Come sta cambiando l’industria dell’Entertainment? È questa la domanda che attraversa il nuovo numero di settembre di Fortune Italia Entertainment, che sceglie di raccontare cinema, televisione, streaming, territori, tecnologia ed esperienze non come mondi separati, ma come parti di un unico ecosistema in profonda trasformazione. A partire dalla cover story dedicata alla Basilicata, un territorio che negli ultimi anni ha trasformato la propria vocazione cinematografica in una più ambiziosa strategia industriale.
SFOGLIA IL NUMERO DI SETTEMBRE
Nell’intervista di Cristina Orazi, Margherita Gina Romaniello, presidente della Lucana Film Commission, racconta il percorso verso un vero ecosistema audiovisivo lucano: dai bandi alla formazione, dal sostegno alle produzioni al rilancio delle sale, fino alla sostenibilità e al cineturismo. “La Basilicata non può essere soltanto una location, perché reclama forte il suo ruolo di attore protagonista”, sottolinea Romaniello parlando di Lucana DOC, il bando da 1 milione di euro dedicato esclusivamente al documentario e pensato per raccontare una Basilicata contemporanea attraverso quattro assi narrativi.
Al centro della strategia della Film Commission ci sono anche il Piano Operativo Val d’Agri, 1,5 milioni di euro destinati a 35 comuni per attrarre produzioni e valorizzare aree meno battute, e un forte investimento sulle professionalità locali attraverso accordi con Cinecittà e Università degli Studi della Basilicata. I numeri raccontano una filiera che comincia a produrre ricadute concrete: dal 2024 la Lucana Film Commission ha sostenuto progetti di cinema e serie TV che hanno generato oltre 2 milioni di euro di spesa sul territorio, coinvolgendo circa 800 lavoratori lucani tra cast e troupe, per 140 giornate lavorative e 2.600 posti letto occupati.
È proprio questa la chiave editoriale del nuovo numero: il valore dell’Entertainment non si misura più soltanto nel contenuto prodotto, ma nella capacità di costruire ecosistemi attorno alle storie.
L’editoriale di Pier Paolo Mocci, "La sovranità culturale non basta. Serve sovranità industriale", parte da una contraddizione: l’Europa produce sempre più cinema e contenuti, ma continua a essere molto più debole quando si tratta di controllarne il valore, scalarli e portarli sui mercati internazionali. La sfida, sostiene Fortune Italia Entertainment, non è soltanto difendere la produzione culturale, ma costruire imprese, capitali, IP e capacità distributiva capaci di competere su scala globale.
A questa riflessione si collega l’analisi di Francesca Ginocchi sull’“attenzione frammentata”: in un mercato nel quale lo spettatore può abbandonare un contenuto in qualsiasi momento, anche il linguaggio audiovisivo deve confrontarsi con nuove regole, cercando un equilibrio tra immediatezza e profondità narrativa.
E se l’attenzione è diventata una risorsa da conquistare, Disney mostra come trasformarla in appartenenza ed esperienza. Nel reportage di Sonia Serafini dalla D23 di Los Angeles, il colosso americano viene osservato come un modello industriale nel quale cinema, serie, Marvel, Star Wars, parchi, videogame, musica e merchandising convivono all’interno dello stesso ecosistema. Una lezione che porta direttamente a uno dei temi centrali del numero: la capacità di una proprietà intellettuale di vivere attraverso più linguaggi e più esperienze.
SPECIALE VENEZIA: UN FESTIVAL CHE RACCONTA LA TRASFORMAZIONE DELL’INDUSTRIA
Grande spazio è dedicato alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, letta non soltanto come appuntamento culturale ma come osservatorio privilegiato sulle trasformazioni dell’industria. Sonia Serafini analizza una Venezia nella quale Hollywood sembra arretrare rispetto al passato, lasciando maggiore spazio al cinema d’autore e a opere capaci di interrogare il presente, mentre le major rivedono le proprie strategie di lancio e distribuzione.
Valentina Ariete racconta invece la “Mostra segreta” oltre il red carpet: dai 115 titoli delle principali sezioni a Venice Immersive, giunta alla decima edizione con 68 progetti provenienti da 26 Paesi, fino agli eventi speciali, al Cartier Glory to the Filmmaker assegnato a Luca Guadagnino, al concerto di La La Land e agli appuntamenti dedicati al futuro del cinema e all’Intelligenza Artificiale.
