Tutti i soldi del mondo

Film 2017 | Biografico +13 132 min.

Titolo originaleAll the Money in the World
Anno2017
GenereBiografico
ProduzioneUSA
Durata132 minuti
Regia diRidley Scott
AttoriMichelle Williams, Christopher Plummer, Mark Wahlberg, Charlie Plummer, Romain Duris Marco Leonardi, Timothy Hutton, Olivia Grant, Charlie Shotwell, Stacy Martin, Andrew Buchan, Luciano Marinelli (II).
Uscitagiovedì 4 gennaio 2018
TagDa vedere 2017
DistribuzioneLucky Red
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,83 su -1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Ridley Scott. Un film Da vedere 2017 con Michelle Williams, Christopher Plummer, Mark Wahlberg, Charlie Plummer, Romain Duris. Cast completo Titolo originale: All the Money in the World. Genere Biografico - USA, 2017, durata 132 minuti. Uscita cinema giovedì 4 gennaio 2018 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,83 su -1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Tratto dalla vera storia del rapimento di John Paul Getty III raccontata dal punto di vista della madre del ragazzo. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 2 candidature a Golden Globes e 1 candidatura a BAFTA. In Italia al Box Office Tutti i soldi del mondo ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 2,5 milioni di euro e 1,3 milioni di euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
2,83/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,42
PUBBLICO 3,08
CONSIGLIATO SÌ
Una favola nera lugubremente ammonitrice.
Recensione di Paola Casella
giovedì 4 gennaio 2018
Recensione di Paola Casella
giovedì 4 gennaio 2018

Luglio 1973. John Paul Getty III, nipote sedicenne del magnate del petrolio Jean Paul Getty, viene rapito a Roma da una banda di criminali calabresi che chiede alla famiglia un riscatto di 17 milioni di dollari. Gail, la madre del ragazzo, si rivolge a nonno Jean Paul, il quale rifiuta categoricamente di pagare. Da quel momento inizia una triangolazione fra Gail che insiste per portare in salvo suo figlio, il miliardario che non cede alle richieste dei rapitori, e un ex agente della CIA, Fletcher Chase, negoziatore esperto nel recuperare uomini e cose. Ridley Scott si ispira alla storia vera del rapimento di John Paul Getty III prendendosi enormi libertà narrative per spostare la narrazione dal realistico al metaforico e costruire un racconto morale per il Ventunesimo secolo che vede protagonisti non gli uomini, ridotti a pedine della Storia, ma il denaro, esplorando in particolare il rapporto fra il denaro e il sangue inteso come legame famigliare ma anche come linfa vitale di quell'umanità subordinata al (dis)valore del dollaro.

Al centro di questa favola nera lugubremente ammonitrice c'è "l'uomo più ricco non solo del mondo, ma della Storia", che è un avaro archetipale: l'Arpagone di Moliére, o lo Scrooge di Dickens.

La vicenda dietro le quinte della lavorazione del film secondo la quale Christopher Plummer, prima scelta di Scott per il ruolo del "vecchio caprone", è stato rimpiazzato da Kevin Spacey e poi recuperato dopo lo scandalo che ha coinvolto Spacey, ha qualche cosa di karmico, tantopiù che Plummer aveva appena magistralmente interpretato il ruolo di Scrooge in Dickens - L'uomo che inventò il Natale. L'attore ha agilmente travasato in Getty quella caratterizzazione, compresa la radice profonda dell'avarizia del miliardario, ovvero la percezione della propria vulnerabilità, prima di tutto fisica.

Come in Casinò e Rapina a mano armata, in Tutti i soldi del mondo conta solo passaggio febbrile del denaro fra gli uomini, perché il denaro deve continuamente muoversi sia in valigette chiuse che attraverso mercati finanziari che fra le dita veloci delle contabili della 'ndrangheta. Un denaro che, per contro, cattura e immobilizza gli uomini, tenendo testa allo strapotere di chi ne possiede così tanto da non poterlo più contare. Ma Gail è una donna che non compra e non (si) vende, e preferisce barattare, con pragmatismo femminile, in nome di una devozione che Getty Senior non capisce ma in qualche modo rispetta.

