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Mike Nichols

Mike Nichols (Michael Igor Peschkowsky) è un regista, produttore, produttore esecutivo, scrittore, è nato il 6 novembre 1931 a Berlino (Germania) ed è morto il 19 novembre 2014 all'età di 83 anni a Los Angeles, California (USA).
Nel 1968 ha ricevuto il premio come miglior regia al Premio Oscar per il film Il laureato.

Il (regista) laureato

A cura di Fabio Secchi Frau

Ci sono state le crisi isteriche di un egocentrico Jude Law che urlava a una innamorata Natalie Portman di non lasciarlo; c'è stata una ballerina di lap dance che riacquista il suo orgoglio, senza più parrucca fuxia sui capelli, e cammina al suono di "The Blowers Daughter" nelle strade della sua città, pronta a dimenticare, pronta a lasciarsi alle spalle tutta quella immondezza e quelle bugie (in quanti non si sono sentiti come lei?); c'è stato un diabolico Clive Owen che da perdente è diventato vincente, vero ragno tessitore di tele. Ma c'è stato anche il collant di Mrs. Robinson che si mostra, in tutta la sua seduzione, a un ipnotizzato ragazzino dalla faccia imbambolata di Dustin Hoffman, che forse ha ancora Simon & Garfunkel nelle orecchie. C'è stato il cabaret e la critica al flagello militare e bellico e c'è stato un valzer sessuale da capogiro. Anzi, soprattutto quello. Sesso, sesso, sesso. Il mastice che ha attaccato tutto? Mike Nichols e un solo obiettivo. Quello di scandagliare la mente umana, scardinarla dalla sua ovvietà e farla rispecchiare in ciò che produce, fra turpiloquio, fregature, orgogli idioti e ferite del cuore che mai o rapidamente si cicatrizzeranno.
Figlio di un intellettuale russo emigrato, che faceva parte di un ristretto circolo culturale che comprendeva la sorella di Vladimir Nabokov e i genitori di Boris Pasternak, per dei dissidi politici è costretto a trasferirsi a Berlino. Lì, suo figlio nasce. Ma c'è da dire che il padre di Mike Nichols non era molto propenso a vivere sotto un regime di terrore come quello nazista, così appena avrà l'occasione opportuna farà i bagagli, trasferendosi in America. Era il 1939. Nella sua nuova patria, Michael Igor diventa semplicemente "Mike", studente dell'Actor's Studio e attore improvvisatore per il teatro e il piccolo schermo. In particolar modo lavora bene al fianco di un'attrice di cabaret Elaine May, con la quale verrà considerato il padre della commedia d'improvvisazione americana. Entrato a far parte della Compass Players, un gruppo di interpreti che, oltre alla May, aveva fra le sue file Paul Sills, Edward Asner e Byrne e Joyce Piven, cambiano il loro nome ne Second City Improv e portano i loro spettacoli a Broadway dal 1960 al 1961, qualcuno dei quali anche diretto da Arthur Penn.
Nel 1965 scopre il repertorio umoristico di Neil Simon e di altri brillanti commediografi americani e lo porta in scena come regista. Vincerà ben 7 Tony Award come miglior regista drammatico e di musical. Nel suo carnet figurano infatti le rappresentazioni di: "A piedi nudi nel parco" (1964), "Luv" (1965), "La strana coppia" (1968), "Plaza Suite" (1972), "Prigioniero della seconda strada" (1972), "The Apple Tree" (1974), "Zio Vanya" (1977), "Annie" (1977), "Comedians" (1978), "Streamers" (1978), "The Gin Game" (1978), "The Real Thing" (1984), "The Play That I Wrote" (2003) e "Spamalot" (2005). I suoi primi passi nel piccolo schermo li fa invece già dal 1958, debuttando come attore nel telefilm Omnibus, in un piccolissimo ruolo.
Il successo delle sue piece gli spalanca facilmente le porte di Hollywood, così nel 1966, si può permettere di dirigere Elizabeth Taylor e Richard Burton nell'adattamento cinematografico di Chi ha paura di Virginia Woolf? di Edward Albee, vincendo il BAFTA per il miglior film. Ma è con Il laureato (1967) e con il tema del distacco della gioventù americana dei tardi anni Sessanta, filtrandolo attraverso una storia di adulterio e seduzione (non senza un po' di humour e con l'aiuto di colonne sonore a lui contemporanee che ne rafforzarono la qualità) che rivelerà Dustin Hoffman e Katherine Ross come interpreti di spicco di una nuova generazione hollywoodiana e mostrerà una Anne Bancroft come mai si era vita prima! L'indimenticabile Mrs Robinson (da quest'ultima interpretata) co-protagonista già del romanzo di Charles Webb da cui è tratto il film, diventa anche un tormentone musicale sulle note di Simon & Garfunkel. Meritevole dunque l'Oscar, il Golden Globe il BAFTA per la miglior regia che gratificarono indubbiamente la Embassy Pictures che avevano prodotto il film.
