Nodo alla gola

Film 1948 | Giallo +13 80 min.

Titolo originaleRope
Anno1948
GenereGiallo
ProduzioneUSA
Durata80 minuti
Regia diAlfred Hitchcock
AttoriJames Stewart, Farley Granger, John Dall, Cedric Hardwicke, Constance Collier Douglas Dick, Edith Evanson, Dick Hogan, Joan Chandler.
TagDa vedere 1948
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,72 su 29 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Alfred Hitchcock. Un film Da vedere 1948 con James Stewart, Farley Granger, John Dall, Cedric Hardwicke, Constance Collier. Cast completo Titolo originale: Rope. Genere Giallo - USA, 1948, durata 80 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,72 su 29 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Due giovani bene uccidono un amico. Nascondono il corpo in una cassapanca e poi hanno il coraggio di dare un party nel salotto stesso.

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Consigliato assolutamente sì!
3,72/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 4,08
CONSIGLIATO SÌ

Due giovani bene uccidono un amico. Nascondono il corpo in una cassapanca e poi hanno il coraggio di dare un party nel salotto stesso (tra gli invitati ci sono i genitori del defunto). Nessuno sospetta, tranne un professore, che a party terminato, mette alle strette i due assassini e li fa confessare.

a cura della redazione
giovedì 3 agosto 2006

Il primo film della Transatlantic Pictures fu proprio Nodo alla gola, tratto da un'opera teatrale di Patrick Hamilton del 1929. Si ispirava al famoso caso Leopold-Loeb: due studenti di Chicago, legati fra loro da una relazione omosessuale, avevano ucciso un loro compagno per il puro gusto di uccidere e di manifestare la loro superiorità rispetto alla gente "comune" (la vicenda è stata anche alla base di Frenesia del delitto di R. Fleischer, del 1959, e di Swoon di T. Kalin, del 1991). L'azione teatrale si svolgeva in tempo reale - dalle 19.30 alle 21.15 - all'interno di un appartamento; non nuovo a sfide del genere (I prigionieri dell'oceano, del 1943, si svolge interamente su una scialuppa di salvataggio), Hitch pensò di sottolineare ulteriormente la continuità dell'azione filmando l'intera vicenda in un'unica inquadratura, senza stacchi di montaggio (v. pagina 14). Bernstein si mostrò perplesso, ma Hitchcock riuscì a convincerlo.
La versione cinematografica non si discostò molto dall'opera teatrale, di cui furono mantenuti anche alcuni dialoghi (proprio questi ultimi subirono dei tagli da parte della censura, che richiese l'eliminazione di qualche frase relativa all'omosessualità dei due protagonisti). La vicenda fu ambientata a New York, in un attico con vista sui grandiosi grattacieli di Manhattan. Naturalmente girare l'intero film in un unico piano-sequenza fu un vero tour de force, anche per un regista come Hitchcock, per il quale calcolare le riprese al millimetro ancor prima che iniziassero era già un'abitudine. Di più: poiché un caricatore della macchina da presa poteva contenere al massimo 300 metri di pellicola (per una durata di circa dieci minuti), dovevano necessariamente esserci degli stacchi e delle giunte di montaggio. Come raccontò poi a Truffaut, Hitch risolse ingegnosamente il problema "facendo passare un personaggio davanti all'obiettivo per oscurarlo proprio nel momento preciso in cui la pellicola del caricatore finiva. Così c'era un primissimo piano sulla giacca di un personaggio e all'inizio della bobina successiva si riprendeva ancora col primissimo piano sulla sua giacca". Quello che Hitch - per alimentare il mito di Nodo alla gola - volutamente o-mette di dire è che non tutti i raccordi sono ottenuti in questo modo: a causa di motivi tecnici relativi alla proiezione del film, l'espediente di cui parla Hitchcock non era sempre possibile e per ben cinque volte infatti sono presenti veri e propri stacchi di montaggio (v. riquadro qui a lato). Ad ogni modo quello che conta è l'intenzione del regista - fra l'altro ampiamente pubblicizzata - di realizzare un unico piano-sequenza.
