Le difficoltà di crescere, divisi tra vari mondi. I commenti del pubblico alle prime proiezioni del film. Dal 23 aprile al cinema.
Cresciuta nelle banlieue parigine e in seno a una famiglia musulmana, di origine algerina, Fatima non sa dove 'mettersi'. Se sua madre ha la cucina come solo orizzonte, lei è scesa in campo. Ama il calcio e le donne, la sua famiglia e dio, senza riuscire a conciliarle e a riconciliarsi con se stessa. Quello con Dio è un corpo a corpo costante per esistere secondo le regole, fuori c'è l'amore per una donna, una delusione sentimentale, la fine del liceo e l'inizio dell'università. Per fare ordine balla sul dancefloor o dialoga con l'Imam, attraversando senza paura le sue contraddizioni. Murata dietro al silenzio e segreta sotto il cappello, tira un calcio a un pallone e attende domani.
Adattamento del romanzo omonimo (e autobiografico) di Fatima Daas, La più piccola è un gesto di cinema di grande purezza. "Film delicato e intimista che segue la scoperta di sé e di una parte di mondo della protagonista", commenta qualcuno alle prime visioni del film. "Delicatezza e determinazione, nello stesso tempo, per trovare la propria strada. Un film da vedere e da consigliare", dice qualcun altro.
Ecco le prime reazioni del pubblico alla visione del film:
- Bellissimo, diretto e interpretato un modo straordinario nel contesto di un tema delicato e difficile.
- Fatma e il suo grande amore per la libertà e la paura per tutto ciò che può impedire di seguire le proprie passioni, con una protagonista perfetta nel suo ruolo...
- Un film su di un tema impegnativo, affrontato con delicatezza e rispetto, senza sentimentalismi. Molto intensa e credibile la protagonista.
- La più piccola si trova ad affrontare i conflitti fra le radici culturali ed il sentire naturale. L 'accettazione del suo essere è particolarmente difficile in un contesto religioso dove la figura femminile era stata inizialmente privata dell'anima stessa.
- Un film con scene molto forti che descrivono il coraggio di una donna che cerca di vivere ciò che sente veramente, nonostante tutto.
- Ottima la recitazione della protagonista, e ben rappresentato il disagio che si porta dentro. Sessualità e Religione che confliggono, ma nel film tutto mi sembra ben scandito. Da non perdere!
- La sensibilità di Herzi regala un film profondo e di spessore; per una volta senza la proverbiale verbosità del cinema transalpino d'autore. Less is better. Un plauso ai paesi con un'industria che investe in giovani talenti e storie coraggiose.
- Una storia di emancipazione sofferta e autentica.Una interpretazione notevole che sa comunicare anche i pensieri di questa giovane donna che vive in un paese europeo ma non rinnega le sue origini e il suo credo religioso confrontandosi con la difficoltà di trovare in esso conforto alle sue scelte. Bellissima la scena finale con una madre accogliente e la difficoltà della figlia di dare un senso alle sue lacrime.
- Film delicato e intimista che segue la scoperta di sé e di una parte di mondo della protagonista.
- Molto delicato e intenso.