Dolor y Gloria

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writer58 domenica 2 giugno 2019
el primer deseo Valutazione 4 stelle su cinque
86%
No
14%

E' un impasto di malinconia, consapevolezza della fragilità del presente, ricordi rimossi e ritrovati, stanchezza di vivere, primi desideri e slanci creativi questo "Dolor y Gloria", ultima opera di Almodovar. La narrazione si dipana come un tessuto morbido, come un flusso di immagini che  sgorgano una dall'altra con leggerezza e misura, mescolando i flash back degli anni '60 con un'attualità segnata da sterilità creativa, isolamento, dolori continui, una china discendente che appare ormai irreversibile.
E' facile identificare nel protagonista del film - il regista Salvador Mallo da tempo improduttivo e tormentato da un malessere psico-fisico fortemente invalidante- una proiezione dello stesso Almodovar: entrambi hanno studiato da bambini in scuole  gestite da religiosi, hanno raggiunto il successo negli anni '80, sono dichiaratamente gay, sperimentano un rapporto ambivalente con la propria madre e hanno sviluppato la loro carriera a Madrid, diventando poi stelle del cinema internazionale. [+]

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daniela montanari domenica 19 maggio 2019
prima che sia tardi Valutazione 4 stelle su cinque
89%
No
11%

amAlTRAMA DOLOR Y GLORIA:

Molto attesa, torna per noi sul grande schermo Almodóvar dove un credibile Banderas veste i panni di Salvador Mallo (Antonio Banderas)I Il regista rappresentanto nel film, verso il suo tramonto professionale dovuto più a dolori (fisici e dell'anima) che all'età, annaspa nella sua tenera fanciullezza alla ricerca di amore, di conferme, di forza. E li trova. Li trova per disperazione, per non aggrapparsi a ciò che più gli fa male (dipendere così tanto dal dolore), per l'amore intriso di dolore verso la madre, questa figura ancora così presente nella sua vita. [+]

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vanessa zarastro giovedì 30 maggio 2019
confessioni Valutazione 3 stelle su cinque
91%
No
9%

Francamente non riesco a condividere pienamente il grande entusiasmo con il quale è stato accolto l’ultimo film di Pedro Almodòvar, con l’esclusionr Natalia Aspesi che, cattivissima, così scrive: «Due buone parole per Almodòvar, perché non puoi ferire i bisognosi di cure mediche e psichiatriche…».
Ma non è tanto nella storia-confessione che ricorda, dove sono ricucite insieme parti di vita dello stesso autore, ma è proprio nel modo di fare cinema di Amodòvar che il film mi ha convinto poco. Infatti, “Dolor y Gloria” è un film molto statico che sembra quasi una sommatoria di fotogrammi. [+]

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angelo umana giovedì 25 luglio 2019
come sinfonia - dolcemente Valutazione 3 stelle su cinque
90%
No
10%

 “Un tempo forse non lontano qualcuno mi diceva t'amo” è la frase di una bellissima canzone, “Sognando” di Don Backy. In essa si parla della pazzia, nel film invece si tratta della stasi esistenziale di un regista 60enne (Antonio Banderas alias Salvador) che non riesce più a scrivere o sceneggiare alcun lavoro. E' affetto da ipocondria e malanni veri e immaginari, vive un tempo che non gli permette di agire e creare, di svogliatezza, lassismo, quasi una non vita. E' solo e ricco, accompagnato da una collaboratrice domestica (di colore, tanto per differenziarla dal padroncino) e da una specie di press-agent che si prende cura di lui, nelle iniziative mondano-lavorative e nell'animo. [+]

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cinlarella lunedì 20 maggio 2019
autentico, potente, vero.
75%
No
25%

Non c’è nulla di eclatante, di clamoroso in Amor y Gloria.
E’ semplicemente una storia, raccontata con essenzialità. La storia di un uomo che ha conosciuto la morte e la rinascita.
E’ una storia che potrebbe essere la storia di tanti.
E’un film coraggioso, forse il più coraggioso di Almodovar, perché l’autore si mette a nudo facendoci entrare nella sua intimità: la fatica di viviere, l’infanzia, la scoperta dell’omosessualità, la lacerazione per la perdita della madre, un amore lontano che ha lasciato una traccia indelebile.
C’è il piacere di raccontare e di raccontarsi, perché il dolore, se lo si supera rende più forti e aperti alla vita. E fa venir voglia di condividere.
Antonio Banderas è credibile nei panni del protagonista (Salvador Mallo, regista e alter-ego di Almodovar). [+]

