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martedì 17 ottobre 2017

Mark Wahlberg

Riscattare un'infanzia difficile con il cinema

Nome: Mark Robert Michael Wahlberg
46 anni, 5 Giugno 1971 (Gemelli), Dorchester (Massachusetts - USA)
occhiello
"Quando arriva il temporale io l'aspetto qui, ripeto le parole del mio rimbombamico, vaffanculo, fammi un bel pippon, tuono io, lo so, se è una scoreggia del ciel, prrrrrrr!"
dal film Ted (2012) Mark Wahlberg è John Bennett
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Mark Wahlberg
Golden Globes 2011
Nomination miglior attore in un film drammatico per il film The Fighter di David O. Russell

Golden Globes 2007
Nomination miglior attore non protagonista per il film The Departed - Il bene e il male di Martin Scorsese

Premio Oscar 2007
Nomination miglior attore non protagonista per il film The Departed - Il bene e il male di Martin Scorsese



Re Artù, IMAX 3D nativo e innumerevoli sfide nel nuovo attesissimo lavoro di Michael Bay.

Transformers 5, un estratto in anteprima mondiale

mercoledì 5 aprile 2017 - Emanuele Sacchi cinemanews

Transformers 5, un estratto in anteprima mondiale Stupire. La parola d'ordine di un regista come Michael Bay, costretto ogni volta a piegare una nuova tecnologia al proprio volere. E la maledizione di un film come Transformers di fronte ai suoi esigentissimi fan. Ma Bay è un tipo che accetta le sfide, come fa capire nelle clip che introducono ai 25 minuti in anteprima di Transformers 5 - L'ultimo cavaliere: un film che Bay sembrava non voler girare, prima di balzare in sella per renderlo l'ennesima macchina da record. Il primo e più evidente dei primati di questo nuovo episodio è il ricorso all'IMAX 3D nativo. Transformers 5 è il primo film della storia ad essere girato direttamente in IMAX 3D e il beneficio è immediatamente tangibile: una luminosità e una profondità di campo mai viste prima, con i robot e il digitale sempre più mimetizzati nell'insieme dell'inquadratura. L'effetto speciale trasla dalla post-produzione alla produzione, dalla magia alla realtà. Di pari passo con un nuovo senso dell'inquadratura progredisce l'apparato tecnologico al servizio della storia: i droni dell'esercito impressionano qualitativamente e quantitativamente, anche se restano nebulose le ragioni per cui questi perseguitino Cade Yeager (Mark Wahlberg), Bumblebee e il suo gruppo di ragazzi. Quanto alla trama, ancora troppo confusa e avvolta nel mistero per essere giudicabile, l'approccio di Bay sembra caratterizzato dalla stessa audacia adottata nell'uso della tecnologia. Il legame con il ciclo arturiano viene definitivamente esplicitato, con tanto di Lancillotto e Cavalieri della Tavola Rotonda. Non sarà semplice per Bay riuscire a mantenere la coesione tra passato e futuro, fantasy medievale e scenario da dopobomba, Excalibur e Mad Max. Quel che è certo è che avrà addosso gli occhi di tutti, specie dei fan di fantasy, sci-fi e innumerevoli micro-culture interessate dall'ambizioso nuovo capitolo dei Transformers.
Il viaggio promette di essere indimenticabile e di restituire al cinema, come solo Bay sa fare, quel ruolo di lanterna magica, luogo di meraviglie inimmaginabili, di cui il medium ha ancora tanto bisogno.

   

Esce in sala The Fighter e rilancia la boxe al cinema.