Naturalmente questa modalità di ripresa imponeva il massimo affiatamento della troupe, per evitare costosi rifacimenti di intere bobine; gli attori, oltre a sapere la loro parte alla perfezione, dovevano ricordare esattamente come e quando muoversi, così come gli operatori e tutti gli altri tecnici. Dato che il suono era registrato in presa diretta (ma secondo una testimonianza di James Stewart fu poi necessario doppiare i dialoghi), tutti quelli che lavoravano sul set dovevano evitare il minimo rumore; a tale scopo era stato fatto costruire un pavimento speciale (si noti poi che nella colonna sonora del film, a parte l'inizio e pochi secondi nel finale, la musica "extradiegetica", esterna al racconto, è del tutto assente; quella che si ascolta - il piano di Philip, i ballabili suonati dal giradischi - è "interna" alla storia). Dopo dieci giorni di prove con la macchina da presa, gli attori e l'illuminazione (anche questa molto importante, visto che l'azione comincia nel tardo pomeriggio e si conclude dopo il tramonto, con le luci al neon della pubblicità che cominciano ad accendersi), si passò alle riprese vere e proprie, che durarono ventisette giorni. Nove di questi furono spesi a rifare cinque bobine: in proiezione Hitchcock si era infatti reso conto che il colore arancione del tramonto risultava - a causa dell'imperizia dell'operatore - troppo intenso e volgare. Già, perché oltretutto si trattava per Hitch del primo film a colori (e con questa novità infrangeva la tradizione che voleva i film noir rigorosamente in bianco e nero); grazie alla sua consueta previdenza il regista aveva ottenuto dalla Technicolor di far stampare immediatamente la pellicola a colori man man che veniva girata, in modo da vedere i risultati prima del termine delle riprese (di solito la prima copia era stampata in bianco e nero e solo successivamente a colori). Tanta attenzione al colore e all'illuminazione non era naturalmente finalizzata solo a una rappresentazione realistica dell'ambiente: le variazioni cromatiche sono infatti in stretto rapporto con il climax emotivo della vicenda.
La grande fatica del regista e dei suoi collaboratori venne infine premiata da un discreto successo di pubblico e di critica, anche se l'accoglienza ricevuta da Nodo alla gola non fu entusiastica come Hitchcock si sarebbe forse aspettato.
A quale ammiratore di Hitch, a quale cinefilo non sarebbe piaciuto assistere alle riprese di Nodo alla gola, vero e proprio spettacolo esse stesse? La macchina da presa, gli attori, i macchinisti addetti a spostare le pareti del set dovevano muoversi con la precisione e la sincronia di una compagnia di ballo. È naturale che la particolare modalità di ripresa sia l'aspetto del film che si cita più frequentemente quando si parla di Nodo alla gola. Come osserva Truffaut, un film del genere "è la realizzazione di un sogno che ogni regista deve accarezzare in un certo periodo della sua vita, il sogno di poter legare le cose in modo da ottenere un solo movimento". E la continuità della ripresa riman4a anche allo svolgersi ininterrotto della pellicola, al fluire senza sosta delle immagini, al "farsi" e all'"essere" del cinema. Ma sull'uso del piano-sequenza in Nodo alla gola sono possibili anche altre interpretazioni. La macchina da presa "lega", come una corda (il titolo originale del film è Rope, "corda"), tutti i personaggi del dramma - compreso lo spettatore, che proprio tramite la macchina da presa "entra" nell'appartamento come un altro invitato -, avvolge i colpevoli fino a immobilizzarli, come essi avevano fatto con la loro vittima. E il funambolico esercizio di abilità tecnica del regista, il suo "camminare sulla corda" corrisponde a quello tentato da Brandon nell'organizzare la sua atroce e assurda messa in scena; e se è crudele e terribile godere di un assassinio e desiderare addirittura un pubblico per questo, forse Hitch suggerisce che egli stesso si sente colpevole, come colpevole è Rupert: certo Hitchcock non uccide, ma non fa anch'egli del delitto uno spettacolo, che avvince e persino diverte? E tuttavia rimane uno dei pochissimi registi capaci di avvertire e comunicare l'orrore del delitto che rappresentano. In Nodo alla gola l'orrore è nell'urlo di David fuori campo, nel gesto di Brandon che sente il cuore cessare di battere (com'è terribilmente facile uccidere!); è nel respiro affannoso degli assassini, nei loro lineamenti stravolti, nella vergogna di Philip all'accendersi della luce; è nei guanti indossati dai complici, nella cassapanca-sarcofago imbandita da questi epigoni di Atreo, nella corda impudicamente ostentata e riutilizzata da Brandon; è nell'assurda banalità della conversazione e dei gesti che hanno luogo mentre David è lì, morto; è nelle mani impure di Philip, il pianista, nel suo desiderio che sia stato tutto un incubo (in quel momento, quanto lo vorrebbe anche lo spettatore!); è nelle risposte addolorate dell'anziano signor Kentley al discorso di Brandon, nella sua ansia e nella sua pena per il figlio".

