Dolor y Gloria

Film 2019 | Drammatico +13 113 min.

Titolo originaleDolor y Gloria
Anno2019
GenereDrammatico
ProduzioneSpagna
Durata113 minuti
Al cinema57 sale cinematografiche
Regia diPedro Almodóvar
AttoriAntonio Banderas, Asier Etxeandia, Leonardo Sbaraglia, Nora Navas, Julieta Serrano Penélope Cruz, Cecilia Roth, Raúl Arévalo, Eva Martín, Susi Sánchez.
Uscitavenerdì 17 maggio 2019
TagDa vedere 2019
DistribuzioneWarner Bros Italia
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,86 su 64 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Pedro Almodóvar. Un film Da vedere 2019 con Antonio Banderas, Asier Etxeandia, Leonardo Sbaraglia, Nora Navas, Julieta Serrano. Cast completo Titolo originale: Dolor y Gloria. Genere Drammatico - Spagna, 2019, durata 113 minuti. Uscita cinema venerdì 17 maggio 2019 distribuito da Warner Bros Italia. Oggi tra i film al cinema in 57 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,86 su 64 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un regista che non potrà più fare il suo lavoro ripensa al suo passato. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, Dolor y Gloria è 10° in classifica al Box Office. sabato 15 giugno ha incassato € 28.533,00 e registrato 4.053 presenze.

Consigliato assolutamente sì!
3,86/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,90
PUBBLICO 3,69
ASSOLUTAMENTE SÌ
Almodóvar torna ad essere Pedro lasciandosi andare sul piano emotivo.
Recensione di Giancarlo Zappoli
sabato 18 maggio 2019
Recensione di Giancarlo Zappoli
sabato 18 maggio 2019

Il regista Salvador Mallo si trova in una crisi sia fisica che creativa. Tornano quindi nella sua memoria i giorni dell'infanzia povera in un paesino nella zona di Valencia, un film da cui aveva finito per dissociarsi una volta terminato e tanti altri momenti fondamentali della sua vita.

Almodóvar (come si definisce ormai in forma icastica da tempo nei titoli di testa dei suoi film) torna ad essere Pedro (anche se sotto le mentite spoglie di Salvador Mallo) e ci parla di sé, del proprio malessere, della difficoltà di portare avanti il pavesiano mestiere di vivere sotto il cielo di Madrid. Lo fa tenendo sotto controllo quel tanto di automanierismo che progressivamente si era insinuato nel suo cinema e, soprattutto, lasciandosi andare sul piano emotivo. Ciò che non era accaduto in La mala educaciòn, film anch'esso legato al suo vissuto giovanile, avviene qui. Grazie anche alla scelta del giusto alter ego.

Come Federico Fellini aveva trovato in Marcello Mastroianni chi poteva tradurre al meglio il se stesso cinematografico così Pedro Almodóvar ha nell'amico e attore Antonio Banderas una persona a cui può trasferire il proprio sentire più intimo con la certezza di non essere mai tradito, neppure in un incontrollato battere di ciglia.

Perché non è facile mettersi a nudo dinanzi a milioni di persone raccontando senza edulcorazioni il proprio periodo di dipendenza dall'eroina così come lo stretto legame con una figura materna la cui perdita ancora si fa sentire in profondità. Si parla di un film rinnegato e poi riabilitato per finire con il prenderne di nuovo le distanze in Dolor y gloria. Si mostra come il teatro, con il suo contatto diretto con il pubblico, abbia una valenza ancestrale che conserva in maniera misteriosa anche quando è il cinema che lo mette in scena. Perché sicuramente questo è un film a cuore aperto in cui la speranza di poter rinascere dal liquido salvifico ma anche amniotico è dichiarata già in apertura ma è anche una matura e complessa riflessione sul cinema e sulla sua possibilità di esprimere ciò che può sembrare quasi indicibile.

Quanta consapevolezza dello scorrere del tempo si avverte nell'incontro con l'amore di giorni che furono in cui gli sguardi e i gesti trasmettono l'interiorizzazione del dono di un'esperienza che ha coinvolto entrambi i partner facendoli maturare sul piano sentimentale! Ma quanto anche, contemporaneamente, si sperimenta il 'sentire' che il passare degli anni non può fare altro che conservarne il ricordo, senza sperare in un riaccendersi della passione di un tempo, in un presente che ha favorito percorsi differenti. Il bambino che un tempo insegnò a leggere a un giovane muratore, giunto sulla soglia dei settant'anni aiuta anche noi a 'leggere' offrendosi come un libro aperto in cui compitare le lettere dell'alfabeto più nascosto: quello dei sentimenti.

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VIDEO RECENSIONE
Le tre muse di Almodóvar.
Overview di Ilaria Ravarino
martedì 17 aprile 2018

Atteso al prossimo Festival di Cannes dopo aver convinto a fine marzo il pubblico spagnolo, Dolor y Gloria è il nuovo film di Pedro Almodóvar. Tornato al cinema a tre anni da Julieta, il regista spagnolo ha riunito sul set per l'occasione tre delle sue muse: Penelope Cruz, Antonio Banderas e la provincia di Valencia.

Il primo incontro tra Almodovar e Banderas risale ai primi anni Ottanta, epoca in cui l'attore frequentava con assiduità i corsi di teatro Centro Dramático Nacional di Madrid.

Ero in un bar del teatro, a prendere un caffè con alcuni colleghi, quando a un certo punto entra un tipo strano, con una magliettina attillata. Mi guarda e mi dice che ho una faccia da eroe romantico, e che dovrei fare cinema.
Antonio Banderas

Poco tempo dopo, nel 1982, quel "tipo" ingaggia Banderas per il suo primo film, Labirinto di passioni, offrendogli il ruolo di un terrorista omosessuale che rapisce una principessa. "Quello è Almodovar, ha fatto un film qualche tempo fa e non ne farà più", lo avevano avvertito i suoi colleghi prima che firmasse il contratto.