Fratelli sul ring

lunedì 28 febbraio 2011 - Marzia Gandolfi cinemanews

Fratelli sul ring Rocco e i suoi fratelli
Ispirato alla vita privata e sportiva di Micky Ward, pugile americano di origine irlandese, The Fighter ripropone nel quadrato e sullo schermo il paradigma passione e resurrezione, recuperando alla memoria un pugno di grandi film sulla boxe. Micky Ward e il suo fratellastro Dicky Eklund, interpretati credibilmente da Mark Wahlberg e Christian Bale, proseguono idealmente le storie violente, problematiche e resistenti dei Rocco e i Rocky, cenerentole che hanno affollato la boxe cinematografica trovando la favola dell’integrazione americana o il sacrificio per l’onore. Il film di David O. Russell non rinnova certo il genere e limita a ricalcare l’intreccio narrativo del pugile di modeste condizioni sociali sprofondato nella periferia, dove conduce una vita squallida e sogna l’occasione della sua vita, il colorato protagonismo degli avversari, la sottovalutazione del bravo ragazzo, la fidanzata che capisce tutto e diventa ideale rifugio del campione, l’allenatore che capisce più della fidanzata, crede nelle buone qualità del suo pugile e custodisce la soluzione per la vittoria. Nondimeno, a fronte di consumati espedienti retorici e di nutriti stereotipi, The Fighter trova due attori combattenti che picchiano duro e incassano come si deve, fagocitando da campioni il film, infilandosi i guantoni, acquistando il gesto tecnico, respirando il pathos della sfida e il senso tutto della boxe. Se Robert De Niro era ingrassato secondo leggenda di trenta chili per diventare il “toro del Bronx” nel bianco e nero di Martin Scorsese, Christian Bale ne perde almeno quindici per interpretare il fratello fatto di crack e sconfitta di Wahlberg. Il suo Dicky, prossimo al Simone viscontiano di Renato Salvatori, è un ‘povero cristo’ che la vita ha picchiato duro e che fatica a rialzarsi. Il riscatto per Dicky sarà dolce ma indiretto perché realizzato sul ring dal fratello, campione dei pesi leggeri nell’America degli anni zero. Dicky è un loser irriducibile ed esibizionista, il perdente antipatico a tutti e per cui nessuno ha mai scritto il lieto fine.

Micky e suo fratello
La storia di Micky è al contrario a lieto fine e diretta come i sui diretti. Fratello minore e buono di Dicky, non ha mai commesso un furto ne è mai stato una notte in riformatorio. Micky è un pugile di potenza e aggressività che si fa notare senza clamore da un manager tassinaro dall’occhio lungo. Diversamente dal fratello, Micky incanala la carica di violenza e la indirizza verso un esito costruttivo, al progressivo aumento delle dimensioni del suo nome sui cartelloni e suoi titoli dei giornali. Al bostoniano Mark Wahlberg, nato nel quartiere irlandese di Dorchester, bagnato dal Mystic River e battuto dalla letteratura di Dennis Lehane, spetta il ruolo del “bravo ragazzo”. Lui che ha una fisicità da “dritto” che ha resistito ad un’adolescenza di eccessi e violenza, lui che ha un corpo-luogo di fascino infernale, sprofondato nella piaga delle proprie personali ambiguità, proprio a lui David O. Russell affida il destino di Micky, pugile professionista, vessato dalla madre e da troppe sorelle. Se il film del regista newyorkese fallisce l’occasione di indagine sociologica, la presenza dell’attore di origine irlandese come il suo (reale) protagonista garantisce alla sua performance grande autenticità. Ex bad-boy condannato al carcere e alla disfatta, Wahlberg ha neutralizzato il ribelle e impiegato il successo come affermazione d’identità. La sua abilità grezza e poco educata, gli errori e le debolezze in cui è incappato nel corso della vita ne fanno l’interprete ideale di combattente positivo, mettendo a tacere per il momento chi lo vuole troppo spesso armato ragazzaccio in action. Il talento naturale, tutto istinto e spontaneità, di Wahlberg, atleticamente proporzionato e bello, fa il magnifico paio con quello irrequieto e strafottente di Bale, trattenuto a stento tra sei corde. L’arroganza disperata del suo Dicky tornito dallo sfinimento si accorda con la solidità pacificata di Micky, producendo sul ring una coppia inedita e memorabile, capace, questa sì, di scardinare una tradizione di pugili ‘disincarnati’.

Il film verrà diretto da Baltasar Kormákur.

Mark Wahlberg sarà il protagonista del remake di Reykjavik-Rotterdam

martedì 6 ottobre 2009 - Marlen Vazzoler cinemanews

Mark Wahlberg sarà il protagonista del remake di Reykjavik-Rotterdam THR riporta la notizia che l'attore Mark Wahlberg sarà il protagonista del remake del film islandese Reykjavik-Rotterdam, il thriller diretto da Óskar Jónasson, prodotto ed interpretato da Baltasar Kormákur che si occuperà della regia della versione americana.
La sceneggiatura verrà scritta da Aaron Guzikowski e racconterà le avventure di un ex guardia di sicurezza ed ex contrabbandiere di alcool nella rotta tra l'Islanda e l'Olanda che è tentato di ritornare nel commercio illecito da un dubbioso amico dopo aver avuto dei problemi finanziari.
Reykjavik-Rotterdam era stato candidato agli Oscar per la categoria di miglior film straniero l'anno scorso ed ha vinto in patria cinque Edda Awards. Si tratta del secondo remake tratto da un film di Kormákur, la Overture sta già lavorando alla versione americana di Jar City.

