Gli abbracci spezzati

Film 2009 | Drammatico 129 min.

Titolo originaleLos Abrazos Rotos
Anno2009
GenereDrammatico
ProduzioneSpagna
Durata129 minuti
Regia diPedro Almodóvar
AttoriPenelope Cruz, Lluís Homar, Blanca Portillo, José Luis Gómez, Rubén Ochandiano Tamar Novas, Marta Aledo, Agustin Almodóvar, Enrique Aparicio, Yuyi Beringola, Javier Coll, Juan Bautista Cucarella, Sabine Daigeler, Sergio Díaz, Lola Dueñas, Rossy De Palma.
Uscitavenerdì 13 novembre 2009
TagDa vedere 2009
DistribuzioneWarner Bros Italia
MYmonetro 3,04 su -1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Pedro Almodóvar. Un film Da vedere 2009 con Penelope Cruz, Lluís Homar, Blanca Portillo, José Luis Gómez, Rubén Ochandiano. Cast completo Titolo originale: Los Abrazos Rotos. Genere Drammatico - Spagna, 2009, durata 129 minuti. Uscita cinema venerdì 13 novembre 2009 distribuito da Warner Bros Italia. - MYmonetro 3,04 su -1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un uomo scrive, vive e ama nel buio. È stato la vittima di un brutale aincidente d'auto 14 anni prima a Lanzarote. Non solo ha perso la vista ma anche la donna della sua vita, Lena. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, 1 candidatura a BAFTA, 4 candidature e vinto un premio ai European Film Awards. In Italia al Box Office Gli abbracci spezzati ha incassato 3,7 milioni di euro .

Gli abbracci spezzati è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato sì!
3,04/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,18
PUBBLICO 2,95
CONSIGLIATO SÌ
Un magistrale omaggio al cinema classico che cancellando la passione conserva la qualità.
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 19 maggio 2009
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 19 maggio 2009

Mateo Blanco è stato un regista. Oggi non lo è più. È un non vedente che ha deciso di tagliare i ponti con il passato cambiando anche nome. Ora firma romanzi, soggetti e sceneggiature con lo pseudonimo Harry Caine. È ancora un uomo affascinante che ha deciso di prendere dalla vita quello che gli può ancora dare ma, al contempo, che sa di avere un grande bisogno dell'assistenza della produttrice Judit e di suo figlio Diego. La donna conosce perfettamente il tragico triangolo che ha visto coinvolto Mateo, il ricco Ernesto Martel e l'affascinante Lena. Harry deciderà di narrarlo anche a Diego.
Pedro Almodóvar può essere definito il Giano Bifronte del cinema contemporaneo. Come l'antica divinità ha uno sguardo che si volge al passato e uno indirizzato al presente e al futuro. Alternativamente, e secondo modalità che verrebbe da definire programmatiche, ce ne presenta ora l'uno ora l'altro. Se in Volver l'occhio era rivolto a un presente di passioni e di sentimenti che si volgevano verso un passato individuale che ne innervava l'essenza, in Gli abbracci spezzati lo sguardo è rivolto rigorosamente all'indietro, verso il cinema e il piacere della costruzione narrativa tanto inattaccabile quando fredda.
Tutto è magistrale nel suo cinema e quindi anche qui. La cecità come condizione esistenziale in cui l'immagine si fa ricordo, il cinema classico che finisce con l'ispirare addirittura il titolo del film (la sequenza del ritrovamento dei due cadaveri colti abbracciati dalla lava in Viaggio in Italia di Rossellini vista dai due protagonisti in un momento di distesa intimità), il cinema che narra il farsi del cinema nello stesso momento in cui mette in gioco un artificio narrativo tanto palese da dover essere denunciato («Questo è un fatto che succede solo nei film»). Tutto ciò e molto altro è presente nel film del regista mancheco che sfoggia come sempre rigore stilistico e cinefilico. Onore al merito. Ma la sua grandezza si esalta maggiormente quando, sulle orme del suo conterraneo letterario, combatte, vincendo, con i mulini a vento che agitano il cuore dell'essere umano.

