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Codice d'onore
Un film di Rob Reiner.
Con Tom Cruise, Demi Moore, Jack Nicholson, Kiefer Sutherland, Kevin Bacon.
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Titolo originale A Few Good Men.
Drammatico,
durata 138 min.
- USA 1992.
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premi nomination |
Premio Oscar 0 6 |
Golden Globes 0 5 |
Codice rosso e d'onore ... questione di passione
venerdì 8 giugno 2007
di Alebird
Nella base americana di Guantanamo il soldato William T. Santiago muore nel corso di un "codice rosso" (gergo militaresco per definire una punizione da caserma) ad opera di due suoi commilitoni Dawson e Downey. La difesa di quest'ultimi è affidata al giovane tenente di marina avvocato Daniel Kaffee (Tom Cruise), più che altro famoso, sino a quel momento, per la sua abilità nel patteggiare la pena per i suoi assistiti e a Joanne Galloway (Demi Moore) mentre l'accusa viene affidata al capitano Jack continua » |
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| Il colonnello Jessep (Jack Nicholson) rivolto a Daniel Kaffee (Tom Cruise) confessa di avere ordinato il codice rosso per Santiago | |
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Kaffee: Colonnello Jessep, fu lei a ordinare il Codice rosso? Il giudice: Non è tenuto a rispondere alla domanda. Jessep: Risponderò alla domanda. (Rivolto a Kaffee) Tu vuoi delle risposte? Kaffee: Ritengo di averne il diritto. Jessep: (incalzando) Tu vuoi delle risposte? Kaffee: lo voglio la verità! Jessep: Tu non puoi reggere la verità. Figliolo, viviamo in un mondo pieno di muri e quei muri devono essere sorvegliati da uomini col fucile… chi lo fa questo lavoro? Tu? O forse lei, tenente Weinberg? Io ho responsabilità più grandi di quello che voi possiate mai intuire. Voi piangete per Santiago e maledite i marines. Potete permettervi questo lusso. Vi permettete il lusso di non sapere quello che so io: che la morte di Santiago, nella sua tragicità, probabilmente ha salvato delle vite. E la mia stessa esistenza, sebbene grottesca e incomprensibile ai vostri occhi, salva delle vite. Voi non volete la verità perché nei vostri desideri più profondi, che in verità non si nominano, voi mi volete su quel muro! Io vi servo in cima a quel muro! Noi usiamo parole come onore, codice, fedeltà. Usiamo queste parole come spina dorsale di una vita spesa per difendere qualcosa. Per voi non sono altro che una barzelletta. Io non ho né il tempo né la voglia di venire qui a spiegare me stesso a un uomo che passa la sua vita a dormire sotto la coperta di quella libertà che io gli fornisco. E poi contesta il modo in cui gliela fornisco! Preferirei che mi dicesse: la ringrazio… e se ne andasse per la sua strada. Altrimenti gli suggerirei di prendere un fucile e di mettersi di sentinella. In un modo o nell'altro io me ne sbatto altamente di quelli che lei ritiene siano i suoi diritti. Kaffee: Ordinò lei il Codice rosso? Jessep: Ho fatto il lavoro che… Kaffee: (gridando) Ordinò lei il Codice rosso? Jessep: (a voce ancor più alta) Certo che l'ho ordinato, che ca**o credi? Poco dopo, mentre il capitano Ross, suo avvocato difensore, gli elenca i suoi diritti, Jessep, sbigottito, si ribella. Jessep: Ma che diavolo succede? Sono accusato di un reato? Che volete fare? È di questo che si tratta? Mi state accusando? Volete incriminarmi? Questa è una buffonata. Ecco che cos'è. Questa… (Si volge verso Kaffee con l'intenzione di aggredirlo ma viene bloccato da dite poliziotti) Ma io ti strappo gli occhi dalle orbite e nel tuo cranio ci piscio dentro! Hai scelto il marine sbagliato! Il capitano Ross (in over): Colonnello, ha compreso i suoi diritti così come glieli ho esposti? Jessep: (Si calma. Le guardie lasciano la presa) Brutti froci borghesi. Voi non avete idea di come si difende una nazione. (Rivolto a Kaffee) Tu non hai fatto altro che indebolire la patria oggi. Soltanto questo. Tu hai messo l'intera popolazione in pericolo. Sogni d'oro, figliolo. |
