Corvo rosso non avrai il mio scalpo

Film 1972 | Western +13 107 min.

Titolo originaleJeremiah Johnson
Anno1972
GenereWestern
ProduzioneUSA
Durata107 minuti
Regia diSydney Pollack
AttoriRobert Redford, Will Geer, Stefan Gierasch, Delle Bolton, Josh Albee, Joaquín Martínez Allyn Ann McLerie, Richard Angarola, Paul Benedict, Charles Tyner, Jack Colvin, Matt Clark.
TagDa vedere 1972
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 4,29 su 36 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Sydney Pollack. Un film Da vedere 1972 con Robert Redford, Will Geer, Stefan Gierasch, Delle Bolton, Josh Albee, Joaquín Martínez. Cast completo Titolo originale: Jeremiah Johnson. Genere Western - USA, 1972, durata 107 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 4,29 su 36 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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È la storia di Jeremiah Johnson, un uomo stanco della gente che si isola sui monti del Colorado con la sola compagnia di un buon fucile.

Consigliato assolutamente sì!
4,29/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,93
ASSOLUTAMENTE SÌ
Un film solido e suggestivo, che integra la dimensione epica dell'avventura classica con una moderna sensibilità documentaristica.

È la storia di Jeremiah Johnson, un uomo stanco della gente che si isola sui monti del Colorado con la sola compagnia di un buon fucile. Vive di caccia e pesca, incontra i tipi più strani, da un cacciatore pazzo a un capo indiano del quale sposa la figlia. Per accompagnare una spedizione di soccorso a un gruppo di soldati rimasti isolati, Jeremiah viola il sacro cimitero degli indiani Corvi, che gli uccidono la moglie. Impazzito di dolore il cacciatore comincia a far strage di indiani: diventa così un mito.

Un film solido e suggestivo, che integra la dimensione epica dell'avventura classica con una moderna sensibilità documentaristica.
a cura della redazione
mercoledì 26 luglio 2006

Un film solido e suggestivo, che integra la dimensione epica dell'avventura classica con una moderna sensibilità "documentaristica", ambientato com'è in una natura di aspra bellezza e in un paesaggio umano essenziale, semplice negli affetti come nella violenza. Dalla pura e semplice sopravvivenza all'acquisizione di esperienza e abilità, fino al violento antagonismo con l'indiano senza nome, l'intenso personaggio di Jeremiah è portatore di un pathos che non scivola mai nel patetico. Bear CIaw ("Artiglio d'orso"), il vecchio cacciatore mezzo folle che gli insegna i principi della vita in quelle lande selvagge, lo chiama sempre "pellegrino"... Però, più che voler raggiungere una meta precisa, come ogni pellegrino che si rispetti, Jeremiah è un uomo che vuole ricominciare da capo nel modo più radicale possibile, nell'ambiente più arduo di tutti. È un individuo che affronta a piè fermo - ma sempre con una giusta dose di paura e di rispetto - gli "elementi", sia nel senso naturale che in quello culturale del termine: perché deve conquistarsi la sua nuova esistenza faccia a faccia con i pericoli della natura inclemente e delle belve feroci, e insieme con i pericoli del fattore umano. E questo non riguarda solo i pellerossa, che possono rivelarsi amici come nemici, restando comunque "altri"; ma anche i soldati che Io costringono a violare il tabù del sepolcreto indiano, e in tal modo pregiudicano tragicamente la condizione di equilibrio e serenità che Jeremiah era riuscito a costruirsi con la donna indiana e il ragazzino adottato. Il protagonista e le sue vicende (compresi i principali comprimari nel film) hanno un fondamento storico, e Pollack e i suoi sceneggiatori lavorarono "incrociando" due libri piuttosto diversi sulla vita del mitico trapper John Johnston. Il primo (Mountain man di Vardis Fischer), romantico fino all'elegia, raccontava di un cacciatore-poeta la cui indole pacifica viene distrutta dalle avverse circostanze; l'altro (Crow Kiler di Raymond Thorp e Robert Bunker) puntava invece al ritratto, più fattuale, di un uomo di una brutalità commisurata a quella del suo ambiente e dei suoi tempi. La ricercata semplicità espressiva di Pollack (e di un Redford qui in una delle sue prove migliori) offre un'abile sintesi di queste due "anime" del personaggio; ma riverbera una qualche incertezza proprio sul finale del film. Il regista girò ben tre scene conclusive: morte dell'indiano, morte di Jeremiah, riconciliazione tra i due... Scelta la terza soluzione, lui stesso, alla fine, non se ne dichiarò particolarmente soddisfatto. Ma forse solo perché, quando si opta per una soluzione "aperta" - in questo caso, il compromesso invece che la sconfitta dell'eroe bianco, oppure quella del guerriero rosso - agli autori e a una parte del pubblico può sempre restare il dubbio di un finale troppo ambiguo, che non riesce a sciogliere del tutto la tensione narrativa fin lì maturata. Ma agli occhi di uno spettatore di oggi, Corvo rosso funziona benissimo così com'è, dall'inizio alla fine.