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GLI ABBRACCI SPEZZATI
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 25 novembre 2009
lizard_king

Stralci di foto, obiettivi sempre accesi, sguardi ed abbracci sfuggenti, amori carnali e di convenienza..ritrovarsi nel silenzio, nel vento che soffia forte e perdersi di notte lungo una strada diritta.. "Gli abbracci spezzati" è un altro tassello da aggiungere al lavoro di un grande regista : Pedro Almodovar. La ricetta è la stessa ed il risultato è sempre quello di un film asciutto, gradevole, [...] Vai alla recensione »

domenica 22 novembre 2009
paride86

E' un Almodovar molto diverso dal solito quello de "Gli Abbracci Spezzati", nonostante i temi di sempre e le molte citazioni autoreferenziali, come "La legge del desiderio", "Kika" (che a sua volta citava "Peeping Tom") e "Donne sull'orlo di una crisi di nervi". La differenza sta nel modo di affrontare le emozioni: non più attingendo a piene mani nel dolore o nella passione, ma guardando il tutto [...] Vai alla recensione »

domenica 29 novembre 2009
paolorol

Il piatto Volver ha rappresentato l'inequivocabile segno dell'esaurimento della vena creativa dell'ad un tempo grandioso Pedro, qui impelagato in una storia non solo senza capo nè coda, inutile e farraginosa, ma anche quasi del tutto priva di momenti catturanti o divertenti. Film presuntuoso, dove molta carne viene inutilmente messa al fuoco, per sfornare alla fine una pizza molliccia ed indigesta, [...] Vai alla recensione »

domenica 29 novembre 2009
Francesco2

Quando si ha l'impressione che un artista (ri)faccia il verso a sè stesso, non siamo messi benissimo.Ancora peggio è quando si ha l'impressione, giusta o sbagliata, che non ci sia una vera e propria ispirazione.La mia prima impressione può essere argomentata vedendo come lui si autociti,a volte più spudoratamente(Quando nella seconda parte il film-nel-film ricorda "Donne sull'orlo".

domenica 13 dicembre 2009
valeriamonti

Un film al quadrato, questo di Almodovar, un melodramma cioè che contiene dentro una commedia. Alla fine lo spettatore non potrà fare a meno di fare il confronto e di scegliere ancora una volta l'Almodovar di "Donne sull'orlo di una crisi di nervi". Già perchè l'ultima sequenza in cui il film girato dal protagonista 14 anni prima viene ripreso e montato, compensa la lunga e scontata storia che "gli [...] Vai alla recensione »

sabato 12 dicembre 2009
Nino Pell.

Ancora una volta il regista Almodòvar ci regala una pellicola caratterizzata da elementi diversi ed apparentemente divergenti che inevitabilmente sono destinati ad avere, prima o poi, dei punti di congiunzione. La storia del protagonista, Mateo Blanco, ha un passato fatto di ricordi, di illusioni e di un amore spezzato che necessariamente egli ha dovuto rimuovere dalla sua memoria.

martedì 24 agosto 2010
dario

Almodovar sa fare il cinema, ma è anche responsabile di melodrammi poco digeribili. Qui forse si supera con una storia da fotoromanzo, dilungandosi con insopportabile narcisismo. Non si capisce, poi, perchè debba sempre ricorrere alla trasgressione, moltiplicandola a dismisura e parteggiando per la parte decisamente più trasgressiva.

sabato 29 aprile 2017
FeliciaR

Lode e plauso al grande Pedro.  Ho rivisto in Tv il film e mi è piaciuto di piu': è una non storia, una storia d'amore e, come sempre, un omaggio al Grande Cinema. E' molte cose insieme.  Veloce, intrigante, prende lo spettatore da subito, lo trascina in un vortice di vicende e personaggi, con la fascinazione che il regista sa creare, sentiamo che da lì [...] Vai alla recensione »

martedì 8 ottobre 2013
ShiningEyes

“Gli abbracci spezzati” è un melodramma abbastanza convincente con una sceneggiatura iniziale al quanto intrigante che purtroppo si sfalderà nella banalità nel proseguire della storia. In un analisi più accurata risulterà comunque una visione godibile con numerosi omaggi cinefili inquadrati da Almodòvar, con tanto di autocitazione del film “Donne [...] Vai alla recensione »

mercoledì 13 gennaio 2010
rex tremendae

Da molti anni sono stato rapito dal "modus" di fare cinema di Pedro Almodovar...Ciò che mi affascina del Maestro nei suoi esordi é la capacità attraverso storie di ordinaria quotidianità, di persone comuni a utilizzare quel calibrato equilibrio di sagacia, ironia e sarcasmo, unito alla sua inconfondibile vena ironico-grottesco-sarcastica (in alcuni film tipo Kika siamo quasi al paradosso, ma il paradosso [...] Vai alla recensione »

sabato 13 ottobre 2012
Simona Tudisco

Torno ad indossare per un giorno i miei panni da 'critico cinematografico' per stroncare un film da cui mi aspettavo tanto. Parlo di ‘Los abrazos rotos’ di Pedro Almodovar. Punto cardine della mia umile recensione è che non ho capito quale fosse il tema del film. Una donna contesa tra due uomini? No! Una donna innamorata di due uomini che non sa decidersi? No! Un uomo ossessionat [...] Vai alla recensione »