E invece quel film, per quanto bizzarro, fu il lancio della carriera di Banderas, presto seguito da altre collaborazioni con l'eccentrico Pedro: Matador (1986), La legge del desiderio (1987: primo bacio gay della storia del cinema spagnolo), Donne sull'orlo di una crisi di nervi (1988) e Legami! (1990). Dopo una pausa di quasi vent'anni, dovuta alla carriera hollywoodiana di Banderas, "bloccato" negli Stati Uniti dopo il matrimonio con Melanie Griffith - i due amici e colleghi sono tornati insieme nel 2011 con La Pelle che abito, e di nuovo nel 2013 con Gli Amanti passeggeri.

Per Dolor y Gloria, tra i film più autobiografici del regista, Almodovar ha scelto ancora una volta di rispecchiarsi nel "suo" Antonio: "Nessuno avrebbe potuto interpretare quel ruolo come lui - ha detto - Molte delle cose che racconto Antonio le ha vissute al mio fianco".

Di 25 anni più giovane di Pedro, Penelope Cruz era ancora una ragazzina quando, dopo averne sentito parlare nel salone da parrucchiera della madre, si decise ad andare a Madrid per vedere il nuovo film del famoso Almodovar, Legami!. "Quel giorno cambiò la mia vita - ricorda oggi l'attrice - perché mi fece capire cosa volevo fare di me". E cioè recitare: e così, dopo aver battuto 300 ragazze in un talent per attori principianti, appena due anni dopo la diciassettenne Cruz ottenne il ruolo da protagonista in Prosciutto, Prosciutto di Bigas Luna (accanto a lei Javier Bardem, che molti anni dopo sarebbe diventato il suo compagno).

"Penelope veniva ai miei provini, ma era sempre troppo giovane per i ruoli che avevo in mente", dice di lei Almodovar, che racconta di essere rimasto subito colpito dalla sua "carica passionale" unita a "una voce da eterna adolescente". La prima occasione arrivò nel 1997, con Carne Tremula, ma il colpo di fulmine tra i due scoccò due anni dopo, con Tutto su mia madre. Fu però a quel punto che la carriera di Cruz prese una direzione diversa, se non opposta, a quella auspicata dal suo mentore: Hollywood. Inghiottita dall'ingranaggio dell'industria, spesso al centro delle cronache rosa per la sua relazione con Tom Cruise, Cruz uscì per anni dal radar di Almodovar, almeno fino al 2006: "Volver cambiò tutto - dice del film con cui Almodovar la riportò in Spagna - Da quel momento cominciarono ad arrivarmi proposte diverse, ruoli lontani da quelli della fidanzata o della bella faccia. Mi sentii per la prima volta libera".

Con Almodovar Cruz ha recitato in altri due film prima di Dolor y Gloria: Gli abbracci spezzati, nel 2009, e Gli amanti passeggeri nel 2013. "Quando arriverò alla fine della mia vita - ha detto - considererò Pedro una delle persone che ho amato più profondamente".

Uscito con enorme successo in Spagna, dove si è attestato come miglior incasso dell'anno, Dolor y Gloria è anche il frutto di un'altra storia d'amore: quella del regista per la provincia di Valencia. Già protagonista nel 2004 de La mala educación (tra le location valenzane del film spiccano la piazza di San Luis Bertrán e il cinema anni Trenta Tyris, il quartiere di Benimaclet e il famoso locale El Trencadís), la zona intorno a Valencia, e in particolare il paese di Paterna, hanno fatto da sfondo anche alla nuova pellicola del regista spagnolo - talmente apprezzata da aver generato, secondo quanto riportato dai quotidiani locali, una considerevole spinta al turismo della cittadina. Tra le aree utilizzate nel film la calle Pérez Galdós, la zona delle Cuevas del Batán e la torre araba simbolo di Paterna, dichiarata nel 1971 monumento storico e artistico di interesse nazionale.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 2 giugno 2019
Writer58

E' un impasto di malinconia, consapevolezza della fragilità del presente, ricordi rimossi e ritrovati, stanchezza di vivere, primi desideri e slanci creativi questo "Dolor y Gloria", ultima opera di Almodovar. La narrazione si dipana come un tessuto morbido, come un flusso di immagini che  sgorgano una dall'altra con leggerezza e misura, mescolando i flash back degli anni [...] Vai alla recensione »

domenica 19 maggio 2019
daniela montanari

amAlTRAMA DOLOR Y GLORIA: Molto attesa, torna per noi sul grande schermo Almodóvar dove un credibile Banderas veste i panni di Salvador Mallo (Antonio Banderas)I Il regista rappresentanto nel film, verso il suo tramonto professionale dovuto più a dolori (fisici e dell'anima) che all'età, annaspa nella sua tenera fanciullezza alla ricerca di amore, di conferme, di [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 maggio 2019
Cinlarella

Non c’è nulla di eclatante, di clamoroso in Amor y Gloria.E’ semplicemente una storia, raccontata con essenzialità. La storia di un uomo che ha conosciuto la morte e la rinascita. E’ una storia che potrebbe essere la storia di tanti.E’un film coraggioso, forse il più coraggioso di Almodovar, perché l’autore si mette a nudo facendoci entrare nella sua intimità: la fatica di viviere, l’infanzia, la scoperta [...] Vai alla recensione »

giovedì 30 maggio 2019
vanessa zarastro

Francamente non riesco a condividere pienamente il grande entusiasmo con il quale è stato accolto l’ultimo film di Pedro Almodòvar, con l’esclusionr Natalia Aspesi che, cattivissima, così scrive: «Due buone parole per Almodòvar, perché non puoi ferire i bisognosi di cure mediche e psichiatriche…».

