Santi e vampiri

Film 2026 | Documentario, 60 min.

Anno2026
GenereDocumentario,
ProduzioneItalia
Durata60 minuti
Regia diSerena Porta
Uscitagiovedì 2 luglio 2026
DistribuzioneDraka
MYmonetro Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Regia di Serena Porta. Un film Genere Documentario, - Italia, 2026, durata 60 minuti. Uscita cinema giovedì 2 luglio 2026 distribuito da Draka. Valutazione: 2,5 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

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Ultimo aggiornamento giovedì 2 luglio 2026

Due figure, il santo e il vampiro, rappresentano visioni opposte dell'eterno: una legata alla luce divina, l'altra all'oscurità eterna. In Italia al Box Office Santi e vampiri ha incassato 1,8 mila euro .

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 2,50
CRITICA
PUBBLICO
CONSIGLIATO NÌ
Una ricerca meticolosa ma accademica che si ravviva quando dialoga con il cinema.
Recensione di Simone Emiliani
giovedì 2 luglio 2026
Recensione di Simone Emiliani
giovedì 2 luglio 2026

Gli anni Trenta del Settecento sono un decennio fondamentale per il Mito del Vampiro. La sua visione è stata spesso legata all'oscurità eterna, al contrario del Santo, collegato alla luce divina. Nel 1744 Giuseppe Davanzati, arcivescovo di Trani ha scritto "La Dissertazione sopra i Vampiri" che è considerato il primo importante trattato sul tema da parte di un autore italiano che affronta il fenomeno con un approccio razionalista cercando di svelarne il mito dietro le credenze popolari spesso dovute all'ignoranza e la superstizione. Sulla stessa lunghezza d'onda era anche Papa Benedetto XIV, al secolo Prospero Lambertini che ha parlato dei vampiri nella sua opera "De Servorum Dei Beatificatione et Beatorum Canonizatione" e lo ha liquidato come una fallace finzione della fantasia e, al contrario, codificava il riconoscimento dei santi e dei beati. Sia il Santo sia il vampiro sfidano la decomposizione e, anche se per motivi opposti, accennano alla possibilità di una vita dopo la morte.

Che cosa c'è dopo la morte? Quali legami, anche dopo il decesso, ci sono ancora con la vita terrena?

Sono alcune delle domande che si fanno la regista Serena Porta assieme al co-sceneggiatore Corrado Azzollini (anche autore del soggetto e produttore esecutivo) affrontando questa ricerca sul vampirismo che si pone come obiettivo quello di oltrepassare la dimensione letteraria, antropologica e religiosa. Santi e vampiri parte come una ricerca sul campo e contiene immagini realizzate in musei e archivi anatomici che conservano resti umani.

Il documentario si avvale di numerose testimonianze come quelle di molti professori universitari come Francesco Paolo De Ceglia, Pasquale Palmieri, Francesco Introna, Mirko Lino, Tommaso Braccini, Pierroberto Scarabella, del chimico e divulgatore scientifico Luigi Garlaschelli e dell'archeologo Giuseppe Ruggiero. Attraverso le loro voci si ricostruisce un'immagine multiforme. Poi ci sono le location che sono come attraversate, nel corso dei secoli, dal passaggio della presenza dei vampiri, a partire dal Museo a San Marino per proseguire con Venezia, Bologna, Napoli, Bari, Putignano e Molfetta. La morte non sembra una condizione finale ma proprio un punto di passaggio, uno spazio tra qualcosa che è stato e qualcosa che può ancora essere.

In questo passaggio il corpo può ancora mutare, come nel caso di Teresa Margherita Redi, una giovane carmelitana morta a 22 anni a Firenze nel 1770 che inizialmente era sfigurato dalla malattia e dopo si trasforma e torna come era in vita. In più emerge che l'animale che veniva identificato al vampiro non era, come si poteva pensare, il lupo, ma la farfalla.

Santi e vampiri è sicuramente il risultato di una ricerca meticolosa, ma non riesce a discostarsi da un tono accademico, quasi da lezione universitaria e anche le stesse scene animate non agevolano un ritmo più dinamico, che si poteva creare anche attraverso un montaggio più serrato delle interviste. Si ravviva soltanto nel momento in cui dialoga direttamente con gli esempi più cinematografici come nel caso di Les vampires, film a episodi del 1915 di Louis Feuillade con Musidora nei panni di Irma Vep e La vampira, realizzato lo stesso anno, di Frank Powell con Theda Bara. È chiaro che nei 60 minuti di durata il tempo a disposizione era limitato. Ma il suo indubbio rigore ne limita il potere evocativo.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 7 luglio 2026
Dario Denta
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Nel Settecento si diffondono le prime leggende sui vampiri, provocate dalla scoperta di "corpi incorrotti", cioè cadaveri che non si sono decomposti correttamente e sembrano vivi. Ma per la teologia cattolica uno dei criteri per riconoscere un santo era proprio l'incorruttibilità del cadavere, esposto solitamente come reliquia. E quindi se unghie e capelli continuano a crescere e il ventre si gonfia [...] Vai alla recensione »

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