Il Sacrificio del Cervo Sacro

Film 2017 | Drammatico 109 min.

Titolo originaleThe Killing of a Sacred Deer
Anno2017
GenereDrammatico
ProduzioneGran Bretagna, USA
Durata109 minuti
Regia diYorgos Lanthimos
AttoriColin Farrell, Nicole Kidman, Barry Keoghan, Raffey Cassidy, Sunny Suljic Alicia Silverstone, Bill Camp, Denise Dal Vera.
Uscitagiovedì 28 giugno 2018
TagDa vedere 2017
DistribuzioneLucky Red
MYmonetro 3,25 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Yorgos Lanthimos. Un film Da vedere 2017 con Colin Farrell, Nicole Kidman, Barry Keoghan, Raffey Cassidy, Sunny Suljic. Cast completo Titolo originale: The Killing of a Sacred Deer. Genere Drammatico - Gran Bretagna, USA, 2017, durata 109 minuti. Uscita cinema giovedì 28 giugno 2018 distribuito da Lucky Red. - MYmonetro 3,25 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La vita di un carismatico chirurgo e quella di un adolescente inquieto s'incrociano e non saranno mai più come prima. Il film è stato premiato al Festival di Cannes. Al Box Office Usa Il Sacrificio del Cervo Sacro ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 2,2 milioni di dollari e 392 mila dollari nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,25/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
Lanthimos guarda a Kubrick in una nuova e malsana parabola sulle nostre paure più inconfessabili.
Recensione di Emanuele Sacchi
martedì 23 maggio 2017
Recensione di Emanuele Sacchi
martedì 23 maggio 2017

Steven è un cardiologo: ha una bellissima moglie, Anna, e due figli, Kim e Bob. All'insaputa di costoro, tuttavia, si incontra frequentemente con un ragazzo di nome Martin, come se tra i due ci fosse un legame, di natura ignota a chiunque altro. Quando Bob comincia a presentare degli strani sintomi psicosomatici, la verità su Steven e Martin sale a galla.
Come per la versione originaria di 2001 - Odissea nello spazio, è un minuto di buio a introdurre The Killing of a Sacred Deer, sulle note dello Stabat Mater di Schubert. L'immagine immediatamente successiva è quella di un intervento a cuore aperto, inquadrato senza veli dalla macchina da presa.

Veniamo calati così, in maniera brusca e disturbante, in una vicenda tragica di espiazione e vendetta.

Ma è già il titolo a raccontarci questo, con un riferimento esplicito alla tragedia di Euripide Ifigenia in Aulide, una delle pagine più crudeli della letteratura greca e occidentale in genere. Al resto ci pensa la messa in scena di Yorgos Lanthimos, che nasconde in ogni frame un'insidia psicologica. Dapprima la sensazione costante che qualcosa di terribile stia per accadere, quindi la rappresentazione della tragedia in atto e del suo intensificarsi man mano che la storia procede. Due sono gli atti principali. Nel primo è forte come mai prima d'ora l'ascendente kubrickiano (sottolineato dal ricorso a musiche di Gyorgi Ligeti): inquadrature impeccabili e uniche nella loro insolita angolazione e nella disposizione dei personaggi nel campo visivo, gesti di automi che rispondono direttamente agli impulsi di un regista-dio, alla rappresentazione di un concetto che si fa carne.

Una volta tradotta la sensazione di pericolo in un effettivo dramma, il sangue, la violenza e la crudeltà che si nascondono nell'animo umano hanno la meglio, alterando anche ritmo dello script e postura dei personaggi. Mentre il riferimento mitologico-letterario muta dal testo ellenico a quello biblico, tra la scelta di Abramo e il giudizio di Salomone.