E poiché la donna gioca su tavoli diversi con un uomo abituato a sfidarsi a scacchi da solo e spiazza il suo avversario perché in realtà lo vorrebbe alleato, è lei l'unica vincitrice morale della storia. Fletcher Chase, personaggio di invenzione nell'ottima sceneggiatura di David Scarpa, è il dannato che fa da tramite fra l'egoismo solitario del vecchio e l'altruismo materno della donna, incapace di sposare l'uno o l'altro atteggiamento nei confronti di una vita della quale si è mantenuto ai margini. La quarta parete è Cinquanta, il rapitore calabrese ferino tanto nell'istinto predatore quanto nell'attaccamento famigliare, anche lui "shakesperianamente" intrappolato fra il denaro e il sangue, e l'unico ad avere consapevolezza di combattere quotidianamente contro un impero.
Tanto la regia quanto il copione di Tutti i soldi del mondo sono solo apparentemente lineari e didascalici, perché a ben guardare aggiungono via via strati di significato alla costruzione visiva e narrativa convenzionale, con la tipica abilità di Scott nel prestare attenzione al dettaglio anche quando mette in scena vaste inquadrature di insieme. Regista e sceneggiatore creano un racconto senza tempi morti che scorre veloce verso la conclusione, di grande accessibilità popolare ma di altrettanto grande efficacia nel trasmettere il messaggio che l'accumulo di denaro non equivale all'abbondanza, e che esiste una differenza fra inestimabile e impagabile. E poiché "i soldi rappresentano qualcosa che la gente non ha", la loro ossessiva presenza in scena è in realtà il simulacro di un'assenza, a sua volta simboleggiata da quel rapimento che ha sottratto un essere umano alla sua linea di sangue.
Per il pubblico italiano però ci sono due pesanti filtri all'apprezzamento di Tutto il denaro del mondo: un doppiaggio straniante, soprattutto degli stessi attori italiani (con la notevole eccezione di Marco Leonardi nei panni del capo della 'ndrina dei Mammoliti) e una descrizione visiva stereotipata del nostro Paese asservita alle necessità hollywoodiane, che permette al rozzo Cinquanta (molto ben interpretato dal francese Romain Duris) di contrattare telefonicamente in inglese con Gail, e ai rapitori 'ndranghetisti di ballare allegramente davanti al covo in cui hanno nascosto John Paul III.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 15 gennaio 2018
samanta

Il film attualmente nelle sale cinematografiche ha la regia di Ridley Scott uno dei big  di Hollywood, assai poliedrico nella sua attività (basti pensare a Blad Runner, Il gladiatore, Un'ottima annata) e che adesso si è cimentato in una storia tratta dalla realtà: il rapimento di Paul Getty III avvenuto a Roma nel 1973 nipote sedicenne di Paul Getty considerato l'uomo [...] Vai alla recensione »

mercoledì 16 maggio 2018
rmarci 05

L'ultimo film del regista Ridley Scott (Blade runner, Alien, Il gladiatore) risulta senza dubbio un buon film. Questa volta il regista dimostra più che mai la sua devozione a Kubrick, ideando un film potente, cupo e realistico, che si avvale di una fotografia quasi perfetta, delle ambientazioni ottime e suggestive e un'interpretazione di Christopher Plummer davvero eccezionale.