sabato 25 maggio 2019
ralphscott

Quella collezione di vasi,ovviamente coloratissimi,i quadri surrealisti e metafisici,il mobilio di design (toh,c'è pure la macchina da caffè Smeg),un museo di fedeli,amati oggetti per Salvador: mentre le persone amate sono scomparse da anni,il nido del regista ne è diventato un succedaneo,per quanto sia possibile. Quando il passato ritorna,scopriamo qualcosa di decisamente [...] Vai alla recensione »

domenica 19 maggio 2019
ROBERT EROICA

Salvador Mello (Banderas) è un regista cinematografico afflitto da diversi problemi fisici che gli impediscono di tornare a lavorare sul set. Invitato dalla Cineteca di Madrid per presentare un suo vecchio classico, coglie l’occasione per fare la pace con il protagonista di quella pellicola, l’attore Alberto Crespo (Etxenia) che non rivede da oltre un trentennio.

martedì 28 maggio 2019
francesca meneghetti

La sequenza più insolita del film è data dal rapido susseguirsi, in movimento, di immagini medico-scientifiche che scandagliano, anche in 3D, il corpo umano: cervello, ossa, muscoli, sistema venoso e arterioso, cuore, polmoni e così via. La sola cifra che consente il collegamento con il resto del film è il colore vivace: ci riporta a quel kitsch eccessivo, ma pur sempre vivo, che è sempre stato il [...] Vai alla recensione »

sabato 25 maggio 2019
annelise

Pedro parla di se'.Trova il coraggio di aprire la porta della propria intimità al pubblico, in modo chiaro e diretto. Riassume, nel suo ultimo film, il groviglio di emozioni ed eventi di una vita intera:amore, morte, salute,droga,malattia,nostalgia ,passione.Il film narra un'infanzia ed un'adolescenza complicate e bizzarre, un talento infantile fuori dal comune .

domenica 19 maggio 2019
Simona Proietti

Sostanzialmente è un film ordinario, senza picchi, senza slanci, un po' spento, compassato. Tutti i film di Almodovar hanno tali caratteristiche, ma in questa opera completamente autobiografica, si avverte fin troppo la lentezza di una vita (la sua) vissuta tra le mura domestiche, per i troppi malanni: faringite cronica, dolori articolari, spossatezza, depressione.

sabato 18 maggio 2019
Nino Pellino

 Straordinario film in cui il regista protagonista, senza veli, mette a nudo i pensieri più intimi e profondi della sua vita. La maggior parte dei suoi ricordi che di fatto caratterizzano tutto il film, si riferiscono al suo forte affetto nei confronti della madre, assolutamente  mai sopito negli anni, inoltre il suo primo amore e la sua successiva dipendenza dalla droga e dall'eroina, [...] Vai alla recensione »

venerdì 17 maggio 2019
goldy

Una sceneggiatura praticamente perfetta. Un maestro della narrazione. Chapeau!

giovedì 30 maggio 2019
Faller

Troppi elementi narrativi incompleti. Una storia a compartimenti stagni. Che fine fa l'attore che mette in scena il monologo? Che fine fa l'amato di un tempo ritrovato? Che senso ha il tumore che dura si e no (narrativamente) un paio di minuti e niente aggiunge? Che figura scialba è l'agente, devota a oltranza, calda come un cubetto di ghiaccio? Perchè dovrei empatizzare con [...] Vai alla recensione »

lunedì 27 maggio 2019
Maramaldo

"Sento" come un distacco il tuo amarcord. Quel vezzo di raccontarsi ad ogni costo, per dire che? Almeno tu hai la "gloria". Sarebbe a dire che mantenne le promesse il bimbetto dotato, cresciuto tra i trogloditi che, a quanto pare, oltre che in Andalusia, abitavano anche in Estremadura. Precoce, così piccolo e già anticlericale (segno che una Provvidenza c'è, [...] Vai alla recensione »

lunedì 3 giugno 2019
ROSMERSHOLM

Non manca nulla del kitsch almodovariano, i colori sgargianti, i vestitini fantasia, le scenografie appena uscite dalle mani dell'arredatore.  Filmino ipocondriaco sui dintorni dell'ombelico dell'autore. A chi piace...

giovedì 23 maggio 2019
nadia meden

Molto, molto bravo e soprattutto molto, molt bello il bambino che interpreta Salvador ( Banderas) da piccolo.  Sempre bella e brava la Sig.ra  Penelope Cruz, brava e simpatica L'attrice che interpreta la madre anziana di Salvador. Belle foto, belle inquadrature, bellissimi colori , per il resto appelliamoci alle decisioni della giuria del Festival di Cannes. Grazie.

mercoledì 22 maggio 2019
lorifu

 L’ultimo film di Almodóvar, presentato nei giorni scorsi a Cannes, e in odore di Palma d’oro, ha fatto centro. In questo film c’è un Almodóvar intimo, sincero che forse alla soglia dei settant’anni ha voluto mettersi a nudo parlando di sé senza filtri, raccontandosi attraverso il film della sua vita.

