| Titolo originale | Charlie Wilson's War |
| Anno | 2007 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 97 minuti |
| Regia di | Mike Nichols |
| Attori | Tom Hanks, Philip Seymour Hoffman, Julia Roberts, Amy Adams, Ned Beatty Om Puri, John Slattery, Rachel Nichols, Emily Blunt, Shiri Appleby, Erick Avari, Terry Bozeman, Brian Markinson, Jud Tylor, Hilary Angelo, Cyia Batten, Kirby Mitchell, Ed Regine, Daniel Eric Gold, Peter Gerety, Wynn Everett, Denis O'Hare, Christopher Denham. |
| Uscita | venerdì 8 febbraio 2008 |
| Tag | Da vedere 2007 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| MYmonetro | 3,24 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 12 gennaio 2022
Il film racconta la storia di un uomo politico del Texas, Charlie Wilson, e dei suoi rapporti segreti in Afghanistan, dove i suoi sforzi per aiutare i ribelli nella loro guerra contro i russi avranno effetti imprevisti. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 5 candidature a Golden Globes, 2 candidature a Critics Choice Award, In Italia al Box Office La guerra di Charlie Wilson ha incassato 2,2 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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La storia vera di Charlie Wilson, il deputato americano che negli anni '80 ha finanziato l'invio di armi ai mujahidin, per respingere l'invasione sovietica dell'Aghanistan. Amante di donne, alcol e cocaina, Wilson riuscì attraverso un'improbabile alleanza tra il Mossad israeliano, l'Egitto e il Pakistan a far avere alla resistenza afgana ciò di cui aveva più bisogno: armi e bazooka per abbattere gli elicotteri russi.
Mentre Redford si lancia contro la politica americana con un quasi-trattato (Leoni per agnelli), Nichols, con il supporto alla sceneggiatura di Aaron Sorkin, punta sulla farsa. Le due pellicole, in ogni caso, sembrano condividere un punto di vista, quello di mostrare una strategia estera americana trattata un po' a caso, per motivi interni e spesso con ignoranza. Hollywood mette dunque in luce gli aspetti più sconclusionati della politica, esibendo una sfiducia nelle istituzioni dal sapore di campagna elettorale, comunque efficace nel dissacrare quei monumenti intoccabili dell'autorità trattati spesso con reverenza (la CIA, il Congresso).
Il personaggio lo consentiva e Tom Hanks, seppur inadatto al ruolo del deputato dai facili costumi, si cala nella parte con intensità burlesca, anche grazie alla compagnia di Julia Roberts e dell'ottimo Philip Seymour Hofmann. La leggerezza che distingue La guerra di Charlie Wilson avrebbe potuto, tuttavia, esser ben più incisiva, perché Nichols rende sì grottesca la situazione ma senza graffiare veramente. Ne è la prova il fatto che la regia, pienamente a suo agio nelle situazioni comiche, è invece ridondante in quelle meramente politiche.
Nichols ha la preoccupazione che lo spettatore non capisca da solo certe evidenze, mentre pare curiosamente disinteressato ad altri aspetti della storia. Finisce infatti per smussare la carica satirica impantanandosi in un'elegia umanitaria un po' fuori tono, per poi trattare sbrigativamente il punto essenziale che quegli stessi mujahidin si sono ritorti contro l'America stessa. Il che dà l'impressione del compitino ben fatto, parodia cattivella ma non troppo, divertente e ben ritmata, che merita attenzione più per il film che avrebbe potuto essere, spingendo più a fondo la satira, che per quello che è.
Nel 1980 il liberale Charlie Wilson, deputato del Texas, propone di aumentare i finanziamenti per sostenere i Mujahideen nella resistenza contro le truppe sovietiche in Afghanistan; a spingerlo è la ricchissima Joanne Herring, una fanatica di destra e accanita anticomunista. Wilson decide così di collaborare con l'agente della CIA Gust Avrakotos, dando vita alla più importante operazione segreta nella storia americana.