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 14 febbraio 2011
Everlong

Vezzo di un genio, esercizio di stile, riscrittura del linguaggio cinematografico, Nodo alla Gola potrebbe essere tutto questo e mille altre cose. Film sottovalutato all'epoca della sua uscita ma che a distanza di anni è riuscito a trovare conferma della sua importanza e genialità, tanto da rimanere nella storia come un film "da studiare",  una sorta di paradigma della [...] Vai alla recensione »

sabato 18 gennaio 2014
Matteo bettini corinaldo

Nodo alla gola(o "Rope"-corda-o ancora "cocktail per un cadavere")è uno dei film più sottovalutati della storia del cinema.e non solo per quanto riguarda il film in sé,ma pure per alcuni attori(su tutti John Dall,qui bravissimo,e Joan Chandler,graziosa e intraprendente)che non riuscirono a decollare del tutto a Hollywood.la trama è incentrata su un caso di omicidio dalla cronaca dell'epoca e si basa [...] Vai alla recensione »

lunedì 12 settembre 2011
Donald93

Un "giovane" Hitchcock (non aveva realizzato ancora capolavori classici come "Psyco", "La finestra sul cortile", "Gli uccelli") spunta fuori sorprendendo tutti con questa innovativa pellicola. Il film verrebbe considerato "sperimentale" anche con le tecnologie di oggi per via della geniale regia; difatti anche lo spettatore meno attento verrà colpito dal fatto che il film venne girato con soltanto [...] Vai alla recensione »

sabato 15 agosto 2015
Portiere Volante

Altro grande film del maestro Hitchcock. Tutto il film si svolge in una sola piccola stanza,eppure non ci si annoia mai. L'azione infatti è continua,incessante,sorprendente e si rinnova costantemente attraverso dialoghi raffinatissimi. Uno di questi verte sul fatto di poter concepire il delitto perfetto e sul concetto che solo menti superiori possono essere giustificate nell'esecuzio [...] Vai alla recensione »

venerdì 21 gennaio 2011
G. Romagna

Phillip e Brandon, giovani dell'alta società, uccidono un amico, ne nascondono il cadavere in una cassapanca sopra la quale allestiscono il tavolo sul quale saranno servite le vivande per un imminente ricevimento cui partecipano il padre della vittima, la zia, la fidanzata, l'ex compagno della fidanzata e Rupert (James Stewart), un brillante ex compagno di studi dei due che trova il [...] Vai alla recensione »

martedì 6 maggio 2014
Renato C.

