Bari, 1999. Anna, Walter e i figli Alice e Tobia sono "quello che gli altri vorrebbero diventare", ovvero una famiglia ricca, felice e di successo. Walter è titolare della sartoria Colonna, ereditata dal nonno e trasformata nel negozio di Bari centro da dove passa tutta l'alta borghesia cittadina per rifornirsi delle uniformi consone al proprio status sociale; Tobia è una giovanissima promessa del calcio; Alice è stata appena scelta per una pubblicità della Barilla; e Anna è moglie e madre modello, se non fosse per quel sogno irrealizzato di diventare un'attrice che sta cercando di realizzare attraverso la figlia, e quella strana abitudine di mangiare rotelle di liquirizia a nastro per placare un'ansia senza nome.
Roma, 2026. Anna si presenta nel modesto appartamento romano di Alice, ora ventenne, in una notte di pioggia scrosciante, e comincia a raccontarle una storia che ha inizio proprio nel lontano 1999, durante la festa a casa Colonna per celebrare l'ultimo Ferragosto del millennio. Ed è la storia degli incontri con un'estranea che le ha proposto patti faustiani e irrinunciabili.
Questa la sinossi de L'estranea, diretto da Paolo Strippoli e presentato In Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. Il regista ha raggiunto Luigi Coluccio di MYmovies per raccontare i vari aspetti della creazione del film.