La guerra di Charlie Wilson è la versione cinematografica dell'omonimo libro del giornalista George Crile, basato sulla vera storia del deputato democratico Charlie Wilson, che negli anni '80 ha complottato segretamente con la CIA per rifornire di armi i Mujahideen nel corso della guerra tra Afghanistan e Unione Sovietica, stipulando accordi diplomatici con Pakistan, Egitto e Israele in favore degli afghani. A firmare il copione della pellicola è Aaron Sorkin, un autore che aveva già rappresentato il "dietro le quinte" della politica nel film Il Presidente e nella popolare serie televisiva The West Wing; alla macchina da presa troviamo invece un veterano di Hollywood quale Mike Nichols, il celebre regista de Il laureato, mentre nei ruoli dei tre personaggi principali c'è un terzetto di star del calibro di Tom Hanks, Philip Seymour Hoffman e Julia Roberts.
Protagonista assoluto delle vicende è Charlie Wilson, interpretato con smaliziata ironia da un efficacissimo Tom Hanks: un deputato amante dell'alcool e delle belle donne, che si circonda di giovani ed attraenti stagiste e non disdegna di partecipare a festini a base di sesso e droga. Il film, però, evita di scivolare in facili stereotipi e ci presenta la figura di Charlie Wilson in tutti i suoi aspetti, mostrandocelo anche come un uomo carismatico e come un politico abile ed intelligente, capace di commuoversi davanti alle sofferenze del popolo afghano, ma al tempo stesso consapevole di dover agire ai confini della legalità. Il ritratto offerto da Tom Hanks finisce inevitabilmente per suscitare la simpatia dello spettatore, in particolare grazie ai deliziosi duetti fra Wilson e gli altri personaggi coinvolti nell'operazione: Gust Avrakotos (un impagabile Hoffman), un agente della CIA di origine greca dai modi bizzarri ma pragmatici, e l'affascinante milionaria Joanne Herring (una truccatissima Julia Roberts), una donna potente e risoluta che è convinta di agire per conto di Dio.
Nel raccontare una storia complessa e drammatica, Mike Nichols sceglie di adottare il registro che gli è più consono, quello della commedia brillante: in questo, è coadiuvato da tre ottimi interpreti e dall'eccellente sceneggiatura di Sorkin, in grado di descrivere in modo analitico le losche manovre che si svolgono all'interno dei "palazzi del potere", ma sapendo assumere all'occorrenza un tono dissacrante (spesso ai limiti della satira) e condito da una buona dose di umorismo. Fra improbabili alleanze ed intrighi internazionali, non mancano neppure i momenti divertenti: uno su tutti, la scena del primo incontro fra Avrakotos e Wilson nell'ufficio di quest'ultimo, un vero e proprio gioiello di comicità. Naturalmente, Nichols non manca di illustrare il contesto storico-culturale dell'epoca, sia con i dovuti riferimenti alla Guerra Fredda, sia attraverso il sottofondo musicale (con brani di Barry White, Donna Summer, David Bowie), senza dimenticare gli impliciti richiami all'attualità (Iraq in testa). Se la prima parte è pressoché perfetta nel ritmo vivace e nelle battute pungenti, il finale si fa più frettoloso e forse non risulta abbastanza incisivo, limitandosi ad un rapido accenno alle drastiche conseguenze che la politica dell'età di Reagan avrà sul futuro (vale a dire, il presente) dell'America e del mondo. Di rado, comunque, il cinema aveva saputo introdurci ai retroscena degli affari di Stato in maniera tanto piacevole e coinvolgente.
Mentre il neo eletto Ronald Reagan è in tutt'altre faccende affacendato sul fronte iraniano, alleato con gli iracheni di Saddam; più a nord, in Afghanistan, i russi fanno quello che vogliono sulla popolazione inerme e i campi profughi pakistani si gonfiano di una marea umana. Uno stranamente umano generale Zia ha pietà di loro, ma il vero problema è che rappresentano una bomba sociale innescata contro [...] Vai alla recensione »
Un Hanks quasi perfetto in un ruolo per lui insolito. Incarna il vero Charles Nesbitt Wilson, deputato texano dal '73 al '96, bolso puttaniere, diviso tra salotti presidenziali, orgette e cocaina, che all'inizio degli Ottanta, brigò per donare armi ai mujaeddin afgani e combattere l'invasione sovietica. Nichols si avvale di una buona sceneggiatura di Aaron Sorkin (la serie tv West Wing), tratta da [...] Vai alla recensione »