lunedì 20 maggio 2019
Lepo

Almodovar si dimostra, ancora una volta, un vero affabulatore, in grado di coinvolgere il pubblico sempre più intensamente, fotogramma dopo fotogramma, fino a portarlo alla “ suspension of  desbelief”, quando la storia narrata sullo schermo risulta essere più vera della realtà. In questo film il regista mette in luce il potere salvifico dell’opera d’arte; [...] Vai alla recensione »

domenica 19 maggio 2019
enzo41

La solita mirabile tecnica del grande maestro del cinema. Ma qui, al contrario di diversi altre opere , nulla stride, . Ogni passo del film è ad un tempo umano ed ispirato, pacato ed emozionatnte, credibile e convincente.  E lo è, sorprendentemente, anche Banderas in una grande interpretazione. E così Penelope Cruz, che fra l'altro ricorda tanto la Sofia Loren dei film [...] Vai alla recensione »

domenica 19 maggio 2019
elle

Il film di Almodovar - visto oggi pomeriggio a Milano -  è tutto un 'avanti & indietro'.  Presente e passato.  NON STOP.  Bisogna prestare molta attenzione!...  Ho trovato significativa la notizia che in Spagna   (ai tempi di Almodovar bambino)   se a 7-8  anni  si dimostravano doti canore,  si tralasciava del tutto lo studio [...] Vai alla recensione »

martedì 4 giugno 2019
Giuseppe

Non mi piaceva Almodovar negli altri suoi film: troppo intimistici ed autoreferenziali e spesso poco leggibili, non come questo, ma un autore non cambia la sua cifra stilistica. Questa volta il racconto si dipana meglio ed i narratori, gli attori, sono più credibili. I colori forti o chiarisssimi degli ambienti sono descritti benissimo, basta pensare alla casa di Salvador, da grande, ed alla [...] Vai alla recensione »

domenica 26 maggio 2019
giajr

Ancora una volta il mitico Pedro Almodovar non delude, se poi al suo fianco ci sono un eccezionale Antonio Banderas (che a tratti ricorda il superbo Marcello Mastroianni) ed una attrice come Penelope Cruz (che rammenta l'eterna Sophia Loren), allora il successo è pressoché assicurato. La storia, i colori, le scenografie e gli ambienti caratterizzano, come da sempre, le pellicole di [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 maggio 2019
Antonio Galliani

Cosa salvo di questo film? Poco o niente: la cura nella confezione delle immagini e la performance degli attori. Ma per il resto che altro c'è di interessante?

mercoledì 22 maggio 2019
francesca50

Come sempre Almodovar non delude per scelta attori , interni e trama piena di elementi profondi

lunedì 20 maggio 2019
Diafolo

Il film vale il prezzo del biglietto soltanto per merito della buona interpretazione di Banderas. Il resto è noia.

FOCUS
INCONTRI
martedì 21 maggio 2019
Sonia Serafini

Il regista Salvador Mallo si trova in una crisi sia fisica che creativa. Tornano quindi nella sua memoria i giorni dell'infanzia povera in un paesino nella zona di Valencia, un film da cui aveva finito per dissociarsi una volta terminato e tanti altri momenti fondamentali della sua vita.

La mamma di Pedro era una donna molto speciale. Io l'ho conosciuta tanti anni fa. E i momenti vissuti con lei mi hanno dato la chiave d'interpretazione del personaggio.

In occasione dell'uscita al cinema di Dolor y Gloria, e del suo passaggio al Festival di Cannes, Penelope Cruz racconta la sua esperienza sul set del film.

INCONTRI
lunedì 20 maggio 2019
Sonia Serafini

Il regista Salvador Mallo si trova in una crisi sia fisica che creativa. Tornano quindi nella sua memoria i giorni dell'infanzia povera in un paesino nella zona di Valencia, un film da cui aveva finito per dissociarsi una volta terminato e tanti altri momenti fondamentali della sua vita. 

È un personaggio complesso da interpretare perché è una persona che conosco, un amico, una persona che ammiro e anche perché era il mio regista. Tutte queste cose insieme lo rendono un lavoro differente e speciale.

L'attore spagnolo è il protagonista del nuovo film di Pedro Almodóvar, Dolor y Gloria, presentato in concorso alla 72esima edizione del festival di Cannes ed ora nei cinema italiani. Un ruolo tra i più difficili della sua carriera, come raccontato nella nostra intervista.

FOCUS
domenica 19 maggio 2019
Roy Menarini

Il potere della cinefilia e della memoria. Avrebbe potuto anche intitolarsi così, Dolor y Gloria di Pedro Almodóvar, sorprendente meraviglia della tarda maturità - sorprendente non perché il regista non ci abbia già fornito prove maiuscole in passato quanto per la sensazione che si trovasse in una fase calante della sua carriera. E invece, come già accaduto in altri casi, l'opera dell'autore si impenna all'improvviso proprio per la sincerità e la spudoratezza con cui mette in scena autobiograficamente la sua vita (opportunamente riletta in chiave poetica, s'intende), con l'aiuto di un formidabile Antonio Banderas, alla prova più importante della sua intera carriera.

I riferimenti a 8 ½, per quanto seducenti, sono credibili fino a un certo punto poiché il cinema di Almodóvar, anche questa volta, ama circondarsi più che altro di cinefilia (un aspetto che notoriamente a Fellini interessava poco, più legato al linguaggio dell'inconscio e dell'onirismo, e più vicino alla cultura grafica e del disegno).

Cinefile sono le citazioni - ma questo è il meno -, cinefilo è il suo stesso rapportarsi al film-nel-film (non è certo la prima volta, ma è quella più vicina all'autoritratto che ogni grande cineasta realizza a un certo punto della sua vita), cinefilo è tutto il mondo di immagini e lampi che scorre sotto al film (qualche volta si intravede persino il nitore domestico di Ozu), e cinefilo è anche il modo trasparente attraverso cui gioca con il suo cinema del passato.

