The Last Station

Film 2009 | Drammatico, 112 min.

Regia di Michael Hoffman. Un film con Helen Mirren, Christopher Plummer, James McAvoy, Paul Giamatti, Anne-Marie Duff. Cast completo Genere Drammatico, - Germania, Russia, Gran Bretagna, 2009, durata 112 minuti. Uscita cinema venerdì 28 maggio 2010 distribuito da Sony Pictures Italia. - MYmonetro 2,75 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Nel 1908 Lev Tolstoj è il romanziere più famoso di Russia e l'ispiratore di una dottrina etica di austerità e pacifismo. Il film ha ottenuto 2 candidature a Premi Oscar, 2 candidature a Golden Globes, Il film è stato premiato a Roma Film Festival, 2 candidature a SAG Awards, In Italia al Box Office The Last Station ha incassato 115 mila euro .

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Consigliato sì!
2,75/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,89
PUBBLICO 3,02
CONSIGLIATO SÌ
Contraddittorio e tradizionalista, il Tolstoj di Hoffman non è più uno dei grandi personaggi della letteratura russa.
Recensione di Edoardo Becattini
lunedì 19 ottobre 2009
Recensione di Edoardo Becattini
lunedì 19 ottobre 2009

Nel 1908 Lev Tolstoj è il romanziere più famoso di Russia e l'ispiratore di una dottrina etica di austerità e pacifismo. Promotore di questo culto è l'intellettuale Vladimir Chertkov, confidente personale del grande scrittore che, per vigilare su di lui e convincerlo a devolvere i diritti dei suoi illustri romanzi all'intero popolo russo, gli affida come segretario personale un suo giovane fidato, il casto e timorato Valentin Bulgakov. Questi, una volta giunto nella tenuta nobiliare dello scrittore, viene colpito dalla vitalità del suo assistito e dalla passione che lo coglie per la giovane ed emancipata Masha. Ma la sfida più grande è quella che viene a crearsi con la contessa Sofja, da più di cinquant'anni moglie, musa e assistente dello scrittore, in guerra contro Chertkov per le prodighe intenzioni del marito.
Da coloro che hanno raccontato le più tragiche e intense storie d'amore della storia della letteratura, il cinema si aspetta sempre biografie dense di grandi amori capaci di consumarli al pari dei loro personaggi. L'abbraccio di eros e thanatos non può risparmiare coloro che per primi hanno contribuito al loro inesorabile intreccio e non può quindi dimenticare una figura come Tolstoj, colui che nella vita ha professato l'amore come base per la serenità umana. In The Last Station, l'amore è dappertutto, non solo nel rapporto fra lo scrittore e il grande amore della sua vita, la contessa Sofja Andreyevna, ma anche nell'iniziazione sessuale del giovane adepto Valentin. Ed è sempre nel nome dell'amore che si affronta lo scontro fra la stessa contessa e l'epigono Chertkov. Hoffman, e prima di lui il libro di Jay Parini, si schiera con le ragioni della contessa, descrivendo Chertkov come un manipolatore goffo ed egoista, accecato dai presupposti della sua stessa filosofia. Una visione senza dubbio parziale, che vorrebbe trovare le ragioni del suo aperto schierarsi nell'amour fou di un personaggio femminile descritto come una vera eroina tolstojana. E che invece, per colpa di una regia tanto tradizionalista quanto fredda e di un accavallarsi di storie e personaggi non risolutivi (la storia d'amore fra Valentin e Masha; il "tradimento" della figlia Sasha nei confronti della madre), fa apparire la contessa come una nobile capricciosa che non vuol rinunciare al proprio benessere più che come una donna che agisce per amore disinteressato. Tanto più che quello per cui si batte non è un romantico confronto dei sentimenti ma uno scontro di diritti, di etica e di economia, dove può apparire contraddittorio schierarsi contro chi teoricamente agisce in nome della proprietà universale di un'opera culturale.
Michael Hoffman è un regista che ama particolarmente dare una patina vintage al proprio lavoro e che ha già dimostrato di avere più successo quando si confronta con una materia prettamente cinematografica (le screwball comedies in Un giorno per caso o le soap opera in Bolle di sapone ), piuttosto che con quella storica ( Restoration ) o letteraria ( Sogno di una notte di mezza estate ). Con The Last Station conferma il teorema, ritraendo un Tolstoj più vicino a quello muto delle vecchie prises de vue che chiudono il film che a uno dei grandi personaggi del romanzo russo ottocentesco.

