Dickens - L'uomo che inventò il Natale

Film 2017 | Biografico, Film per tutti 140 min.

Regia di Bharat Nalluri. Un film Da vedere 2017 con Dan Stevens, Christopher Plummer, Jonathan Pryce, Justin Edwards, Morfydd Clark. Cast completo Titolo originale: The Man Who Invented Christmas. Genere Biografico, - Irlanda, Canada, 2017, durata 140 minuti. Uscita cinema giovedì 21 dicembre 2017 distribuito da Notorious Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti - MYmonetro 2,99 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 22 dicembre 2017

Biopic di Charles Dickens che racconta come, giunto in un momento di crisi nella vita, come nella creatività, è riuscito a riscattarsi. In Italia al Box Office Dickens - L'uomo che inventò il Natale ha incassato 1 milioni di euro .

Dickens - L'uomo che inventò il Natale è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato sì!
2,99/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,30
PUBBLICO 3,68
CONSIGLIATO SÌ
Una storia umana, la più bella. Eterna e piena di speranza come il Natale.
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 1 dicembre 2017
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 1 dicembre 2017

Sei mesi dopo una trionfale tournée americana, Charles Dickens rientra a Londra dove lo attendono debiti e crisi creativa. Padre di una famiglia numerosa e figlio di un padre dissipatore, Charles è a caccia di denaro e di ispirazione. Illuminato all'improvviso dalle favole di una giovane domestica irlandese, decide di scrivere un racconto di Natale per l'ormai prossimo Natale. Ma i suoi editori, delusi dalle vendite dei libri precedenti, rifiutano di investire su quel bizzarro abbozzo di spiriti e vecchi avari. Ostinato e appassionato, Charles trova un illustratore e un'alternativa. In compagnia dei suoi personaggi, lavorerà duramente per sei settimane venendo a capo della sua storia e chiudendo per sempre i conti col passato. Le feste natalizie si avvicinano e le produzioni sfoderano l'artiglieria pesante.

Un bastimento di racconti incantati che provoca spesso un'indigestione di buoni sentimenti. Come fare allora a riconoscere un buon film di Natale?

Gli ingredienti obbligatori per l'attribuzione sono naturalmente la vigilia, la neve, un abete, una famiglia riunita intorno e un Babbo Natale che può essere declinato in angelo, elfo, diavoletto o fantasma. Ma l'elemento indispensabile, difficile da afferrare, è soprattutto uno stato dello spirito, un mélange di benevolenza, sentimento e riconciliazione a cui non difetta mai un tocco di redenzione. All'origine del più classico dei cocktail c'è il racconto di Charles Dickens ("Canto di Natale"), pubblicato in Inghilterra nel dicembre del 1843. Dickens non era certo il primo scrittore a celebrare lo spirito del Natale ma fu quello che incontrò il successo più grande, sancendo lo slittamento della festa religiosa verso la convivialità familiare, la cena della veglia e lo scambio dei regali.

"Canto di Natale", che ha avuto numerosi adattamenti al cinema, l'ultimo è di Robert Zemeckis, racconta la storia di un vecchio uomo avaro e solitario che riceve la visita dei tre spiriti del Natale. Lo spirito del passato, del presente e del futuro. A turno, gli dimostrano quello che ha perduto e quello che perderà perseverando nella ricerca della ricchezza e dell'arricchimento personale. Numerosi i film che rivendicano l'eredità dickensiana, da Capra (La vita è meravigliosa) a Lubitsch (Il cielo può attendere), passando per Mayfield (Miracolo nella 34ª strada), tutto il mondo ha la sua chance e un angelo custode per riuscire e rimandare l'infelicità.

Tutto il mondo ha letto o visto almeno una volta quella storia di solidarietà, innocenza e bontà redentrice persuasa che la vita valga la pena di essere vissuta. Miracolo o no. Quella che racconta Bharat Nalluri è la storia (vera) dell'uomo che la inventò saldando i debiti e ricacciando indietro i fantasmi. Integrando la meraviglia all'ordinario, il meraviglioso al realismo sociale, l'immaginazione fervida al quotidiano laborioso di Charles Dickens, il regista gioca con le possibilità di questa (magica) intrusione. Il risultato non è tanto e non è solo il racconto biografico ma la rappresentazione del processo creativo dello scrittore e del suo percorso iniziatico che, grazie agli spiriti che gli rendono visita, rivive i momenti salienti della sua vita.
Pensato per grandi e piccini, ma le implicazioni sono più terrificanti per un adulto che ha sovente dietro a lui una vita di errori e di rimorsi che per un bambino che ci vede soltanto una storia di fantasmi, Dickens - L'uomo che inventò il Natale è una favola natalizia che dosa stupore e candore senza rinunciare alla complessità. Dietro l'aria spensierata e gli occhi blu di Dan Stevens, il film rivela un'anima struggente e una buona tensione drammatica. Assediato dai suoi personaggi, che bussano educati alla porta del suo studio e lo seguono per strada in cerca di un finale, Charles Dickens cova un dolore. Il dolore fatale dell'abbandono e di un'infanzia sfruttata dentro una fabbrica di lucido da scarpe, l'angoscia sublimata nei suoi romanzi e nei suoi eroi dai colori forti, alle prese con la miseria sociale e morale. Personaggi che nutrono ancora oggi l'immaginario infantile e che non hanno ancora finito di interrogare quello adulto.
Bharat Nalluri lavora sulla ferita e sulla guarigione, sulla proiezione e sul transfert, sull'innocenza che il male non è riuscito a corrompere. La favola è là, discreta, cruda e piena di pathos. Mano sul cuore e fazzoletto alla mano, narra con l'elaborazione letteraria dell'artista, la rielaborazione emozionale dell'uomo, un uomo che affronta i propri mostri fino a farne il carburante della propria creatività. Nalluri indaga gli elementi dolorosi del percorso di Dickens/Scrooge che davanti alla prospettiva della 'morte' si domanda(no) come fare ad affrontare la vita. Un momento di presa di coscienza brutale (e universale) che persuade a cambiare, aggiustare, crescere, prima che sia troppo tardi. Quella di Dickens è alla fine una storia umana, la più bella. Eterna e piena di speranza come il Natale.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 22 dicembre 2018
elgatoloco