venerdì 12 gennaio 2018
ANDREA GIOSTRA

L’ultima produzione di Ridley Scott indubbiamente coinvolge e appassiona lo spettatore. Questo possiamo darlo come dato certo. Il costo del biglietto non andrà sicuramente perso, anzi, regalerà emozioni intense e ben sostenute durante tutta la narrazione.La sceneggiatura non originale di David Scarpa, tratta dal best seller di John Pearson “Painfully Rich: The Outrageus Fortune and Misfortunes of the [...] Vai alla recensione »

mercoledì 10 gennaio 2018
Flyanto

 "Tutti i Soldi del Mondo" del regista Ridley Scott racconta la vera storia del rapimento del giovane rampollo John Paul Getty III che negli anni '70 venne rapito all'età di 16 anni mentre passeggiava da solo di notte per le strade di Roma. Poichè il facoltoso ed avaro nonno non concesse di pagare subito il riscatto, il giovane in questione fu tenuto in ostaggio [...] Vai alla recensione »

sabato 13 gennaio 2018
udiego

  Roma, Estate del 1973, John Paul Getty, nipote del magnate petrolifero Jean Paul Getty, viene rapito da un gruppo di malviventi calabresi. La madre di John, Gail, molto meno ricca dell’ex suocero, non può fare altro che rivolgersi a lui per pagare il riscatto di 17 milioni di dollari per liberare il figlio. L’imprenditore milionario non è intenzionato a sborsare [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 gennaio 2018
Maurizio.Meres

Un film dettagliatamente perfetto,riporta con chiarezza e con il giusto effetto cinematografico uno dei momenti più neri e crudeli della malavita organizzata,riportandoci indietro di oltre quarant'anni con una maniacale perfezione dei particolari di quel tempo,bellissime le scene iniziali in un chiaro scuro con sfumature seppia di una Roma vera,viva,affascinante e accattivante.

giovedì 11 gennaio 2018
carloalberto

  Ridley Scott, geniale e poliedrico quanto Kubrick nell’affrontare tutti i generi cinematografici creando capolavori che rimarranno nella storia del cinema, questa volta prende spunto da un fatto di cronaca, il rapimento di Paul Getty III, per formare un grande affresco degli anni ’70, dove risalta in primo piano l’accostamento provocatorio della barbarie dei rapitori al [...] Vai alla recensione »

venerdì 5 gennaio 2018
FreeRider

Lasciamo da parte la questione della rimozione delle scene in cui compariva Kevin Spacey - questione che ci porterebbe lontano - e concentriamoci sulla versione giunta nelle sale: Ridley Scott firma un film solido e convincente, non esente da alcuni clichè ma girato con notevole mestiere e grande attenzione ai tempi di interazione tra narrazione e spettatori.

domenica 14 gennaio 2018
Michele Camero

 Film americano, distribuito da Lucky Red, per me sinonimo di alta qualità cinematografica,  che porta sugli schermi la vicenda del rapimento da parte della ‘Ndrangheta calabrese di Paul Getty, nipote dell’uomo più ricco del mondo, ma anche il più avaro che fa del danaro la ragion di vita, l’oggetto dell’amore, lo strumento per il potere, la cosa [...] Vai alla recensione »

domenica 7 gennaio 2018
skoko6

Sicuramente si guarda bene, attori bravi. Niente di sconvolgente, ma buon film. 

martedì 31 luglio 2018
eusts

L'impeccabile doppiaggio italiano questa volta è stato pigro...non è chiaro perché in Calabria si parla il siciliano ...le licenze del regista poi rispetto alla vera storia mi sembrano eccessive....compreso il riscatto finale di Getty senior che in realtà verso solo 2 milioni di dollari (deducibili)  e la restante parte fu "prestata' al padre di Paul [...] Vai alla recensione »

domenica 7 gennaio 2018
Flaw54

Film mediocre privo di emozioni e incapace di creare quel pathos che il fatto doveva determinare. I rapitori sembrano personaggi da fumetto così come Cristopher Plummer imbustato in un Vecchio Getty improponibile. La Williams e Wahlberg sembrano recitare per contratto ( il ruolo di Wahlberg poi non si capisce ) e si salva solo la confezione generale.

venerdì 5 gennaio 2018
no_data

Perche con tutti I cinema a Roma questo film non e proietato in VO. e proprio una tregedia specialmente con la chiusura del Metropolitan diversi anni fa ed.il Fiamma l'anno scorso. Poi vedo che Orient Express E Wonder Wheel sono.parrechie settimane in VO at Nuovo Olimpi spero che Tutti I soldi del mondo arrivera in VO la settimana prossima.