Sei d'accordo con Edoardo Becattini?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

L'ultima stazione è il titolo di un romanzo dell'italoamericano Jay Parini che ha indotto Hoffman, regista USA di seconda fila, a farne un film, associandone l'autore allo script : indica la stazioncina di Astapovo (Russia del sud) dove il 18 ottobre 1910 arriva in 3ª classe l'82enne Lev Nikolaevi&9 Tolstoj, in fuga dalla sua lussuosa dimora di Jasnaja Poljana e dalla moglie Sofja. Lì morì 10 giorni dopo. Raro caso di bio-pic con un'azione così limitata nel tempo. Eppure è un film complesso. Racconta un amore coniugale durato 48 anni e 13 figli. Rievoca la crisi spirituale che nella 2ª metà degli anni '80 trasformò Tolstoj, senza intaccarne la creatività narrativa, in un profeta pacifista che predicava persino l'abolizione della proprietà privata. Descrive la nascita di una fanatica setta di tolstoiani. Li guida l'ambiguo manipolatore Vladimir Chertkov che convince Tolstoj a fare un 2° testamento per lasciare, col suo tramite, i diritti d'autore al "popolo russo", provocando l'irosa reazione di Sofja. C'è pure la storia di un secondo, bollente amore tra 2 personaggi inventati, il giovane, devotissimo segretario e una bionda coetanea, tolstoiana che ragiona con la propria testa. È un film di attori. Una testa sopra gli altri la Mirren, che sa essere un'isterica di classe, poco british. Come Tolstoj, non le sta dietro Plummer, che ebbe una nomina all'Oscar come attore non protagonista!

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 21 settembre 2010
Nalipa

IIl film narra dell'ultimo anno di vita di Lev Tolstoj. Tolstoj vive  nella tensione e nell'amarezza  perché diviso tra il movimeto tolstojano che vorrebbe rinunciasse ai suoi diritti d'autore a beneficio del popolo e dall'altro la moglie che invece vorrebbe salvare per la famiglia tutti i  privilegi.

mercoledì 18 marzo 2015
Ashtray_Bliss

The Last Station offre uno spunto interessante e affascinante attraverso il quale ci descrive gli ultimi turbolenti giorni di vita del grande Lev Tolstoj -la Grande Anima- e quella delle persone che gli ruotano attorno, vista e percepita specilamente dal giovane e inesperto Valentin Bulgakov. Il regista si prende dunque la libertà di rendere il film marcatamente teatrale, come si nota sin [...] Vai alla recensione »

domenica 11 gennaio 2015
SamN97

Un film bello e intenso, che vale la pena vedere assolutamente, non necessariamente solo per chi ama la letteratura tolstojana e la figura del Maestro, ma anche e soprattutto un must per chi sa cosa significhi la grande INTERPRETAZIONE: promotori al 100% del messaggio d'amore del film, inserito in un meraviglioso contesto russo, sono due straordinari Helen Mirren e Christopher Plummer.

giovedì 1 maggio 2014
rita branca

  The Last Station  (2009 ) film di Michael Hoffman con Helen Mirren, Christopher Plummer, James McAvoy, Anne-Marie Duff, Kerry Condon   Magnifico film ispirato dall’omonimo romanzo di Jay Parini che, con una splendida fotografia ed encomiabile interpretazione,  particolarmente da parte della sempre affascinante Helen Mirren e  di Christopher Plummer, racconta [...] Vai alla recensione »

sabato 10 settembre 2011
molenga

Non ho compreso appieno le finalità di questo film: vi si narrano gli ultimi giorni di lev tolstoj, attorniato dai tolstojani, malgrado lui suoi discepoli votati alla castità e alla moderazione fuori dal culto ortodosso(il cui capo è  paul giamatti) tra cui si distingue il giovane valentin(McAvoy), che prova l'ebbrezza della carne e si distacca dal culto dell'autore, [...] Vai alla recensione »

lunedì 26 dicembre 2011
Met'88

Non mi trovo assolutamente d'accordo con la recensione di Becattini, soprattutto per quanto riguarda la contessa. Essa non appare assolutamente come una viziata capricciosa. L'amore disinteressabto per Tolstoj è palpabile e evidenziato da una sapiente recitazione, fatta di sguardi e gesti, di risate, panti e scatti d'ira. Helen Mirren è superba nel delineare un personaggio complesso, che certo ha anche [...] Vai alla recensione »

giovedì 19 agosto 2010
wasp77

Dispiace e delude che il "critico" (o presunto tale) critichi l'idea -politica, economica o sociale- che sta alla base del film piuttosto che l'opera stessa. Perchè evidentemente, in questo caso, l'autore dell'articolo non deve aver eccessivamente gradito il messaggio che il regista, con estrema raffinatezza, comunica attraverso il racconto storico: vale a dire la mitizzazione di un grande scrittore [...] Vai alla recensione »

giovedì 10 giugno 2010
Spike

Un film molto interessante. Non conoscevo la vita di Tolstoj, questo film mostra gli ultimi anni dello scrittore e i rapporti con le persone a lui più vicine. Interessante scoprire che le teorie di L. T. avessero portato alla nascita di una vera e propria dottrina: il tolstoismo, basata sulla non violenza e l'amore (qualche decennio prima di Ghandi).

