Milcho Manchevski è stato l'ospite d'onore della IX edizione di Storie Parallele Film Festival, in corso a Salandra, in Basilicata, fino a domenica 13 settembre. Il regista macedone ha incontrato ieri sera il pubblico del Festival dopo la proiezione dei cortometraggi The End of Time e Thursday e del film Willow, dialogando con il direttore artistico Nicola Ragone e Ludovico Cantisani, studioso di cinema e produttore del nuovo film di Manchevski atteso per la fine dell'anno, nell'incontro Il tempo circolare e il senso del mito.
Un'occasione per attraversare il suo cinema e la sua ricerca artistica, ma anche per riflettere sul ruolo che realtà culturali nate lontano dai grandi centri possono avere nella circolazione delle opere e nella costruzione di un rapporto con il pubblico.
“Festival indipendenti e radicati nel territorio come Storie Parallele sono essenziali per la vitalità del cinema - ha raccontato Manchevski. Portano al pubblico film importanti che spesso le persone non avrebbero la possibilità di vedere in una sala cinematografica. Storie Parallele costruisce la propria programmazione con grande cura e con la consapevolezza di questo importante ruolo sociale. È proprio per questo che sono stato felice di presentare a Salandra Willow, insieme a due miei cortometraggi sperimentali, The End of Time e Thursday”.
Manchevski ha parlato anche delle influenze che hanno attraversato il suo lavoro, da Bergman a Kieslowski, Fellini e Oshima, fino al cinema sperimentale. “Di Bergman e Kieslowski apprezzo soprattutto la capacità di affrontare questioni profonde con strumenti minimali. Ma le influenze non vengono soltanto dal cinema: arrivano dalla pittura, dalla musica, dalla letteratura. In fondo tutto ciò che accade a un artista finisce per influenzare la sua arte”.
Ed è proprio lo sguardo dell'artista ad aver accompagnato Manchevski anche fuori dagli appuntamenti ufficiali. Arrivato a Salandra alcuni giorni prima del suo incontro con il pubblico, il regista - che da anni affianca al cinema un'intensa attività fotografica - ha voluto esplorare liberamente il paese e il territorio circostante. Ha chiesto agli organizzatori semplicemente un'auto in prestito ed è partito, macchina fotografica con sé, alla ricerca di luoghi, persone e immagini.
Da queste esplorazioni sono nati anche alcuni scatti realizzati durante il soggiorno lucano. “Come fotografo mi interessa quel punto in cui il momento fugace e l'eterno si incontrano. La Basilicata e Salandra offrono uno scenario unico per questa ricerca. Salandra è un luogo visivamente sorprendente, abitato da persone autentiche e accoglienti”.
Uno sguardo che restituisce anche il senso della presenza di Manchevski a Storie Parallele: non soltanto un ospite chiamato a presentare il proprio cinema, ma un autore che ha scelto di abitare per alcuni giorni il luogo del Festival, osservarlo ed esplorarlo attraverso le immagini.