Strade perdute

Film 1996 | Thriller 134 min.

Titolo originaleLost Highway
Anno1996
GenereThriller
ProduzioneUSA
Durata134 minuti
Regia diDavid Lynch
AttoriBill Pullman, Patricia Arquette, Balthazar Getty, Robert Blake, Robert Loggia, Gary Busey Mink Stole, Richard Pryor, Jack Nance.
TagDa vedere 1996
MYmonetro Valutazione: 0,00 Stelle, sulla base di 71 recensioni.

Regia di David Lynch. Un film Da vedere 1996 con Bill Pullman, Patricia Arquette, Balthazar Getty, Robert Blake, Robert Loggia, Gary Busey. Cast completo Titolo originale: Lost Highway. Genere Thriller - USA, 1996, durata 134 minuti. Valutazione: 0,00 Stelle, sulla base di 71 recensioni.

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Il nodo sono alcune riprese video che mostrano Fred e sua moglie Renée prima in atteggiamenti molto intimi, poi Fred che uccide la moglie. Sarà tutto ... Al Box Office Usa Strade perdute ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 2,8 milioni di dollari e 213 mila dollari nel primo weekend.

Passaggio in TV
lunedì 22 aprile 2019 ore 5,45 su SKYCINEMA2

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Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,77
CONSIGLIATO SÌ

Il nodo sono alcune riprese video che mostrano Fred e sua moglie Renée prima in atteggiamenti molto intimi, poi Fred che uccide la moglie. Sarà tutto vero, tutto falso? Intorno al quesito ruota la vicenda. Tutto si complica quando Fred, accusato di omicidio, incontra una bionda del tutto identica a sua moglie. Che il nuovo film di Lynch abbia avuto tanto ritardo nelle nostre sale è dovuto semplicemente al fatto che è mediocre. Il regista è sempre più involuto e fastidioso. Niente deve essere chiaro e comprensibile. Molti affermano essere questo il pregio maggiore di Lynch. Per noi è un limite, non piccolo.

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Fred (Pullman), sassofonista di Los Angeles geloso della bruna moglie Renee (Arquette), riceve una videocassetta dove lo si vede accanto al corpo della consorte assassinata. Lo arrestano per uxoricidio, ma presto nella sua cella le guardie trovano, al suo posto, il giovane meccanico Pete (Getty) che, scarcerato, torna al lavoro in officina e si fa paladino di Alice (ancora Arquette), pupa bionda di un gangster (Loggia). Scritto da Lynch col coetaneo Barry Gifford, questo thriller allucinato come un incubo parla dell'incapacità di un uomo di mantenere il controllo sulla propria vita. Lo fa attraverso una struttura narrativa paragonabile a quella di una fuga (musicale) oppure al paradossale anello di Moebius che si avvolge su sé stesso in una unica dimensione, una struttura in cui è scardinato addirittura il fondamento di ogni narrazione, l'identità del protagonista. Si può anche non salire sul film, cioè respingerlo, ma "è difficile sottrarsi al suo fascino inquietante, negare la fosca bellezza delle sue immagini, dimenticare la presenza minacciosa dell'uomo misterioso" (R. Blake). Musiche di Angelo Badalamenti, Trent Reznor (Nine Inch Nails) e Barry Adamson.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 26 marzo 2011
Dandy

Con una strizzata d'occhio a "La donna che visse due volte" Lynch smonta i meccanismi del noir e crea con questo film un punto di svolta nella sua carriera.Costruisce un racconto che nega ogni spiegazione razionale.Nella prima parte,punta su un'atmosfera onirica e inquietante,piena di paradossi spazio-temporali.Nella seconda(più debole)prevalgono i siparietti pulp e le scene [...] Vai alla recensione »

martedì 20 gennaio 2015
Lele95Sartorato

David Lynch dirige questo film nel 1997 che segna l'inizio della " trilogia del sogno " e regala al cinema mondiale un'altro tassello utile alla rivoluzione dell'immaginario onirico comune. La trama è semplice: nella vita quotidiana di un jazzista e di sua moglie grava il dubbio dell'infedeltà da parte della moglie e il malessere del marito dovuto ai problemi [...] Vai alla recensione »

lunedì 7 maggio 2012
BlackDragon89

"L'amore è tutto ciò che si può ancora tradire" diceva Andrea Pazienza, famoso fumettista e illustratore italiano. Fred Madison è un sassofonista di Los Angeles, sposato con l'incantevole Renée, della quale sospetta però di tradimento, tanto da ritrovarsi spesso a stretto contatto con la follia.