sabato 5 giugno 2010
Syd Barrett

Film biografico,che perlomeno in questo non delude le attese,in quanto attraverso la visione del film riesci quantomeno a capire chi era Tolstoj. Capisci quanto questo personaggio abbia condizionato,anche piu' di quanto lui volesse,le vite e la storia di un'intera nazione. Il film funziona soprattutto in questo,ti fa capire infatti quanto chi stava intorno a questo grande scrittore ne volesse [...] Vai alla recensione »

mercoledì 2 giugno 2010
Sergio Longo

E'da qualche decennio che al cinema non si vedono pellicole memorabili per le interpretazioni di coppie protagoniste quali furono Hepburn/Tracy o Taylor/Burton. "The Last Station" sarà sicuramente ricordato per il duo Helen Mirren/Christopher Plummer, semplicemente strepitosi nei ruoli di Lev Tolstoj e la moglie Sofja.

venerdì 5 novembre 2010
mimmo_calciano

Pur essendo un film biografico riesce ad emozionare per lo splendido romanticismo della storia; Fa vedere aspetti della vita di Tolstoy che incuriosiscono lo spettatore ad approfondire la figura dello scrittore:Lo cosiglio come ausilio nello scuole!! Eccellente l'attrice H. Mirren e di una splendida bellezza e sensualità Kerry Condon.

giovedì 27 maggio 2010
Edward Teach

Peccato, Tolstoj è un grandissimo scrittore e un personaggio straordinario. Ci sarebbe molto da dire, si potrebbero tentare interpretazioni diverse del suo comportamento e delle sue scelte o anche ripensare il ruolo della moglie che in fin dei conti cercava solo di salvare il futuro dei suoi figli. Invece è venuto fuori il solito filmastro insignificante che in definitiva non fa altro che inserire [...] Vai alla recensione »

Frasi
I contadini non sono moralmente superiori per il solo fatto di essere poveri.
Sofya Tolstoy (Helen Mirren)
dal film The Last Station - a cura di Vincenzo Valorani
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Paolo D'Agostini
La Repubblica

Anche se il film si riferisce a fatti veri nella vita di Tolstoj, in The Last Station prende il sopravvento la preziosa prova, da ammirarea bocca aperta, di due splendidi attori: Helen Mirren nel ruolo di Sofia, la donna che Tolstoj aveva sposato nel 1862 quando lui aveva 34 anni e dalla quale ebbe tredici figli, e Christopher Plummer nelle vesti del romanziere.

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Leone Tolstoj, il grande scrittore di Guerra e pace, fuggì di casa a 82 anni, per evitare una crisi coniugale, nella notte del 27-28 ottobre 1910; malato, si fermò alla stazione ferroviaria di Astàpovo, ospitato dal capostazione; lì morì al mattino del 7 novembre. Da 48 anni era sposato con Sofia, il loro matrimonio era sempre stato tempestoso (lui aveva raccontato in Sonata a Kreutzer l'odio-amore [...] Vai alla recensione »

Cinzia Romani
Il Giornale

Nel 1910 l'82enne Tolstoj (Christopher Plummer) abbandona moglie (Helen Mirren) e figli, mettendosi in viaggio su un vagone ferroviario di seconda classe: cerca la rivoluzione personale. Ma dopo mezzo secolo di matrimonio, sarà difficile che la frivola contessa Sofja, sposa devota e ignara dei moti sociali russi, possa seguire l'evoluzione del grande scrittore, smanioso di liberarsi anche del suo titolo [...] Vai alla recensione »

Paola Casella
Europa

Per raccontare una grande storia d'amore e due personaggi famosi realmente esistiti ci vogliono attori di prim'ordine: e in The last station, basato sul romanzo omonimo di Jay Parini, ci sono per l'appunto due giganti del teatro shakespeariano, Christopher Plummer ed Helen Mirren (premio Oscar per The queen), rispettivamente nei panni di Lev Tolstoj e della moglie Sofya.