   

Dagli esordi musicali fino al cinema, passando per un dramma sfiorato.

5x1: Mark Wahlberg, storia di un miracolato

martedì 25 novembre 2008 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: Mark Wahlberg, storia di un miracolato Quando la mattina dell'11 settembre 2001, Mark Wahlberg rinunciò al suo posto sul volo United 93 per presenziare al Toronto Film Festival, chissà cosa ha pensato. Soprattutto, è lecito immaginare cosa deve aver provato guardando le edizioni speciali di telegiornali e canali di informazione, quando il suo volo con il suo posto vuoto si è schiantato al suolo in Pennsylvania. L'ex ragazzo terribile di Boston deve aver pensato di avere i cosiddetti "santi in Paradiso". Un po' la stessa cosa che devono aver pensato i suoi genitori quando il fratelli Donnie, che faceva parte dei New Kids on the block, decise di dare un amano al fratellino che aveva più guai con la giustizia che denti in bocca e produrgli il primo album da rapper: Marky Mark fece furore all'inizio degli anni Novanta, fino a quando il suo caratteraccio e gli impulsi da strada non lo portarono ancora una volta fuori rotta. Così, Marky Mark scompare, lasciando Calvin Klein orfano sul suo affascinante testimonial ma, dopo qualche tempo, riemerge Mark Wahlberg deciso a diventare un attore. Il ragazzo riesce nell'impresa, tanto da aver fatto dimenticare i suoi trascorsi movimentati, essersi guadagnato una nomination all'Oscar nel pluripremiato The Departed con il suo sergente Dignam e oggi torna nelle sale con Max Payne, cine-gioco tratto da un videogame dal successo clamoroso.

Mark Wahlberg candidato all'Oscar.

Max Payne, dal videogioco al film

mercoledì 12 novembre 2008 - Lisa Meacci cinemanews

Max Payne, dal videogioco al film Tra poco nelle sale cinematografiche italiane (dal 28 novembre), si è già cominciato a parlare del nuovo film della 20th Century Fox, Max Payne. Ispirato al videogioco di grandissimo successo Max Payne e Max Payne 2: The Fall of Max Payne, la pellicola del regista John Moore racconta di un poliziotto ribelle in cerca di vendetta. Il viaggio di Max ha uno scopo ben preciso, quello di trovare i responsabili dei brutali omicidi della sua famiglia e del suo collega, non importa se questo significherà raggiungere i bassifondi più oscuri o se occorrerà combattere contro nemici sovrannaturali. Presa la forma di un personaggio che non segue le regole e non ha più nulla da perdere, Max sarà vittima di un tradimento impensabile, arrivando a scontrarsi con forze imponenti, reali e oltre ogni immaginazione, che stanno cospirando per mantenere nascosta la sconvolgente verità e ridurlo al silenzio per sempre.
L'idea di questo antieroe assetato di vendetta, le coreografie eleganti e le sparatorie in slow-motion proprie del videogioco, hanno da subito fatto pensare alla natura cinematografica della storia, una vera e propria graphic novel con delle influenze da film noir.
Nella pellicola, Max Payne sarà interpretato dal candidato all'Oscar Mark Wahlberg, che ha lavorato al fianco di Mila Kunis (Mona Sax, una bellissima mafiosa ed assassina), di Olga Kurylenko (l'attuale Bondgirl nel film Quantum of Solace, che qui è Natasha, la spericolata sorella minore di Mona), di Chris "Ludacris" Bridges (il detective degli affari interni Jim Bravura) e di Beau Bridges (che impersona il mentore di Max, B.B).

A Roma per promuovere Max Payne, Mark Wahlberg ci racconta il "dolore massimo" di un poliziotto virtuale, le sue ambizioni registiche e i suoi successi produttivi.

