Un matrimonio all'inglese

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Un film di Stephan Elliott. Con Jessica Biel, Colin Firth, Kristin Scott Thomas, Ben Barnes, Kimberley Nixon.
continua»
Titolo originale Easy Virtue. Commedia, Ratings: Kids+13, durata 96 min. - Gran Bretagna 2008. - Eagle Pictures uscita venerdì 9 gennaio 2009. MYMONETRO Un matrimonio all'inglese * * * 1/2 - valutazione media: 3,66 su 83 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

Jessica Biel: Mia suocera non mi sopporta perché sono la più sexy del mondo

di Marco Romani Il Venerdì di Repubblica

L'attrice americana, considerata una delle donne più belle del Pianeta, in «Un matrimonio all'inglese» (remake di un film di Hitchcock) deve vedersela con la madre di suo marito. «Ma nella vita reale i miei problemi sono stati altri. Per esempio, ho ancora il rimorso per avere posato nuda».
Eterno conflitto tra suocera e nuora. Con l'aristocratica Mrs Whittaker, un'inglese dalla morale rigida e le finanze in rosso, che fa di tutto per cacciare di casa la giovane Larita, un'americana bella e piena di vita che, prima di sposai-si, viveva con le gare di corsa in automobile. In mezzo c'è lui, il giovane John, sballottato tra l'amore per la moglie e il rispetto per le regole imposte dalla madre.
Un matrimonio all'inglese è una pellicola raffinata e divertente, ambientata in un'Inghilterra anni Venti attraversata dai disastri finanziari dei vecchi proprietari terrieri. È tratta dalla commedia teatrale Easv Virtue (1924) di Noel Coward, che già Alfred Hitchcock aveva portato sullo schermo nel 1927. A girarla stavolta è stato, invece, l'australiano Stephan Elliot, che torna al cinema dopo il successo di Priscilla, la regina del deserto, 1994), con un ottimo cast: Colin; Firth (l'imprevedibile padre dello sposo, reduce della Grande Guerra), Ben Barnes (nei panni dell'indeciso John), Kristin Scott Thomas (la soffocante Mrs Whittaker) e Jessica Biel, l'intraprendente giovane sposa con l le spalle un matrimonio finito sulle pagine di cronaca nera dei giornali americani. Obamiana di ferro, («Dobbiamo riacquistare agli occhi del mondo la reputazione perduta negli ultimi anni»), Jessica Biel, 26 anni, è considerata tra le donne più sexy del mondo: nel 2008 è arrivata seconda nella classifica della rivista Flam, dopo che nel 2007 era stata giudicata la numero uno dal magazine Stuff. Sempre sotto i flash dei fotografi («Dall'uscita di The lllusionist, nel 2006, mi sembra di vivere in un acquario dove tutti ti osservano»), non parla volentieri della sua vita privata e del suo fidanzato Justin Timberlake, il cantante americano che ha anche duettato con Madonna in 4 minutes. Però, a proposito dell'incontro con sua «suocera», quella vera, dice: «Un po' di tensione c'è stata, ma penso di avere superato l'esame».
Come ci si sente sapendo di essere considerata la donna più sexy del mondo?
«Sono lusingata da quelle classifiche, ma certo quando mi alzo la mattina, con il trucco colato della sera prima, non mi sento affatto sexy. In pochi anni la bellezza svanisce e devi essere preparata a fare i conti con la vita e con il tuo lavoro».
Be', dopo «The Illusionist», la sua carriera sembra in ascesa. Anche in questo film ha un ruolo da protagonista.
«È vero, ma a differenza di alcune mie colleghe faccio molta fatica a ottenere ruoli importanti, perché è difficile uscire dallo stereotipo dell'attrice di film d'azione o della bella ragazza dei serial tv. Non sono ancora arrivata sulla vetta dell'Olimpo di Hollywood e devo continuare ad arrampicarmi».
In «Un matrimonio all'inglese» Larita sostiene che l'eutanasia è un grande atto d'amore. Sarebbe disposta a compierlo?
«Penso di sì. Aiutare a morire senza sofferenze una persona che non ha più alcuna speranza di vivere è terribilmente difficile, ma penso che sia davvero un atto d'amore assoluto. Non credo all'amore fatto solo di esplosioni di passione e di emozioni forti, ma a un sentimento sussurrato, nel quale mi sento sicura e protetta, soprattutto nelle situazioni difficili».
Si è fatta, allora, aiutare dal suo fidanzato Justin Timberlake, quando ha dovuto incidere alcuni brani della colonna sonora di questo film?
«Quando canto davanti a lui, mi imbarazzo moltissimo e divento nervosa. Così, prima di registrare non gli avevo detto nulla. Però, quando ha ascoltato i brani, mi ha ricoperto di complimenti. Ma forse lo ha fatto solo per amore».
Allora è vero che ha intenzione di incidere un album.
«Leggo sui giornali e sui siti Internet che sto incidendo un disco prodotto da Justin, ma non è assolutamente vero. Ho debuttato nel musical e mi piacerebbe tornare su un palcoscenico di Broadway o cantare in un film. Ma un album non è nei miei progetti. Almeno per ora».
Lei è stata cacciata dal cast della fortunata serie americana Settimo cielo a causa di alcune foto nude pubblicate sulla rivista «Gear». Si è mai pentita di quella scelta?
«In realtà, non sono stata mandata via dalla serie. Ho scelto io di andarmene perché volevo frequentare il college. La coincidenza temporale con la pubblicazione delle foto ha fatto nascere la leggenda di un mio allontanamento per ragioni morali. Ma non è andata così».
Allora, rifarebbe quelle foto.
«Mai più. Se ripenso a quanto è stato difficile superare il mio stesso imbarazzo e quello della mia famiglia, preferirei non averle mai fatte. Ma anche quella è stata una lezione che mi è servita per evitare di fare scelte sbagliate nel futuro».
Lei è molto impegnata in iniziative di solidarietà e ha creato «Make The Differente Network». Cos'è esattamente?
«Con mio padre e mio fratello abbiamo creato una rete, organizzata in modo simile a MySpace, per mettere in collegamento sponsor e associazioni no profit che si occupano di beneficenza. Vogliamo che i giovani siano pronti a condïvidere i loro progetti e che le persone abbiano la sicurezza che i propri soldi vadano a sostenere le iniziative in cui credono».
Nel suo prossimo film, «Nailed», è una giovane cameriera ninfomane. Ce lo racconta?
«La protagonista è una donna che dopo un incidente ha un chiodo nella testa e non ha i soldi per sottoporsi all'intervento chirurgico necessario per rimuoverlo. Il chiodo inizia a cambiare la sua personalità: è sempre arrabbiata e ha una voglia sfrenata di sesso. Insieme ad altre vittime di incidenti va a Washington per promuovere una legge che tuteli la salute anche di chi non può permetterselo. È una commedia divertente, ma vuole porre l'accento su un problema molto serio: l'assurdo sistema di assistenza sanitaria degli Stati Uniti».
Da Il Venerdì di Repubblica, 2 gennaio 2009

di Marco Romani, 2 gennaio 2009

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