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martedì 22 agosto 2017

Michael Douglas

Il sex-simbol degli anni Novanta

Nome: Michael Kirk Douglas
72 anni, 25 Settembre 1944 (Bilancia), New Brunswick (New Jersey - USA)
occhiello
Lei amava l'uomo che è stato ucciso?
No, mi piaceva scopare con lui.
Allora è una professionista.
No, dilettante.

dal film Basic Instinct (1992) Michael Douglas è Nick Curran
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Michael Douglas
Golden Globes 2014
Nomination miglior attore miniserie o film tv per il film Dietro i candelabri di Steven Soderbergh

Golden Globes 2014
Premio miglior attore miniserie o film tv per il film Dietro i candelabri di Steven Soderbergh

Golden Globes 2011
Nomination miglior attore non protagonista per il film Wall Street - Il Denaro non dorme mai di Oliver Stone

Golden Globes 2001
Nomination miglior attore per il film Wonder Boys di Curtis Hanson

Golden Globes 1996
Nomination miglior attore per il film Il presidente - Una storia d'amore di Rob Reiner

Golden Globes 1990
Nomination miglior attore per il film La guerra dei Roses di Danny DeVito

Golden Globes 1988
Premio miglior attore per il film Wall Street di Oliver Stone

Nastri d'Argento 1988
Premio miglior attore straniero per il film Wall Street di Oliver Stone

David di Donatello 1988
Premio miglior attore straniero per il film Wall Street di Oliver Stone

Nastri d'Argento 1988
Nomination miglior attore straniero per il film Wall Street di Oliver Stone

David di Donatello 1988
Nomination miglior attore straniero per il film Wall Street di Oliver Stone

Golden Globes 1988
Nomination miglior attore per il film Wall Street di Oliver Stone

Premio Oscar 1987
Nomination miglior attore per il film Wall Street di Oliver Stone

Premio Oscar 1987
Premio miglior attore per il film Wall Street di Oliver Stone



Dal sublime al kitsch: Behind the Candelabra.

Il corpo è lo spettacolo

sabato 7 dicembre 2013 - Roy Menarini cinemanews

Il corpo è lo spettacolo Quello che Steven Soderbergh è diventato in questi anni (uno dei più grandi cineasti viventi) viene confermato, e anzi compendiato, in Dietro i candelabri. Nella storia di Liberace e della sua vita privata (che l'artista era riuscito abilmente a nascondere, almeno al grande pubblico), Soderbergh riesce miracolosamente a fare tante cose insieme: una storia dello spettacolo americano anni Settanta/Ottanta, una ricostruzione biografica degna di nota, uno studio del kitsch statunitense, una riflessione sulla cultura privata omosessuale, un lavoro teorico sugli attori (la mascolinità risaputa di Douglas e Damon ribaltata di segno), un repertorio di costumi e oggetti, una parabola sull'ipocrisia prima che il camp - con Madonna prima, e Lady Gaga poi - diventasse un fenomeno di massa.

   

Il grande attore si confessa al pubblico e in pubblico.

Michael Douglas: ho il cancro, ma guarirò

mercoledì 18 agosto 2010 - Pino Farinotti cinemanews

Michael Douglas: ho il cancro, ma guarirò M ichael Douglas ha annunciato di avere un tumore alla gola. Michael è sempre stato un estroverso che amava raccontarsi, anche pericolosamente. La radice di tutto starebbe, come spesso accade, nel grande, ingombrante genitore. Analizzare questa dipendenza, questa debolezza, lo ha portato non solo ad affrontare quel peccato originale subendo perdite importanti, ma a decifrare le perdite affrontando una patologia ulteriore. E come deterrente l'attore ha dovuto raccontare tutto di sé, mettersi a nudo. Lo ha fatto quando suo figlio Cameron è stato condannato per spaccio. In sostanza, in una lettera al giudice si è assunto la colpa. La tesi era “io ho avuto enormi problemi con un padre come il mio, figuriamoci Cameron, che ha dovuto vedersela col padre e col nonno.” La lettera funzionò, servì a depennare cinque anni (erano dieci) della condanna.

