Dolor y Gloria

Un film di Pedro Almodóvar. Con Antonio Banderas, Asier Etxeandia, Leonardo Sbaraglia, Nora Navas, Julieta Serrano.
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Titolo originale Dolor y Gloria. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 113 min. - Spagna 2019. - Warner Bros Italia uscita venerdì 17 maggio 2019. MYMONETRO Dolor y Gloria * * * 1/2 - valutazione media: 3,86 su 48 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
writer58 domenica 2 giugno 2019
el primer deseo Valutazione 4 stelle su cinque
90%
No
10%

E' un impasto di malinconia, consapevolezza della fragilità del presente, ricordi rimossi e ritrovati, stanchezza di vivere, primi desideri e slanci creativi questo "Dolor y Gloria", ultima opera di Almodovar. La narrazione si dipana come un tessuto morbido, come un flusso di immagini che  sgorgano una dall'altra con leggerezza e misura, mescolando i flash back degli anni '60 con un'attualità segnata da sterilità creativa, isolamento, dolori continui, una china discendente che appare ormai irreversibile.
E' facile identificare nel protagonista del film - il regista Salvador Mallo da tempo improduttivo e tormentato da un malessere psico-fisico fortemente invalidante- una proiezione dello stesso Almodovar: entrambi hanno studiato da bambini in scuole  gestite da religiosi, hanno raggiunto il successo negli anni '80, sono dichiaratamente gay, sperimentano un rapporto ambivalente con la propria madre e hanno sviluppato la loro carriera a Madrid, diventando poi stelle del cinema internazionale. [+]

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daniela montanari domenica 19 maggio 2019
prima che sia tardi Valutazione 4 stelle su cinque
88%
No
12%

amAlTRAMA DOLOR Y GLORIA:

Molto attesa, torna per noi sul grande schermo Almodóvar dove un credibile Banderas veste i panni di Salvador Mallo (Antonio Banderas)I Il regista rappresentanto nel film, verso il suo tramonto professionale dovuto più a dolori (fisici e dell'anima) che all'età, annaspa nella sua tenera fanciullezza alla ricerca di amore, di conferme, di forza. E li trova. Li trova per disperazione, per non aggrapparsi a ciò che più gli fa male (dipendere così tanto dal dolore), per l'amore intriso di dolore verso la madre, questa figura ancora così presente nella sua vita. [+]

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cinlarella lunedì 20 maggio 2019
autentico, potente, vero.
86%
No
14%

Non c’è nulla di eclatante, di clamoroso in Amor y Gloria.
E’ semplicemente una storia, raccontata con essenzialità. La storia di un uomo che ha conosciuto la morte e la rinascita.
E’ una storia che potrebbe essere la storia di tanti.
E’un film coraggioso, forse il più coraggioso di Almodovar, perché l’autore si mette a nudo facendoci entrare nella sua intimità: la fatica di viviere, l’infanzia, la scoperta dell’omosessualità, la lacerazione per la perdita della madre, un amore lontano che ha lasciato una traccia indelebile.
C’è il piacere di raccontare e di raccontarsi, perché il dolore, se lo si supera rende più forti e aperti alla vita. E fa venir voglia di condividere.
Antonio Banderas è credibile nei panni del protagonista (Salvador Mallo, regista e alter-ego di Almodovar). [+]

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vanessa zarastro giovedì 30 maggio 2019
confessioni Valutazione 3 stelle su cinque
80%
No
20%

Francamente non riesco a condividere pienamente il grande entusiasmo con il quale è stato accolto l’ultimo film di Pedro Almodòvar, con l’esclusionr Natalia Aspesi che, cattivissima, così scrive: «Due buone parole per Almodòvar, perché non puoi ferire i bisognosi di cure mediche e psichiatriche…».
Ma non è tanto nella storia-confessione che ricorda, dove sono ricucite insieme parti di vita dello stesso autore, ma è proprio nel modo di fare cinema di Amodòvar che il film mi ha convinto poco. Infatti, “Dolor y Gloria” è un film molto statico che sembra quasi una sommatoria di fotogrammi. [+]

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ralphscott sabato 25 maggio 2019
quella collezione di vasi... Valutazione 4 stelle su cinque
67%
No
33%

Quella collezione di vasi,ovviamente coloratissimi,i quadri surrealisti e metafisici,il mobilio di design (toh,c'è pure la macchina da caffè Smeg),un museo di fedeli,amati oggetti per Salvador: mentre le persone amate sono scomparse da anni,il nido del regista ne è diventato un succedaneo,per quanto sia possibile. Quando il passato ritorna,scopriamo qualcosa di decisamente più interessante:gli anni dell'infanzia,la madre - una Cruz stupenda - e la presenza determinante di tante donne,la passione per il cinema. Che gioia l'album di figurine (la battuta su Robert e Liz Taylor va ricordata)! Questo è quanto mi piace del film. Sono sinceramente stufo della droga,qui co-protagonista,che mi stava bene quando rievocava gli anni '80 a  Madrid,ma diventa ingombrante nell'attualità. [+]

