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mercoledì 30 settembre 2026 - Festival

Middle East Now, torna il festival per avvicinarci al Medio Oriente. Focus su Palestina e Iran

Un programma ricco e intenso che rispecchia al meglio l’instabilità del presente. Dal 6 ottobre a Firenze. Una selezione in streaming su MYmovies ONE.
di Veronica Ranocchi

33 titoli, tra anteprime nazionali e mondiali, focus su Iran e Palestina, esperienze fuori dall’ordinario e fuori dal cinema per la 17esima edizione del Middle East Now 2026 che ha l’onore di aprire la 50 Giorni di Cinema a Firenze. Dal 6 all’11 ottobre al Cinema La Compagnia (e al Cinema Astra) di Firenze si alterneranno tanti titoli che consentiranno di avvicinarci, geograficamente, emotivamente e socialmente al Medio Oriente.

Una selezioni di film del Festival sarà disponibile anche in streaming su MYmovies ONE. 

Si parte da tre domande (Ha ancora senso invitare delle persone a vedere un film sul Medio Oriente, costringendoli in una sala, fermi, mentre c’è un mondo frenetico fuori?; Cosa ci muove davvero oggi?; Come si parla oggi di Medio Oriente?”, Roberto Ruta e Lisa Chiari, direttori artistici del festival, hanno sviluppato un programma ricco e intenso con un tema ben preciso che si riconduce a quello dell’anno precedente e che viene perfettamente esemplificato dall’immagine simbolo di questa 17esima edizione: Radical Movements, l’immaginazione artistica che si fa azione e reazione di fronte all’instabilità del presente.

Tutto inizia martedì 6 ottobre alle 21 con la performance live di Bowland, celebre trio di origine iraniana che unisce atmosfere elettroniche e trip-hop a voci eteree e ipnotiche. A seguire il film d’apertura A Fox Under a Pink Moon di Mehrdad Oskouei e Soraya Akhalaghi, girato in segreto con uno smartphone dalla stessa Soraya, afgana, di16 anni, e diretto a distanza dal maestro del cinema iraniano Mehrdad Oskouei.

Si prosegue con la giornata di mercoledì 7 ottobre alle 17 con tre sguardi sulla Palestina: Qaher di Nada Khalifa, Baisanos di Andrés e Francisca Khamis Giacoman e Post Trauma di Nidal Badarny. Alle 18 l’anteprima italiana di Out of School di Hind Bensari e in serata l’anteprima speciale del mystery Flana di Zahraa Ghandour, storia personale, ma anche film di denuncia.

La giornata di giovedì 8 ottobre si apre nel pomeriggio con “Strade interrotte”, cinque storie sospese tra desiderio di fuga e ricerca di una casa: 32B di Mohamed Taher, Cairo Streets di Abdellah Taïa, But you won’t notice di Mennatalah Khaled, Found & Lost di Reza Rasouli, Baadarane di Samah El Kadi. A seguire l’anteprima italiana della fiaba contemporanea Singing Wings di Hemen Khaledi anticipa una serata tra i sapori della cucina Middle East e il cinema con la proiezione di A Matter of Life and Death di Anas Ba-Tahaf.

Tre cortometraggi poetici ed intimi che scavano nelle relazioni familiari aprono la giornata di venerdì 9 ottobre: I Can’t Think of Anything Right Now di Hussen Ibrahim, Memories of a Window di Mehraneh Salimian e Amin Pakparvar e Faux Bijoux di Jessy Moussallem. Alle 16 la proiezione di Irkalla Gilgamesh’s Dream di Mohamed Jabarah Al-Daradji anticipa l’anteprima mondiale di The Silence of the Plain di Zeina Sfeir e alle 21 l’anteprima italiana di The Stories di Abu Bakr Shawky.
 

Penultimo giorno di festival, sabato 10 ottobre, che si apre la mattina con degli eventi che vanno oltre la sala cinematografica e prosegue, sull’ora di pranzo, con un evento speciale che consiste nella presentazione di due progetti di film documentario work-in-progress (quest’anno i due titoli sono Elsewhere di Melis Birder e Out of place di Mohammed Madjalawi.

Alle 15.30 un altro evento speciale, un appuntamento corale tra memoria e futuro del cinema palestinese, che vede la proiezione di alcuni cortometraggi: I’m Glad You’re Dead Now di Tawfeek Barhom, Fin di Ward Kayyal, Kentucky Gaza di Omar Rammal, Le Monde di Mohammad Bakri. A seguire l’anteprima italiana del documentario Gaza Twins, Come Back to Me di Mohammed Sawwaf e quella della toccante opera Souraya Mon Amour di Nicolas Khoury. A concludere la serata il film che ha commosso il Sundance Film Festival, portandosi a casa il premio del pubblico, One in a Million di Itab Azzam e Jack Macinnes.

Ultima giornata del festival che, dopo talk ed eventi speciali, si apre nel primo pomeriggio con la proiezione di Writing Hawa di Najiba Noori, alla quale fa seguito House of Hope di Marjolein Busstra. Alle 18 un documentario potentissimo, intrepido e scorrettissimo: Palestine Comedy Club di Alaa Aliabdallah e Charlotte Knowles. Spazio poi a una performance teatrale e al momento delle premiazioni per poi salutare il pubblico con il closing film, l’anteprima mondiale di Women of Revolution di Mina Akbari.

A fare da cornice al festival anche incontri diffusi in città, dove il pubblico può dialogare direttamente con ospiti internazionali e interagire con la cultura mediorientale, dalla mostra What moves us allo spettacolo teatrale Come back Home, passando per l’evento laboratorio sul cibo I dolci dell’amore e una passeggiata interculturale.

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