Il film è presentato fuori concorso a Cannes.

Wall Street: Il denaro non dorme mai, torna il mito degli anni '80

venerdì 14 maggio 2010 - Gabriele Niola cinemanews

Wall Street: Il denaro non dorme mai, torna il mito degli anni '80 È stato uno dei casi più clamorosi degli anni '80, Wall street nel 1987 riuscì a leggere la modernità con una preveggenza e una consapevolezza del presente che negli anni a seguire hanno accresciuto la fama di un film impeccabile. Ora Oliver Stone, fuori concorso a Cannes, e reduce da un infarto, sente di dover tornare a parlare di un paese, reduce da una crisi economica, attraverso quei personaggi. "La domanda principale del film è Gordon è cambiato? Prima desiderava i soldi e il potere, oggi cosa desidera?" spiega il regista.
A fare da contraltare al grande manager, come nel primo c'è un giovane broker, (Shia LeBeouf), "Charlie Sheen era un personaggio senza integrità che riusciva a trovarla grazie al padre e alle altre persone a lui care" dice sempre Stone "qui invece Shia ha già una morale ed è questa integrità che verrà testata".
Più caustico invece Michael Douglas: "Il lavoro difficile sarà quello del reparto marketing che dovrà convincere il pubblico che non ha già visto questa storia al telegiornale!".

Malgrado i pettegolezzi e i flop, l'attore continua a essere una stella.

5x1: Michael Douglas, principe di Hollywood

martedì 10 novembre 2009 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: Michael Douglas, principe di Hollywood Alla parola senilismo, il dizionario Garzanti recita: “s. m.; 1) vecchiaia precoce; 2) (fig.) atteggiamento di favore, di fiducia eccessiva nei confronti degli anziani.”. Michael Douglas sembra un eterno fanciullo e non è certo il tipico rappresentante della terza età ma giunto ormai a 65 anni, alcuni dubbi sulla sua sanità mentale sopraggiungono scorrendo la lista degli ultimi film interpretati ( Tu, io e Dupree e La rivolta delle ex), confrontandoli con alcune perle del passato (Wall street su tutti) ma anche alcune chicche prodotte come Qualcuno volò sul nido del cuculo e Face/Off. Forse solo l’atteggiamento di favore di cui beneficiano gli anziani consente fino ad oggi di dimenticare alcune delle insulsaggini appartenenti alla prima lista, soprattutto dopo le oscure vicende seguenti a Basic Instinct, con il ricovero in una clinica per malati di sesso. Tant’è che Michael Douglas mantiene un'aura da icona dello star system hollivudiano: impegnato attivamente in attività benefiche che nel 1998 gli valsero l’investitura dell’allora Segretario generale della Nazioni unite quale “messaggero di pace”; la nobile attività della “Michael Douglas foundation”; il sostegno al partito democratico; il matrimonio “perfetto” con Catherine Zeta–Jones.
Se non basta, possiamo ricordare l’appartenenza alla nobile schiatta dei Douglas di cui il patriarca Kirk ancora rappresenta una colonna. Infatti, partecipando recentemente a una puntata del Late show di David Letterman, Michael ricordava come, a 93 anni suonati, il genitore fosse ancora attivissimo come attore. Senza contare che i due divisero lo schermo nel film del 2003 Vizi di famiglia di Fred Schepisi, una grande vicenda familiare con echi vagamente biografici essendo i due, guarda un po’, padre e figlio. Sebbene Kirk sia ancora in vita, nei mesi scorsi Michael ha perso colui che considerava il padre putativo e autentico mentore della sua carriera cinematografica, quel Karl Malden con cui fece coppia per tanti anni Le strade di San Francisco.
Oggi, dopo gli esperimenti falliti nelle commediole giovanilistiche di cui sopra, ci riprova con un remake, Un alibi perfetto, rivisitazione del film di Fritz Lang del 1956. Già nel 1998 si presentò con il rifacimento di Delitto perfetto al fianco di Viggo Mortensen prima che partisse per la Terra di mezzo, e Gwyneth Paltrow. Senza dimenticare che rifiutò di tornare nella seconda puntata di Basic Instinct ma non ha saputo resistere al richiamo di Oliver Stone per vestire di nuovo i panni di Gordon Gekko, che nel 1987 gli valse l’Oscar quale Miglior attore protagonista.