Ho scritto "giallo teatrale" perchè si svolge tutto in una stanza e in poche ore, trama che poteva benissimo essere interpretata anche in teatro. Io debbo dire che sono un po' claustrofobico per cui non amo i film che si svolgono tutti in una stanza! Ma Hitchcock sa tenere in tensione e fare apprezzare anche questi! Innanzitutto come giallo è un po' insolito, perche non si va alla ricerca di un colpevole [...] Vai alla recensione »

sabato 21 settembre 2013
ShiningEyes

Tratto da una piece teatrale che fece sfondo ad una storia vera, “Nodo alla gola” è uno dei migliori esperimenti tecnici operati dal maestro del brivido, con un piano sequenza effettuato in una stanza sola (dove si svolge tutto il film) e i brevi ed invisibili stacchi che servirono ad alimentare la tensione creata dalla storia. La trama parla di Brandon e Philip, studenti universitari [...] Vai alla recensione »

sabato 7 aprile 2012
gianleo67

Interno giorno. Coppia di amici ne strangola un terzo nascondedone il corpo in una cassapanca su cui apparecchiano per il party cui parteciperanno altri amici, parenti del defunto e...un loro professore. Sarà quest'ultimo ad incastrarli facendoli confessare. Unità di luogo, di tempo e d'azione, le tre regole aristoteliche del teatro costituiscono le coordinate scenografiche di [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 aprile 2009
taniamarina

Più che un lavoro cinematografico, appare chiaro sia un tentativo riuscitissimo di teatro nella scatola magica. Gli attori sono strepitosi, i dialoghi in un sublime crescendo di tensione e sospetto, scanditi da un clima snob di feroce intelletualoidismo. Nodo alla gola è più di un nodo alla gola, è un calcio nello stomaco per chi, ancora, sostiene che le teorie dell'oppiomane amico di Wagner abbia [...] Vai alla recensione »

martedì 29 marzo 2011
GORDONGEKKO

tutto perfetto quanto già detto sotto vorrei solo sottolineare che l'interpretazione di james, e ne ho viste davvero tante, è assolutamente incredibile, sottilmente profondissima, incredibilmente arguta, dettagliata e vera da ricordare poi che lui era stato un verissimo e primissimo attore di teatro, che qualità ragazzi, diteglielo a qualcuno degli attorucoli odierni.

martedì 23 marzo 2010
zazen67

Guardatelo, è veramente un altro cinema !

lunedì 15 marzo 2010
Luca Scialo

Due giovani ricchi, Phillip e Brandon, decidono di uccidere un loro ex compagno di scuola, David Kentley, anch'egli ricco, e da loro molto invidiato. L'idea l'ha avuta Brandon, il più diabolico e caratterialmente forte dei due, per sadiche idee sull'omicidio (quasi ritenuto un diritto da consumarsi verso persone poco intelligenti) e per invidia nei confronti dell'assassinato. A [...] Vai alla recensione »

domenica 24 maggio 2009
pressia

Chi,vedendo la diligente cameriera nell'atto di aprire il "baule incriminato",non avrebbe voluto far qualcosa per fermarla? Hitchcock prepara proprio un bel nodo e lo mette al collo dei sui spettatori, che dal principio alla fine rimangono col fiato sospeso... Senza rendertene conto ti trovi in quel salotto e speri che quel baule,vero protagonista della storia, da dove tutto inizia e dove tutto finisce,no [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 gennaio 2017
no_data

La mia non è una recensione ma una domanda. Qualcuno sa qual è il motivo che suona al piano Philip Morgan (Farley Granger) intorno ai minuti 45-48? Grazie

lunedì 1 febbraio 2016
Barolo

Il grande maestro per l'ennesima volta ci dimostrò come si possano fare grandi film con mezzi modesti.Sofisticato thriller senza scene splatter,o effetti speciali,peraltro all'epoca non c'erano gli strumenti per farli,di una semplicità disarmate ed efficace,tutto girato in una stanza, crea una crescente tensione e tiene sulla corda lo spettatore fino all'epilogo.

martedì 29 marzo 2011
GORDONGEKKO

martedì 4 gennaio 2011
Francis Metal

Sono sbalordito!!!!! Trasformare la cronaca in Thriller/ Grottesco! Uno dei primi film a colori di sempre e primo esperimento per il 3D! Caspita, che trovata quello dell finto piano sequenza continuo.... Per non parlare del'Oltreuomo deviato....

Frasi
"L'omicidio è o dovrebbe essere un arte"
Una frase di Rupert Cadell (James Stewart)
dal film Nodo alla gola - a cura di DYD 666
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