La memoria è il tema fondamentale di Dolor y Gloria. La memoria della madre, la memoria dell'amico perduto, la memoria dei film, la memoria di se stessi quando si invecchia e il meglio sembra alle spalle. La mossa vincente di Almodóvar è quella di fare del suo protagonista, ovvio alter ego, un personaggio dominato dal proprio corpo. In una delle sequenze più belle e spiazzanti, la sua voce fuori campo commenta un catalogo di disagi e disturbi fisici di cui soffre, mentre sullo schermo osserviamo disegni, anatomie, radiografie, in uno strappo visionario che non sarebbe dispiaciuto a Saul Bass - essendo del resto Alfred Hitchcock un fantasma sempre presente in tutta la filmografia almodovariana, e la musica di Bernard Herrmann ancora una volta ispirazione per la colonna sonora (fulgida) di Alberto Iglesias.

Il corpo di Salvador è sempre presente, e suscita tutti i ricordi e le nostalgie, spesso in uno stato di dormiveglia causato da medicine, droghe e crisi che lo riducono in uno stato narcotico. Da lì, a raggiera, il cineasta spagnolo fa nascere una serie di satelliti narrativi struggenti, grazie ai quali può fare i conti con l'arte, l'infanzia, la cultura latina, l'omosessualità, e molto altro ancora, pur con la capacità di gestire questi interrogativi universali attraverso il prisma della singolarità, della storia personale e dell'intimità.

Frasi
Non sei stato un buon figlio...
La madre (Julieta Serrano)
dal film Dolor y Gloria - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 17 maggio 2019
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Un sessantenne regista, Salvador Mallo, di illustre passato, dolente presente e incerto futuro: il fisico non lo assiste, le medicine sono tante, l'eroina diverrà dipendenza. Ancor prima, ancor più gravosa, l'astinenza: non riesce più a scrivere, non riesce più a girare, è il relitto della trascorsa grandezza, costretto a un'impasse tanto creativa quanto esistenziale.

lunedì 20 maggio 2019
Gianni Canova
We Love Cinema

Un magma di colori. Un pastiche. Rossi, fucsia, aranci, ocra. Spirali cromatiche. Miscugli. Impiastri. Dolor y Gloria, il film di Pedro Almodovar accolto con entusiasmo al Festival di Cannes, appoggia i propri titoli di testa su una tavolozza di colori sgargianti in cui l'informe prende forma, diventa fiore e bulbo, arabesco e ricamo, e subito dopo di nuovo si sforma.

domenica 19 maggio 2019
Fabio Ferzetti
L'Espresso

Salvador Mallo ha il volto di Antonio Banderas ma per il resto è 100% Almodóvar. Sono di Almodóvar la malinconia e i capelli dritti in testa, sua la casa in cui vive, che riproduce la vera casa del regista, suoi i mille dolori fisici e mentali acuiti dall'età. Salvador Mallo, protagonista quietamente alla deriva di "Dolor y Gloria", è insomma un perfetto alter ego di Almodóvar, e come tutti gli alter [...] Vai alla recensione »

sabato 18 maggio 2019
Davide Turrini
Il Fatto Quotidiano

Mettere in discussione il cinema di Pedro Almodovar è come sparare a zero sulle stigmate di Padre Pio. Almodovar non si segue, si venera. Per questo Dolor y gloria, in Concorso a Cannes 2019 viene accolto da ovazioni e ditirambi. Invece il 21esimo titolo del regista madrileno è un film noioso, drammaturgicamente scheletrico e sviluppato come un compitino di quinta elementare.

sabato 18 maggio 2019
Teresa Marchesi
Huffington Post

C'è una battuta-chiave che Pedro Almodovar fa pronunciare al suo alter-ego regista in "Dolor y Gloria", Antonio Banderas : "L'attore più bravo non è quello che piange, ma quello che lotta per trattenere le lacrime". E' speculare al lavoro di denudamento, generoso, sincero e impudico, ma anche mediato dalla finzione artistica, che il sessantanovenne Maestro spagnolo ha compiuto nel film.

venerdì 17 maggio 2019
Alessandro Izzi
Close-Up

Si sbaglierebbe a voler vedere Dolor y Gloria solo e semplicemente come un film confessione. Certo, l'ultima pellicola di Pedro Almodóvar ha tutte le caratteristiche di un personale 8 e ½, ma al centro del discorso, al di là della più volte ribadita idea che il cinema possa salvare una vita, sta tutta una riflessione sull'arte come linguaggio per dire e per dirsi.

venerdì 17 maggio 2019
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Dolor y Gloria, da oggi nelle sale italiane e, in contemporanea, in concorso a Cannes, è il personale 8½ di Pedro Almodóvar, attraverso la storia di un regista in crisi che non sa più girare film, crogiolandosi tra terapie analgesiche, eroina e depressione. È Salvador Mallo, cui dà volto, camicie e capelli alla Pedro, chiaro marchio autobiografico, Antonio Banderas, insolitamente «soldato», nel senso [...] Vai alla recensione »

lunedì 3 giugno 2019
Alessandra De Luca
Ciak

C'è più dolore che gloria nel nuovo, sorprendente film di Pedro Almodóvar, in concorso al Festival di Cannes dopo un vero e proprio trionfo in Spagna e considerato il più autobiografico mai realizzato dal regista manchego, che a uno straordinario Antonio Banderas, capace di scivolare in Pedro con grande naturalezza, ha affidato il ruolo di un regista in crisi.

giovedì 30 maggio 2019
Cristina Piccino
Il Manifesto

È stato fino all'ultimo la Palma d'oro annunciata, il titolo su cui tutti scommettevano e persino prima dell'inizio del Festival dove era in gara nonostante fosse uscito in sala, nel suo paese, la Spagna, da almeno un mese. Invece la giuria di Alejandro Inarritu, come sappiamo, ha scompigliato desiderata e pronostici premiando però come migliore attore il suo protagonista, Antonio Banderas.