Peter Hyams si confronta con un classico del noir di Fritz Lang.

Un alibi perfetto: il noir diventa action

martedì 10 novembre 2009 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Un alibi perfetto: il noir diventa action Nel libro I film della mia vita François Truffaut, parlando di Fritz Lang, scriveva che "di tutti i cineasti tedeschi che nel 1932 fuggirono il nazismo, è quello che non si 'rimetterà' più, tant'è vero che l'America, che pure lo ha accolto, sembra ripugnargli. Per Fritz Lang non c'è alcun dubbio che l'uomo nasce malvagio [...] È esattamente quest'idea – nessuno può giudicare nessuno, tutti sono colpevoli, tutti sono vittime – che Fritz Lang illustra con genio ostinato nella sua opera". Con la sua ultima opera americana il grande regista tedesco metteva a punto la sua ossessione esponendo un'inquietante riflessione sulla responsabilità dell'individuo e la fallibilità dell'idea che abbiamo di giustizia. Era il 1956; a distanza di cinquantatre anni Peter Hyams (Condannato a morte per mancanza di indizi, 2010 - L'anno del contatto, Timecop - Indagine dal futuro e Relic - L'evoluzione del terrore) adatta L'alibi era perfetto e lo tramuta in un legal movie contemporaneo con tanto di azione.

Michael Douglas torna a confrontarsi con la pazzia nel film di Mike Cahill.

Alla scoperta di Charlie: storie di ordinaria follia

giovedì 15 maggio 2008 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Alla scoperta di Charlie: storie di ordinaria follia Se c'è un ambito in cui Michael Douglas è preparatissimo è proprio quello delle malattie mentali e delle psicosi. Fu lui il primo a essere preso per pazzo quando lasciò la celebre serie televisiva Le strade di San Francisco, giunta alla quinta stagione, per andare a produrre un "piccolo" film indipendente, in cui neanche compariva come attore, intitolato Qualcuno volò sul nido del cuculo e ambientato, neanche a farlo apposta, in una clinica psichiatrica. Durante la sua trentennale carriera è stato sedotto da una donna psicotica (Attrazione fatale), ha rasentato la pazzia in un matrimonio disastroso (La guerra dei Roses) e perso il lume della ragione in Un giorno di ordinaria follia. Se nel thriller Don't Say a Word ha vestito i panni di uno psichiatra, in Alla scoperta di Charlie ritrova quella scintilla di follia negli occhi quando, uscito da un ospedale psichiatrico, decide di mettersi alla ricerca di un tesoro convinto che sia sepolto sotto le fondamenta di un enorme centro commerciale. Nell'avventura lo seguirà suo malgrado la figlia adolescente Evan Rachel Wood che, dismessi gli abiti da tredicenne (Thirteen), dimostra di aver maturato come giovane donna e come attrice.

Codice Unlocked - Londra sotto attacco

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,50)
Un film di Michael Apted. Con Noomi Rapace, Orlando Bloom, Michael Douglas, John Malkovich, Toni Collette.
continua»

Genere Azione, - USA 2017. Uscita 04/05/2017.

Ant-Man

* * * - -
(mymonetro: 3,40)
Un film di Peyton Reed. Con Paul Rudd, Michael Douglas, Evangeline Lilly, Corey Stoll, Bobby Cannavale.
continua»

Genere Fantascienza, - USA, Gran Bretagna 2015. Uscita 12/08/2015.

