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martedì 2 settembre 2014

Michael Douglas

Il sex-simbol degli anni novanta

Nome: Michael Kirk Douglas
69 anni, 25 Settembre 1944 (Bilancia), New Brunswick (New Jersey - USA)
occhiello
Lei amava l'uomo che è stato ucciso?
No, mi piaceva scopare con lui.
Allora è una professionista.
No, dilettante.

dal film Basic Instinct (1992) Michael Douglas è Nick Curran
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Michael Douglas
Golden Globes 2014
Nomination miglior attore miniserie o film tv per il film Dietro i candelabri di Steven Soderbergh

Golden Globes 2014
Premio miglior attore miniserie o film tv per il film Dietro i candelabri di Steven Soderbergh

Golden Globes 2011
Nomination miglior attore non protagonista per il film Wall Street - Il Denaro non dorme mai di Oliver Stone

Golden Globes 2001
Nomination miglior attore per il film Wonder Boys di Curtis Hanson

Golden Globes 1996
Nomination miglior attore per il film Il presidente - Una storia d'amore di Rob Reiner

Golden Globes 1990
Nomination miglior attore per il film La guerra dei Roses di Danny DeVito

Golden Globes 1988
Premio miglior attore per il film Wall Street di Oliver Stone

Nastri d'Argento 1988
Premio miglior attore straniero per il film Wall Street di Oliver Stone

David di Donatello 1988
Premio miglior attore straniero per il film Wall Street di Oliver Stone

Premio Oscar 1987
Premio miglior attore per il film Wall Street di Oliver Stone



Dal sublime al kitsch: Behind the Candelabra.

Il corpo è lo spettacolo

sabato 7 dicembre 2013 - Roy Menarini cinemanews

Il corpo è lo spettacolo Quello che Steven Soderbergh è diventato in questi anni (uno dei più grandi cineasti viventi) viene confermato, e anzi compendiato, in Dietro i candelabri. Nella storia di Liberace e della sua vita privata (che l'artista era riuscito abilmente a nascondere, almeno al grande pubblico), Soderbergh riesce miracolosamente a fare tante cose insieme: una storia dello spettacolo americano anni Settanta/Ottanta, una ricostruzione biografica degna di nota, uno studio del kitsch statunitense, una riflessione sulla cultura privata omosessuale, un lavoro teorico sugli attori (la mascolinità risaputa di Douglas e Damon ribaltata di segno), un repertorio di costumi e oggetti, una parabola sull'ipocrisia prima che il camp - con Madonna prima, e Lady Gaga poi - diventasse un fenomeno di massa.

   

Il grande attore si confessa al pubblico e in pubblico.

Michael Douglas: ho il cancro, ma guarirò

mercoledì 18 agosto 2010 - Pino Farinotti cinemanews

Michael Douglas: ho il cancro, ma guarirò M ichael Douglas ha annunciato di avere un tumore alla gola. Michael è sempre stato un estroverso che amava raccontarsi, anche pericolosamente. La radice di tutto starebbe, come spesso accade, nel grande, ingombrante genitore. Analizzare questa dipendenza, questa debolezza, lo ha portato non solo ad affrontare quel peccato originale subendo perdite importanti, ma a decifrare le perdite affrontando una patologia ulteriore. E come deterrente l'attore ha dovuto raccontare tutto di sé, mettersi a nudo. Lo ha fatto quando suo figlio Cameron è stato condannato per spaccio. In sostanza, in una lettera al giudice si è assunto la colpa. La tesi era “io ho avuto enormi problemi con un padre come il mio, figuriamoci Cameron, che ha dovuto vedersela col padre e col nonno.” La lettera funzionò, servì a depennare cinque anni (erano dieci) della condanna.

Il film è presentato fuori concorso a Cannes.

