Dolor y Gloria

Un film di Pedro Almodóvar. Con Antonio Banderas, Asier Etxeandia, Leonardo Sbaraglia, Nora Navas, Julieta Serrano.
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Titolo originale Dolor y Gloria. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 113 min. - Spagna 2019. - Warner Bros Italia uscita venerdì 17 maggio 2019. MYMONETRO Dolor y Gloria * * * 1/2 - valutazione media: 3,86 su 48 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
marco giovedì 20 giugno 2019
un bellissimo film Valutazione 0 stelle su cinque
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Finalmente ho potuto apprezzare totalmente un lavoro di Almodovar, molto più di tutti i precedenti film che mi lasciavano sempre un fondo di scontento e intolleranza. Sono uscita dal cinema con una sensazione di guarigione, invece che di malattia.
Vi è una forza emotiva sottile ma costante in tutta la pellicola intrisa di comuni richiami al passato, esperienze che almeno in parte appartengono ad ognuno di noi. Più che nostalgia, presente in una caratteristica velata bellezza, in questa opera ho trovato maturità, consapevolezza e accettazione del passato e dei solchi della memoria.
Egregia la scrittura del monologo, ben interpretato da Asier Etxeandia, e un Salvador (Banderas) che trasmettono nell’insieme una profonda riappacificazione col passato, un perdono e un’accettazione di rara bellezza e saggezza. [+]

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giuseppe martedì 4 giugno 2019
banderas rilancia almodovar Valutazione 4 stelle su cinque
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Non mi piaceva Almodovar negli altri suoi film: troppo intimistici ed autoreferenziali e spesso poco leggibili, non come questo, ma un autore non cambia la sua cifra stilistica.
Questa volta il racconto si dipana meglio ed i narratori, gli attori, sono più credibili.
I colori forti o chiarisssimi degli ambienti sono descritti benissimo, basta pensare alla casa di Salvador, da grande, ed alla grotta in cui la famiglia viveva. A proposito del piccolo Salvador c'è da dire che era un genietto precoce cresciuto in ambienti difficili, se non ostili.
Il suo diventare adulto fa uscire tutto il potenziale creativo ed  umano grazie al suo lavoro di scrittore e regista. [+]

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rosmersholm lunedì 3 giugno 2019
senile Valutazione 2 stelle su cinque
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No
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Non manca nulla del kitsch almodovariano, i colori sgargianti, i vestitini fantasia, le scenografie appena uscite dalle mani dell'arredatore.  Filmino ipocondriaco sui dintorni dell'ombelico dell'autore. A chi piace...

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writer58 domenica 2 giugno 2019
el primer deseo Valutazione 4 stelle su cinque
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E' un impasto di malinconia, consapevolezza della fragilità del presente, ricordi rimossi e ritrovati, stanchezza di vivere, primi desideri e slanci creativi questo "Dolor y Gloria", ultima opera di Almodovar. La narrazione si dipana come un tessuto morbido, come un flusso di immagini che  sgorgano una dall'altra con leggerezza e misura, mescolando i flash back degli anni '60 con un'attualità segnata da sterilità creativa, isolamento, dolori continui, una china discendente che appare ormai irreversibile.
E' facile identificare nel protagonista del film - il regista Salvador Mallo da tempo improduttivo e tormentato da un malessere psico-fisico fortemente invalidante- una proiezione dello stesso Almodovar: entrambi hanno studiato da bambini in scuole  gestite da religiosi, hanno raggiunto il successo negli anni '80, sono dichiaratamente gay, sperimentano un rapporto ambivalente con la propria madre e hanno sviluppato la loro carriera a Madrid, diventando poi stelle del cinema internazionale. [+]

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vanessa zarastro giovedì 30 maggio 2019
confessioni Valutazione 3 stelle su cinque
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Francamente non riesco a condividere pienamente il grande entusiasmo con il quale è stato accolto l’ultimo film di Pedro Almodòvar, con l’esclusionr Natalia Aspesi che, cattivissima, così scrive: «Due buone parole per Almodòvar, perché non puoi ferire i bisognosi di cure mediche e psichiatriche…».
Ma non è tanto nella storia-confessione che ricorda, dove sono ricucite insieme parti di vita dello stesso autore, ma è proprio nel modo di fare cinema di Amodòvar che il film mi ha convinto poco. Infatti, “Dolor y Gloria” è un film molto statico che sembra quasi una sommatoria di fotogrammi. [+]