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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 23 gennaio 2015
SirGient

Il regista non si discute, la sceneggiatura nemmeno...vogliamo parlare della fotografiaa? Nahhh non si discute nemmeno quella... forse i dialoghi, concisi, crudi limitati all'essenziale? no non direi... i dialoghi non si discutono...Quindi di cosa parliamo qui? Di un capolavoro, perchè di questo si tratta, assimilabile al genere western anche se la cosa sarebbe parecchio limitativa [...] Vai alla recensione »

mercoledì 26 giugno 2013
Alessandro Rega

Questo film del 1972, diretto da Sydney Pollack, è di genere western, però, esso è unico e inimitabile perché difficilmente si lavora a progetti di questo tipo e, quando lo si fa, si fallisce molto facilmente perché ci si perde e si cade nella banalità. Questo film invece è tutt’altro che banale! La vera forza di questa pellicola, a parer mio, [...] Vai alla recensione »

giovedì 18 dicembre 2014
DOMENICO RIZZI

Sono in molti ad avere visto in questo film – basato principalmente sul romanzo “Mountain Man” di Vardis Fisher - una biografia di quel John Johnson (o Johnston) del New Jersey che forse si chiamava Garrrison ed aveva avuto una vita avventurosa nel West, conclusasi tristemente nel 1900 in un ospizio della California. Il personaggio passò alla storia come “Mangiafegato [...] Vai alla recensione »

venerdì 2 marzo 2018
elgatoloco

Una delle leggende del West è questa di Jeremiah Johnson, personaggio realmente esistito, peraltro, protagonista della guerra tra States e Mexico del 1846-48, Johnson, detto"Liver-Eating"Johnson, che Sidney Pollack nel 1972 ha reso splendidamente(squarci scenografici, ma in realtà tutto, ogni particolare, anche quelli cruenti della guerra, della vendetta, della caccia), traendo spunto da un racconto("Crow [...] Vai alla recensione »

mercoledì 26 maggio 2010
Marv89

Un film poco conosciuto di una bellezza unica, un capolavoro del genere che ha cambiato il modo di fare western, una lezione di regia del mago Pollack che ha influenzato molti capolavori successivi tra i quali cito: balla coi lupi. La pellicola vede la luce nel 1972 e narra le vicende del trapper Jeremiah Johnson, interpretato da un magnifico Robert Redford, personaggio ispirato totalmente sulla figura [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 maggio 2009
markus

Basta guardarlo per volerlo rivedere un'altra volta .......!!