Wall Street: Il denaro non dorme mai, torna il mito degli anni '80

venerdì 14 maggio 2010 - Gabriele Niola cinemanews

Wall Street: Il denaro non dorme mai, torna il mito degli anni '80 È stato uno dei casi più clamorosi degli anni '80, Wall street nel 1987 riuscì a leggere la modernità con una preveggenza e una consapevolezza del presente che negli anni a seguire hanno accresciuto la fama di un film impeccabile. Ora Oliver Stone, fuori concorso a Cannes, e reduce da un infarto, sente di dover tornare a parlare di un paese, reduce da una crisi economica, attraverso quei personaggi. "La domanda principale del film è Gordon è cambiato? Prima desiderava i soldi e il potere, oggi cosa desidera?" spiega il regista.
A fare da contraltare al grande manager, come nel primo c'è un giovane broker, (Shia LeBeouf), "Charlie Sheen era un personaggio senza integrità che riusciva a trovarla grazie al padre e alle altre persone a lui care" dice sempre Stone "qui invece Shia ha già una morale ed è questa integrità che verrà testata".
Più caustico invece Michael Douglas: "Il lavoro difficile sarà quello del reparto marketing che dovrà convincere il pubblico che non ha già visto questa storia al telegiornale!".

Malgrado i pettegolezzi e i flop, l'attore continua a essere una stella.

5x1: Michael Douglas, principe di Hollywood

martedì 10 novembre 2009 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: Michael Douglas, principe di Hollywood Alla parola senilismo, il dizionario Garzanti recita: “s. m.; 1) vecchiaia precoce; 2) (fig.) atteggiamento di favore, di fiducia eccessiva nei confronti degli anziani.”. Michael Douglas sembra un eterno fanciullo e non è certo il tipico rappresentante della terza età ma giunto ormai a 65 anni, alcuni dubbi sulla sua sanità mentale sopraggiungono scorrendo la lista degli ultimi film interpretati ( Tu, io e Dupree e La rivolta delle ex), confrontandoli con alcune perle del passato (Wall street su tutti) ma anche alcune chicche prodotte come Qualcuno volò sul nido del cuculo e Face/Off. Forse solo l’atteggiamento di favore di cui beneficiano gli anziani consente fino ad oggi di dimenticare alcune delle insulsaggini appartenenti alla prima lista, soprattutto dopo le oscure vicende seguenti a Basic Instinct, con il ricovero in una clinica per malati di sesso. Tant’è che Michael Douglas mantiene un'aura da icona dello star system hollivudiano: impegnato attivamente in attività benefiche che nel 1998 gli valsero l’investitura dell’allora Segretario generale della Nazioni unite quale “messaggero di pace”; la nobile attività della “Michael Douglas foundation”; il sostegno al partito democratico; il matrimonio “perfetto” con Catherine Zeta–Jones.
Se non basta, possiamo ricordare l’appartenenza alla nobile schiatta dei Douglas di cui il patriarca Kirk ancora rappresenta una colonna. Infatti, partecipando recentemente a una puntata del Late show di David Letterman, Michael ricordava come, a 93 anni suonati, il genitore fosse ancora attivissimo come attore. Senza contare che i due divisero lo schermo nel film del 2003 Vizi di famiglia di Fred Schepisi, una grande vicenda familiare con echi vagamente biografici essendo i due, guarda un po’, padre e figlio. Sebbene Kirk sia ancora in vita, nei mesi scorsi Michael ha perso colui che considerava il padre putativo e autentico mentore della sua carriera cinematografica, quel Karl Malden con cui fece coppia per tanti anni Le strade di San Francisco.
Oggi, dopo gli esperimenti falliti nelle commediole giovanilistiche di cui sopra, ci riprova con un remake, Un alibi perfetto, rivisitazione del film di Fritz Lang del 1956. Già nel 1998 si presentò con il rifacimento di Delitto perfetto al fianco di Viggo Mortensen prima che partisse per la Terra di mezzo, e Gwyneth Paltrow. Senza dimenticare che rifiutò di tornare nella seconda puntata di Basic Instinct ma non ha saputo resistere al richiamo di Oliver Stone per vestire di nuovo i panni di Gordon Gekko, che nel 1987 gli valse l’Oscar quale Miglior attore protagonista.

Peter Hyams si confronta con un classico del noir di Fritz Lang.