lunedì 16 agosto 2010
ginger snaps

il fantastico Almodovar, unico nelle sue inquadrature e originale. La sensazione di profano è sempre nella sua firma. Non ci sono malgrado la lentezza momenti critici e noiosi. La storia malgrado struggente è ricca di emozioni forti. Il sesso raccontato sempre con grande maestria, riesce a essere sempre sensuale ma mai volgare. La immensa Penelope che nei suoi film ha sempre lasciato un'impronta indelebile, [...] Vai alla recensione »

domenica 13 dicembre 2009
alessandro_

Gli abbracci spezzati è un film intenso, palpitante di desiderio e passione per la vita. Il titolo fa riferimento alla scena del film in cui i due protagonisti uniti da un sentimento forte vengono separati violentemente uno dall'altra. Ma al posto del rimpianto e della tristezza il superstite, privato della vista, lui un regista che fa della visione la sua ragione di vita, trova la forza di superare [...] Vai alla recensione »

venerdì 1 ottobre 2010
doni64

Film   diretto da Almadovar adatto agli amanti del genere ove predominano sesso sfrenato,drammaticita' autentica e interpretazione di effetto.Buona l'interpretazione della bella Penalope Cruiz che, a mio parere, salva il film che nel complesso e' piu' che discreto.Voto 6+

mercoledì 18 novembre 2009
olgadik

Omaggio alla bellezza che è “nata” con lui (Penelope Cruz), dichiarazione reiterata d’amore per il cinema, sentimenti senza se e senza ma forti decisi e drammatici sono ancora gli ingredienti dell’Almodovar maturo che ritroviamo in quest’ultimo film. Snobbato a Cannes e anche in Spagna, non è a mio parere dei migliori del regista, ma Pedro si riconferma sin dalle prime scene maestro nello stile, nell’analis [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 dicembre 2009
claftia

Ho trovato questo film ad ampio respiro, minimalista per essere un film di Almodovar. Si concentra su pochi concetti e li porta avanti in maniera pulita.La figura centrale e' senz'altro Penelope, personaggio ambiguo, doppio, ma in maniera molto soft, si percepisce appena, o almeno qui il regista in questa ambiguita' non si crogiola, forse la vede con distacco.

venerdì 20 novembre 2009
fabrizio56

Che dire? Capita che una sera che non sai cosa fare, tornando a casa verso le otto, ti venga improvvisamente voglia di entrare in un cinema, un piccolo cinema in una piccola città, in centro, uno di quei cinema che stanno scomparendo. Danno un film di Almodovar. La critica non l'ha esaltato, non è un capolavoro, dicono. Comunque ti siedi nella poltrona rossa, senza popcorn, si fa buio e il film inizia. [...] Vai alla recensione »

domenica 15 novembre 2009
alespiri

I migliori film di Almodovar sono quelli che mi hanno emozionato, commoso, maggiormente; Parla con lei e Tutto su mia madre oltre al "sanguigno" Carne tremula. Quest'ultimo ed impegnativo lavoro cinematrografico, si spinge oltre l tempo, nella memoria che, attraverso il passato, sia pur doloroso, riesce a far ritrovare una ragione di vita al protagonista maschile.

martedì 29 dicembre 2009
jonak

milionesimo film deja vu ,vero e proprio melò mieloso che rasenta la soap opera. Almodovar non riesce ad uscire dal suo "labirinto di passioni"....per le telenovelas,e per il cinema d'antan hollywoodiano , Sembra che l'oscar ed il successo internazionale abbia fatto molto male al regista murciano,Anche la sua grande interprete Carmen Maura lo ha abbandonato ,mentre Penelope Cruz oramai si è ben adattata [...] Vai alla recensione »

domenica 6 dicembre 2009
motatomico

Cinema che si nutre di se stesso, sceneggiatura improbabile, recitazione antipatica, locazioni incoerenti; accettabili solo alcuni elementi di arredo.Il vero cinema grida vendetta......

giovedì 19 novembre 2009
pipay

Ho visto oggi il film per la seconda volta. C'erano alcune cose, alcuni particolari che volevo rivedere. Confermo la valutazione più che positiva che ho dato nel mio primo commento (che è alla pagina seguente). Geniale la scrittura e il montaggio di questo film. Ottima la regia e l'interpretazione degli attori, prima fra tutti Penelope Cruz. Il film va seguito con molta attenzione a causa dei numerosi [...] Vai alla recensione »

giovedì 19 novembre 2009
Enzo Fucchio

Bellissimo film romantico e intenso, interpretato da una bellissima Penelope Cruz. Passione e amore rappresentate dal regista che ne sa più di tutti e che riesce sempre a stupire. Con Los Abrazos Rotos Almodòvar sancisce la più grande verità ”L’amore non conosce ostacoli”.

