Lazzaro Felice

Film 2018 | Drammatico +13 130 min.

Anno2018
GenereDrammatico
ProduzioneItalia
Durata130 minuti
Regia diAlice Rohrwacher
AttoriAdriano Tardiolo, Alba Rohrwacher, Tommaso Ragno, Luca Chikovani, Agnese Graziani Sergi López, Natalino Balasso, Nicoletta Braschi, Leonardo Nigro, Gala Othero Winter, Davide Denci.
Uscitagiovedì 31 maggio 2018
TagDa vedere 2018
Distribuzione01 Distribution
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Regia di Alice Rohrwacher. Un film Da vedere 2018 con Adriano Tardiolo, Alba Rohrwacher, Tommaso Ragno, Luca Chikovani, Agnese Graziani. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2018, durata 130 minuti. Uscita cinema giovedì 31 maggio 2018 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

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Lazzaro e Tancredi sono legati da una grande amicizia. Un'amicizia vera e intatta che nel tempo porterà Lazzaro alla ricerca di Tancredi. Il film è stato premiato al Festival di Cannes.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un cinema libero, destrutturante, girovago. Un cinema che merita di essere seguito.
Recensione di Paola Casella
lunedì 14 maggio 2018
Recensione di Paola Casella
lunedì 14 maggio 2018

La Marchesa Alfonsina de Luna possiede una piantagione di tabacco e 54 schiavi che la coltivano senza ricevere altro in cambio che la possibilità di sopravvivere sui suoi terreni in catapecchie fatiscenti, senza nemmeno le lampadine perchè a loro deve bastare la luce della luna. In mezzo a quella piccola comunità contadina si muove Lazzaro, un ragazzo che non sa neppure di chi è figlio ma che è comunque grato di stare al mondo, e svolge i suoi inesauribili compiti con la generosità di chi è nato profondamente buono. Ma qual è il posto, e il ruolo, della bontà fra gli uomini?

Come saprà risorgere questo Lazzaro per continuare a testimoniare che il bene esiste, e attraversa le vicende umane senza perdere la propria valenza rivoluzionaria?

Alla sua terza regia Alice Rohrwacher fa intraprendere al suo protagonista, e alla comunità che lo circonda, un cammino che è anche il proprio, all'interno di un cinema che deve molto a Olmi e Zavattini ma continua a spingersi oltre lungo un terreno che frana e si modifica continuamente sotto i suoi (e i nostri) piedi. Non è facile tenerle dietro mentre attraversa un'arcadia senza tempo che è anche un microcosmo di sfruttamento, dove il lupo è assai più giusto e buono dell'essere umano che lo teme. Il suo linguaggio parte da atavico e diventa postmoderno, racconta un vento che soffia senza tregua per spazzare via la protervia del potere e uno sputo nel piatto dell'ingiustizia sociale senza per questo negare che il Bene e il Male percorrono il tempo senza cambiarlo, riproponendosi all'infinito.

La fionda che Tancredi, il figlio della Marchesa, regala a Lazzaro è come la cinepresa per Rohrwacher, ben consapevole della sua pericolosità: Alice si piazza sempre in medias res, fra le foglie di tabacco, dentro ai letti disfatti dei contadini, dietro lo sguardo puro del suo protagonista. Lazzaro è un'occasione come lo è il cinema di Alice Rohrwacher, che è tutto finto, nel senso di reinventato e ricreato, ma conserva radici profondamente reali, italiane prima che universali, rurali piuttosto che bucoliche.

Il suo percorso creativo richiede un'attenzione che il grande pubblico forse non le tributerà, ma non abbiamo dubbi che lei continuerà a camminare sul filo e a cercare, anche a tentoni. Il suo cinema è libero, destrutturante, girovago: e per questo merita di essere seguito, anche quando (o forse proprio perchè), come nel caso di Lazzaro felice, appare non a fuoco e non risolto.

Se il suo film precedente parlava del meraviglioso, Lazzaro felice racconta "la santità dello stare al mondo senza miracoli, senza poteri o superpoteri", esprimendosi in una lingua della quale la stessa Rohrwacher non conosce fino in fondo gli stilemi, ma che cerca di imparare immaginandosela, spingendo anche noi (seppur recalcitranti) a fare altrettanto.

Lazzaro cammina felice - e in qualche modo indenne - in mezzo a inganni grandi e piccoli portando la sua verità senza giudicare nessuno. E crede senza l'obbligo di convincere, crede ancora nella fondamentale bontà dell'uomo, della quale non chiede mai prova perchè ne è lui stesso conferma.

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NEWS
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mercoledì 23 maggio 2018
Francesca Ferri

Continua la Guerra Fredda tra Netflix e il festival di Cannes per chi deve avere l'ultima parola. "Tutti i film della competizione devono essere aperti alla distribuzione in sala", il delegato generale del festival di Cannes, Thierry Frémaux, sembrava [...]

GALLERY
lunedì 14 maggio 2018
 

Alice Rohrwacher è tornata al Festival di Cannes a quattro anni da Le meraviglie. Il suo film Lazzaro felice ha ricevuto molti applausi facendo commuovere tutti i giovani protagonisti, presenti per la prima volta alla kermesse.

winner
miglior scenegg.ra
Festival di Cannes
2018
Con Adriano Tardiolo nella parte di Lazzaro
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