Affronta poi la satira antibellica e l'insensatezza dell'ambiente militare in Comma 22 (1970) con Jon Voight, Anthony Perkins e Orson Welles, passando allo scandaloso Conoscenza carnale (1971) con Jack Nicholson, ironica radiografia sul sesso (seppur girata con immagini caste, ma con dialoghi espliciti ideati dall'intellettuale liberal Jules Feiffer) che abbatté la barriera del turpiloquio nel mondo del costume nazionale americano, guadagnandosi la famigerata X (marchio che in America contrassegnava i film porno), poi successivamente trasformata in una R (divieto ai minori di 14). Ma nonostante queste limitazioni il film fu un successo strepitoso e permise a Nichols di portare sul grande schermo la piece Prigioniero della seconda strada (1974), Silkwood (1983, nominato all'Oscar per la miglior regia) e Hearthburn - Affari di cuore (1986) entrambi Meryl Streep (che nell'ultimo film ben si accostava a un Jack Nicholson fedifrago).
Stanno per arrivare gli anni Novanta e nel 1989, questo regista decide di strizzare l'occhio alla commedia firmando Una donna in carriera (1988) con Melanie Griffith, Harrison Ford, Sigourney Weaver e un quasi invisibile Kevin Spacey. Il risultato è un film intelligente, di gran scorrevolezza e Nichols si dimostra ancora una volta capace di dirige ottimi attori al suon della canzone da Oscar "Let the River Run", tanto da essere lui stesso nominato per l'ambiziosa statuetta! L'esperimento riesce e lui richiama la Streep, affiancandola a una Shirley MacLaine istrionica in Cartoline dall'inferno (1990), biografia storia del rapporto madre-figlia ispirata alla vera storia fra Debbie Reynolds e Carrie Fisher. Seguono A proposito di Henry (1991) con Harrison Ford e Annette Bening (1991) e l'horror licantropo Wolf - La belva è fuori (1994) con un ritrovato Jack Nicholson e una graffiante Michelle Pfeiffer, metafora di una critica al carrierismo e dell'immoralità degli yuppies. Nel 1996, compie l'operazione di remake Piume di struzzo, rivisitazione de Il vizietto (1978), con Robin Williams al posto di Ugo Tognazzi.
Torna alla critica politica con I colori della vittoria (1998) con la coppia John Travolta - Emma Thompson che fanno il verso ai Clinton, ma compie il suo primo sbaglio, il mediocre Da che pianeta vieni? (2000), che infatti non viene accolto in maniera entusiasmante dal pubblico. Ci riprova nel 2004, con uno dei film più toccanti che abbia mai girato. Nonostante l'età avanzata, il leone Nichols è ancora in grado di scioccare e lo fa con Closer, pellicola tratta da una piece teatrale di successo che annovera fra gli attori una sboccata Julia Roberts, un dannato Clive Owen, il solito narcisista Jude Law e la vera rivelazione, Natalie Portman, unico personaggio positivo della storia. L'unica che crede nell'amore a prima vista e unica vittima e vincitrice in una sequenza a catena di relazioni, flirt, bugie e tradimenti, ma soprattutto sesso (inteso come strumento al servizio del bene o del male degli individui). L'ultima parte della pellicola, quando il suo personaggio cammina per le strade americane, con la voce di Damien Rice che canta in sottofondo, entra nella storia delle scene cult della cinematografia moderna.
Pioggia di Emmy per Angels in America (2004), prodotto televisivo di sei ore che narra delle tante vite toccate e distrutte dall'Aids nell'America di Reagan, con gli occhi, i gesti e la voce di Al Pacino, Meryl Streep e Emma Thompson. Dopo essere stato fidanzato con Gloria Steinem e dopo i burrascosi matrimoni con Annabel Davis-Groff e Margo Callas (dalle quali ha avuto Daisy, Max e Jenny Nichols, oggi attori) ma anche con Pat Scott, dal 1988 è sposato con la giornalista Diane Sawyer. Mike Nichols è uno di quegli autori che ben mantengono un equilibrio fra pessimismo e ottimismo, denotandoli di sense of humour (derivato sicuramente dalla frequentazione con Neil Simon). Magnetico e inquietante, è uno dei più strepitosi registi hollywoodiani in circolazione, pronto a sommergerci ancora una volta di riflessioni con Charlie Wilson's War (2007).
Dopo alcuni lavori sostenuti in qualità di produttore, il regista premio Oscar si spegne a Los Angeles all'età di 83 anni.

Ultimi film

Drammatico, (USA - 2004), 100 min.
Commedia, (USA - 1998), 143 min.
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