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Shining
Un film di Stanley Kubrick.
Con Jack Nicholson, Shelley Duvall, Danny Lloyd, Scatman Crothers, Barry Nelson.
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Titolo originale The Shining.
Horror,
durata 146 (142-120) min.
- USA 1980.
- VM 14
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Kubrick come re mida!
mercoledì 25 gennaio 2006
di Sickboy
Kubrick era un pò come il mitico Re Mida : tutto ciò su cui ha messo le mani è diventato magicamente "oro" ! Ecco quindi che anche un modesto romanzo di King, seppur di una certa originalità, è stato trasformato in un capolavoro. Tutto il film sembra una lunga, angosciante allucinazione, dalla quale si spera di uscirne al più presto : tutto grazie a notevoli sfoggi di tecnica, ad un uso virtuosistico della telecamera (di chi ne conosce bene gli usi e gli esiti), dilatazioni spazio-temporali, situazioni continua » |
Siamo tutti matti
venerdì 16 marzo 2007
di Simone Tognarelli
"Shining": la luccicanza, un film che mette di fronte la positiva razionalità infantile alla pericolosa irrazionalità che si sviluppa nell'età adulta. Pericolosa, perchè avanza come una malattia incurabile, un tarlo inarrestabile che si ciba della nostra mente, annientando ogni residuo di lucidità, annebbiando ogni frammento di umanità. Forse negli anni '80 si sentiva il bisogno di intraprendere questo viaggio infernale, Dantesco, forse c'era una necessità impellente di sondare i meandri del Male, continua » |
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La luccicanza è un dono che apparteneva a kubrik
mercoledì 7 febbraio 2007
di Silvia
Jack è un uomo come tanti. Accetta l'incarico di guardiano perchè allo scadere della stagione invernale, e quindi dell' incarico, prospetta di ritrovarsi con più soldi e un romanzo finito. La famiglia ha un ruolo fondamentale in questa vicenda. Ma essa non è unita, e ognuno, dentro l'albergo, finisce per condurre una vita propria. Wendy osserva i comportamenti del marito, Danny si imbatte in frequenti apparizioni di spettri. A mio parere, il tema principale di questo film è la solitudine. Questo continua » |
Il sonno della ragione....
martedì 30 settembre 2008
di teo
Inquietante, glaciale, implacabile. Dopo tanti anni dalla sua uscita, "Shining" non finisce di sconvolgere, come una forza virale che si protrae infinita nei meandri più tortuosi della psiche umana e, per questo, è quanto mai attuale e profonda. Kubrick compone la sua narrazione in un immaginario quasi onirico e surreale, costruito con la genialità perfezionista che gli è propria da sempre. L'immagine dell'albergo incarna metaforicamente la psiche umana: profonda, complessa e irraggiungibile; la continua » |
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| Jack Torrance (Jack Nicholson) e Grady (Philip Stone), all’Overlook Hotel | |
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Jack: Mister Grady, noi due ci siamo mai visti prima? Grady: No Sir, credo proprio di no. Jack: Ehm, mister Grady... ma lei non era il custode di questo albergo? Grady: Ma no Sir, non mi pare proprio. Jack: Lei è sposato non è vero, mister Grady? Grady: Certo Sir, ho moglie e due figlie Sir. Jack: E... dove sono ora? Grady: Oh, da qualche parte, al momento dove non saprei, Sir. Jack: Mister Grady? Lei faceva il custode qui... io l' ho riconosciuta, ho visto su dei giornali la sua fotografia, lei ha... fatto a pezzi moglie e figlie... piccolissimi pezzi, e poi si è sparato al cervello. Grady: È strano Sir... molto, è una cosa che non ricordo affatto. Jack: Mister Grady... io so che é il custode dell' albergo... Grady: Mi dispiace di doverla contraddire, ma é lei il custode dell' albergo, è sempre stato lei il custode, io lo so perché io sono qui da sempre… |
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| L’aspirante scrittore Jack Torrance (Jack Nicholson) alla moglie Wendy (Shelley Duvall) | |
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Sono il lupo cattivo! (Heeere's Johnny!) Frase scelta da 1500 addetti ai lavori dell'American Film Institute come la numero 68 tra le 100 migliori citazioni cinematografiche di tutti i tempi tratte da film di produzione USA |
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| Jack Torrance (Jack Nicholson) aprendo la porta del bagno | |
| Wendy, amore, sono a casa… | |
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Altre frasi celebri del film Shining
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DVD | ShiningUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 10 ottobre 2007
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di Giovanni Grazzini Il Corriere della Sera
I dispettosi che vogliono applicare al Natale la legge dei contrari sanno cosa fare: rispondono alla festa della speranza con la sagra del pessimismo. Vanno a vedere Shining e subito dopo si sparano. Chi ancora avesse serbato un briciolo di fiducia nella ragione dell'uomo, supponendola capace di dirigere il traffico dell'inconscio, verrebbe infatti subito convinto da Stanley Kubrick che pesta acqua nel mortaio: la nostra mente partorisce mostri e arma le mani, la vita è un labirinto, l'Ignoto è abitato da gelidi spettri. » |
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Dal romanzo di Stephen King intitolato in italiano Una splendida festa di morte (Sonzogno), Kubrick ha preso lo spunto per uno spettacolo multimiliardario che dovrebbe essere «the ultimate horror movie», cioè la parola definitiva nel campo del film dell’orrore. Jack Nicholson accetta l’incarico di guardiano d’inverno dell’Overlook Hotel sulle montagne del Colorado, ma fin dall’inizio sospettiamo che qualcosa non funzionerà nella segregazione stagionale della famigliola. Mentre la moglie Shelley Duvall sgrana gli occhi di fronte al lusso dei saloni e degli ambulacri, il figlioletto Danny Lloyd li percorre a gran velocità in triciclo: purtroppo il dono dello «shining» (cioè della veggenza), illumina il bambino sugli orrori già accaduti in quel posto e su quelli che accadranno. » |
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di Stefano Reggiani
Una piccola macchina che s'arrampica lungo le valli; intorno le montagne, la solitudine, e il silenzio. E poi un grande albergo che ha finito la stagione turistica e si svuota rapidamente, i clienti sono già partiti, il personale si affretta a fare le valigie. Si aspettano solo i custodi del lungo letargo, la famiglia che verrà ad abitare l'albergo con centinaia di stanze, quella che s'arrampica con la macchina lungo le valli del Colorado presto coperte di neve. Sono Jack Nicholson, un insegnante con ambizioni di scrittore, la moglie Shelley Duvall, spaesata massaia che non ha deciso nulla, il bambino Danny Lloyd al quale il suo compagno invisibile (l'altro bambino che abita nella sua bocca) ha detto di stare in guardia. » |
Claustrofobie di un tiranno
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Il film Shining (1980) è un tradizionale terreno di scontro fra due sette integraliste, i Kinghiani e Kubrickiani. Da una parte c’è chi sostiene che il romanzo di Stephen King, originariamente uscito in Italia con il titolo Una splendida festa di morte, nelle sue quasi 500 pagine è un capolavoro intoccabile; dall’altra i fautori di Stanley Kubrick affermano che il film, per lo smalto dello stile e l’approfondimento dei significati, va molto oltre la pagina. Orgoglioso che il regista di Orizzonti di gloria avesse scelto un suo libro, King non fu soddisfatto del risultato. » |
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