| Titolo originale | Fireflies in the Garden |
| Anno | 2008 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 120 minuti |
| Regia di | Dennis Lee (II) |
| Attori | Julia Roberts, Ryan Reynolds, Willem Dafoe, Emily Watson, Carrie-Anne Moss, Hayden Panettiere Cayden Boyd, Ioan Gruffudd, Shannon Lucio, George Newbern, Chase Ellison, Brooklynn Proulx, Peter Cornwell (II), Frank Ertl, Gina Garza, Spencer Greenwood, Molly McCann, Grady McCardell, Tiger Sheu, Paul Smith (IV), John C. Stennfeld, Scott A. Stevens. |
| Uscita | venerdì 26 settembre 2008 |
| Distribuzione | Medusa |
| MYmonetro | 2,06 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 18 gennaio 2016
La pellicola è vagamente ispirata alla vita di Lee, il regista, e racconta del complesso universo sentimentale di una famiglia sconvolta da una tragedia inaspettata. In Italia al Box Office Un segreto tra di noi ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 650 mila euro e 298 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Michael ha seguito le orme di suo padre ed è diventato uno scrittore. Il suo ultimo romanzo, "Fireflies in the Garden", parla della storia della sua famiglia e la sua pubblicazione rappresenterebbe per lui la vendetta umana e professionale nei confronti di un padre padrone che non gli ha mai dimostrato né affetto né stima. Per questo non ha ancora deciso se pubblicarlo o meno. Tutti stanno per riunirsi in occasione dei festeggiamenti per il diploma di sua madre, una donna forte che ha vissuto per tanti anni al fianco di un uomo autoritario ed egocentrico senza essere felice. Durante il tragitto però l'auto dei genitori incappa in un incidente e la donna muore sul colpo. Quello che doveva essere un giorno di festa si trasforma in una tragica riunione familiare e toccherà a Michael, a sua sorella e a sua zia Jane, il compito di rimettere insieme i pezzi di un passato difficile fatto di angoscia e repressione, che nessuno di loro è riuscito ancora a scrollarsi di dosso.
Fireflies in the garden è l'ennesimo intenso drammone familiare sul mito della famiglia americana, quella perfetta solo all'apparenza. Una storia semi-autobiografica che segna il debutto dello sceneggiatore e regista americano Dennis Lee (da non confondere con il celebre scrittore canadese) nel mondo del lungometraggio, dopo i numerosi premi raccolti con i corti (tra cui anche un Oscar per studenti di cinematografia). Una produzione indipendente, presentata fuori concorso a Berlino 58, che non annoia mai e che, nel suo genere, fa una dignitosa figura soprattutto grazie al cast stellare che vede in un solo colpo riuniti Julia Roberts, Willem Dafoe, Ryan Reynolds, Emily Watson e Carrie-Anne Moss. C'è da dire che se dal lato artistico non ci si accorge assolutamente di essere di fronte ad una produzione indipendente, da quello tecnico le cose non vanno altrettanto bene. Una differenza che balza subito agli occhi osservando attentamente le location (non proprio azzeccate per una storia di questo tipo), la scenografia e i costumi un po' improvvisati (la differenza tra presente e passato è quasi impercettibile) e l'anonima fotografia, sbiadita e insipida, mai all'altezza del compito. Il fatto che quest'ultima sia opera del marito della Roberts poco importa.
Un film sufficiente, che non brilla di certo luce propria, ma che come esordio fa ben sperare per il futuro.
Sicuramente un cast variegato in cui sono numerosi i personaggi di spicco, in primis Julia Roberts, seguita da Willem Dafoe ("Speed 2", "Spiderman", qui doppiato dall'inconfondibile Luca Biagini), Carrie-Anne Moss ("Matrix") e Ioan Gruffudd ("Come ammazzare il capo e vivere felici", "La carica dei 102", "I fantastici 4"), Emily Watson [...] Vai alla recensione »
Quanto spesso non vediamo i bambini rovinati dalle virtù vere o immaginarie dei loro genitori?". Lo dichiarava il poeta satirico inglese Samuel Butler ed è purtroppo una realtà condivisa da molti: l'essere cresciuti sotto la guida di padri (o madri) inadatti, eccessivamente severi, assenti o anaffettivi. Il cinema ha dedicato ampie pagine alla disastrosa relazione padre-figlio. Negli anni recenti registi di film come Magnolia, American Beauty, La mia vita a Garden State, Guida per riconoscere i tuoi santi, Into the Wild e in Italia La cena per farli conoscere hanno offerto il loro personale punto [...]
Il Festival di Berlino è fin troppo sensibile ai film prodotti con soldi tedeschi. Mutatis mutandis, i tedeschi fanno insomma quel che fanno i francesi e gli italiani: peccano d'indulgenza verso il prodotto in qualche modo nazionale. Talora è complice della promozione il critico pietoso, che compiace il produttore/distributore, ingannando lo spettatore.