mercoledì 8 agosto 2018
elgatoloco

"Lost Highway"(David Lynch, 1996)di Lynch, ossia di un grande autore del cinema di oggi(certo Lynch non è in alcun modo "restringibille"al campo filmico, essendo notoriamente attivo in vari altri settori, ma nel cinema si è espresso e si esprima compiutamente da decenni), è opera non facile per quel grande pubblico che vuole"buoni sentimenti", azione [...] Vai alla recensione »

mercoledì 28 agosto 2013
Alessandro Rega

Il film in questione è il settimo dell’invidiabile filmografia del regista americano ed è pure il primo che mi ha lasciato sensazioni negative…che non mi ha appassionato. Inizialmente, devo dire, mi era anche piaciuto…ma è la maniera in cui si è evoluto il resto (gran parte) della pellicola ad avermi colpito negativamente, o meglio, a non avermi colpito [...] Vai alla recensione »

venerdì 27 luglio 2018
paolp78

David Lynch è un regista che apprezzo molto per il talento indiscutibile, espresso in alcune grandi pellicole (su tutte “Velluto Blu”, un vero capolavoro); tuttavia spesso le sue opere sono rovinate dalla poca chiarezza della trama, a cui spesso si fatica a stare dietro. "Strade perdute" è affetto proprio da questo difetto.

domenica 30 settembre 2012
gianmarco.diroma

"Ricomincio da tre!". Con Lynch però si rischia di partire col tre per poi arrivare non si sa bene come allo zero. In un sistema di pensiero che unisce Strade Perdute a Mulholland Drive e poi a Inland Empire, storie ambientate ai confini di Hollywood, Lynch racconta come la formula "metacinema" non abbia un gran significato, o meglio, una grande utilità (se non per chi ne parla e ne trae beneficio). [...] Vai alla recensione »

venerdì 27 agosto 2010
nick castle

Siamo al 7° film di David Lynch. Una storia sconclusionata mascherata da sperimentale fa da padrona in questa messa in scena dei desideri più profondi di Lynch, che nonostante un innegabile fascino registico, stuzzica all'inizio, magari incuriosisce, ma man mano che prosegue annoia e diventa presuntuosa. Lynch cerca di essere il più personale possibile, creando e mixando un [...] Vai alla recensione »

martedì 20 ottobre 2009
cloudhead

Strade perdute è un gioco riuscito di vasi comunicanti, che portano linfa nelle vite dei personaggi attraverso continui avvicendamenti e cambi di prospettiva. Da apprezzare il ruolo dell'uomo con la videocamera, apparente chiave del mistero della doppia identità del protagonista, che si dimostra doppiamente ambiguo quando, nel finale, chiede a Fred: "E tu, invece, come ti chiami.

lunedì 5 settembre 2011
ryochan

La prima mezz'ora è da maestro del thriller, direttamente all'essenza del genere, e cioè angoscia davanti all'ignoto e senso dell'assurdo, dell'incomprensibile. Vale la pena vederlo solo per questo. Nell'ora successiva però non succede niente, sembra addirittura un altro film, e nella mezz'ora finale non si capisce un'acca.

venerdì 3 luglio 2009
Elvis shot JFK

Solo Lynch ha capito il senso di questo film. Alla lunga diventa incomprensibile e noioso. Preferisco di gran lunga Mulholland drive.

martedì 23 febbraio 2010
serafale94

Secondo me è uno dei migliori di Lynch.

