Karl MaldenData nascita: 22 Marzo 1912 (Ariete), Gary (Indiana - USA)Data morte: 1 Luglio 2009 (97 anni), Los Angeles (California - USA) |
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dal film Fronte del porto (1954)
Karl Malden è Padre Barry
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Dopo aver appeso al chiodo le scarpe da basket, comincia a recitare a teatro nel 1938, guadagnandosi fin da subito una discreta reputazione. Le sue prime apparizioni cinematografiche, che risalgono agli anni ‘40, sono passate praticamente inosservate. Ma, a partire dagli anni ‘50, gli viene data l'occasione di emergere. E soprattutto il film di H. King, Romantico avventuriero (1950), a offrirgli la possibilità di misurarsi con un ruolo che, seppure secondario, gli apre la strada verso una serie di caratterizzazioni che mescolano il brutale con il patetico e in cui il conservatorismo e la limitatezza di certi personaggi sono resi con grande finezza psicologica e umana. Dopo aver impersonato il timido Mitch di Un tram che si chiama desiderio di E. Kazan (1951), il proprietario terriero di Ruby, fiore selvaggio di K. Vidor (1952) e l'ispettore Larrue di Io confesso di Hitchcock (1953), si afferma definitivamente come il prete di Fronte del porto di Kazan (1954).
Notevole la sua interpretazione del brutale Archie che impazzisce di gelosia in Baby Doll (1956), sempre di Kazan, così come quella dello sceriffo ex bandito di I due volti della vendetta (1961), un western diretto da Marlon Brando. Continua a recitare con regolarità negli anni Sessanta, grazie a una reputazione ormai consolidata, mentre le sue apparizioni si diradano rapidamente negli anni Settanta. Ha anche diretto un film, Il fronte del silenzio (1957).
Sugli schermi televisivi, è famoso come partner di Michael Douglas nella famosa serie Per le strade di San Francisco.
Karl Malden muore, a 97 anni, il 1 luglio 2009 a Los Angeles.
Premio Oscar 1954
Premio Oscar 1951
Con Karl Malden davvero finisce un'epoca, precisa, storicizzata, quella dell'Actor's Studio. L'attore faceva parte proprio del primo gruppo, quello dei Clift, Brando, Newman, Dean, Steiger, Franciosa. Furono quello che cambiarono il cinema. Non più happy end istituzionale, a volte innaturale, ma temi reali drammatici e dolorosi, insomma non più il sogno ma la vita. E c'è un paradosso singolare: era il più anziano di tutti, di una decina di anni e più. James Dean, il più piccolo aveva 19 anni di meno, sì, avrebbe potuto essere suo figlio. I coetanei di Malden si chiamavano Power, Taylor, Lancaster, Ladd, Kelly. Gente della generazione precedente, che non c'è più da tanto tempo. Davvero un cinema e un mondo lontano.
Malden è stato un attore "totale", significa buono per tutti i ruoli, semplicemente perchè non era un divo, non ne aveva il corpo e il volto, non ne aveva l'appeal. Era soltanto bravo. La sua fortuna la fece Elia Kazan, fondatore dell'"Actor's". Lo mise accanto a Marlon Brando e si accorse che i due si integravano alla perfezione. Brando, bello&sensuale&semidio possedeva l'altra chimica, quella del divo che alla fine fa sempre se stesso. Nel Tram che si chiama desiderio Karl è la persona perbene che corteggia educatamente Vivien Leigh che però poi "si fa" violentare da Brando. Sul fronte diverso, Karl è bravo come Marlon tanto che riceve l'Oscar (come non protagonista) mentre il divo deve accontentarsi della nomination. Altro trionfo in coppia, sempre per mano di Kazan, è Fronte del porto, dove Malden è l'eroe buono, un prete, e Marlon (questa volta "Oscar protagonista") è il "maledetto" che si redime. Brando volle l'amico con sè quando diresse il suo unico film I due volti della vendetta, un western ... col mare, uno dei pochi. Karl abbandona l'amico dopo una rapina, diventa sceriffo ma Brando lo ritrova e si vendica. Ne L'albero degli impiccati il caratterista Malden è accanto a Gary Cooper e dà corpo e volto a un ubriacone violento che cerca di abusare di Maria Shell. Cooper lo uccide senza pietà e con un calcio spinge il corpo in un burrone. Scena cattiva ma liberatoria, Karl era stato magnifico nel farsi odiare: da Cooper e dal pubblico. Due maestri massimi, Hitchcock e Ford lo vollero rispettivamente in Io confesso e nel Grande sentiero, ruoli diversissimi, naturalmente. Una parte di antagonista, ancora una volta perfetta per lui, gliela attribuì Schaffner in Patton, generale d'acciaio. Malden è il generale Bradley, capo di stato maggiore, superiore di Patton (George C. Scott, un altro "Actor's") che era un comandante aggressivo e incredibilmente carismatico. Mentre Malden-Bradley era prudente, diplomatico e... sottotono. Ancora una volta personalità opposte contro, come ai tempi di Brando.