Max Payne, il ragazzo con le pistole

lunedì 10 novembre 2008 - Marzia Gandolfi cinemanews

Max Payne, il ragazzo con le pistole Prima di essere un eroe virtuale incarnato dentro al cinema videogamizzato di Moore, prima di essere un professore di scienze nell'happening di Shyamalan, prima di mettere su famiglia e di andare a messa ogni (maledetta) domenica, prima di vivere una vita normale senza i privilegi dei "goodfellas" e prima della sua effettiva integrazione e dell'attestazione (pubblica e privata) di una compiuta dignità, Mark Wahlberg è stato un "bravo ragazzo" bostoniano. Nato nel quartiere irlandese di Dorchester, bagnato dal Mystic River e battuto dalla letteratura di Dennis Lehane, Mark ha una fisicità da "dritto" che ha resistito ad un'adolescenza di eccessi e violenza, un corpo-luogo di fascino infernale, sprofondato nella piaga delle proprie personali ambiguità. Quello che a sedici anni sembrava un gruppo in grado di accoglierlo e una via di affermazione di sé, si rivela inesorabilmente una trappola soffocante che lo condannerà al carcere e alla disfatta. Ultimo di nove fratelli di una coppia irlandese e cattolica, saranno il rap e il fratello maggiore Donnie, frontman dei New Kids On The Block, l'anticorpo contro la sua prematura decadenza. Dopo la condanna e la (parziale) neutralizzazione del ribelle, il ragazzo di Boston diventa un rapper con lo pseudonimo di Marky Mark. Bello e dannato, sexi e provocatore, compensa il modesto talento musicale con un fisico plastico, che svela strappandosi la camicia e calandosi i calzoni alla fine delle sue esibizioni coi Funky Bunch. Ma il primo prodotto del "white trash" emergente non è in grado di competere con i colleghi neri e incazzati che dominano marciapiedi e classifiche. Senza avere le "misure" del successo del Dirk Diggler di Boogie Nights, saranno gli scatti di Herb Ritt e l'intuito di Calvin Klein, testimone della travolgente creatività della Factory di Warhol, a trasformare l'adolescente dei bassifondi nella più grande promessa della Grande Mela.
Dall'alto di un cartellone pubblicitario e di una campagna senza precedenti, Marky Mark strizza il "pacco" in un celebre slip maschile, diventando parte integrante di Times Square. Dentro la biancheria intima e le linee "pulite" dello stilista newyorkese, il bad-boy dotato e fermamente etero, supera il tormento del nome (che abbandonerà) e dell'anonimato, utilizzando il successo come affermazione d'identità. La sua abilità grezza e poco educata, gli errori e le debolezze in cui è incappato nel corso della sua esistenza ne fanno l'interprete ideale del Boogie Nights in stile altmaniano di Paul Thomas Anderson. Il talento naturale, tutto istinto e spontaneità, gli spalanca i cancelli dorati di Hollywood, che lo vuole troppo spesso armato ragazzaccio in action. Adesso è il rispettabile (e pentito) Mr. Mark Wahlberg, si sogna regista, snobba i videogame, non disdegna la pistola, pratica il golf, fa il produttore esecutivo nella "gang" di Scorsese e torna al vecchio quartiere a confrontarsi coi ragazzi della strada e col suo doppio, quello che non ha mai perso la sua radicalità tragica e amorale. Quello che fa ancora i conti coi demoni e gli angeli neri.

M. Night Shyamalan realizza un thriller "ambientalista" ispirato a L'invasione degli ultracorpi.

E venne il giorno che la natura si ribellò

martedì 27 maggio 2008 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

E venne il giorno che la natura si ribellò Ad accendere la lampadina (ergonomica) della mente di M. Night Shyamalan è stata una serie di eventi più o meno spaventevoli che stanno accadendo nel mondo, a partire dalla scomparsa delle api in America. La strana epidemia che è scoppiata negli Stati Uniti è allarmante e, unita ad altre catastrofi ambientali, rappresenta una vera minaccia per la terra. Influenzato dagli eventi, il regista de Il sesto senso e The Village sposta il suo sguardo sulla natura, traducendo la preoccupazione per l'ambiente e il genere umano in un thriller ad alta tensione. In E venne il giorno Mark Wahlberg, dismessi i panni dell'eroe action, diventa la "guida"di un gruppo di persone che attraverserà le verdi valli del nord est americano in cerca della salvezza. Attore e regista, di passaggio a Roma, ci hanno raccontato la genesi del film.

Transformers - L'ultimo cavaliere

* * - - -
(mymonetro: 2,44)
Un film di Michael Bay. Con Mark Wahlberg, Anthony Hopkins, Laura Haddock, John Turturro, Stanley Tucci.
continua»

Genere Azione, - USA 2017. Uscita 6/22/2017.

Boston - Caccia all'uomo

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,93)
Un film di Peter Berg. Con Mark Wahlberg, Kevin Bacon, John Goodman, J. K. Simmons, Michelle Monaghan.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2016. Uscita 4/20/2017.