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| Il colonnello Jessep (Jack Nicholson) e Daniel Kaffee (Tom Cruise) | |
| Jessep: Sono stato chiaro? Kaffee: Cristallino | |
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| Colonnello Nathan Jessep (Jack Nicholson) a Joanne Galloway (Demi Moore) | |
| Io faccio colazione a 300 metri da 4000 cubani addestrati per uccidermi, quindi non creda di poter venire qui a sventolare un distintivo nella speranza di farmi innervosire. | |
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DVD | Codice d'onoreUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 21 novembre 2001
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di Irene Bignardi La Repubblica
Quaranta milioni di dollari, due star giovani e “calde” come Tom Cruise e Demi Moore, una star sempreverde e sempre grintosa come Jack Nicholson, una derivazione teatrale e un regista fortunato come Rob Reiner: Codice d’onore è un esempio di quelli che in gergo cinefilo si chiamano i “courtroom drama”, i film che si svolgono o hanno le loro scene madre in tribunale, da Perry Mason a Music box attraverso La parola ai giurati, tanto per capirci. E che appartengono a un genere tutto particolare di thriller, in cui la scoperta della verità (o l’abilità nell’occultarla) risiede nella pura forza dialettica, nell’ordire un sistema di domande e risposte che devono rivelare la verità, ma allo stesso tempo convincere con qualche colpo o trucco di scena i giurati. » |
di Giovanni Grazzini
Onore, quanti delitti si compiono in tuo nome. E quanti interessi personali, più o meno legittimi, si nascondono dietro il senso dell'onore. L'ultimo esempio cinematografico è offerto dal film scritto dal drammaturgo americano Aaron Sorkin (il quale lo ha derivato dalla sua pièce A few good men e diretto da Rob Reiner, lo stesso di Stand by me, Harry ti presento Sally, Misery non deve morire. Dove si prende di petto il gran problema della responsabilità morale dei militari, e ci si chiede se essi debbano obbedire anche agli ordini infami: quelli, nel caso, di togliere di mezzo un marine che ha violato il regolamento di disciplina denunciando un compagno senza passare attraverso le vie gerarchiche. » |
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Un marine al di sopra di ogni sospetto: Tom Cruise e Jack Nicholson in tribunale, il vincitore e il vinto
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Andata e ritorno tra realtà e finzione. Codice d’onore, il nuovo film di Rob Reiner (Harry, ti presento Sally, Misery, Stand by me), è basato su una vicenda vera, che il commediografo Aaron Sorkin, poi diventato sceneggiatore, ha tradotto in una commedia di successo con Tom Hulce, A few good men, replicata a Broadway 449 volte. Ma la storia si ripete: vedi, l’altro giorno, una notizia di cronaca su un marine gay picchiato a morte da alcuni commilitoni di una base Usa. Un film solido e roboante, che fa la voce grossa, parla e sparla dell’onore grazie a una sceneggiatura di gran precisione ideologica ed emotiva, il tutto nella struttura di un classico "court movie", dramma giudiziario, in cui il secondo tempo si svolge tutto in tribunale, fra tanti "vostro onore", "obiezione accolta", "la giuria si ritira". » |
Ex "duri" in cerca d’identità
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Honor, duty, country", è il motto dell’Accademia militare di West Point, onore, dovere, nazione. "Semper fidelis" quello dei marines. Le forze armate americane instillano in ogni recluta il senso di privilegio che comporta indossare la divisa e i doveri che ne conseguono. Spesso le truppe hanno anticipato il paese, sotto Truman l’esercito fu la prima istituzione ad integrare bianchi e neri, le donne sono state accolte alla pari, per generazioni di immigranti servire la patria è stato passaporto di identità e progresso sociale. » |
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