Il primo posto di Naza al box office italiano di fine settembre è uno di quei risultati che acquistano senso soprattutto se letti dentro un percorso più ampio. Il film distribuito da I Wonder Pictures ha incassato oltre 1 milione di euro in appena due giorni di programmazione. Un debutto che arriva nell’anno in cui, secondo i dati Cinetel, I Wonder ha già raggiunto circa 21 milioni di euro di incassi.
La crescita è stata rapida. Nel 2019 la società aveva raccolto circa 3,4 milioni di euro, nel 2022 poco più di 2,3 milioni, nel 2023 era salita a 8,4 milioni e nel 2024 a 9,6 milioni. Il vero cambio di scala si è quindi prodotto negli ultimi anni, quando ai singoli exploit si è aggiunta una maggiore continuità commerciale.
I Wonder Pictures nasce però con un profilo molto diverso. Fondata da Andrea Romeo e con sede a Bologna, la società prende forma dall’esperienza di Biografilm Festival e concentra inizialmente la propria attività soprattutto sul documentario italiano e internazionale. Lo stesso nome deriva da una canzone di Sixto Rodríguez, protagonista di Searching for Sugar Man di Malik Bendjelloul, Oscar al miglior documentario e uno dei titoli distribuiti dalla società nel 2013. Nei primi anni I Wonder costruisce il proprio catalogo lavorando con autori come Joshua Oppenheimer, Patricio Guzmán, Morgan Neville, Errol Morris e Werner Herzog. Il passaggio successivo arriva nel 2015 con Dio esiste e vive a Bruxelles di Jaco Van Dormael, il cui buon riscontro contribuisce ad allargare progressivamente il raggio d’azione della società dal documentario al cinema di finzione, con una particolare attenzione alla commedia europea e francese. In questa fase arrivano, tra gli altri, Due sotto il burqa (guarda la video recensione) di Sou Abadi e La Belle Époque (guarda la video recensione) di Nicolas Bedos.
Tra il 2018 e il 2021 il catalogo si amplia ulteriormente e I Wonder consolida il proprio posizionamento nel cinema d’autore con titoli come Morto Stalin, se ne fa un altro di Armando Iannucci, Titane di Julia Ducournau e Illusioni perdute di Xavier Giannoli. Nel 2021 la società avvia inoltre IWonderfull, piattaforma streaming realizzata in collaborazione con MYmovies, aggiungendo alla distribuzione cinematografica un nuovo canale di sfruttamento del catalogo.
È però con l’arrivo di titoli internazionali più forti che la dimensione commerciale cambia sensibilmente. Everything Everywhere All at Once rappresenta uno dei primi segnali di questa nuova fase, seguita da film come The Whale di Darren Aronofsky, Beau ha paura di Ari Aster, La zona d’interesse di Jonathan Glazer e The Substance di Coralie Fargeat. Parallelamente cresce il rapporto con A24, destinato a diventare sempre più stretto a partire dal 2025.
I numeri mostrano bene questa trasformazione. The Whale supera in Italia i 3,5 milioni di euro. Nel 2024 La zona d’interesse arriva a oltre 5 milioni, mentre The Substance supera i 2,5 milioni. Nel 2026 Marty Supreme raggiunge circa 4,8 milioni e The Drama – Un segreto è per sempre supera i 3,7 milioni, mentre The Invite – Il piacere è tutto nostro oltrepassa quota 1,3 milioni. È questa sequenza a spiegare meglio i circa 21 milioni complessivi del 2026. I Wonder non dipende più soltanto da uno o due successi isolati, ma riesce a mettere insieme nello stesso anno diversi titoli sopra il milione di euro, affiancandoli a un catalogo più ampio di film con risultati inferiori ma continui.
Il rapporto con A24 ha avuto un peso evidente in questa evoluzione, portando in Italia alcuni dei titoli più importanti del listino e rafforzando la riconoscibilità della società presso una parte del pubblico. Ma la crescita non nasce soltanto dalla partnership americana. È piuttosto il risultato di una linea editoriale costruita nel tempo: prima il documentario, poi la commedia europea e il cinema d’autore, quindi i titoli internazionali capaci di muoversi tra circuito festivaliero e mercato più ampio. La differenza rispetto al passato è soprattutto quantitativa. Fino a pochi anni fa un film da 3 o 4 milioni di euro avrebbe rappresentato quasi da solo una parte decisiva del risultato annuale della società. Oggi I Wonder può sommare, nello stesso
esercizio, un titolo vicino ai 5 milioni, un altro sopra i 3,5, altri oltre il milione e numerose uscite più piccole.
In questo senso Naza è un buon punto da cui raccontare la storia a ritroso. Il suo debutto non spiega da solo l’ascesa di I Wonder, ma mostra bene dove quella crescita ha portato il distributore. Nato poco più di dieci anni fa lavorando soprattutto sul documentario, oggi I Wonder può portare anche un titolo non convenzionale al vertice del box office nazionale e, soprattutto, farlo all’interno di un’annata da circa 21 milioni di euro.