domenica 13 gennaio 2019
amokubrik

Una meraviglia, più unico che raro. Lode a Lynch

lunedì 25 settembre 2017
123daniel

Quando Il Noir Incontra Il Surreale

lunedì 17 febbraio 2014
NiccoFuzz

Si, Lost Higway esprime al meglio quelle che sono le potenialità del male e le sue estreme conseguenze. Nonostante gli intrecci da capogiro, colonna portante dell'idea che l'uomo è pilotato da forze di ogni tipo che lo conducono nella estrema e intensa attività del sogno, Lynch rappresenta in questo film la parte più debole e fragile dell'animo umano, quella [...] Vai alla recensione »

lunedì 23 settembre 2013
Kronos

Con questo film Lynch ha inaugurato una fase della carriera all'insegna dei paradossi spazio-temporali, delle "reincarnazioni", delle geometrie di Moebius (come qualcuno ha fatto notare) che troveranno un compimento assoluto in Mullholland Dr. In "Strade perdute" il processo funziona a metà: i primi 45 minuti sono magnifici, inquietanti e di grande maestria. Ma [...] Vai alla recensione »

domenica 11 dicembre 2011
bibo43

Film molto strano che non risolve diversi problemi di...  razionalità, ma forse il pregio e l'originalità sta proprio in questo...

sabato 24 settembre 2011
Oblivion7is

Qualcuno dirà "Tetralogia?" "Inconscio?" perché molti invece la chiamano Trilogia dell'Inconscio, Trilogia del Sogno o Tetralogia del Sogno. No, a mio parere mettere Inconscio è più adeguato e idem per Tetralogia: "Eraserhead - La Mente che cancella" si può considerare come una specie di prologo o di dura introduzione alla faccenda, [...] Vai alla recensione »

martedì 23 agosto 2011
Misha90

lynch ha superto se stesso con questo film

domenica 27 settembre 2009
ELISBETH

INCOMPRENSIBILE,OSCURA,AFFASCINANTE,CRIPTICA,EROTICA,TORBIDA,ONIRICA OPERA DEL GRANDE LINCH.DIALOGHI SCARNI,VOLTI SCOLPITI NELL'OMBRA,LUCI INQUIETANTI,QUESTO FILM OFFRE MOLTEPLICI,PERSONALI INTERPRETAZIONI.NULLA è SCONTATO E CHIARO AGLI OCCHI DELLO SPETATORE ED è QUESTA LA GRANDEZZA DELL'OPERA DI LINCH.ASSOLUTAMENTE DA ASOLTARE LA COLONNA SONORA CHE PERCORRE L'INTERA PELLICOLA.

giovedì 18 giugno 2009
gloriapessoa

Attraverso la strada dell'inconscio, ci si perde. Ottimo lavoro David Lynch!

giovedì 10 marzo 2016
toty bottalla

Una trama che sfida la logica e ti trascina in un incubo incomprensibile e volutamente confuso dove il significato schizofrenico si presta a valutazione soggettive e fantasiose, c'è il sesso con la bella donna a traino di una storia che poi si riduce ai vecchi istinti primordiali di piacere, peccato, tentazione e roba simile, la miscela d'horror, noir e sentimentalismo deviato non convince [...] Vai alla recensione »

lunedì 19 ottobre 2009
ethan

E' la terza volta che cerco disperatamente di arrivare alla parola "The end", ma non ci riesco; è uguale a tutti i films di Lynch... soporifici, ma sopratutto, ecco la parola chiave: ONIRICI!

Frasi
"Non mi piacciono le telecamere , a me piace ricordare le cose come le ricordo io"
Una frase di Fred Madison (Bill Pullman)
dal film Strade perdute - a cura di danny_Lynch empire
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Lietta Tornabuoni
La Stampa

David Lynch riemerge dal silenzio con Strade perdute, il suo film più notturno, decostruito e misterioso, simboleggiato da un'autostrada nel cuore oscuro del deserto americano, la Valle della Morte. Da Fuoco cammina con me gli ci son voluti, per cominciare a lavorare a un nuovo lungometraggio, quattro anni segnati da rifiuti e fallimenti: i progetti respinti della storia di tre ragazzi che un tempo [...] Vai alla recensione »

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