lunedì 23 novembre 2009
fataignorante

"Nulla è più reale del caso" (Paul Auster , "Citta di Vetro"). Vite scomposte . Personaggi che si appropriano di altre vite. Vite spiate , osservate ; ricomponibili perchè documentate. Qui sembra che Almodovar rimodelli continuamente le vite dei suoi personaggi come in un romanzo di Auster.

domenica 22 novembre 2009
marezia

Dal momento che uno sfogo infantile è diventato post in prima fila urge riequilibrio. E' bene ricordare che le colonnine sono predisposte per essere mutate in altezza e quindi accorciarle o allungarle fa parte del gioco e nessuno si deve sentire sminuito o esaltato. L'importante è dire cose intelligenti...

venerdì 20 novembre 2009
giorgio47

L’ultimo film di Almodovar anche piacendomi non mi ha soddisfatto del tutto. E’ chiaro che da un regista come lui si pretende di più! Comunque il film resta in ogni caso interessante anche se forse una minore durata sarebbe stata gradita. Sembra quasi superfluo dire che il film è girato in maniera magistrale e gli interpreti, con alcune presenze, di attori legati al regista, che sono al limite della [...] Vai alla recensione »

venerdì 20 novembre 2009
Maria

come sa essere il grande cinema che sa di esserlo....C'è molto virtuosismo in questo film, molta quasi maniacale ricerca della perfezione formale e dell'effetto visivo,caratteristiche presenti in altri film di Almodòvar ma accentuate- anche in omaggio alla splendida Penelope Cruz su cui il film è costruito. Ma non trovo che, come hanno detto alcuni critici, ciò renda il film freddo e lontano dallo [...] Vai alla recensione »

martedì 17 novembre 2009
franci60

Almodòvar è Almodovar e su questo non ci sono dubbi! In questo film più che mai. Gli abbracci spezzati è un piacevolissimo e appassionante elogio al cinema in molti sensi: si citano molti film con nome, si citano molti film con immaggini,penso alla sequenza dei tacchi sulla strada e si fa vedere un film mentre viene girato. Ipersonaggi sono ben strutturati e comprensibili anche se le loro storie [...] Vai alla recensione »

giovedì 29 luglio 2010
Vittorio

Questa volta ad Almodovar non basta una bella e super Cruz....il film è lento, ripetitivo, con un finale alquanto banale!! Da Almodovar ci si aspetta molto ma molto di più...

giovedì 18 marzo 2010
ivanod

Il grande Pedro ritorna a graffiarci il cuore con una storia di vita e di cinema che per gente come noi sono la stessa cosa. Stavolta il melò colorato,cinefilo (ma c'è anche magritte!)nutre gli occhi per i sogni della notte con immagini e dettagli (la lacrima sul pomodoro, i riflessi sull'cchio(bunuel), ecc. che rimarranno,ma è la parola che prevarica, come se pedro avesse [...] Vai alla recensione »

martedì 2 marzo 2010
stevesteve

non capisco perchè, quando si tratta di un maestro riconosciuto del cinema, che ha firmato veri capolavori, i critici-critici siano tanto restii a dirla fino in fondo. L'ho visto solo ieri(mar 2010), ho letto adesso le recensioni e non mi capacito. Per me è un film che definisco proprio brutto, senza riserve. La drammaticità forzata di certe scene (la confessione del tradimento - "ho aiutato [...] Vai alla recensione »

lunedì 21 dicembre 2009
Mattia Longobucco

L'ho visto ieri e devo ammettere che mi è piaciuto molto, ma posso capire perchè a molti spettatori non sia piaciuto: in effetti la trama era piuttosto confusionaria, c'erano numerosi flashback che lasciavano in sospeso molte questioni e continui passaggi di prospettiva. Ho apprezzato soprattutto l'introspezione psicologica dei personaggi e l'attenzione e il gusto per le inquadrature e per i colori [...] Vai alla recensione »

venerdì 27 novembre 2009
moviola

troppi Woody Allen nell'amisfero cinematografico. Almodovar perde lucentezza come un auto perde la sua. Lo vai a vedere nella speranza di qualche cosa di diverso. Ma...aimè anche i miti finiscono.