sabato 25 maggio 2019
Paolo Lughi
Il Piccolo

Si dice che andando avanti con l'età si recuperino i ricordi dell'infanzia, mentre il presente diventa poco importante, cupo, un autunno. Ed è proprio un viaggio nella memoria, una confessione in piena regola "Dolor y gloria", il nuovo, commovente film di Pedro Almodóvar, il maestro spagnolo che trova qui il suo alter ego nel regista sessantenne, e sulla via del tramonto, Salvador Mallo (interpretato [...] Vai alla recensione »

venerdì 24 maggio 2019
Ignacio Navarro
El Antepenultimo Mohicano

Pedro Almodóvar è un'istituzione. Dalla fine degli anni ottanta ogni sua nuova pellicola segue rituali ben precisi. Ma questo non ha impedito al suo cinema di evolversi, pur rimanendo coerente e riconoscibile. Dolor y gloria, la storia di un regista sul viale del tramonto (Antonio Banderas) che traccia una sorta di bilancio esistenziale, segna uno stacco rispetto alla filmografia precedente ma al tempo [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 maggio 2019
Francesco Boillé
Internazionale.it

Uomini messi invece di fronte alla loro sensibilità femminile sono invece quelli al centro del nuovo film di Pedro Almodovar, Dolor y gloria, già arrivato nelle sale italiane. Se a molti è parso un capolavoro noi ci siamo spesso un po' annoiati nella prima parte, come se il regista madrileno facesse un cattivo Almodovar o inconsapevolmente il verso a se stesso.

mercoledì 22 maggio 2019
Manuela Caserta
L'Espresso

In una video intervista di qualche anno fa, Pedro Almodovar spiegava di aver acquisito il senso della fiction dall'amata madre che quando era piccolo, a volte, leggeva ad alta voce per le sue vicine di casa analfabete le lettere che ricevevano. E conoscendole molto bene, aggiungeva ogni volta al contenuto le parole che queste avrebbero voluto ascoltare.

domenica 19 maggio 2019
Grazia Paganelli
Duels.it

L'inizio ricorda Volver, con Penelope Cruz in un cimitero che canta pulendo via le foglie da una tomba. Dolor y gloria, ventiduesimo film di Pedro Almodóvar, parte, dunque, da un'immagine nota e riconoscibile di un cinema che incessantemente esalta la vita colorata, malinconica e sfuggente. Mentre le donne al fiume lavano i panni cantando, il piccolo Salvador le osserva e nei suoi occhi prendono giá [...] Vai alla recensione »

domenica 19 maggio 2019
Dario Gigante
Filmidee

"Un film di Almodóvar"? Di più: un film su Almodóvar. Perché nel suo Dolor y gloria, presentato in Concorso a Cannes, Don Pedro de la Mancha non si limita a comporre un bouquet (una corona funeraria?) di motivi topici, ma svela il fiore del suo segreto... Molti sono gli echi interni alla filmografia dell'autore, a partire dalla figura del protagonista, Salvador Mallo, regista messo alle strette dalla [...] Vai alla recensione »

sabato 18 maggio 2019
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Salvador Mallo è un regista in declino, la cui fama passata è legata soprattutto a un film, "Sabor". Vive un momento particolarmente tormentato, tra difficoltà di scrivere e problemi fisici. E così tornano i ricordi dell'infanzia, della lavorazione di quel film e le persone di allora che riappaiono all'improvviso. La memoria come urto (e urlo) del tempo che passa, il riavvolgersi del nastro di una [...] Vai alla recensione »

sabato 18 maggio 2019
Pier Maria Bocchi
Cineforum

Oh certo, la vita e il cinema. Più di tutto, però, il presente. E come fare a capire la vita e il cinema attraverso di lui, questo presente vecchio e disilluso, eroinomane per capriccio, stanco e piegato dai dolori di un corpo che si è imparato a conoscere coi dolori. Oltre che con il desiderio di altri corpi, e altre immagini. Il presente, allora. È possibile adeguargli il ricordo? E la memoria? Anzi: [...] Vai alla recensione »

sabato 18 maggio 2019
Michele Gottardi
Il Mattino di Padova

Esce in contemporanea col festival di Cannes, dove è in concorso, "Dolor y gloria" - come nell'originale - di Pedro Almodóvar, le vicissitudini di un regista in crisi esistenziale e artistica. Sullo schermo gli archetipi ormai classici, muse ispiratrici e imprescindibili del cinema del regista spagnolo: Penélope Cruz (cinque i suoi film con lui), Antonio Banderas (all'ottavo), l'infanzia in provincia, [...] Vai alla recensione »

sabato 18 maggio 2019
Daria Pomponio
Quinlan

Salvador Mallo, un regista sofferente, fa il punto sulla sua vita. La sua infanzia negli anni '60 quando, in cerca di prosperità, emigrò con i suoi genitori in un villaggio nella regione di Valencia, il primo desiderio, il suo primo amore, lo scrivere come unica terapia per dimenticare l'indimenticabile, la scoperta del cinema e il vuoto insondabile provocatogli dall'incapacità di continuare a girare [...] Vai alla recensione »

venerdì 17 maggio 2019
Peter Bradshaw
The Guardian

Pedro Almodóvar has found a more intensely personal register than ever for his tender new movie about an ageing film director in retreat from his profession, facing ill health, depression and the decline of his powers. It's Almodóvar's 21st feature: maybe it could be called 20 ½. Pain and Glory is an autumnal film in a ruminative minor key, with more pain than glory - although glory does make a late [...] Vai alla recensione »