"The Man WHo Invented Christmas"(2017, Bharat Nalluri),   da un romanzo di Les Strandiford che però a sua volta si rifà all'"archetipo""A Christmas Carol", scritto nel 1843 da Charles Dickens quando , dopo un tour USA e una sostanziale"crisi"creativa rientra in pieno nella capacità di creare, realizzando un'opera di decisa  [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
mercoledì 3 gennaio 2018
Pino Farinotti

Dickens - L'uomo che inventò il Natale (guarda la video recensione) ha dato una scossa allo schermo e alla carta, com'è legittimo che fosse. È un titolo importante, tratto da un racconto apparentemente semplice ma in realtà complesso, collettore di molti significati, nel sentimento, nel sociale, nella favola, nelle citazioni. Narra della conversione del vecchio, misantropo Scrooge, visitato nella notte dagli spiriti del Natale, quello del passato, del presente e del futuro, messo in allarme dal fantasma dell'amico Morley: eccola una citazione cospicua, "Amleto".
L'opera connette il racconto gotico, la lotta contro la povertà, lo sfruttamento minorile, l'alfabetismo. Il regista Bharat Nalluri ha trovato mediazioni divertenti, ha trovato "cinema", ma non ha abbandonato la letteratura, che è sempre dominante. E dunque che il "Dickens" si sia attestato fra i primi dieci incassi di fine anno, a fronte di film, anzi... prodotti come Star Wars: Episodio VIII - Gli ultimi Jedi (guarda la video recensione), Wonder, Poveri ma ricchissimi, a kolossal come Assassinio sull'Orient Express (guarda la video recensione) e The Greatest Showman, significa che la letteratura sa imporsi. Gran bel segnale. Come sempre accade all'uscita di un titolo che ha fatto la storia, si innesca il meccanismo... retrospettivo, con riproposta di romanzi, di biografie e di derivazioni che riguardano il grande scrittore inglese.

Dickens (1812-1870) è notorio, merita tutte le attenzioni, è stato un inventore, di storie e di stile. La sua ricerca è una sorta di vangelo laico.

I britannici dell'epoca vittoriana, autori come Stevenson, Kipling, Maugham, Conrad, Forster, erano cantori di esperienze e sentimenti reperiti nei loro viaggi infiniti. In quel tempo la fantasia di tutti, senza il supporto del cinema, viaggiava sui loro romanzi e i loro racconti. Quasi tutti ammisero che da Charles Dickens avevano imparato molto.
In "Canto di Natale" Dickens ritoccava il registro dell'alter ego. Lo scrittore, spesso, poneva se stesso come modello e lo dichiarava. Oliver (Twist), David (Kopperfield), Nicola (Nickleby), fra gli altri: le loro vicende erano il riflesso della vicenda di Charles. Disse di essere dotato di una grande memoria che definiremmo fotografica. Partiva dalle immagini che si prefigurava e poi narrava. È un'affermazione da cinema. Dunque non è improprio dire che Dickens scriveva per il cinema, senza saperlo. Un merito in più. Il cinema ha davvero sposato Dickens. Se consulti un dizionario di autori letterari che hanno dato opere al cinema, la macchia dei suoi titoli occupa gran parte della pagina.

Frasi
I personaggi non fanno ciò che voglio! Sono io l'autore!
Una frase di Charles Dickens (Dan Stevens)
dal film Dickens - L'uomo che inventò il Natale - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 21 dicembre 2017
Paolo D'Agostini
La Repubblica

Nel 1843 Charles Dickens, appena passati i 30 anni, ha già pubblicato Oliver Twist e Il circolo Pickwick, è famosissimo e torna da un trionfale tour negli Usa confermato nella sua acuta sensibilità sociale dopo aver osservato povertà e schiavitù presenti nel pur affascinante Nuovo Mondo. Il film lo presenta in crisi di creatività, ansioso per la mancanza di un nuovo successo anche per tener testa alla [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO RECENSIONE
mercoledì 13 dicembre 2017
 

Sei mesi dopo una trionfale tournée americana, Charles Dickens rientra a Londra dove lo attendono debiti e crisi creativa. Padre di una famiglia numerosa e figlio di un padre dissipatore, Charles è a caccia di denaro e di ispirazione.

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