La grande popolarità "domestica", che arriva a tutti, l'attore la dovette alla televisione, quando gli venne affidato il ruolo del poliziotto Stone nella serie Le strade di San Francisco. Accanto a lui la produzione pose il giovane Michael Douglas. La serie durò cinque anni, dal '72 al '77. Come spesso accadeva ad attori di ottima (ma non assoluta) popolarità, Malden ebbe a che fare anche col nostro cinema. Dario Argento gli affidò la parte del cieco enigmista che risolve il caso nel Gatto a nove code. Dunque non una, ma tante epoche, finite con lui.
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Fronte del porto
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Genere Drammatico, - USA 1954. |
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Un tram che si chiama Desiderio
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Genere Drammatico, - USA 1951. |
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Il gatto a nove code
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Genere Giallo, - Italia, Francia, Germania 1971. |
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Il grande sentiero
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Genere Western, - USA 1964. |
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Patton, generale d'acciaio
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Genere Guerra, - USA 1970. |
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Alla parola senilismo, il dizionario Garzanti recita: “s. m.; 1) vecchiaia precoce; 2) (fig.) atteggiamento di favore, di fiducia eccessiva nei confronti degli anziani.”. Michael Douglas sembra un eterno fanciullo e non è certo il tipico rappresentante della terza età ma giunto ormai a 65 anni, alcuni dubbi sulla sua sanità mentale sopraggiungono scorrendo la lista degli ultimi film interpretati ( Tu, io e Dupree e La rivolta delle ex), confrontandoli con alcune perle del passato (Wall street su tutti) ma anche alcune chicche prodotte come Qualcuno volò sul nido del cuculo e Face/Off. Forse solo l’atteggiamento di favore di cui beneficiano gli anziani consente fino ad oggi di dimenticare alcune delle insulsaggini appartenenti alla prima lista, soprattutto dopo le oscure vicende seguenti a Basic Instinct, con il ricovero in una clinica per malati di sesso. Tant’è che Michael Douglas mantiene un'aura da icona dello star system hollivudiano: impegnato attivamente in attività benefiche che nel 1998 gli valsero l’investitura dell’allora Segretario generale della Nazioni unite quale “messaggero di pace”; la nobile attività della “Michael Douglas foundation”; il sostegno al partito democratico; il matrimonio “perfetto” con Catherine Zeta–Jones.
Se non basta, possiamo ricordare l’appartenenza alla nobile schiatta dei Douglas di cui il patriarca Kirk ancora rappresenta una colonna. Infatti, partecipando recentemente a una puntata del Late show di David Letterman, Michael ricordava come, a 93 anni suonati, il genitore fosse ancora attivissimo come attore. Senza contare che i due divisero lo schermo nel film del 2003 Vizi di famiglia di Fred Schepisi, una grande vicenda familiare con echi vagamente biografici essendo i due, guarda un po’, padre e figlio. Sebbene Kirk sia ancora in vita, nei mesi scorsi Michael ha perso colui che considerava il padre putativo e autentico mentore della sua carriera cinematografica, quel Karl Malden con cui fece coppia per tanti anni Le strade di San Francisco.
Oggi, dopo gli esperimenti falliti nelle commediole giovanilistiche di cui sopra, ci riprova con un remake, Un alibi perfetto, rivisitazione del film di Fritz Lang del 1956. Già nel 1998 si presentò con il rifacimento di Delitto perfetto al fianco di Viggo Mortensen prima che partisse per la Terra di mezzo, e Gwyneth Paltrow. Senza dimenticare che rifiutò di tornare nella seconda puntata di Basic Instinct ma non ha saputo resistere al richiamo di Oliver Stone per vestire di nuovo i panni di Gordon Gekko, che nel 1987 gli valse l’Oscar quale Miglior attore protagonista.
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