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Un matrimonio all'inglese
Un film di Stephan Elliott.
Con Jessica Biel, Colin Firth, Kristin Scott Thomas, Ben Barnes, Kimberley Nixon.
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Titolo originale Easy Virtue.
Commedia,
Ratings: Kids+13,
durata 96 min.
- Gran Bretagna 2008.
- Eagle Pictures
uscita venerdì 9 gennaio 2009.
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![]() Bentornato Stephan Elliot, in una commedia pungente che accusa il presente di passatismo
Marianna Cappi
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Grnde film !!!
domenica 11 gennaio 2009
di tonino
un film molto elaborato, quasi perfetto ... della sceneggiatura è inutile parlarne, visto che è tratta da una consolidata (e famosa) opera teatrale, ma per il resto ... attori (TUTTI) adattissimi nei loro ruoli, dialoghi entusiasmanti (forse in italiano si perde qualche sfumatura tutta english), stupefacente ritmo della narrazione, scenografie e costumi da paura, musiche perfette, fotografia eccezionale, regie, teatrale e filmica, grandiose (forse quella cinematografica fin troppo leziosa con la continua » |
Let's misbehave!
lunedì 19 gennaio 2009
di Luca
Il ritornello di un vecchio classico jazz euforicamente cantato durante un ballo frenetico da John e Larita, "Let's misbehave!", costituisce un'importante chiave ermeneutica del film, nel tragico scarto di intenzione tra i due ballerini: lei rigorosamente seria, lui appena divertito. Gli sviluppi della storia dimostrano (in maniera forse un po' pedante) le conseguenze esistenziali cui conduce tale pericolosa differenza di potenziale, in termini di attese e di risorse da spendere nel matrimonio, continua » |
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Una gustosa ricetta
venerdì 16 gennaio 2009
di olgadikom
UN MATRIMONIO ALL’INGLESE Ingredienti: una pièce teatrale di un autore inossidabile come Noel Coward, da cui il film prende spunto; il conflitto tra vecchio e nuovo, allargato dagli individui al mondo, rappresentato dalla vecchia Inghilterra e dalla nuova America; le inquadrature originali e ricercate all’altezza di Gosford Park di Altman. A tali ingredienti base aggiungi: una scelta di brani musicali anni ’30 e seguenti o moderni (vedi Sex Bomb) che fanno respirare l’aria del periodo e hanno già continua » |
Spumeggiante.
domenica 18 gennaio 2009
di PG
Godibile, ironico e spumeggiante. Graffiante affresco dell'upper class britannica raccontato da un Aussie che dimostra di conoscere bene il soggetto e l'epoca, anche se lo spider BMW fu prodotto dieci anni dopo. La Thomas recita il suo vero ruolo, quello della consorte acida. La Biel è alla sua altezza, con una marcia in più: il lato B mozzafiato. continua » |
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| Sarah | |
| Lei è come annegare: diventa deliziosa quando smetti di dimenarti. | |
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| Colin Firth | |
| Quando il gioco si fa duro, i duri se ne vanno. | |
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| Non ricordo | |
| La signora è piacevole come la sensazione che hai quando hai finito di dibatterti nell'annegamento! | |
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Altre frasi celebri del film Un matrimonio all'inglese
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DVD | Un matrimonio all'ingleseUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 26 agosto 2009
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SOUNDTRACK | Un matrimonio all'ingleseLa colonna sonora del film
Disponibile on line da venerdì 21 novembre 2008
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INTERVISTE | Il regista di Priscilla, la regina del deserto torna alla regia dopo dieci anni di assenza.Una storia in cui tutti si possono identificare
lunedì 27 ottobre 2008 - Gabriele Niola
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"Un matrimonio all'inglese" scostumato film in costume
di Francesco Alò Il Messaggero
Che matrimonio bizzarro. Prendete i dialoghi brillanti del commediografo inglese Noel Coward, la comicità macabra di oggi contro gli animali, la bellezza montanara del Minnesota di Jessica Biel, la regia rock'n'roll di un australiano pazzo come Stephen Elliot e avrete l'irresistibile Un matrimonio all'inglese, il flusso di energia più potente che ci ha investito all'ultimo Festival di Roma. La regina di questo scostumato film in costume è Jessica Biel. Che bomba. La vediamo precipitare in una tristissima magione inglese tra le due guerre nei panni di un'americana scatenata campionessa di automobilismo. » |
La sposa americana. Quando i grandi attori sanno anche cantare
di Claudio Carabba Corriere della Sera Magazine
Dopo Priscilla la regina del deserto il regista Stephan Elliott ha vissuto disavventure degne di una sceneggiatura. Per nostra fortuna non gli è passato il buonumore ed è andato a scovare un testo teatrale di Noel Coward, Easy Virtue (che vanta una precedente versione firmata da un giovane Hitchcock) e un cast in stato di grazia. Il risultato è una commedia da vedere da soli o accompagnati, da godersi in sala e poi contare i giorni per l'uscita in dvd per ricominciare da capo. Jessica Biel è Larita, americana platinata e liberata con la passione per le auto da corsa che si reca a conoscere la famiglia del neomarito John (Ben Barnes), un romantico ragazzo inglese di buonissima famiglia. » |
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L'età del jazz e i nipotini della regina Vittoria
di Valerio Caprara Il Mattino
È facile nonché gratificante per il critico raccomandare a tutti «Un matrimonio all'inglese» («Easy Virtue») diretto da Stephan Elliott sulla base della commedia di Noel Coward già trasposta al cinema (muto) dal giovane Hitchcock. Brillante scorcio d'inglesità anni Venti, sottoposto al vaglio delle battute e del ritmo perfetti (nonostante il doppiaggio sottragga per forza di cose un po' di glamour), il film contrappone la sportiva e sexy americana Larita al microcosmo aristocratico del fresco maritino John: tra equivoci e contrattempi esilaranti, l'iniziale disagio prima fomenta una sorta di guerra di nervi nella lussuosa ma indebitata magione di campagna e poi smonta l'intera impalcatura delle ipocrisie e dei tabù, delle repressioni sessuali e dei pregiudizi di classe connaturati alla società vittoriana ormai incalzata dall'età del jazz. » |
Che match nuora-suocera nella campagna inglese
di Maurizio Cabona Il Giornale
Grazie a Stephen Elliot, è nata una stella. Il suo Matrimonio all'inglese (in originale Easy Virtue) impone infatti Jessica Biel, che esce alla pari dal temibile confronto con la cinquantenne Kristin Scott Thomas. Eppure la Biel parte con lo svantaggio del personaggio positivo, quindi meno interessante: è la buona, americana e spregiudicata, contro la suocera, inglese e arcigna, che ha però le battute migliori. Presentato al Festival di Roma, Un matrimonio all'inglese è bastato a giustificarne l'esistenza, discussa nella scorsa primavera per le incertezze del Comune capitolino. » |
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