The Reach – Caccia all'uomo

* * - - -
(mymonetro: 2,25)
Un film di Jean-Baptiste Léonetti. Con Michael Douglas, Jeremy Irvine, Hanna Mangan Lawrence, Ronny Cox, Martin Palmer.
continua»

Genere Thriller, - USA 2014. Uscita 15/07/2015.

Mai così vicini

* * * - -
(mymonetro: 3,24)
Un film di Rob Reiner. Con Michael Douglas, Diane Keaton, Sterling Jerins, Frances Sternhagen, Andy Karl.
continua»

Genere Commedia sentimentale, - USA 2014. Uscita 10/07/2014.

Last Vegas

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,58)
Un film di Jon Turteltaub. Con Michael Douglas, Robert De Niro, Morgan Freeman, Kevin Kline, Mary Steenburgen.
continua»

Genere Commedia, - USA 2013. Uscita 23/01/2014.
Filmografia di Michael Douglas »

martedì 1 agosto 2017 - Dal 14 settembre l'attrice sarà al cinema con Appuntamento al Parco di Joel Hopkins, opera che suggella una magifica carriera coronata dal Premio Oscar.

Diane Keaton, eleganza, ironia e una stralunata sensualità

Letizia Rogolino cinemanews

Diane Keaton, eleganza, ironia e una stralunata sensualità "Amore è un termine troppo debole. Ecco io ti straamo, ti adamo, ti abramo..." recita Diane Keaton nella indimenticabile commedia Io & Annie del 1977 che le è valsa il premio Oscar come miglior attrice, consacrando il suo legame sentimentale e professionale con il regista Woody Allen. Quest'ultimo in un'intervista l'ha definita "il più grande amore della mia vita", ma l'attrice, che ha da poco superato i 70 anni, ha fatto innamorare molti colleghi nel corso della sua carriera, dentro e fuori dal set. Il prossimo 14 settembre 2017 la ritroveremo nel film Appuntamento al Parco di Joel Hopkins, al fianco di Brendan Gleeson, per una storia d'amore e di vita ispirata alla reale avventura del senzatetto soprannominato Harry the Hermit. Donald è un uomo scostante che vive da 17 anni in un parco pubblico a Londra e, un giorno come tanti, incontra Emily, una vedova anziana che rompe la sua routine, costruendo piano piano con lui un rapporto di amicizia e complicità. Con una naturale eleganza e una personalità carismatica che unisce l'ironia ad una stralunata sensualità, Diane Keaton si può considerare una regina del grande schermo che, con l'avanzare dell'età, ha lasciato spazio ad una varietà di ruoli che ci hanno permesso di testare ampiamente la sua versatilità. Dopo aver conquistato Woody Allen, Warren Beatty e Al Pacino nella vita reale, ha ritrovato spesso l'amore al centro della sua storia professionale, tra commedie sentimentali e drammi romantici anche dopo i 50, risultando tuttavia mai fuori luogo e inappropriata. Una fidanzatina d'America che non si è lasciata sedurre dalla chirurgia plastica, brillando di una luce naturale che si è semplicemente modificata nel tempo, senza perdere l'essenza più profonda della sua identità.

Il primo ruolo importante è stato quello di Kay Adams ne Il Padrino del 1972, anche se la collaborazione con Woody Allen, iniziata l'anno dopo, le ha spalancato le porte di Hollywood. Ci è voluto il fantasma di Humphrey Bogart per farla innamorare del regista newyorchese nei panni di Allan Felix in Provaci Ancora, Sam. Quando divorzia dalla moglie infatti, quest'ultimo non ha più molta fiducia nel genere femminile, ma il suo idolo si materializza accanto a lui per dargli i giusti consigli per conquistare finalmente la donna giusta. Ne Il dormiglione del 1973 invece la strana coppia è in fuga in un futuro prossimo. Allen è un uomo che si finge un robot per nascondersi dalle forze dell'ordine e la Keaton è Luna Schlosser, una poetessa che collabora con la resistenza per aiutarlo.

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