Un alibi perfetto: il noir diventa action

martedì 10 novembre 2009 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Un alibi perfetto: il noir diventa action Nel libro I film della mia vita François Truffaut, parlando di Fritz Lang, scriveva che "di tutti i cineasti tedeschi che nel 1932 fuggirono il nazismo, è quello che non si 'rimetterà' più, tant'è vero che l'America, che pure lo ha accolto, sembra ripugnargli. Per Fritz Lang non c'è alcun dubbio che l'uomo nasce malvagio [...] È esattamente quest'idea – nessuno può giudicare nessuno, tutti sono colpevoli, tutti sono vittime – che Fritz Lang illustra con genio ostinato nella sua opera". Con la sua ultima opera americana il grande regista tedesco metteva a punto la sua ossessione esponendo un'inquietante riflessione sulla responsabilità dell'individuo e la fallibilità dell'idea che abbiamo di giustizia. Era il 1956; a distanza di cinquantatre anni Peter Hyams (Condannato a morte per mancanza di indizi, 2010 - L'anno del contatto, Timecop - Indagine dal futuro e Relic - L'evoluzione del terrore) adatta L'alibi era perfetto e lo tramuta in un legal movie contemporaneo con tanto di azione.

Michael Douglas torna a confrontarsi con la pazzia nel film di Mike Cahill.

Alla scoperta di Charlie: storie di ordinaria follia

giovedì 15 maggio 2008 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Alla scoperta di Charlie: storie di ordinaria follia Se c'è un ambito in cui Michael Douglas è preparatissimo è proprio quello delle malattie mentali e delle psicosi. Fu lui il primo a essere preso per pazzo quando lasciò la celebre serie televisiva Le strade di San Francisco, giunta alla quinta stagione, per andare a produrre un "piccolo" film indipendente, in cui neanche compariva come attore, intitolato Qualcuno volò sul nido del cuculo e ambientato, neanche a farlo apposta, in una clinica psichiatrica. Durante la sua trentennale carriera è stato sedotto da una donna psicotica (Attrazione fatale), ha rasentato la pazzia in un matrimonio disastroso (La guerra dei Roses) e perso il lume della ragione in Un giorno di ordinaria follia. Se nel thriller Don't Say a Word ha vestito i panni di uno psichiatra, in Alla scoperta di Charlie ritrova quella scintilla di follia negli occhi quando, uscito da un ospedale psichiatrico, decide di mettersi alla ricerca di un tesoro convinto che sia sepolto sotto le fondamenta di un enorme centro commerciale. Nell'avventura lo seguirà suo malgrado la figlia adolescente Evan Rachel Wood che, dismessi gli abiti da tredicenne (Thirteen), dimostra di aver maturato come giovane donna e come attrice.

Mai così vicini

* * * - -
(mymonetro: 3,23)
Un film di Rob Reiner. Con Michael Douglas, Diane Keaton, Sterling Jerins, Frances Sternhagen, Andy Karl.
continua»

Genere Commedia sentimentale, - USA 2014. Uscita 10/07/2014.

Last Vegas

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,60)
Un film di Jon Turteltaub. Con Michael Douglas, Robert De Niro, Morgan Freeman, Kevin Kline, Mary Steenburgen.
continua»

Genere Commedia, - USA 2013. Uscita 23/01/2014.

Dietro i candelabri

* * * - -
(mymonetro: 3,26)
Un film di Steven Soderbergh. Con Michael Douglas, Matt Damon, Dan Aykroyd, Scott Bakula, Rob Lowe.
continua»

Genere Biografico, - USA 2013. Uscita 05/12/2013.

Knockout - Resa dei conti

* * - - -
(mymonetro: 2,30)
Un film di Steven Soderbergh. Con Gina Carano, Ewan McGregor, Michael Fassbender, Michael Douglas, Channing Tatum.
continua»

Genere Thriller, - USA, Irlanda 2011. Uscita 24/02/2012.

Wall Street - Il Denaro non dorme mai

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,77)
Un film di Oliver Stone. Con Michael Douglas, Shia LaBeouf, Josh Brolin, Carey Mulligan, Eli Wallach.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2010. Uscita 22/10/2010.
Filmografia di Michael Douglas »
Mai così vicini (2014) Last Vegas (2013)
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