venerdì 17 maggio 2019
Tim Robey
The Daily Telegraph

At 69, Pedro Almódovar is in career-recap mode, and has dipped his toes into self-reflexive nostalgia far later than Federico Fellini, a mere pup at 43 when he made 8½. Pain and Glory centres on a filmmaker named Salvador Mallo (Antonio Banderas), whose greatest works are behind him, and who's resting on his laurels, at least as far as he can: he has chronic back pain after surgery for fused vertebrae, [...] Vai alla recensione »

venerdì 17 maggio 2019
Peter Debruge
Variety

It's a process that happens to nearly all punks eventually. Except for the spiky crest of hair, which still suggests the defiant look of a strutting dooryard rooster, there's little about Pedro Almodóvar's appearance today that reflects the bad-boy director's anti-establishment roots. In "Pain and Glory," it is frequent collaborator Antonio Banderas who rocks that coif, which instantly signals to audiences [...] Vai alla recensione »

venerdì 17 maggio 2019
Marina Sanna
La Rivista del Cinematografo

C'è più dolore che gloria in questa opera magnifica, diversa da quelle a cui ci ha abituato Pedro Almodóvar, regista di Tutto su mia madre, Parla con lei e Volver. Che pur raccontando un dramma, e con la potenza di cui è maestro, lo fa con stile sobrio, quasi asciutto. Con un linguaggio inizialmente didascalico ci introduce e poi scaraventa nella vita di Salvador (Antonio Banderas), che assomiglia [...] Vai alla recensione »

venerdì 17 maggio 2019
Francesco Alò
Il Messaggero

Si chiama Salvador Mallo. Da giovane punk e trasgressivo, ora depresso e fisicamente a pezzi. Riaffiorano i ricordi: la mamma costretta a vivere in una grotta, un padre gentile, il paesano analfabeta cui Salvador insegnò a scrivere. Banderas fa un cineasta spagnolo, pudico per non dire brusco, pantofolaio in una casa buia tra quadri preziosi e libri di Bolaño.

venerdì 17 maggio 2019
Alessandra Levantesi
La Stampa

Dire che Pedro Almodovar lavora sul filo dell'autobiografia è quasi una banalità: ogni suo film ne proietta lo spirito dissacrante, il gusto per gli oggetti feticcio? ogni film rispecchia il variegato universo femminile a lui caro, ogni film celebra le imperiose leggi del desiderio. Tuttavia per Dolor Y gloria, il discorso è diverso: stavolta il cineasta si produce in un'autoconfessione che, indipendentemen [...] Vai alla recensione »

martedì 14 maggio 2019
Rocco Moccagatta
Film TV

Che cosa resta del sublime e scatenato mélo almodovariano ora che il buon Pedro è approdato a una piena maturità a volte stilizzata a volte manierata? Magari restano proprio il dolore e la gloria. Tanto del primo, poco della seconda, se si guarda al protagonista, il regista Salvador Mallo (Antonio Banderas che, ovviamente, fa Almodóvar, camicie sgargianti e capelli elettrici inclusi).

lunedì 25 marzo 2019
Carlos Boyero
El Paìs

Es tan ingeniosa como discutible la frase de Oscar Wilde: "Señor, líbrame del dolor físico, que del moral ya me encargaré yo". Puede ocurrir que ambos se alíen con efectos devastadores para la víctima. Y si quedan fuerzas o puro instinto de supervivencia ante los depredadores se intentará atenuarlos, pedirles una tregua, enmascararlos. Mediante heroína, los analgésicos más fuertes, el buceo en el desolado [...] Vai alla recensione »

venerdì 22 marzo 2019
Luis Martinez
El Mundo

Bergman sufría dolores crónicos de estómago. Almodóvar, de todo lo demás. Que no es poco. Bergman se automedicaba con galletas María, yogur tibio e inacabables jornadas de trabajo. Almodóvar se aplica el bálsamo obsesivo de la memoria que, como saben, sana tanto como escuece. Los dos, eso sí, utilizan su propia existencia y su carne como, en expresión del sueco, "madera y hacha".

venerdì 22 marzo 2019
Jordi Batlle Caminal
La Vanguardia

Con Dolor y gloria, Pedro Almodóvar se sitúa en el privilegiado nivel de Hitchcock en Los pájaros, Dreyer en Ordet o Mizoguchi en La emperatriz Yang Kwei-fei; esto es, cineastas que han alcanzado el pleno dominio de su arte, el grado de madurez expresiva más alto, la facultad de exponer la vida y la complejidad humana con una diafanidad y una verosimilitud asombrosas.

giovedì 21 marzo 2019
Jonathan Holland
The Hollywood Reporter

Any young movie buff seeking a shortcut guide to the work, life and style of Pedro Almodovar without having to plow through the whole 20-film oeuvre could do worse than head straight for Pain and Glory. This thinly disguised autobiographical roundup of the Spanish auteur's personal and filmic past as seen through the eyes of an aging director would be termed a homage were it the work of anybody else [...] Vai alla recensione »

martedì 21 maggio 2019
Fabio Fumagalli
Filmselezione

Il grande Pedro, figura fondamentale del cinema contemporaneo, non usciva da un periodo fasto. Senza interferire fra le sue motivazioni più intime, e dopo l'incursione deludente nella commedia surreale con Gli amanti passeggeri del 2013, ci si era posti forse per la prima volta qualche domanda. Nel seguente Julieta di tre anni or sono, effettivamente, qualche segno trapelava di un'emozione inedita: [...] Vai alla recensione »