sabato 6 gennaio 2018
Maurizio.Meres

Un film dettagliatamente perfetto,riporta con chiarezza e con il giusto effetto cinematografico uno dei momenti più neri e crudeli della malavita organizzata,riportandoci indietro di oltre quarant'anni con una maniacale perfezione dei particolari di quel tempo,bellissime le scene iniziali in un chiaro scuro con sfumature seppia di una Roma vera,viva,affascinante e accattivante.

martedì 9 gennaio 2018
Eccome!

Istruttivo. Certo, c'è un periodo storico da ricreare e all'estero che ne sanno della stagione dei rapimenti in Italia, ma se con due ore e un quarto, una volta Hollywood ci faceva un colossal, oggi, ci fa (solo) un film su un rapimento. A noi italiani può piacere perché vediamo tanto italia d'epoca, le nostre case borghesi, un accenno alla nostra campagna e realtà, [...] Vai alla recensione »

sabato 6 gennaio 2018
Emanuele 1968

Un po lungo, pero ben ricostruito, attore che fa tremare la mano, il giovane, la madre, la villa le auto, ambientazioni ecc. forse avrei inserito nel finale qualche foto dell'epoca. Si trovano video e biogafrie su Jean Paul Getty e John Paul Getty III, nonostante tanti soldi pare che nella vita privata non abbia avuto cosi fortuna, come si suol dire << il ricco ha tanti amici il povero neppure [...] Vai alla recensione »

venerdì 12 gennaio 2018
Dana Scully

A giudicare dalla maggioranza dei commenti, chi scrive non ha la minima idea di come siano andati i fatti all'epoca.  Sarebbe bello (vista questa grande invenzione chiamata Internet) che dessero un'occhiata alla storia, così magari si renderebbero conto di quante cose siano state inutilmente stravolte/cambiate/inventate al solo scopo di farne un film di intrattenimento.

FOCUS
SCRIVERE DI CINEMA
lunedì 8 gennaio 2018
Eugenio Radin, vincitore del Premio Scrivere di Cinema

Sembrerebbe quasi che lo scandalo mediatico che negli ultimi mesi ha coinvolto molti nomi dello star system internazionale e, tra questi, anche quello di Kevin Spacey, si sia riflesso con tale vigore nell'ultimo film di Ridley Scott da destare più attenzioni del film stesso. L'argomento di maggior interesse per molti giornalisti e critici è stato infatti la sostituzione, operata in brevissimo tempo e a film praticamente già concluso, di Kevin Spacey con Christopher Plummer, la cui interpretazione è tra l'altro l'elemento di gran lunga più interessante del film e che fa pensare che difficilmente qualcuno sarebbe riuscito a rendere meglio il personaggio del multimiliardario americano.

Se l'intensa prova attoriale di Plummer, unita all'autorevolezza della sua figura austera, alla nobiltà del portamento e alla freddezza dello sguardo, riesce a rendere al meglio il personaggio, il modo in cui Scott mette in scena il rapimento del nipote del ricco miliardario rischia di far apparire quel Paperon de Paperoni dell'industria petrolifera ancora più diabolico e malvagio di quanto la realtà possa concedere.

Il categorico rifiuto con cui Getty rispose alla richiesta di un riscatto da parte dei rapitori del nipote è qui di fatto presentato come una decisione presa soltanto in base a criteri utilitaristici, dettata dalla paura di perdere denaro e da una cinica ma risolutissima avidità. L'atteggiamento di Getty, che sembra tanto privo di ogni umanità da renderlo il vero antagonista del film, potrebbe però essere giustificabile (o per lo meno ammissibile) da un punto di vista etico. Il rapimento del nipote e la conseguente richiesta di riscatto pone di fatto il protagonista di fronte a un conflitto morale, in cui nessuna delle due strade percorribili è condannabile.