Peter Travers
Rolling Stone

Helen Mirren is a lusty, roaring wonder playing, of all things, the long-suffering wife of Russian novelist Leo Tolstoy (Christopher Plummer in peak form). Countess Sofya, married to the old man for 48 years and the mother of his 13 children, is beside herself over her husband's decision — in the last year of his life — to will the rights to his great literary works not to her but to, of all things, [...] Vai alla recensione »

Paola Casella
Europa

Ambientato nel 1910, The last station ci presenta Lev Tolstoj (Plummer) nell'ultima fase della sua vita quando, a causa di una conversione religiosa al cristianesimo anarchico di deriva idealistica, si trova a vivere in una sorta di comune e medita di cedere i diritti di tutte le sue opere a un guru fanatico (untuosamente interpretato da Paul Giamatti) che dovrebbe così liberarlo del peccato mortale [...] Vai alla recensione »

Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Leo & Sophia, un amore da nozze d’oro tra dolcezze e bisbocce. Peccato che lui si chiami Tolstoij (splendido Plummer) e che — convertito al cristianesimo anarchico - abbia deciso di donare la sacra opera (con titolo nobiliare) alla madre Russia. La devota contessa Sophia (regale Mirren) è tenuta all’oscuro, perché i rapaci adepti (Giamatti su tutti) sanno bene che si opporrebbe, svelando la cresta [...] Vai alla recensione »

David Denby
The New Yorker

In “The Last Station,” Christopher Plummer, at the crest of a long career, gives an impassioned portrait of the artist as an old man—Leo Tolstoy in his eighties, imposing, stentorian, and almost alarmingly active. Helen Mirren, letting her age show and still the most sexual actress onscreen, is his equal as Sofya, Tolstoy’s wife of forty-eight years.

Kenneth Turan
The Los Angeles Times

He was the celebrated author of "War and Peace," but the last years of Leo Tolstoy's life were all war and no peace. The savage rivalry for his attention and legacy between his redoubtable wife and his craftiest disciple that overshadowed his final days has now been turned into a showcase for tasty acting by performers who really know how to sink their teeth into roles.

Claudio Carabba
Sette

La vana corsa del vecchio Tolstoj verso il compi mento del suo destino una fuga pazza e disperata senza via di scampo. Il tema è bello e misterioso, infatti tanti libri (saggi o romanzati) sono stati scritti cercando di capire gli affanni del massimo scrittore russo, stretto fra la quasi fanatica adorazione dei suoi ammiratori e il lungo e contrastato amore che lo univa a una moglie, forse sin troppo [...] Vai alla recensione »

Francesco Alò
Il Messaggero

Guerra e pace a casa Tolstoj. Russia, 1910. La moglie del grande romanziere Sofja fa il diavolo a quattro: il marito lascerà i provenenti dei suoi capolavori letterari alla famiglia o renderà le sue pubblicazioni libere da diritti, ovvero gratis, per il popolo russo? Sofya non capisce come il marito possa essere d'accordo con l'invasato Certkov, ideatore del movimento tolstojano che spinge affinché [...] Vai alla recensione »

NEWS
LIBRI
sabato 10 luglio 2010
Fabio Secchi Frau

La recensione *** Poco prima di dedicarsi a un'altra avventura letteraria, negli Anni Ottanta, Jay Parini (dopo aver firmato i poemi "Town Life" e il romanzo "The Patch Boys") rimane affascinato dalla figura di uno dei più grandi romanzieri russi [...]

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venerdì 28 maggio 2010
Valeria Filippi

Saghe, romanzi e serie tv È uscito il 21 maggio ed è subito balzato in testa alle classifiche del box office del week-end: è il Prince of Persia con le fattezze di Jake Gyllenhaal. Con l'ottimo risultato di 1.

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martedì 2 febbraio 2010
Marlen Vazzoler

Cameron e la Bigelow conducono le nomination A nne Hathaway assieme al presidente dell'Academy of Motion Picture Arts e Sciences, Tom Sherak, ha annunciato in diretta dal Samuel Goldwin Theater di Beverly Hills le nomination ufficiali dell'82° edizione [...]

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venerdì 23 ottobre 2009
Marlen Vazzoler

L'opera prima del regista italo-danese Nicolo Donato, Brotherhood, vince la quarta edizione del Festival del Cinema di Roma e si aggiudica il Marc'Aurelio d'Oro per il miglior film assegnato dalla giuria della Sezione ufficiale presieduta dal regista [...]

winner
miglior attrice
Roma Film Festival
2009
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