Deepwater - Inferno sull'Oceano

* * * - -
(mymonetro: 3,31)
Un film di Peter Berg. Con Mark Wahlberg, Kurt Russell, John Malkovich, Gina Rodriguez, Dylan O'Brien.
continua»

Genere Azione, - USA 2016. Uscita 10/6/2016.

Daddy's Home

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,50)
Un film di Sean Anders. Con Will Ferrell, Mark Wahlberg, Linda Cardellini, Thomas Haden Church, Scarlett Estevez.
continua»

Genere Commedia, - USA 2015. Uscita 1/14/2016.

Ted 2

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,88)
Un film di Seth MacFarlane. Con Mark Wahlberg, Amanda Seyfried, Seth MacFarlane, Liam Neeson, Morgan Freeman.
continua»

Genere Commedia, - USA 2015. Uscita 6/25/2015. 14
Filmografia di Mark Wahlberg »

giovedì 21 settembre 2017 - In prima serata alle 21.20, Denzel Washington in una riflessione sulla corruzione e sui giochi di potere in cui azione e ritmo si uniscono alla giusta dose d'ironia.

Cani sciolti, il film stasera in TV su RAIDUE

a cura della redazione cinemanews

Cani sciolti, il film stasera in TV su RAIDUE Bobby Trench e Marcus Stigman fanno parte da un anno di una banda di narcotrafficanti con base in Messico. Bobby vi è stato infiltrato dalla DEA (la Squadra antinarcotici) mentre Marcus fa parte dell'Intelligence della Marina degli Stati Uniti. Nessuno dei due sa però quale sia il vero ruolo dell'altro. Il tentativo, messo in atto in coppia, di svaligiare una banca che conserva un ingente capitale proveniente dal narcotraffico, ha esiti imprevisti. Da quel momento i due non hanno più il sostegno dei loro superiori che anzi cercano di arrestarli. Ma non sono i soli sulle loro tracce. Baltasar Kormàkur ha lasciato da qualche tempo le apparentemente tranquille lande islandesi e con questo film entra in contatto diretto con lo star system hollywoodiano avendo a disposizione Denzel Washington e Mark Wahlberg nonché Paula Patton in pari misura affascinante ed efficace. Il plot di base sembrerebbe metterci di fronte all'ennesima coppia buddy/buddy costretta ad unire le proprie divergenti forze al fine di lottare contro nemici previsti e imprevisti. Sin dall'inizio la regia, con quel treno che taglia la strada all'auto obbligandola ad attendere, sembra però volerci dare un avvertimento: sarà un film made in Usa ma con un pizzico di erbe aromatiche islandesi. Kormàkur interviene sulla sceneggiatura consentendo a Washington e Wahlberg anche di improvvisare ma mantenendo un livello di confronto che si trasforma in giudizio su quell'universo complesso che sono, sul piano economico e sociale, gli Stati Uniti. Se la lezione di Tarantino non tarda a farsi sentire (con i metodi 'sbrigativi' di uno degli inseguitori) il gioco di coppia iniziale è tutto teso a sottolineare le differenze tra i due senza mai dimenticare la giusta dose di ironia.

Cani sciolti andra in onda questa sera in prima serata alle 21.20 su RAIDUE.

   

giovedì 14 settembre 2017 - L'adrenalinica ricostruzione di un fatto di cronaca realmente accaduto e divenuto un caso mediatico internazionale: il rapimento di Paul Getty III. Dal 21 dicembre al cinema.

Tutti i soldi del mondo, il trailer italiano

a cura della redazione cinemanews

Tutti i soldi del mondo, il trailer italiano Roma, 1973. Alcuni uomini mascherati rapiscono un ragazzo adolescente di nome Paul Getty III (Charlie Plummer), nipote del magnate del petrolio Jean Paul Getty (Kevin Spacey), noto per essere l'uomo più ricco al mondo e al tempo stesso il più avido. Il rapimento del nipote preferito, infatti, non è per lui ragione sufficientemente valida per rinunciare a parte delle sue fortune, tanto da costringere la madre del ragazzo Gail (Michelle Williams) e l'uomo della sicurezza Fletcher Chace (Mark Wahlberg) a una sfrenata corsa contro il tempo per raccogliere i soldi, pagare il riscatto e riabbracciare finalmente il giovane Paul. Una vicenda pubblica e privata che sconvolse il mondo per aver rivelato a tutti un'incredibile verità: che si può amare di più il denaro che la propria famiglia. Tutti i soldi del mondo presenta una storia mai raccontata prima sul grande schermo, che arriva al cinema il 21 dicembre con la firma del grande Ridley Scott.

   

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