giovedì 21 maggio 2009
markus

L'ho visto e rivisto questo bellissimo film. C'è tutto. la natura,la libertà,la lotta per sopravvivere in un mondo ostile ,ma bellissimo,libero,selvaggio,magnifico. Il protagonista Jeremiah e l'Indiano,fiero e coraggioso padrone assoluto dell'ambiente e conoscitore di ogni minimo dettaglio della natura. Le due facce della medesima medaglia E quando mai si riuscirà a rifare un film così bello,senza [...] Vai alla recensione »

domenica 29 dicembre 2013
paolo vigliardi

bel film ma cosa aspettano per farlo in dvd?

giovedì 21 maggio 2009
markus

Se dovessi dire quali sono i 3 migliori film western di sempre,questo film troverebbe la sua collocazione sicuramente. Personalmente gli altri per me sono C'era una volta il West e balla con i lupi

domenica 5 aprile 2009
massimorocca

questo film l'ho scoperto da poco tempo. la prima volta l'ho rivisto 3 volte di seguito, e non mi stanco di rivederlo ancora. bellissima la storia,l'ambientazione e la fotografia. una poesia in pellicola. peccato che non si trova in dvd.

sabato 18 agosto 2018
nellosisilini

deficienza col cuore..., anche 8 mila volte e non a caso se analizzassimo la storia del west e americana, compreso il colpo di fucile realmente riservato al presidente dei sessanta, e chi o chi per chi dovrebbe prendersene le responsabilità..., la scioltezza con cui il mito le racconta..., potremmo scorgere che tante storie demenziali narrative o di fantasia che siano, lasciano quella [...] Vai alla recensione »

domenica 13 novembre 2016
diskol88

volendo esplorare la storia dei nativi americani, la storia è eccellente, sulla parete di roccia lo zoom si estende, e a casa dal sepolcreto corvo; immaginavano la loro visione della felicità; il risultato però con attimi di pura bellezza trova semplici comparse, "fanno buoni biscotti"... ma, ci sono troppe sorprese per una coincidenza, il paragone sondante sembrava affascinante.

giovedì 6 ottobre 2016
Super2davide

Capolavoro del genere western.

lunedì 11 aprile 2016
aabbaa

Ottimo western diretto magistralmente da Sydey Pollack e ben interpretato da Robert Redford.

mercoledì 11 marzo 2015
Onufrio

Amante della caccia decide di lasciare la città per vivere sulle fredde montagne del Colorado; dopo le difficoltà iniziali, l'incontro col vecchio artigli d'oro diventa di vitale importanza per Jeremiah, egli impara tutti i trucchi del mestiere e viene messo in guardia dagli indiani, più precisamente dalla tribù dei Corvo Rosso.

giovedì 30 gennaio 2014
DARIO FIREMAN

Jeremiah Johnson sfida le montagne, avventurandosi nelle gelide terre del nord in zone ostili. Si crea una certa fama tra gli indigeni e nasce una tacita convivenza con gli indiani del posto, visti per la prima volta non più come nemici, ma come autoctoni da rispettare. Jeremiah sposa una squaw (senza volerlo realmente) e poco alla volta si affeziona, costruendo casa insieme ad un trovatello, sempre [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 maggio 2009
markus

Film bellissimo,come la sequenza finale del saluto tra due uomini che convivono in un ambiente ostile,ma affascinante ed unico. Seppur su 2 fronti diversi ,c'è un filo conduttore che li riunisce ed il saluto finale è il reciproco riconoscimento. Semplicemente fantastico !

venerdì 22 giugno 2012
Starbuck

La storia di Jeremiah Johnson è una delle tante leggende ispirate dalla conquista della frontiera americana. Con un materiale di partenza simile sono molte le interpretazioni cinematografiche possibili. Se però ad interessarsene è Sidney Pollack, difficile non aspettarsi qualcosa di speciale. Infatti il risultato è il bellissimo  "Corvo Rosso non avrai [...] Vai alla recensione »

Frasi
Il cuore di una giovane donna è la pietra più dura che il buon Dio abbia creato su questa terra: non riesci a farci un segno sopra!
Artiglio d'orso (Will Geer)
dal film Corvo rosso non avrai il mio scalpo - a cura di marco
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