sabato 21 novembre 2009
niagara

GIà TRACCE DI FORME IPERTESTUALI NELLA STRUTTURA DELLA SCENEGGIATURA SI SONO PALESATI NEI FILM DI Q.TARANTINO IN GLI ABBRACCI SPEZZATI ALMODOVAR CON MAESTRIA POSSIEDE I FORMIDABILI MEZZI DELLA MODERNA COMUNICAZIONE DI CONCETTI COMPLESSI.NEL FILM VENGONO ABILMENTE UTILIZZATI MECCANISMI DI NARRAZIONE DOVE I PROTAGONISTI SONO ESSI STESSI PROMOTORI DELLA STORIA.

venerdì 20 novembre 2009
eakes

Trama molto coivolgente, interpretazioni ottime e grande rigore stilistico. Una sola domanda per chi ha visto il film, ma il documentario che ha girato il figlio di Ernesto, l'ha poi "pubblicato" o era solo una sua vendetta personale da tenere per sè?

giovedì 19 novembre 2009
paolo

Questo regista che e' per me tanto tantissimo, ovvero il dissacrante, l'ironia, la trasgressione nella sua ultima opera mi ha commosso e lasciato triste perche' ho visto nel film montato da Mateo l'addio del Almodovar adorato che non vedro' piu'.E' un evoluzione che ogni regista ha nella sua vita lavorativa, ma forse non e' riuscito a darmi tali emozioni nella sua nuova veste di regista drammatico.Il [...] Vai alla recensione »

martedì 17 novembre 2009
lucinda

Sono delusa ,dopo Volver, ecco un Almodovar con troppa carne al fuoco,emozioni non sufficientemente motivate da un crescendo altalenante,i problemi familiari di Lena, la dedizione morbosa di Judith,il figlio segreto,Ernesto junior mostro mancato.Alla fine si capisce che il motivo dominante consiste nel portare a termine ,a tutti i costi, un film.Il gioco delle scatole cinesi è già stato fatto, con [...] Vai alla recensione »

lunedì 16 novembre 2009
mota74

un film nel film,dove i protagonisti incespicano nel trovare una posizione che il maestro almodovar ha sempre dato nei suoi passati lavori. dimenticando la notturna madrid,oppure se volete la splendida campagna spagnola di volver,los abrazos rotos viene girato con location senza anima,dove a soffrirne sono sopratutto gli attori che seppur molto bravi(penelope cruz e lluis homar su tutti)nn riescono [...] Vai alla recensione »

domenica 15 novembre 2009
fabruss

uno dei film del nostro che mi è piaciuto di meno. concordo con zappoli che il regista dà il meglio quando ci mette più cuore, più umana vicinanza. questo film è troppo artificioso, distante, freddo, da festival di cinefili. non c'è l'almodovar sanguigno che più ci piace. che sia perchè il" curioso delle donne" questa volta parla più al maschile?

domenica 15 novembre 2009
emilianor

Un film per chi ama il cinema, fatto da uno che ama il cinema. Da vedere.

sabato 14 novembre 2009
ralphscott

Rieccolo,sempre lui,con pregi e difetti. C'é chi dice che questo melò sia freddo:per me é il Pedro di sempre. Personaggi dai conti aperti col passato,trame mai lineari,che personalmente mi disturbano un po'. E' propio necessario andar sempre su e giù,senza sosta,tra passato e presente? La tensione emozionale ne risente:in questo senso si,il melodramma é freddo.

giovedì 21 novembre 2013
homer52

 La cosa che mi ha maggiormente colpito di questo film( meno graffiante dei precedenti di Almodovar,ma pure molto bello e delicato)è la locandina in cui è rappresentata la bellissima Penelope Cruz in una stupenda immagine che mi ha subito ricordato lo sguardo del "ragazzo morso dal ramarro" del Caravaggio.Voluto? Casuale?Chissà.

domenica 6 dicembre 2009
motatomico

Cinema che si nutre di se stesso, sceneggiatura improbabile, recitazione antipatica, locazioni incoerenti; accettabili solo alcuni elementi di arredo.Il vero cinema grida vendetta......

giovedì 3 dicembre 2009
Feanor

Un film amturo e riflessivo, anche se lontani dalla bellezza di VOLVER, però è un bellissimo film

mercoledì 2 dicembre 2009
marezia

(dei professionisti naturalmente) ho notato che nemmeno il GRANDE Escobar è riuscito a trarne un senso eppure la sua caratteristica è quella di raccontare sì la trama ma sempre in funzione della sua morale o per lo meno del suo senso. Questo depone molto male sul film e mi convince definitivamente del fatto che sia solo un divertimento d'autore (e da piccolo schermo). Grazie di esistere.

mercoledì 2 dicembre 2009
marezia

La Cruz bionda sta MALISSIMO e, in secondo luogo, la locandina è un CAPOLAVORO. Ciao, ciao.

