sua classica mano sul fianco in atteggiamento di simpatica sfida. Ma Loren mette a servizio del suo ruolo anche i cedimenti fisici del passaggio del tempo e la dolcezza dietro la spavalderia.

In questo ritratto di una donna che ha conosciuto il campo di concentramento e una vita di stenti ma non ha perso l'empatia verso il prossimo c'è la napoletanità generosa di un'attrice di classe che non ha mai dimenticato le sue origini popolari e la carità per chi è meno fortunato. Quando dice "So vecchierella ormai" da un lato non le credi, perché è ancora bellissima, dall'altro noti le sue braccia esili e le sue mani segnate.

Accanto a lei un cast di spessore che comprende Renato Carpentieri (il dottor Cohen), Babak Karimi (il negoziante arabo Hamil, musulmano come Momò) e Massimiliano Rossi, e alcune gradite new entry, come la trans Abril Zamora (Lola, già nota per la serie spagnola Vis a Vis) e il piccolo Josif Diego Pirvu (Josif). Ma questa storia di sopraffazione e riscatto che strizza l'occhio a I miserabili (citato letteralmente e nel furto iniziale dei candelabri d'argento) non avrebbe funzionato senza la presenza carismatica di Ibrahima Gueye, al suo debutto sullo schermo nei panni di Momò: una presenza intensa e dignitosa, capace di cimentarsi con il lato dark come con quello tenero del suo personaggio, e soprattutto in grado di tenere testa ad un mostro sacro come la Loren, come richiede il suo ruolo nella storia.

La loro reciproca fascinazione risulta perfettamente credibile perché sono due figure Alpha, benché immerse in una realtà Zeta (o Zero). Se il messaggio del film è che "la vita dipende dagli incontri", quello fra Ibrahima e Sophia è stato davvero fortunato.

La messinscena è equilibrata, ma non priva di cura dei dettagli e alcune inquadrature allontanano La vita davanti a sé dallo standard televisivo che altrimenti avrebbe la meglio. La regia di Ponti insegue una semplicità che contrasta con la complessità della vicenda raccontata, e non giudica nemmeno la fase in cui Momò gestisce un lucrativo spaccio di droga. I dialoghi sono convenzionali ma credibili, colorati da parolacce accettabili nel contesto (anche se sentirle in bocca alla Loren fa un certo effetto), e le musiche (la colonna sonora è di Gabriel Yared) sono ben scelte, in particolare "Vengo dalla luna" dei Maneskin e "Milionario" di Guè Pequeno.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 26 novembre 2020
BrunoPepi

Se questo è un lavoro per sale cinematografiche (più fiction che film) significa che la carenza di idee originali è grave, oltretutto, adattamento cinematografico del romanzo omonimo del 1975 e già presentato al cinema nel '77.  Mamma, mamma...mi interpreti il personaggio femminile così mi dai una mano? E non poteva di certo dire no al figlio la carismatica [...] Vai alla recensione »

giovedì 19 novembre 2020
vanessa zarastro

Netflix ha prodotto l’ennesima versione cinematografica del romanzo La vie devant soi di Romain Gary, scrittore lituano francesizzato che si firmò Emile Ajar e ricevette il premio letterario Goncourt nel 1975. Due anni dopo fu girato il film omonimo interpretato dall’indimenticabile Simone Signoret (Mamma Rose) e diretto da Moshé Mizrahi che vinse l’Oscar 1978 come [...] Vai alla recensione »

lunedì 16 novembre 2020
Robert De Nirog

Il soggetto di questo film è un grande romanzo di Romain Gary, scritto negli anni '70 che già fu un film vincitore di un oscar. Però questa pellicola non regge il soggetto. Diventa un altro film dal cannovaccio già scritto: un piccolo bambino immigrato e le sue difficoltà e il pericolo di cadere nella criminalità. L'aiuto di una persona di cuore, una reduce dell'Olocausto, tormentata dall'Alzheimer [...] Vai alla recensione »

giovedì 26 novembre 2020
marilla

Una bel film. Condivido quasi tutto ciò che viene scritto da Gaia Pulliero tranne che Il suo giudizio, un poco tranchant, sulla regia, definita "troppo scontata". Ritengo infatti che essa non sia "scontata" ma rispettosa della complessità della trama e dei suoi significati. Oggi siamo fin troppo abituati agli esercizi di stile dei nuovi ed emergenti registi, che usano [...] Vai alla recensione »

