Life As a B-movie: Piero Vivarelli

Film 2019 | Documentario, 82 min.

Anno2019
GenereDocumentario,
ProduzioneItalia
Durata82 minuti
Regia diFabrizio Laurenti, Niccolò Vivarelli
AttoriEnza Minervini, Vania Protti, David Zard, Carlo Antonelli, Manlio Gomarasca, Umberto Lenzi Lars Bloch, Rita Pavone, Emir Kusturica, Vincenzo Mollica, Adriano Aragozzini, Marco Giusti, Filippo La Porta, Veronique Chesnell, Franco Nero, Beryl Cunningham, Gabriele Salvatores, Pupi Avati, Enrico Vanzina, Olivier Père, Franco Rossetti, Giuseppe Attene, Roberto Piazzoli D’Ettorre, Giona Nazzaro, Maria Pia Fusco, Oliviero Vivarelli, Roberto Forges Davanzati, Luciano Castillo.
TagDa vedere 2019
DistribuzioneCinecittà Luce
MYmonetro 3,07 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Fabrizio Laurenti, Niccolò Vivarelli. Un film Da vedere 2019 con Enza Minervini, Vania Protti, David Zard, Carlo Antonelli, Manlio Gomarasca, Umberto Lenzi. Cast completo Genere Documentario, - Italia, 2019, durata 82 minuti. distribuito da Cinecittà Luce. - MYmonetro 3,07 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il racconto della psichedelica carriera di Piero Vivarelli.

Consigliato sì!
3,07/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,13
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
La vita da rockstar di un protagonista ritrovato della stagione più libera e sfrenata del cinema italiano.
Recensione di Raffaella Giancristofaro
lunedì 9 settembre 2019
Recensione di Raffaella Giancristofaro
lunedì 9 settembre 2019

Nel 2004 la Mostra di Venezia organizza la rassegna "Italian Kings of the B-Movies", a cura di Marco Giusti e Luca Rea; è il primo segmento di una importante riscoperta del cinema di genere per mezzo del festival più antico del mondo. In quell'edizione, in cui la giuria era presieduta da Quentin Tarantino, nella lista dei registi dimenticati o considerati "minori", insieme a Fernando Di Leo, Umberto Lenzi, Lucio Fulci, Tinto Brass, c'è anche quello di Piero Vivarelli (Siena 1927 - Roma 2010), con il suo titolo più eclatante, Il dio serpente (1970): trasferta caraibica, carica di erotismo esotico, protagonista Nadia Cassini.

In parallelo al cinema, in cui muove i primi passi come assistente di Mario Soldati, Vivarelli - che diventerà idolo di Tarantino anche per lo script di Django - si divide in modo piuttosto vertiginoso tra musica, e giornalismo attento alle culture giovanili.

Vivaerelli fu consulente musicale dell'impresario (legato a Cantagiro e Sanremo) Ezio Radaelli, poi sceneggiatore dei musicarelli di Fulci con Mina, Chet Baker e Celentano (dirigendo anche Totò e Rita Pavone in Rita, la figlia americana), prodotti pensati per il nuovo pubblico che si affacciava sul mercato.

"Un anticonformista pazzesco", lo definisce la moglie Enza Minervini, estremamente tollerante dei tradimenti di un dongiovanni implacabile, anche a danno dei propri cari, che ha aggirato la censura e spostato sempre oltre il confine del comune senso del pudore. Per esempio con titoli come Il decamerone nero e partecipando con Ottavio Alessi alla sceneggiatura del clamoroso Emmanuelle in America di Joe D'Amato, da una storia della critica e giornalista Maria Pia Fusco, liberamente ispirata all'indipendenza della viaggiatrice Oriana Fallaci.