martedì 1 dicembre 2009
DuffySmarty

Devo dire che sto imparando a conoscere la bravura di questo maestro dell'arte cinematografica e mi incanta sempre di più, finora è uno dei registi che più mi appassionano per il suo tocco magico con cui dipinge le donne, la vita e per le rievocazioni del cinema per quanto riguarda questo film. Dopo tutto su mia madre questo pellicola è quella che ho più apprezzato per quella sensazione di trovarmici [...] Vai alla recensione »

lunedì 23 novembre 2009
Vipera Gentile

Il nuovo film del grande regista spagnolo dal titolo suggestivo è diverso da quelli che inventa e dirige di solito in cui ci pone davanti a situazioni originalissime. Io ho visto “Tutto su mia madre”, “Volver” e “Parla con lei”. Che cosa posso dire? Mi sono rimasti dentro; nei giorni successivi, mi sorprendevo a ricordare le scene del film nei momenti più strani come, per esempio, quando mi lavavo [...] Vai alla recensione »

giovedì 19 novembre 2009
paolo

Questo regista che e' per me tanto tantissimo, ovvero il dissacrante, l'ironia, la trasgressione nella sua ultima opera mi ha commosso e lasciato triste perche' ho visto nel film montato da Mateo l'addio del Almodovar adorato che non vedro' piu'.E' un evoluzione che ogni regista ha nella sua vita lavorativa, ma forse non e' riuscito a darmi tali emozioni nella sua nuova veste di regista drammatico.Il [...] Vai alla recensione »

lunedì 16 novembre 2009
roberto maria satta

Inizialmente e' molto complicato. Come fa' un regista ora sceneggiatore a non vedere? Come puo'creare l'estrema sintesi di un arte che si basa tutto sulla vista? Puo' sentire e godere del corpo di una bellissima ragazza disposta ad un amplesso sicuramente, non a un rapporto amoroso. Perche' lui l'amore unico della sua vita lo ha provato come tutti solamente una volta e quando giaceva con lei sul suo [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 novembre 2009
martalari

Visto film Almodovar mai cosi' lento e soporifero decolla dopo un'ora (il film dura due oreeee interminabili) grazie a Penelope che salva il film, sempre bravissima. il film a tratti noioso ha un finale (film nel film) molto ruffiano che mira ad emozionare lo spettatore.... ala fine c'è troppa roba e tutto sembra vecchio. Di buono c'è pero' Penelope sempre brava .

FOCUS
INCONTRI
lunedì 9 novembre 2009
Tirza Bonifazi Tognazzi

Antefatto: il mal di testa Se non fosse stato per l'emicrania, probabilmente Pedro Almodóvar non avrebbe mai iniziato a scrivere Gli abbracci spezzati. "Ho sempre sofferto di forti mal di testa ma sono peggiorato nel 2006 mentre promuovevo Volver", ha raccontato il regista spagnolo che per molto tempo è stato costretto a prendere ogni giorno un cocktail di analgesici per attenuare il dolore. "Sono sicuro che il mio mal di testa sia diventato cronico perché per un lungo periodo ne ho abusato.

Frasi
I film bisogna finirli, anche se alla cieca.
Una frase di Mateo Blanco / Harry Caine (Lluís Homar)
dal film Gli abbracci spezzati - a cura di Michele
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Curzio Maltese
La Repubblica

Ci sono almeno due buone ragioni per andare a vedere l' ultimo film di Pedro Almodovar, Abbracci Spezzati. Il principale si chiama Penelope Cruz e quindi non c' è molto da aggiungere. Attrice magnifica, capace di illuminare da sola film belli e brutti, la Cruz, come il suo compagno Javier Bardem, giustificano in ogni caso il viaggio da casa alla sala.

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Grande melodramma. Una ragazza bellissima molto povera va a vivere con un uomo d'affari anziano molto ricco che l'ama follemente, ma non rinuncia al proprio sogno di essere attrice di cinema. Per accontentarla e per non perderla, l'uomo d'affari diventa finanziatore e produttore della commedia brillante Chicas y muletas, ragazze e valigie, in cui lei ha la sua prima parte importante.