La lotta interiore in cui Getty si trova può essere posta in questi termini: qualora ci si presentasse direttamente la possibilità di compiere un'azione positiva (salvare la vita di un ragazzo rapito), la quale avesse però come conseguenza indiretta la perpetuazione di altre numerose azioni negative (rifornire le casse della malavita con un ingente somma di denaro, utilizzabile per un numero indefinito di altri crimini), quale alternativa saremmo portati a scegliere?

FOCUS
domenica 7 gennaio 2018
Roy Menarini

La travagliata vicenda post-produttiva di Tutti i soldi del mondo, con lo scandalo legato a Kevin Spacey e la conseguente decisione di rigirare buona parte del film con un attore in sostituzione (Christopher Plummer), ha inevitabilmente modificato sia i contenuti del film sia la percezione dell'opera. Curiosamente, le parti più compatte del racconto sembrano essere proprio quelle del "re-shooting", anche grazie all'anziano attore che ha messo tutta la sua esperienza al servizio del personaggio pensato per Spacey, risultando credibile e perfettamente tagliato per la parte.

Detto questo, ciò che interessa del nuovo lavoro di Ridley Scott è che, forse senza volerlo, contiene in sé tutte le dimensioni del fare film, come se fosse un catalogo di valori e disvalori, pratiche migliori e peggiori, successi e incidenti di quella straordinaria industria creativa che si chiama cinema.

C'è la dimensione autoriale, anche se nemmeno il più cocciuto degli amanti della politica degli autori potrebbe trovare una coerenza all'ultima parte della carriera di Ridley Scott: basta elencare alcuni titoli (Robin Hood, The Counselor, Exodus, Sopravvissuto, Alien: Covenant) per comprendere come i progetti abbiano ben poco in comune. Eppure, il regista inglese non rinuncia a strizzare l'occhio ai cinefili, come accade già dalle primissime sequenze di Tutti i soldi del mondo ambientate a Roma, con ben tre citazioni in pochi secondi, da La dolce vita, Le notti di Cabiria, Mamma Roma.

INCONTRI
venerdì 7 luglio 2017
Paola Casella

È girato quasi interamente nel Lazio, fra Roma, Bracciano e Villa Adriana a Tivoli, All The Money In The World, il nuovo film di Ridley Scott che racconta il rapimento di John Paul Getty III, rampollo della potentissima famiglia di petrolieri americani, avvenuto in Italia nel 1973: "Un periodo in cui nel vostro Paese era di moda rapire i figli dei ricchi e chiedere alle famiglie un grosso riscatto", afferma Scott. "Ricordo che quando sono venuto in vacanza in Sardegna - non quella fighetta dell'Aga Khan, quella più genuina intorno a Palau - si mormorava che il personale dell'aeroporto procurasse alle cosche mafiose le liste dei passeggeri facoltosi in arrivo dall'estero".
Senza peli sulla lingua, Scott racconta il suo film chiedendosi se il titolo sia quello giusto.

Del resto se l'avessi chiamato semplicemente Getty il pubblico si sarebbe aspettato un polpettone storico-politico. Invece All The Money In The World è un titolo che fa riflettere sul valore della ricchezza, e si concentra su uno spaccato nella vita di una famiglia sfortunata.

"I mesi del rapimento di John Paul III, un ragazzo molto libero che, a 16 anni, viveva fra la casa della madre Gail e quelle delle sue fidanzate. Non certo un verginello, tant'è vero che all'inizio fu sospettato dalla polizia di aver inscenato lui stesso il suo rapimento, facendosi nascondere dagli amici italiani per poi dividere con loro il bottino".
I veri protagonisti di All The Money In The World, però, sono Jean Paul Getty, il nonno del rapito, interpretato da Kevin Spacey, e Gail Harris, che ha il volto di Michelle Williams. "Kevin era la mia prima scelta per il ruolo. Un anno fa gli ho mandato la sceneggiatura e lui è salito subito a bordo", racconta Scott, contraddicendo le cronache che sostengono che la parte fosse stata proposta inizialmente a Jack Nicholson.