Nella biografia avventurosa di Vivarelli convivono la militanza giovanile tra i nuotatori paracadutisti della X Mas di Junior Valerio Borghese, l'adesione al PCI e addirittura l'amicizia di Raul e Fidel Castro (è l'unico italiano ad avere la tessera del Partito Comunista cubano, e alla storia dell'isola dedicherà il suo ultimo film, La rumbera, del 1998) e la condivisione con Sergio Corbucci e Lucio Fulci, del "marciapiede sinistro di via Veneto", quello delle prostitute, ovvero dalla parte opposta a quello degli intellettuali. Elementi che basterebbero a dare benzina a un biopic magniloquente alla Soderbergh.

Diretto da Niccolò Vivarelli (nipote del regista e giornalista di "Variety") e Fabrizio Laurenti, Life As a B-Movie è per converso un documentario molto classico, agilmente informativo e curato quanto a selezione dei materiali video e audio, che a più riprese, col suo ritmo ben scandito e la qualità delle interviste selezionate, fa rimpiangere quella stagione italiana in cui spiriti intrepidi e anticonvenzionali come Vivarelli trovavano terreno fertile per esprimersi, spingendo sull'acceleratore, senza risparmio.

Una vera rockstar nazionale, regista di quindici lungometraggi, inventore non solo di soggetti e fenomeni artistici di successo come i primi film tratti da fumetti (Mister X e Satanik, prodotti da Romano, il figlio jazzista di Mussolini) ma anche del misconosciuto Oggi a Berlino (1962), ispirato al clima surreale durante la costruzione del Muro.

Un fuoriclasse dal carattere tra il picaresco e lo sbruffone, d'inesausta creatività e curiosità erotica. Una smania di vivere spericolata e disinvolta, punta eccentrica di una generazione di registi che hanno spianato la strada alla liberazione sessuale e alla cultura pop, alimentato la cinefilia mondiale e permesso, coi loro introiti, nel fiorente sistema degli anni '60 e '70, anche la produzione dei film degli autori.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 6 settembre 2019
Alessandro Izzi
Close-Up

Un regista di genere, in Italia, di solito faceva il suo mestiere e un poco se ne vergognava. Dove poteva, firmava con nomi di fantasia (che spesso nascevano anche da bisogni produttivi, per semplificare l'esportazione del prodotto anche sui mercati esteri: ed ecco allora il proliferare di finti nomi inglesi). Ma il suo lavoro era un po' lanciare il sasso per poi nascondere la mano.

venerdì 6 settembre 2019
Giacomo Calzoni
Sentieri Selvaggi

Ci sono due film diversi, in Life as a B-Movie: Piero Vivarelli: il primo è la rievocazione della vita e della carriera del regista toscano, esuberante esponente del cinema bis italiano in grado di spaziare dal musicarello all'avventuroso, passando per la commedia e l'erotico di matrice esotica; il secondo è un viaggio trasversale e a rotta di collo di (almeno) quarant'anni di storia italiana, dal [...] Vai alla recensione »

giovedì 5 settembre 2019
Giulia Lucchini
La Rivista del Cinematografo

Chi era Piero Vivarelli? Re dei b-movies, divertente, simpatico, buffo, colto, regista, consulente musicale e giornalista, Vivarelli era tante cose. Ce lo raccontano Fabrizio Laurenti e Niccolò Vivarelli nel bel documentario Life as a B-Movie: Piero Vivarelli presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Classici-Documentari e prossimamente in onda su Sky Arte.

giovedì 5 settembre 2019
Massimo Lastrucci
Ciak

Ci sono persone che hanno vissuto tante vite in una volta sola. Ci sono persone che hanno reso i nostri ricordi più divertenti e che manco li conosciamo. Ora proviamo a riparare a qualche buco nella nostra memoria. Cosa unisce 24.000 baci, Urlatori alla sbarra, Mina, Rita la figlia americana, i fumetti, lo spaghetti western, Il dio serpente, la Xma mas, Fidel Castro, l'Inter e il muro di Berlino? Una [...] Vai alla recensione »

NEWS
MOSTRA DI VENEZIA
lunedì 9 settembre 2019
Raffaella Giancristofaro

Presentato a Venezia 76 il biopic su un protagonista ritrovato della stagione più libera e sfrenata del nostro cinema. Vai all'articolo »

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