Buen Camino |
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Un film di Gennaro Nunziante.
Con Checco Zalone, Beatriz Arjona, Letizia Arnò, Martina Colombari
Commedia,
durata 90 min.
- Italia 2025.
- Medusa
uscita giovedì 25 dicembre 2025.
MYMONETRO
Buen Camino
valutazione media:
2,41
su
-1
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Il Checco che non ti aspetti nei panni del milionario arrogante
di Alberto Crespi La Repubblica
Il problema è a monte: è nelle aspettative e in ciò che il sistema-cinema è diventato in Italia. Totò e Alberto Sordi, negli anni Cinquanta, facevano una decina di film all'anno (con Sordi, nel 1954, ne uscirono 12). Se anche tre o quattro di quei film erano brutti o incassavano poco, gli altri alzavano la media e la "persistenza" dei personaggi Sordi e Totò presso il pubblico era garantita. Checco Zalone, come tutti sanno, è l'avatar di Luca Medici: musicista sopraffino, performer geniale in teatro, uomo e artista di rara intelligenza. Dopo il prodigioso poker messo in fila dal 2009 al 2016 (Cado dalle nubi, Che bella giornata, Sole a catinelle, Quo vado?
) lo abbiamo visto in Tolo Tolo nel 2020 e ora in Buen camino. Due film in quasi dieci anni, "condannati" a confrontarsi con il pazzesco incasso di Quo vado? che, con i suoi 65 milioni, costituisce un record inattaccabile. Siccome in giro c'è chi considera i 46 milioni di Tolo Tolo un fiasco, le aspettative per il nuovo Buen camino non possono che essere altissime: ha l'obbligo di salvare le sale, gli esercenti, il cinema italiano tout court e forse anche le balene, gli orsi bianchi e i ghiacci dell'Artico. Purtroppo il film è inferiore a tutti i precedenti, con gravi problemi di approccio e di struttura. Il primo problema è che il personaggio Checco Zalone, che ricorre di film in film, stavolta è un miliardario rozzo, ignorante e volgare che non suscita alcuna empatia. In Zalone l'arroganza funziona quando nasce dal basso e si accoppia con la simpatia e la fragilità. Qui, il riccone con "fabbrichetta" in Brianza è solo molesto, e bene fa la figlia adolescente a cercare se stessa sul cammino di Santiago, lontana da genitori insopportabili. Naturalmente Checco, percorrendo la via sacra assieme alla figlia, si redimerà: ma è una redenzione talmente meccanica e improvvisa che si ha la sensazione, vedendola, che manchi un pezzo di film. In più, chi scrive - per quello che conta - ha riso veramente poco e le infelici battute su Gaza e su Schindler's list non aiutano. Zalone e il suo regista Gennaro Nunziante hanno sbagliato un film: può succedere, il problema è che non ne uscirà un altro fra sei mesi per raddrizzare la rotta.
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