Frasi
Non pagherò. Non ho denaro da buttare.
Una frase di Jean Paul Getty (Christopher Plummer)
dal film Tutti i soldi del mondo - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 4 gennaio 2018
Francesco Alò
Il Messaggero

Dopo essere stato recentemente un meraviglioso Scrooge in Dickens: L'uomo che inventò il Natale, il premio Oscar più vecchio della Storia del Cinema Christopher Plummer (vinse a 82 anni per Beginners) torna a vestire i panni di un vecchio taccagno: Jean Paul Getty. Era l'uomo più ricco della Terra quando gli rapirono il nipote nel 1973 in Italia. Tutti i soldi del mondo di Ridley Scott ricostruisce [...] Vai alla recensione »

giovedì 4 gennaio 2018
Emiliano Morreale
La Repubblica

Se provate a dire: "Vado a vedere il nuovo film di Ridley Scott" o "il film sul rapimento di Paul Getty III", probabilmente a molti queste descrizioni non diranno nulla. Ma basta aggiungere: "Vado a vedere il film da cui hanno tolto Kevin Spacey", e tutti capiranno di cosa si tratta. Curioso destino, dunque, quello di Tutti i soldi del mondo: essere ricordato soprattutto per quel che non c'è, per la [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 gennaio 2018
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Rivisto nei passaggi pur adattati, dal rapimento alle reazioni di famiglia al contesto storico (Italia, 1973) al rifiuto di salvare il nipote, il rapimento Getty traccia un nauseante "stato di famiglia" di avidità, potere e denaro proiettato oggi, come vorrebbe la maldestra ricostruzione di Scott, cineasta star da diversi anni prolifico quanto insoddisfacente.

giovedì 4 gennaio 2018
Alessandra Levantesi
La Stampa

Chi è il protagonista di Tutti soldi del mondo? Il diciassettenne J.Paul Getty III (un sensibile Charles Plummer), rapito a Roma il 10 luglio 1973 da affiliati dell'ndrangheta e restituito il 15 dicembre alla famiglia mutilato di un orecchio dopo il pagamento (ridimensionato da 17 a 2 miliardi) del riscatto? Oppure sua madre Gail (Michelle Williams) che - priva del supporto dell'ex marito J.

giovedì 4 gennaio 2018
Massimo Bertarelli
Il Giornale

Chissà come fischieranno gli orecchi a Kevin Spacey. La farisaica gogna mediatica americana in un battibaleno lo ha tolto di mezzo. Facendogli perdere, oltre alla faccia, anche un mare di quattrini. Il colmo per un film che ha per epicentro il denaro. Come tutti sanno l'attore americano è stato sostituito dal veterano canadese Christopher Plummer (classe 1929), più vicino alla reale età del vecchio [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 gennaio 2018
Alice Sforza
Il Giornale

Il rapimento di Paul Getty III nella ricostruzione controversa di Ridley Scott, con la famosa esclusione, in corso d'opera, di Kevin Spacey, sostituito, nel ruolo del ricco magnate Paul, dal più adatto, dal punto di vista anagrafico, Christopher Plummer. Il film ne ha beneficiato, anche se il risultato complessivo non è esaltante. Certamente, però, da non demonizzare come ha fatto, ingiustamente, gran [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO RECENSIONE
mercoledì 24 gennaio 2018
 

Luglio 1973. John Paul Getty III, nipote sedicenne del magnate del petrolio Jean Paul Getty, viene rapito a Roma da una banda di criminali calabresi che chiede alla famiglia un riscatto di 17 milioni di dollari.

TRAILER
giovedì 14 settembre 2017
 

Roma, 1973. Alcuni uomini mascherati rapiscono un ragazzo adolescente di nome Paul Getty III (Charlie Plummer), nipote del magnate del petrolio Jean Paul Getty (Kevin Spacey), noto per essere l'uomo più ricco al mondo e al tempo stesso il più avido. [...]

Charlie Plummer nella parte di John Paul Getty III
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