| Titolo originale | Dead Poets Society |
| Anno | 1989 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | USA |
| Durata | 128 minuti |
| Regia di | Peter Weir |
| Attori | Robin Williams, Ethan Hawke, Norman Lloyd, Robert Sean Leonard, Josh Charles, Gale Hansen Dylan Kussman, Allelon Ruggiero, James Waterston, Kurtwood Smith, Carla Belver, Leon Pownall, George Martin, Joe Aufiery, Matt Carey. |
| Tag | Da vedere 1989 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,98 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 5 giugno 2019
In un college molto tradizionale nel New England degli anni Cinquanta, capita un professore simpatico e anticonformista, che esorta i ragazzi ad affrontare la vita. Il film ha ottenuto 4 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, ha vinto un premio ai Nastri d'Argento, ha vinto un premio ai David di Donatello, 4 candidature a Golden Globes,
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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In un college molto tradizionale nel New England degli anni Cinquanta, capita un professore simpatico e anticonformista, che esorta i ragazzi ad affrontare lo studio e la vita seguendo le proprie idee e non quelle dei nonni. Uno degli studenti, entrato in conflitto con i genitori, si suiciderà. La responsabilità viene rifilata al prof. Lui sarà cacciato, ma i suoi allievi non lo dimenticheranno.
Dopo l’esoterico Picnic ad Hanging Rock, Peter Weir torna al mondo della scuola con L’attimo fuggente, un inno alla libertà di pensiero, di parola e di espressione, una celebrazione della forza creativa della rivolta alle regole. È un’opera sulla centralità del ruolo dell’insegnamento e del docente nella formazione dei ragazzi, della loro individualità. Il film si basa su una serie di contrasti che possono essere riassunti nella dicotomia tra chiusura e apertura. Da una parte, abbiamo la chiusura del preside, del padre di Neil, degli spazi dell’Accademia, delle imposizioni e costrizioni, dei regolamenti e valori propugnati dal collegio («Tradizione, onore, disciplina, eccellenza»). Dall’altra parte, abbiamo l’apertura dell’illuminato Keating, del valore oraziano del carpe diem, l’invito a cogliere l’attimo, ad afferrare il presente, a vivere pienamente ogni istante dell’esistenza; e poi la bellezza dell’arte e della poesia (William Shakespeare, Walt Whitman, Henry David Thoreau: i semi della libertà nei vecchi tempi), la capacità di unire la poesia e la vita quotidiana, lo spirito e il corpo; e ancora, la natura, il primitivismo, gli spazi informi, a-geometrici della caverna che ospita la Dead Poets Society (ha detto Weir: «Penso di essere soprattutto un primitivo. Mi sento come un uomo della preistoria che cammina sulla terra e contempla il cielo domandandosi che cosa c’è dietro e pensando a tutti i grandi misteri che vi sono nascosti. […] Racconto storie e voglio soltanto tenervi prigionieri per due ore e condurvi in certe grotte sconosciute che sono dentro di voi»). Di fronte allo scontro tra sogno e realtà, tra idealità e prassi, tra le personali aspirazioni e le effettive possibilità offerte dalla situazione concreta, dal reale dato o imposto, i due personaggi principali tra i giovani, Neil e Todd, rappresentano due reazioni opposte: Neil, soggiogato dal padre tirannico, è il personaggio emblematico dell’impossibilità di conciliare sogni e realtà, istinto e costrizioni; Todd invece riuscirà, pur solo simbolicamente, a liberarsi dalle imposizioni sociali e familiari.
Una storia d'impianto tradizionale al servizio dell'anticonformismo, a esaltazione dell'intelligenza critica: Peter Weir, ammirato regista australiano quarantacinquenne che da qualche tempo lavora negli Stati Uniti, ha trasformato un progetto produttivo della Warner Brothers (completo anche di protagonista) in un film molto personale, didattico, forte e commovente.
In un rigido collegio americano di trent'anni fa arriva all'inizio dell'anno scolastico un nuovo professore di letteratura inglese diverso da ogni altro: insieme con la poesia, insegna ai suoi allievi a pensare con la propria testa, ad andare controcorrente, a scegliere sempre la via meno comoda, ad amare e sfruttare le occasioni che la vita offre ("Carpe diem", cogliete l'attimo fuggente), a essere più coraggiosi che formalisti, più ribelli che conformisti. Gli studenti, da principio sconcertati, lo seguono, lo amano, lo imitano. Dal suo insegnamento uno dei ragazzi ricava la forza per rivendicare la propria vocazione d'attore; sconfitto dall'autorità paterna si uccide, e la sua morte sarà il pretesto per destituire l'insegnante. Ricattati con la minaccia d'espulsione dalla scuola, gli studenti collaborano vilmente a far licenziare il professore: ma un ultimo gesto rivela che l'insegnamento anticonformista rimarrà in loro per la vita.
Robin Wiliams non è l'interprete adatto al professore, ma non danneggia troppo il personaggio. L'ideologia della vicenda è tanto inconsueta, tanto opportuna nel livellante conformismo contemporaneo, espressa con tanta intelligenza psicologica e narrativa, da rendere il film appassionante.
Courtesy of La Stampa
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