sabato 18 maggio 2019
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Il genere è rischioso di suo. Ancora di più, perché la tentazione coglie quando l'età avanza e le idee si diradano, può capitare anche ai migliori. E' il tipo di film che immancabilmente evoca Federico Fellini e il suo "81/2" - a dispetto delle scarsissime somiglianze del riminese con lo spagnolo. Non amando troppo Fellini, ci si avvicina a "Dolor y gloria" con sospetto, raddoppiato dal pregiudizio [...] Vai alla recensione »

sabato 18 maggio 2019
Valerio Caprara
Il Mattino

Casomai si percepisse qualcosa d'irritante nell'apoteosi che il Festival di Cannes sta riservando al nuovo film di Almodòvar, questa va cercata nei mal di pancia suscitati dalla Palma d'onore assegnata a Delon (sembrerebbe, infatti, nel segno del politicamente corretto che l'unico modello maschile intoccabile debba essere quello cinefilo, intellettuale, impegnato, addolorato e preferibilmente gay). [...] Vai alla recensione »

sabato 18 maggio 2019
Emiliano Morreale
La Repubblica

Dell'ultimo Almodóvar, come di Jarmusch, si è detto che è un riepilogo dei temi dell'autore. Si dice sempre cosi, dei registi in là con gli anni, ma quello che qui colpisce è invece quanto il sessantanovenne autore madrileno quasi neghi se stesso, andando non solo oltre il proprio mondo pop ma addirittura oltre il melodramma. Storia di un regista in crisi umana prima ancora che artistica, ossessionato [...] Vai alla recensione »

sabato 18 maggio 2019
Simone Emiliani
Sentieri Selvaggi

Come è diventato il cinema di Pedro Almodóvar? Forse Dolor y gloria è la sua confessione di come sia oggi. Quasi una radiografia dello stesso cineasta spagnolo. Tra crisi creativa e malattie. Prima gli spostamenti. Con il capitolo 'geografia'. Pioi l'incapacità e la mancanza di voglia di muoversi. Neanche per presentare un suo vecchio film. Forse il suo 8 e 1/2.

sabato 18 maggio 2019
Maurizio Porro
Il Corriere della Sera

La memoria, superstar. Da che gli uomini ragionano, fanno spettacolo, non hanno fatto che ricordare: e anche se oggi i ricordi pubblici, sociali, collettivi si sono smarriti in modo indecente, almeno il cinema e il teatro continuano a battere su questo tasto, che può anche esserlo ma non è sempre dolente. A Roma è in scena uno spettacolo che parte dalla patologia dell'Alzheimer e si intitola Non mi [...] Vai alla recensione »

venerdì 17 maggio 2019
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Parla di te, a fondo, senza pudore, ma scegli un altro se non vuoi fallire e morire di ridicolo. Verso i 70, l'autore di Volver affida a un Banderas a cuore aperto un dolce tormentato sguardo al passato, alla madre, al primo turbamento erotico, alla scoperta del cinema come bisogno e resistenza. Regista celebre, inattivo per malattia invalidante, dunque depresso e incline al resoconto, Salvador accetta, [...] Vai alla recensione »

venerdì 17 maggio 2019
Natalia Aspesi
La Repubblica

Purtroppo di Antonio Banderas ricordo i suoi dialoghi con la gallina Rosita nella serie "Un mondo buono", spot d'autore (Luca Guadagnino) per il Mulino Bianco. Mi è sfuggito, nei suoi più di ottanta film, come seduttore, con quella faccia stupita per il suo stesso successo: lo penso figura buona per i piccini, come Zorro e come voce del Gatto con gli stivali.

NEWS
VIDEO RECENSIONE
giovedì 23 maggio 2019
A cura della redazione

Salvador Mallo è un regista in crisi fisica e creativa. Nella sua memoria tornano i giorni dell'infanzia, i momenti fondamentali della sua vita e un film da cui aveva finito per dissociarsi una volta terminato.

BOX OFFICE
martedì 21 maggio 2019
Andrea Chirichelli

John Wick 3 - Parabellum (guarda la video recensione), è l'unico titolo che riesce a superare i 100mila euro in un lunedì prevedibilmente povero di risultati. 137mila euro e 22mila spettatori per l'action con Keanu Reeves che resta saldamente in prima [...]

GALLERY
sabato 18 maggio 2019
 

Nella quarta giornata del Festival di Cannes nessuno è riuscito a strappare più flash ai fotografi del magnifico trio spagnolo composto dal regista Pedro Almodóvar e gli attori Antonio Banderas e Penélope Cruz.

NEWS
mercoledì 17 aprile 2019
 

Una serie di ricongiungimenti di Salvador Mallo, un regista cinematografico oramai sul viale del tramonto. Alcuni sono fisici, altri ricordati: la sua infanzia negli anni '60 quando emigrò con i suoi genitori a Paterna, un comune situato nella provincia [...]

TRAILER
lunedì 1 aprile 2019
 

Una serie di ricongiungimenti di Salvador Mallo, un regista cinematografico oramai sul viale del tramonto. Alcuni sono fisici, altri ricordati: la sua infanzia negli anni '60 quando emigrò con i suoi genitori a Paterna, un comune situato nella provincia [...]

TRAILER
giovedì 31 gennaio 2019
 

Un regista ripensa al suo passato, alle riunioni di lavoro e non solo. Attraverso il suo viaggio nel passato riaffiorano vecchi sentimenti, tra grandi amori e altrettanto forti delusioni. Nella consapevolezza che non potrà continuare a fare il suo lavoro. [...]

winner
miglior attore
Festival di Cannes
2019
SHOWTIME
    Oggi distribuito in 57 sale cinematografiche
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