[+] errata corrige (di ralphscott)
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robert eroica domenica 19 maggio 2019
dolor y gloria Valutazione 4 stelle su cinque
60%
No
40%

Salvador Mello (Banderas) è un regista cinematografico afflitto da diversi problemi fisici che gli impediscono di tornare a lavorare sul set. Invitato dalla Cineteca di Madrid per presentare un suo vecchio classico, coglie l’occasione per fare la pace con il protagonista di quella pellicola, l’attore Alberto Crespo (Etxenia) che non rivede da oltre un trentennio. E grazie a lui ritroverà un suo antico amore di gioventù, Federico (Sbaraglia) che ora vive lontano ed è tornato nella capitale per un numero limitato di giorni e che è rimasto commosso dalla rappresentazione che di lui è stata fatta nel monologo “La dipendenza”, portata a teatro da Alberto. [+]

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francesca meneghetti martedì 28 maggio 2019
il corpo è l'uomo (leopardi) Valutazione 5 stelle su cinque
40%
No
60%

La sequenza più insolita del film è data dal rapido susseguirsi, in movimento, di immagini medico-scientifiche che scandagliano, anche in 3D, il corpo umano: cervello, ossa, muscoli, sistema venoso e arterioso, cuore, polmoni e così via.
La sola cifra che consente il collegamento con il resto del film è il colore vivace: ci riporta a quel kitsch eccessivo, ma pur sempre vivo, che è sempre stato il leit motiv di tanti di tanti film di Almodóvar. Si ritrova anche in Dolor y Gloria, dove esplodono spesso il bianco, il rosso, il verde-azzurro, l’ocra, spesso accostati tra loro in barba alle regole dell’armonia, anche a fare da sfondo a primi piani di personaggi che sembrano ritagliati. Ma sicuramente qui il kitsch è più misurato, così come un velo morbido sembra sfumare tutto: colori, ritratti, situazioni, dialoghi, colonna sonora (Alberto Iglesias, ma incorpora anche un melodioso pezzo di Pino Donaggio cantato da Mina, “Come una sinfonia”). [+]

[+] mi piace quello che scrivi (di ragnetto46)
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annelise sabato 25 maggio 2019
che vuoi fare? "vivere, immagino" Valutazione 4 stelle su cinque
33%
No
67%

Pedro parla di se'.
Trova il coraggio di aprire la porta della propria intimità al pubblico, in modo chiaro e diretto. Riassume, nel suo ultimo film, il groviglio di emozioni ed eventi di una vita intera:amore, morte, salute,droga,malattia,nostalgia ,passione.
Il film narra un'infanzia ed un'adolescenza complicate e bizzarre, un talento infantile fuori dal comune . Un percorso travagliato ,con l'alternarsi di produzioni artistiche e di vuoti ideativi e creativi
La figura della madre, tanto amata, primeggia nel suo universo affettivo,da giovane e da vecchia. Lascia il dubbio sul suo valore di figlio ma lascia un vuoto incolmabile.
Il film può apparire a tratti lento ma, in realtà, il percorso mnemonico ,quasi onirico,va cercando, con una lente di ingrandimento, episodi ,dialoghi e ricordi che abbiano avuto un senso ed un significato per la sua carriera, per la sua crescita professionale e per la sua creatività. [+]

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simona proietti domenica 19 maggio 2019
introspettivo, senza slancio Valutazione 3 stelle su cinque
36%
No
64%

Sostanzialmente è un film ordinario, senza picchi, senza slanci, un po' spento, compassato. Tutti i film di Almodovar hanno tali caratteristiche, ma in questa opera completamente autobiografica, si avverte fin troppo la lentezza di una vita (la sua) vissuta tra le mura domestiche, per i troppi malanni: faringite cronica, dolori articolari, spossatezza, depressione. Almodovar evidentemente è prigioniero di se stesso, dei suoi dolori epigastrici, ipocondriaco quanto debilitato, sia fisicamente che psicologicamente. L'unica patologia vera è la disfagia (difficolta a deglutire il cibo) causata da un osteosarcoma, un accrescimento anomalo di un osso del collo. Banderas impersona in ogni movenza Almodovar: è pettinato come lui, appare ingrassato, spento, lento nei movimenti, sornione ma dallo sguardo lucido. [+]

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Uscita nelle sale
venerdì 17 maggio 2019
Distribuzione
Il film è oggi distribuito in 13 sale cinematografiche:
Showtime
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