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faller giovedì 30 maggio 2019
immobile col futuro alle spalle Valutazione 0 stelle su cinque
100%
No
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Troppi elementi narrativi incompleti. Una storia a compartimenti stagni. Che fine fa l'attore che mette in scena il monologo? Che fine fa l'amato di un tempo ritrovato? Che senso ha il tumore che dura si e no (narrativamente) un paio di minuti e niente aggiunge? Che figura scialba è l'agente, devota a oltranza, calda come un cubetto di ghiaccio? Perchè dovrei empatizzare con questo regista (il personaggio) indolente, viziato e indispettito verso la vita? Se hai una vita che reputi interessante (e può essere) e intendi farci un film pretendo (da spettatore) che tu la renda universale. Un certo cinema italiano minimalista è stato accusato di essere ripiegato sul proprio ombelico, qui Almodovar si è ripiegato sulla propria ciatreice. [+]

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francesca meneghetti martedì 28 maggio 2019
il corpo è l'uomo (leopardi) Valutazione 5 stelle su cinque
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La sequenza più insolita del film è data dal rapido susseguirsi, in movimento, di immagini medico-scientifiche che scandagliano, anche in 3D, il corpo umano: cervello, ossa, muscoli, sistema venoso e arterioso, cuore, polmoni e così via.
La sola cifra che consente il collegamento con il resto del film è il colore vivace: ci riporta a quel kitsch eccessivo, ma pur sempre vivo, che è sempre stato il leit motiv di tanti di tanti film di Almodóvar. Si ritrova anche in Dolor y Gloria, dove esplodono spesso il bianco, il rosso, il verde-azzurro, l’ocra, spesso accostati tra loro in barba alle regole dell’armonia, anche a fare da sfondo a primi piani di personaggi che sembrano ritagliati. Ma sicuramente qui il kitsch è più misurato, così come un velo morbido sembra sfumare tutto: colori, ritratti, situazioni, dialoghi, colonna sonora (Alberto Iglesias, ma incorpora anche un melodioso pezzo di Pino Donaggio cantato da Mina, “Come una sinfonia”). [+]

[+] mi piace quello che scrivi (di ragnetto46)
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maramaldo lunedì 27 maggio 2019
adiòs, pedrito Valutazione 2 stelle su cinque
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"Sento" come un distacco il tuo amarcord. Quel vezzo di raccontarsi ad ogni costo, per dire che? Almeno tu hai la "gloria". Sarebbe a dire che mantenne le promesse il bimbetto dotato, cresciuto tra i trogloditi che, a quanto pare, oltre che in Andalusia, abitavano anche in Estremadura. Precoce, così piccolo e già anticlericale (segno che una Provvidenza c'è, ve l'immaginate se veniva fuori un prelato).
C'è più di un "dolor" quando ti soffermi su acciacchi e cattive abitudini. L'eclissi dell'ispirazione e, soprattutto, il calo di "alegrìa" sono tragedia per chi vive per l'arte. [+]

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giajr domenica 26 maggio 2019
l'inconfondibile stile di almodovar: vincente Valutazione 4 stelle su cinque
40%
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Ancora una volta il mitico Pedro Almodovar non delude, se poi al suo fianco ci sono un eccezionale Antonio Banderas (che a tratti ricorda il superbo Marcello Mastroianni) ed una attrice come Penelope Cruz (che rammenta l'eterna Sophia Loren), allora il successo è pressoché assicurato. La storia, i colori, le scenografie e gli ambienti caratterizzano, come da sempre, le pellicole di Almodovar; per non parlare dei personaggi (anche se non protagonisti). La Spagna di Madrid ed il ricordo del passato dentro il quale, per tutto il film, il protagonista si tuffa, sono il filo conduttore della storia, forse in certi tratti un po' lenta, ma mai noiosa. Poi c'è, come spesso accade in questo regista, il valore degli oggetti (il ritratto, il rosario, l'uovo di legno. [+]

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annelise sabato 25 maggio 2019
che vuoi fare? "vivere, immagino" Valutazione 4 stelle su cinque
33%
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Pedro parla di se'.
Trova il coraggio di aprire la porta della propria intimità al pubblico, in modo chiaro e diretto. Riassume, nel suo ultimo film, il groviglio di emozioni ed eventi di una vita intera:amore, morte, salute,droga,malattia,nostalgia ,passione.
Il film narra un'infanzia ed un'adolescenza complicate e bizzarre, un talento infantile fuori dal comune . Un percorso travagliato ,con l'alternarsi di produzioni artistiche e di vuoti ideativi e creativi
La figura della madre, tanto amata, primeggia nel suo universo affettivo,da giovane e da vecchia. Lascia il dubbio sul suo valore di figlio ma lascia un vuoto incolmabile.
Il film può apparire a tratti lento ma, in realtà, il percorso mnemonico ,quasi onirico,va cercando, con una lente di ingrandimento, episodi ,dialoghi e ricordi che abbiano avuto un senso ed un significato per la sua carriera, per la sua crescita professionale e per la sua creatività. [+]

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Uscita nelle sale
venerdì 17 maggio 2019
Distribuzione
Il film è oggi distribuito in 17 sale cinematografiche:
Showtime
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