Dal Lido arriva anche una storia che racconta perfettamente la contaminazione tra media: Audible presenta Dracula, una grande produzione audio internazionale che coinvolge cast, regia cinematografica, musica originale e sound design immersivo. Nell’intervista a Cristina Orazi, Rachel Ghiazza, Chief Content Officer di Audible, definisce questa nuova frontiera come una sorta di “cinema per le orecchie”, nel quale l’assenza delle immagini diventa uno spazio per l’immaginazione.
Lo Speciale Venezia si completa con la grande mappa delle Film Commission italiane protagoniste al Lido, dal Piemonte alla Toscana, dal Lazio alla Puglia, dal Trentino alla Campania, dalla Sicilia alla Valle d’Aosta: una fotografia di come i territori stiano diventando nodi sempre più importanti della filiera audiovisiva nazionale.
INDUSTRIA: TRA TV, CINECOMIC, AI E NUOVI MODELLI
La seconda parte del numero entra nel cuore dell’industria. Sara Bastoni analizza la televisione sospesa tra identità, racconto e nuove strategie, fotografando la trasformazione di Rai, Mediaset, Sky e dei principali player europei. RaiPlay conta 13 milioni di utenti unici mensili, 23 milioni di account e oltre 7.000 titoli, mentre MFE guarda alla costruzione di un polo audiovisivo europeo insieme a ProsiebenSat.1, con sinergie stimate fino a 419 milioni di euro entro il 2029.
Chiara Giusti dedica invece un’analisi al fenomeno dell’estate, Spider-Man: Brand New Day, diventato un caso industriale oltre che cinematografico: il film ha raggiunto 927 milioni di dollari nel weekend d’esordio globale e, in Italia, ha superato a fine agosto i 36,8 milioni di euro, diventando il film di Spider-Man con il maggiore incasso nella storia del mercato italiano.
Matteo Mocci racconta poi come la sostenibilità stia entrando strutturalmente nei processi produttivi attraverso il caso MasiFilm, che ha sviluppato un Piano ESG 2026-2028 integrando responsabilità sociale, ambiente, salute, sicurezza e diversità nella propria attività di impresa culturale.
Davide Falasconi nella sua rubrica Cinefily (che rimanda alla sua community sui social da oltre 100 mila utenti) affronta infine il rapporto tra AI e talento umano, mentre l’industria viene osservata anche attraverso nuovi modelli di valorizzazione dei contenuti, capaci di generare adattamenti, spin-off, placement e sfruttamenti multipiattaforma.
LIVE EXPERIENCE: QUANDO L’ENTERTAINMENT ESCE DALLO SCHERMO
La sezione Live Experience porta il ragionamento oltre cinema e TV, raccontando tre realtà che hanno fatto dell’esperienza un asset industriale: Gardaland, sempre più destinazione esperienziale e non soltanto parco divertimenti; Acquaworld, il grande polo acquatico lombardo; e MagicLand, che punta su brand, contenuti e velocità per sostenere la propria crescita.
Un altro tassello dello stesso ecosistema è rappresentato dagli eventi: dal Premio Solinas, luogo di formazione e scoperta di nuove storie, alle iniziative di Giffoni e Premio Penisola Sorrentina dedicate ai giovani, passando per il Milano Licensing Day, dove la cultura pop diventa motore di business, fino a Camogli, con una riflessione sul rapporto tra comunicazione, idee e nuove visioni.
Chiude il numero la sezione Home Video, con il ritorno di Pedro Pascal e Baby Yoda nell’universo di Star Wars. “Fortune Italia Entertainment” torna così a proporre una lettura dell’Entertainment che parte dai contenuti ma guarda soprattutto a ciò che accade intorno ai contenuti: chi li produce, chi ne possiede i diritti, come vengono distribuiti, quali territori li sostengono, come diventano esperienze, brand e comunità e quale valore industriale riescono a generare.
Perché il futuro dell’Entertainment, racconta questo numero, non sarà soltanto fatto di storie da vedere, ascoltare o condividere. Sarà fatto di ecosistemi capaci di farle vivere più a lungo, su più piattaforme, in più territori e attraverso più esperienze.