venerdì 20 novembre 2020
Eugenio

Ho avuto qualche difficoltà nella lettura di un testo famoso come La vita davanti a se, di Emile Ajar (pseudonimo di Romain Gary), premio Gouncourt, uno dei più prestigiosi riconoscimenti letterari che uno scrittore può ricevere in vita. Certo, la psiche del suo autore, perseguitato dalla critica letteraria, incapace dopo l’attribuzione del premio di cui sopra con il romanzo [...] Vai alla recensione »

mercoledì 18 novembre 2020
Gaia Pulliero

La vita davanti a sé (2020) con la regia di Edoardo Ponti, é il film che vede il ritorno di Sophia Loren dopo undici anni passati lontani dalla cinepresa. Che dire? Sophia Loren non solo ritorna, ma ritorna attuale più che mai con questo nuovo lungometraggio lanciato direttamente sulla piattaforma digitale Netflix. La pellicola inizia con uno splendido Effetto Kulešov [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 13 novembre 2020
Valerio Caprara
Il Mattino

«La vita davanti a sé», prodotto dalla Palomar di Carlo Degli Esposti insieme al colosso dello streaming Netflix che lo rende disponibile sulla piattaforma da oggi, valorizza il ritorno di Sophia oppure succede esattamente all' opposto? La risposta è facilissima perché la nuova trasposizione del romanzo di Romain Gary quella realizzata in Francia nel 1977 e insignita dell' Oscar per il migliore film [...] Vai alla recensione »

martedì 1 dicembre 2020
Luca Pacilio
Film TV

Nuovo adattamento dell'omonimo romanzo di Romain Gary (Neri Pozza editore), già portato sullo schermo nel 1977 da Moshé Mizrahi, e qui reimmaginato nella Bari di oggi: madame Rosa è una ex prostituta, sopravvissuta all'Olocausto, che ospita bambini orfani e in difficoltà, accudendoli con rigore amorevole. Dopo l'iniziale riluttanza, complici i rispettivi drammi personali, la donna stringerà un legame [...] Vai alla recensione »

domenica 15 novembre 2020
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Il romanzo uscì nel 1975, firmato Emile Ajar, e fece vincere a Romain Gary (lituano di Vilnius poi diventato francese) il suo secondo premio Goncourt. Lo pseudonimo era stato scelto per far dispetto ai critici che lo avevano maltrattato all' epoca del primo. Caddero nel tranello e furono lodi sperticate: era ambientato a Belleville, quartiere multietnico ben prima di Daniel Pennac e della tribù Malaussène. [...] Vai alla recensione »

giovedì 12 novembre 2020
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Il dodicenne Momò, immigrato senegalese, borseggia a Bari vecchia Madame Rosà (Sophia Loren), rubandole due candelabri d' argento. Il medico che ha in affidamento il ragazzino lo obbliga a restituire la refurtiva, e chiede alla donna, ex prostituta, di accogliere Momò temporaneamente in casa. È l' inizio di una convivenza non facile. Una magnifica Loren, che rivediamo nei gesti (la mano sul fianco) [...] Vai alla recensione »

giovedì 29 ottobre 2020
Lorenzo Ciofani
La Rivista del Cinematografo

Tra i classici europei del secondo Novecento, La vita davanti a sé è il capolavoro di Romain Gary, scrittore la cui vita fu cinema in purezza (avventuroso militare poi diplomatico, romanziere anche sotto vari pseudonimi, dopo la morte dell'amata Jean Seberg si sparò avvolto in una vestaglia rossa come il sangue). Nel 1977 Moshé Mizrahi ne fece una trasposizione, che vinse l'Oscar per il film straniero [...] Vai alla recensione »

NEWS
NETFLIX
giovedì 29 ottobre 2020
Paola Casella

Un cast di spessore per l'adattamento di uno dei romanzi francesi più famosi del '900. Dal 13 novembre su Netflix. Vai all'articolo »

TRAILER
mercoledì 21 ottobre 2020
 

Regia di Edoardo Ponti. Un film con Sophia Loren, Renato Carpentieri, Massimiliano Rossi. 3, 4 e 5 novembre al cinema. Dal 13 novembre su Netflix.
Guarda il trailer »

NETFLIX
mercoledì 23 settembre 2020
 

La trasposizione al giorno d'oggi di uno dei romanzi francesi più famosi del '900. Vai all'articolo »

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