Roberto Silvestri
Il Manifesto

Ci sono cineasti, come Hitchcock o Preminger, che amano raccontare storie con le immagini, rendono inquietante l'avventura dello sguardo, ma senza farsene accorgere, non provocando e intimorendo platealmente la platea (Lars von Trier adora, invece, il terrore di primo grado, anche se cambia sempre il piano d'attacco). Il cineasta spagnolo, regista e produttore, Pedro Almodóvar fa parte dei cineasti [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Si potrebbe definire, con espressioni di servizio, interessante ma imperfetto, intenso e macchinoso oppure tanto raffinato quanto gelido. Ma il fatto è che l'opus numero 17 di Pedro Almodovar, «Gli abbracci spezzati», non è uno di quei film sui quali il discorso si chiude in due battute; anche perché il suo percorso ellittico non solo è destinato a dividere il pubblico alla fine, ma anche a tenere [...] Vai alla recensione »

Paola Casella
Europa

Per potersi orientare ne Gli abbracci spezzati, il ricco e complicatissimo film di Pedro Almodovar, bisogna immaginarselo come una matrioska: un film nel film nel film. E mettersi in testa, anzi negli occhi, fin dall'inizio che si tratta di una riflessione sullo sguardo, sulla sua potenza ma anche sulla sua infinita (in quanto umana) fallibilità, e che questa esplorazione sull'immagine conta assai [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

Prendiamola da lontano: secondo noi i due film perfetti di Pedro Almodovar sono Donne sull'orlo di una crisi di nervi e Tutto su mia madre. Il suo capolavoro, però, è Volver. Ci spieghiamo. Donne è la mirabile sintesi del primo Almodovar, quello chiassoso e variopinto degli esordi: il film in cui le stravaganze sessuali ed esistenziali della movida post-franchista confluivano in una perfetta struttura [...] Vai alla recensione »

Thomas Sotinel
Le Monde

"Etreintes brisées" : Almodovar fait briller son manque d'inspiration Ce n'est pas ce qu'on attendait de Pedro Almodovar. Après la sortie de Volver, présenté il y a trois ans à Cannes, le cinéaste espagnol avait promis de gagner des territoires nouveaux, évoquant tour à tour un film en costumes, une histoire politique, la biographie d'un personnage historique.

Mark Harris
The New York Times

SITTING in an East Side hotel suite in early October, across from the writer-director Pedro Almodóvar, Penélope Cruz picked up a glossy, oversized magazine and gazed admiringly at the cover photograph of Uma Thurman. “It’s good,” she said, turning the picture toward Mr. Almodóvar, her eyes seeking his endorsement. He leaned toward it, enthusiastically assessing Ms.

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Gli abbracci spezzati di Pedro Almodovar racconta un intreccio di crude passioni e tristi storie di vita, ma in maniera confusa. L'occhio di una giovane donna riempie lo schermo all'inizio di Gli abbracci spezzati (Los abrazos rotos, Spagna, 2009, 127'). In quell'occhio si riflette il viso del regista Mateo Blanco (Lluis Homar). Anzi no, si tratta dello sceneggiatore Harry Caine.

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Una bellissima ragazza povera vive con un anziano uomo d'affari molto ricco che la ama follemente ed è geloso del desiderio di lei d'essere attrice di cinema. Due amanti fuggono a Lanzarote, sulla meravigliosa spiaggia di Famara. In un brutale incidente d'auto, la bella muore, il regista diventa cieco. Il geloso manipola il film del regista per svergognarlo.

Peter Travers
Rolling Stone

You may get whiplash following the twists and turns in the latest wild ride from Spain’s Pedro Almodóvar. But it hurts so good. Broken Embraces is the fourth film in which Almodóvar has directed his muse, Penélope Cruz. They bring out something elemental in each other, even when a plot defies description. Cruz plays Lena, a hooker-turned-actress who falls for her Almodóvar-ish director (Lluís Homar), [...] Vai alla recensione »

Alessio Guzzano
City

Un regista cieco è diventato scrittore, la sua agente lo accudisce da sempre con l'aiuto del figlio, un aspirante regista gay esige la loro attenzione: come sempre in Almodóvar, il presente ha radici melodrammatiche in un passato che deve essere svelato. Come sempre: pioggia di citazioni cinefile, dichiarazioni di appassionato amore per il passionale cinema italiano, francese e americano che fu.

Betsy Sharkey
The Los Angeles Times

Something almost magical happens whenever actress Penélope Cruz and filmmaker Pedro Almodóvar work together, and so it is with "Broken Embraces," a deliciously twisted tale of love, death and a badly edited film. The writer-director is up to his old tricks, creating an onion of an experience -- a movie within a movie within a movie, irony in each layer, poignancy that stings and whimsy that bites. Cruz [...] Vai alla recensione »

Anthony Lane
The New Yorker

How many tales are told in the course of “Broken Embraces,” the new film from Pedro Almodóvar? People keep interrupting themselves, or changing direction, in order to embark upon a story. People, that is, like the screenwriter Harry Caine (Lluís Homar) and his assistant, Diego (Tamar Novas), who cannot pass a row of posters, marked with a red cross and the words “Dona Sangre,” meaning “Give Blood,” [...] Vai alla recensione »