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robert eroica domenica 19 maggio 2019
dolor y gloria Valutazione 4 stelle su cinque
67%
No
33%

Salvador Mello (Banderas) è un regista cinematografico afflitto da diversi problemi fisici che gli impediscono di tornare a lavorare sul set. Invitato dalla Cineteca di Madrid per presentare un suo vecchio classico, coglie l’occasione per fare la pace con il protagonista di quella pellicola, l’attore Alberto Crespo (Etxenia) che non rivede da oltre un trentennio. E grazie a lui ritroverà un suo antico amore di gioventù, Federico (Sbaraglia) che ora vive lontano ed è tornato nella capitale per un numero limitato di giorni e che è rimasto commosso dalla rappresentazione che di lui è stata fatta nel monologo “La dipendenza”, portata a teatro da Alberto. [+]

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ralphscott sabato 25 maggio 2019
quella collezione di vasi... Valutazione 4 stelle su cinque
60%
No
40%

Quella collezione di vasi,ovviamente coloratissimi,i quadri surrealisti e metafisici,il mobilio di design (toh,c'è pure la macchina da caffè Smeg),un museo di fedeli,amati oggetti per Salvador: mentre le persone amate sono scomparse da anni,il nido del regista ne è diventato un succedaneo,per quanto sia possibile. Quando il passato ritorna,scopriamo qualcosa di decisamente più interessante:gli anni dell'infanzia,la madre - una Cruz stupenda - e la presenza determinante di tante donne,la passione per il cinema. Che gioia l'album di figurine (la battuta su Robert e Liz Taylor va ricordata)! Questo è quanto mi piace del film. Sono sinceramente stufo della droga,qui co-protagonista,che mi stava bene quando rievocava gli anni '80 a  Madrid,ma diventa ingombrante nell'attualità. [+]

[+] errata corrige (di ralphscott)
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felicity venerdì 13 marzo 2020
la catarsi di almodovar con un immenso banderas Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

La storia di un uomo che, per colpa del dolore, è arrivato a muoversi il meno possibile, per non sentire dolore ha rinunciato a vivere.
Una storia di fantasia che affronta problemi reali: i dolori sono quelli veri del regista e la vera causa della fatica a fare bene il proprio lavoro negli ultimi anni, la depressione che hanno portato anche.
Gli intrecci del film invece sono inventati e sono quelli del suo cinema, romanzeschi e clamorosi, sempre esplicitamente finti, da film, ma terribilmente sentimentali.
Dolor y Gloria è privo delle scene madri tipiche di Almodovar, ha una quieta forza sentimentale, perfetta per raccontare le passioni di un uomo ormai anziano. [+]

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psicosara lunedì 23 marzo 2020
"d" come dolore e gloria dalla a alla z! Valutazione 5 stelle su cinque
100%
No
0%

 Dolor y gloria”, ventiduesimo film di Pedro Almodóvar presentato in concorso al Festival di Cannes 2019 è forse l’opera più autobiografica del regista madrileno. Come lui stesso ha dichiarato: “Tutti i miei film mi rappresentano. È vero che questo mi rappresenta di più…
Il regista (anche sceneggiatore e produttore cinematografico) che era diventato famoso in tutto il mondo raccontando le donne, per la prima volta ci parla di sé, lasciandosi andare sul piano emotivo, raccontando la sua vita, ma anche e soprattutto il proprio malessere.
Dolor y Gloriaè uno dei suoi rari film con al centro un uomo, e per essere precisi sé stesso. [+]

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simona proietti domenica 19 maggio 2019
introspettivo, senza slancio Valutazione 3 stelle su cinque
50%
No
50%

Sostanzialmente è un film ordinario, senza picchi, senza slanci, un po' spento, compassato. Tutti i film di Almodovar hanno tali caratteristiche, ma in questa opera completamente autobiografica, si avverte fin troppo la lentezza di una vita (la sua) vissuta tra le mura domestiche, per i troppi malanni: faringite cronica, dolori articolari, spossatezza, depressione. Almodovar evidentemente è prigioniero di se stesso, dei suoi dolori epigastrici, ipocondriaco quanto debilitato, sia fisicamente che psicologicamente. L'unica patologia vera è la disfagia (difficolta a deglutire il cibo) causata da un osteosarcoma, un accrescimento anomalo di un osso del collo. Banderas impersona in ogni movenza Almodovar: è pettinato come lui, appare ingrassato, spento, lento nei movimenti, sornione ma dallo sguardo lucido. [+]

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venerdì 17 maggio 2019
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