Il buono, il brutto, il cattivo

Film 1966 | Western 182 min.

Regia di Sergio Leone. Un film Da vedere 1966 con Clint Eastwood, Lee Van Cleef, Eli Wallach, Luigi Pistilli, Rada Rassimov. Cast completo Genere Western - Italia, Spagna, 1966, durata 182 minuti. Uscita cinema giovedì 17 luglio 2014 - MYmonetro 3,83 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 15 dicembre 2023

Mentre infuria la guerra di Secessione, tre loschi figuri si danno battaglia per un tesoro nascosto in un cimitero. In Italia al Box Office Il buono, il brutto, il cattivo ha incassato 84,4 mila euro .

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Consigliato assolutamente sì!
3,83/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA
PUBBLICO 4,15
CONSIGLIATO SÌ
Un film politico che esalta la sperimentazione sulla possibilità di un western muto in cui i dettagli, il montaggio e la colonna sonora si dimostrano in grado di sostituire le parole.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Il Brutto (Tuco) e il Buono il Biondo) sono in società. Il primo ha una taglia sulla testa e il secondo lo consegna di volta in volta a sceriffi diversi, incassa il denaro, lascia che sia condannato all'impiccagione e poi lo libera. Il Cattivo (Sentenza) invece è alla ricerca di un'ingente somma di denaro che è stata sepolta in un cimitero e in una tomba di cui bisogna scoprire la collocazione. I loro percorsi si incrociano: la meta diventa comune anche se ognuno diffida dell'altro e lo vorrebbe eliminare.
Con questo film Sergio Leone chiude la cosiddetta 'trilogia del dollaro' (dopo Per un pugno di dollari e Per qualche dollaro in più) e porta così a compimento quella visione del cinema che aveva abilmente sintetizzato in questi termini: "Io parto dal principio che il più grande sceneggiatore di tutti i tempi sia Omero perché i suoi personaggi, che erano poi degli dei, avevano tutti i peccati degli uomini. Achille, Aiace, Ettore, Agamennone sono gli archetipi degli individualisti che si possono trovare anche nel mondo del western. Il mito, la leggenda, la favola e lo spettacolo giocano ruoli principali nel mio cinema anche se dentro ci sono implicazioni di carattere diverso che mi appartengono e che faccio mie. Contrabbandare un'idea anche politica con un mezzo così esaltante come quello mitico mi sembra più giusto che non montare in cattedra e parlare di politica direttamente". Perché Leone in questa occasione realizza un film 'politico' contestualizzando le vicende dei suoi protagonisti non in uno spazio e in un tempo quasi indefinibili se non per macrodimensioni ma in periodo storico preciso. Buono, Brutto e Cattivo si muovono al tempo della Guerra di Secessione vista come un massacro in cui, in un film in cui i morti ammazzati non mancano, si 'muore male'. Perché se gli ideali sono giusti la macelleria quotidiana di esseri umani mandati a prendere postazioni inutili (nello specifico un ponte) ricorda da vicino la Prima Guerra Mondiale che Rosi porta sullo schermo con Uomini contro. Il capitano nordista, interpretato con grande aderenza da Aldo Giuffré, anticipa di molti anni quello delle sequenze iniziali di Balla coi lupi di un Kevin Costner che gli è debitore. Tutto ciò in un film che continua ed esalta la sperimentazione sulla possibilità di un western 'muto' (o quasi) in cui i dettagli, il montaggio alternato e la colonna sonora di un Ennio Morricone totalmente empatico si dimostrano in grado di sostituire le parole. Un esempio per tutti: la splendida sequenza finale. D'altronde Leone e i suoi fedeli sceneggiatori (Vincenzoni, Age e Scarpelli) avevano provveduto a mettere in bocca a Tuco la sintesi di questo un'estetica cinematografica che ha fatto scuola nel mondo: "Quando si spara non si parla. Si spara!".

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Tre loschi figuri in lotta per un tesoro nascosto in un cimitero.

Mentre infuria la guerra di Secessione, tre figuri si danno battaglia per un tesoro nascosto in un cimitero. Il Buono (soprannominato "Biondo"), il "Brutto" Tuco e il "Cattivo" Sentenza passano attraverso campi di concentramento, battaglie, deserti e città distrutte, fino al regolamento di conti finale. Vince il Buono, uccidendo il Cattivo e mettendo il Brutto nell'impossibilità di nuocere. Al suo terzo western, Sergio Leone non s'accontenta più di accumulare i morti ammazzati, vuole inserire le carneficine in un discorso più ampio e significante (la polemica contro la guerra, la religione, i lager). Naturalmente è fumo negli occhi, però lo spettacolo c'è.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 26 luglio 2014
laurence316

Ogni leggenda ha la sua fine. E così anche l'epopea dell'Uomo Senza Nome giugne al termine, forse il più grande successo di Sergio Leone. E' un film che si differenzia molto dai due precedenti, per una forte vena ironica ancora più accentuata, grazie anche alla presenza di Wallach, per la velocità dei dialoghi, per l'aumentare dei personaggi e della durata [...] Vai alla recensione »

Frasi
Ehi tu, lo sai che la tua faccia assomiglia a quella di uno che vale 2000 dollari?
Già, ma tu non assomigli a quello che li incassa.
Una frase di Joe, il Buono/Biondo (Clint Eastwood)
dal film Il buono, il brutto, il cattivo
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Gian Luigi Rondi
Il Tempo

E tre. Dopo Per un pugno di dollari, dopo Per qualche dollaro in più, ecco la stessa équipe, con Sergio Leone in testa, cimentarsi ancora una volta con il western. Adesso siamo addirittura ai tempi della Guerra di Secessione (la cornice tipica dei western autentici) e, come sempre, il vero protagonista è il denaro, conteso, agognato, idolatrato. Un tale sa dove è nascosto un tesoro e sulle sue tracce, [...] Vai alla recensione »

NEWS
SKY
sabato 20 luglio 2019
Tommaso Tocci

L'epopea western ha sempre un sapore speciale: qualcosa che sa di morte, ma anche il senso etico di una società in costruzione. Ne ripercorre le varie anime, quelle fondative come quelle crepuscolari, la rassegna che Sky Cinema Collection dedica al genere [...]

SKY
lunedì 29 aprile 2019
Ilaria Ravarino

"Quando l'uomo con il fucile incontra l'uomo con la pistola, quello con la pistola è un uomo morto". Oltre a essere "un vecchio proverbio messicano", come ricorda Ramón Rojo allo straniero in una sequenza cult di Per un pugno di dollari, è una delle battute [...]

CELEBRITIES
martedì 10 marzo 2009
Stefano Cocci

Quella faccia un po' così che hanno i cowboy di Leone Rigore e inquadrature scolpite nella roccia per durare nel tempo. È la regia di Clint Eastwood ma è anche la descrizione del volto, delle espressioni e dell'alone che lo ha circondato fin dai tempi [...]

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