A. O. Scott
The New York Times

Can there be such a thing as exuberant melancholy? I can’t think of another way to describe the spirit of “Broken Embraces,” Pedro AlmodÛvar’s latest film, the title of which carries a telling hint of paradox. It is grave and effervescent, tender and cruel. The story might seem simple at first — a film noir potboiler of jealousy and revenge — but as it unfolds, the narrative reveals an intricate and [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Un film fatto di tanti altri film in cui tutto è doppio, replicato, spezzato, moltiplicato. Un regista, Pedro Almodóvar, che racconta la storia tragica e barocca di un altro regista, Mateo Blanco, alias Harry Caine (l'attore Lluis Homar), prestandogli diversi tratti del vero Almodóvar (e un'intera sequenza di Donne sull'orlo di una crisi di nervi), ma senza per questo confondersi con lui.

Piera Detassis
Panorama

Si dice sia il destino dei grandi film: spiazzanti al primo sguardo (come questo dolente che, con sin troppa freddezza, nega il mito Almodòvar), e però si depositano nella memoria. Specie se giocano la carta del mistero e del dubbio, del doppio e delle seconde vite, come in questo film che s'ispira ad Alfred Hitchcock e Vertigo. Il regista Mateo BIanco (Lluis Homar) perde tutto per passione e gelosia [...] Vai alla recensione »

Boris Sollazzo
Liberazione

Pedro Almodovar e Penelope Cruz sono una coppia da Oscar, il mentore e la musa - sebbene entrambi si siano trovati in due momenti di maturità diverse - che hanno creato una simbiosi sensuale e platonica (lui è dichiaratamente e orgogliosamente gay, lei è innamorata perdutamente, ricambiata, dopo molte storie sfortunate, del collega Javier Bardem) che non ha eguali nel cinema moderno.

Malcom Pagani
Il Fatto Quotidiano

Quali segreti nasconde l'esistenza di Harry Caine, ex regista divenute cieco, ora sceneggiatore accudito dalla fida Judit e da suo figlio Diego, che alla sua vita al buio, chiede solo "la possibilità di sfruttarne il bello fino in fondo"? Suggestioni di Hitchcock, Carnè e Rivette, in un grande, complesso, commovente affresco di Almodòvar, qui alla sua prova meno almodovariana di sempre.

Maurizio Cabona
Il Giornale

Pedro Almodóvar ha dato il meglio della sua carriera, ma continua a fare film. Ogni tanto riduce la quota di gayezza che li intride. Ma allora aumenta quella di cinefilia e non si sa quale inclinazione sia più di maniera, ormai. Gli abbracci spezzati, uscito in Spagna in marzo e presentato al Festival di Cannes in maggio, è l'ennesimo film su qualcuno che gira film.

Roberto Silvestri
Il Manifesto

Ci sono cineasti, come Hitchcock o Preminger, che raccontano storie attraverso immagini e rendono inquieta l'avventura dello sguardo, ma senza sedurre o intimorire platealmente. Così è Pedro Almodóvar. Che non utilizza più le tecniche classiche del racconto (spazio omogeneo, effetto verosimiglianza) bensì mixa schemi emozionali differenti e disomogenei (la passione del mélo, la freddura del comico, [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
venerdì 13 novembre 2009
Lisa Meacci

Amare nell'oscurità e indagare per la verità Questo freddo weekend di metà novembre, porta con sé tutto il calore che le pellicole dirette da Pedro Almodóvar racchiudono da sempre. A distanza di tre anni da Volver – Tornare, l'acclamato cineasta spagnolo [...]

NEWS
martedì 10 novembre 2009
 

Una serie limitata Sta per uscire nelle sale italiane (venerdì 13 novembre) il nuovo film di Almodovar Gli abbracci spezzati, melodramma che omaggia il cinema classico attraverso i colori accesi tipici del cineasta spagnolo e il fascino della sua musa [...]

NEWS
domenica 8 novembre 2009
 

Bagno di folla a Roma Quello di ieri mattina è stato un photocall veramente originale: Penelope Cruz e Pedro Almodóvar, rispettivamente attrice e regista del film Gli abbracci spezzati, hanno posato davanti alla Fontana di Trevi, location anche cinematografic [...]

GALLERY
martedì 19 maggio 2009
Lisa Meacci

Tre donne diverse per Almodòvar Insieme a Vincere di Bellocchio, tra i favoriti c'è anche Los Abrazos Rotos di Pedro Almodóvar, presentato proprio oggi alla kermesse francese tra i film in concorso.

winner
miglior compositore europeo
European Film Awards
2009
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