| Titolo originale | Wall Street: Money Never Sleeps |
| Anno | 2010 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 133 minuti |
| Regia di | Oliver Stone |
| Attori | Michael Douglas, Shia LaBeouf, Josh Brolin, Carey Mulligan, Eli Wallach, Susan Sarandon Frank Langella, Jason Clarke, Juan Pablo Veizaga, Michelle DiBenedetti, Nouriel Roubini, Madison Mason, Chuck Pfeiffer, Keith Middlebrook, John Bedford Lloyd, Julianne Michelle, Natalie Morales, Vanessa Ferlito, Charlie Sheen, Eliyas Qureshi, Faye Wattleton, Catherine Wolf, George Blumenthal, R. Emmett Fitzsimmons, Grayden Kanover, Matthew Kanover, Sebastian Sozzi, Erin Wyatt, Annika Pergament, Tom Mardirosian, Oliver Stone, Edmund Lyndeck, Richard Green (IV), Michael Genet, Frank Ciornei, Waltrudis Buck, John Buffalo Mailer, Austin Pendleton. |
| Uscita | venerdì 22 ottobre 2010 |
| Distribuzione | 20th Century Fox Italia |
| MYmonetro | 2,87 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 13 maggio 2019
Michael Douglas torna nei panni di Gordon Gekko, un cinico ed irredento speculatore di Borsa. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, In Italia al Box Office Wall Street - Il Denaro non dorme mai ha incassato nelle prime 11 settimane di programmazione 3,1 milioni di euro e 1,1 milioni di euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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2001. Gordon Gekko esce dal carcere dopo aver scontato la pena per le frodi attuate a Wall Street. Nessuno lo attende al di là del cancello.
2008. Gekko ha pubblicato le sue memorie e considerazioni sul passato e sul presente della finanza mondiale e le ha intitolate "L'avidita è buona?". Intanto sua figlia, che si è rifiutata di fargli visita dopo la morte del fratello di cui lo accusa, ha una relazione con Jake Moore. Il giovane opera in Borsa sotto le ali dell'anziano Louis Zabel e crede nella possibilità di investire in un progetto finalizzato alla creazione di energia pulita. Zabel viene però messo in gravi difficoltà dalla diffusione di voci finalizzate alla sua eliminazione dal mercato e - non reggendo la pressione - si suicida. Da quel momento Jake si avvicina a Gekko il quale vorrebbe poter tornare ad avere un dialogo con sua figlia.
"Gekko è vivo e truffa (forse) insieme a noi" si potrebbe affermare parafrasando uno slogan del '68. Per la prima volta Oliver Stone torna sui suoi passi rivisitando un proprio personaggio. In questi casi si tratta sempre di operazioni rischiose ma l'operazione è riuscita. Non poteva essere diversamente, vista la materia offerta dalla recente crisi finanziaria di cui ancora a lungo pagheremo le conseguenze. Il finanziere d'assalto del film datato 1987, che veniva incarcerato pei suoi crimini, 23 anni dopo sembra un agnellino rispetto a chi gli è succeduto. La speculazione è un cancro pervasivo che ha invaso il mondo e l'alea morale (quella peculiarità per la quale i risparmiatori mettono il loro denaro nelle mani di qualcuno che non si assumerà alcuna responsabilità per l'uso che ne farà) domina il mercato.
Stone lancia ancora una volta un pesante j'accuse adempiendo al compito (che si è dato da sempre) di 'volgarizzare', nel senso di rendere comprensibili, le dinamiche del potere, sia esso politico o economico. Come sempre, però, torna a rivisitare le proprie ossessioni narrative e visive. Perché in lui permane sin dalla gioventù un conflitto mai risolto con la figura paterna che traspare in molte sue opere. Non è un caso che la dinamica 'privata' del film si dipani su due filoni legati alla paternità: Gekko vuole riallacciare un legame spezzato con la figlia, e Jake, avendo perso Zabel, è alla ricerca di una nuova figura 'paterna' di riferimento. Stone vive costantemente il conflitto tra autorità e libertà, lo associa politicamente al conflitto tra Stato e Mercato e lo traduce nella drammatica scena della crisi in cui uno dei presenti, dinanzi alla necessità dell'intervento dello Stato americano per salvare le banche, afferma: "Questo è socialismo!".
Ma il regista crede anche profondamente nell'opera di Satana nel mondo (ricordiamo quante riscritture dovette subire l'originale sceneggiatura di Tarantino per Natural Born Killers per introdurvi la presenza del Demonio). Ecco allora il quadro dominante lo studio del 'cattivo' di turno in cui il Diavolo mangia un corpo umano. Da anarchico di destra bisognoso di certezze Stone va alla ricerca del Male. Lo denuncia spietatamente sperando così che le forze degli inferi non prevalgano.
Ben 23 anni sono trascorsi da quando il primo Wall Street comparve sui nostri schermi. Il decennio dei rampanti manager della Grande Mela volgeva al termine e le crepe dell'imbellettato edonismo reaganiano cominciavano ad affiorare in superficie. All'epoca Stone, tormentato e contraddittorio osservatore della società a stelle e strisce, costruì un convincente apologo sulle possibili deviazioni dell'economia [...] Vai alla recensione »
Aria assonnata, baffetto da rivoluzionario messicano e ottimo umore. Così si presenta davanti alla stampa italiana Oliver Stone, arrivato per parlare di Wall Street: Il denaro non dorme mai, in uscita il 22 Ottobre. A partire da una delle molte celebri frasi pronunciate da Michael Douglas alias Gordon Gekko nel primo storico film, ora Stone rilegge i tempi, la contingenza economica e il ruolo degli squali come Gordon, ma non vuol sentire parlare di remake: "È un film completamente nuovo, c'è solo un personaggio [Gekko per l'appunto ndr] che viene da Wall Street mentre gli altri sono inediti.
È stato uno dei casi più clamorosi degli anni '80, Wall street nel 1987 riuscì a leggere la modernità con una preveggenza e una consapevolezza del presente che negli anni a seguire hanno accresciuto la fama di un film impeccabile. Ora Oliver Stone, fuori concorso a Cannes, e reduce da un infarto, sente di dover tornare a parlare di un paese, reduce da una crisi economica, attraverso quei personaggi.
Ebbene sì, stanno tornando gli anni 80 coi suoi perdenti di successo. Da un lato Easton Ellis fa girare a vuoto i suoi fantasmi («Imperial bedrooms»), dall' altro Oliver Stone che dopo un flop proletario e planetario sui pompieri dell' 11 settembre, è pronto a dimostrare che nell' 87 aveva ragione lui. E visita ancora la Borsa di New York nel momento del massimo panico economico globale, il 2008, richiamand [...] Vai alla recensione »