"Non c'è niente da risolvere per nessuno" pronuncia l'inquietante Martin nel dialogo di passaggio tra i due segmenti principali. Il razionalismo esasperato che guarda a Kubrick e vive nel personaggio di Steven, convinto di poter controllare ogni cosa a costo di mentire o alterare la realtà, lascia spazio all'irrazionale più estremo, inspiegabile e non spiegato, che ha in Martin il suo fulcro.
E se la rivelazione fatale toglie qualcosa in termini di sorpresa e radicalità, alterando l'equilibrio di accecante razionalismo della prima parte, subentra una sinistra ironia macabra, man mano che Steven e Anna scendono a patti con l'assurdo scenario che li riguarda. Nell'indagine delle nostre fobie Lanthimos va oltre la sindrome da home invasion su cui Haneke ha costruito una carriera, per entrare in un terreno che abolisce totalmente la causa scatenante, trasformandola in un puro espediente narrativo. La paura e il senso di colpa sono immanenti, inestirpabili e non possono che accompagnare la perfetta vita borghese di Steven e Anna. Tutto ciò che abbiamo bisogno di sapere su quel che accade è che non ci sono vie di uscita praticabili, che possano alterare l'oscuro percorso del fato. Tranne una, la più impossibile e dolorosa di tutte.
Quando il punto di vista sembra trasferirsi su Anna, che intende mettere ordine in quanto avvenuto e ristabilire un equilibrio pagando il prezzo necessario, ecco che la donna traduce in parole il pensiero più orrendo e crudele in una ipotesi di soluzione. Come in The Lobster, non ci sono "buoni" né innocenti nell'universo di Yorgos Lanthimos, qui alle prese con un passo ambizioso della propria carriera, nel tentativo di far sua l'eredità di Kubrick e Haneke e spingersi oltre. Finché l'operazione riesce, la sensazione è di un cinema lucidamente spietato, ossia di ciò di cui i tempi di perpetua inquietudine che stiamo vivendo hanno bisogno.

Sei d'accordo con Emanuele Sacchi?
VIDEO RECENSIONE
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 7 aprile 2018
Francesco2

Dei tre film di, il peggiore dei tre è Alpis (2011), anche se mi resta il dubbio di non averlo capito. Paragonando, invece, questo film a The Lobster (2015) , bisogna rilevare che si tratta di una provocazionemonotematica, che ritrae un gruppetto di famiglia in un inferno, in una situazione ai limiti del paradossoronta ad esplodere in ogni momento.

venerdì 16 marzo 2018
Ashtray_Bliss

Yorgos Lanthimos è un regista poliedrico, audace e visionario, che non ha paura a creare attraverso le sue pellicole degli universi carichi di simbolismi, delle storie che restano sempre in bilico tra la dimensione reale e quella surreale, e talvolta, come nel caso in questione, metafisica. Lanthimos lo ricorderemo sempre per il divisivo Kynodontas ( Dogt ooth ) dove attraverso [...] Vai alla recensione »

lunedì 8 gennaio 2018
gianleo67

La benevolenza ed i regali che il cardiochirurgo Steven elargisce all'adolescente Martin, nascondono una scomoda verità che riguarda la professione dell'uomo, la famiglia del ragazzo e le responsabilità che quest'ultimo sembra attribuirgli. Quando la manifestazione di inspiegabili infermità inizia a colpire i due giovani figli del medico, le inquietanti minacce di Martin diventano sempre più concrete [...] Vai alla recensione »

sabato 7 aprile 2018
Francesco2

...........molto bella questa recensione

NEWS
VIDEO RECENSIONE
venerdì 15 giugno 2018
A cura della redazione

Steven è un cardiologo: ha una bellissima moglie, e due figli, Kim e Bob. All'insaputa della famiglia Steven incontra spesso un ragazzo di nome Martin. Quando Bob comincia a presentare strani sintomi, la verità su Steven e Martin sale a galla.

TRAILER
lunedì 28 maggio 2018
 

Steven è un famoso chirurgo cardiotoracico. Insieme alla moglie Anna e ai loro due figli, Kim e Bob, vive una vita felice e ricca di soddisfazioni. Un giorno Steven stringe amicizia con Martin, un sedicenne solitario che ha da poco perso il padre, e decide [...]

GALLERY
martedì 23 maggio 2017
 

È indubbiamente il Festival di Nicole Kidman, quest'anno a Cannes con 3 film e una serie TV. Nella giornata di ieri l'attrice era sul red carpet di The Killing of a Sacred Deer, thriller psicologico di Yorgos Lanthimos in lizza per la Palma d'Oro.

winner
miglior scenegg.ra
Festival di Cannes
2017
Raffey Cassidy nella parte di Kim Murphy
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