Dora e la città perduta

Film 2019 | Avventura Film per tutti 102 min.

Regia di James Bobin. Un film con Isabela Moner, Eugenio Derbez, Michael Peña, Eva Longoria, Adriana Barraza. Cast completo Titolo originale: Dora the Explorer. Genere Avventura - Gran Bretagna, Australia, USA, 2019, durata 102 minuti. Uscita cinema giovedì 26 settembre 2019 distribuito da 20th Century Fox. Oggi tra i film al cinema in 41 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti - MYmonetro 2,10 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La trasposizione cinematografica della famosa serie tv dedicata a Dora, la bambina curiosa in cerca di avventure. In Italia al Box Office Dora e la città perduta ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 904 mila euro e 417 mila euro nel primo weekend.

Consigliato no!
2,10/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 2,20
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
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Dora è cresciuta come i suoi fan. La nuova versione live-action non restituisce però la magia originale.
Recensione di Paola Casella
mercoledì 18 settembre 2019
Recensione di Paola Casella
mercoledì 18 settembre 2019

La piccola Dora ha sei anni e vive con mamma e papà nella foresta amazzonica, esercitandosi nel ruolo di esploratrice. I suoi genitori sono alla ricerca di una città inca perduta, Parapata, dove pare si nasconda più oro che in tutto il resto del mondo: ma spiegano a Dora che lo fanno "da esploratori, non da cercatori", cioè per interesse scientifico e non per avidità. Salto temporale di un decennio. Dora ha 16 anni e i genitori l'hanno mandata in California per frequentare il liceo, ospite degli zii Nico e Sabrina. Ma suo cugino Diego è imbarazzato da quella ragazza stramba e impreparata a gestire i rapporti con i compagni di scuola. Finché Dora non viene rispedita nella foresta amazzonica insieme a Diego, alla secchiona Sammy e al nerd Andy, da mercenari che vogliono il loro aiuto per raggiungere Parapata.

Dora e la città perduta, diretto dal regista dei due Muppet movies James Bobin, segue una strategia incomprensibile per un film live-action tratto da una serie di animazione molto amata: trasformare la protagonista dalla bambina che tutti conosciamo a una teenager da sitcom disneyana.

L'idea probabilmente era quella di rivolgersi ai fan originali del cartone e rispettarne l'attuale età anagrafica, ma in questo modo è stato creato un ibrido che non è né carne né pesce: né un racconto interattivo ed istruttivo per i piccoli, come era la serie animata, né un teen movie per ragazzi che probabilmente saranno imbarazzati di fronte a una 16enne iperentusiasta e sempre pronta a pronunciarsi in slogan come "Se credi in te stessa tutto è possibile" o a intonare la "canzone della pupù". Questa imprecisione nel rivolgersi al target appropriato è inspiegabile per un film evidentemente concepito come franchising.

Peccato, perché nelle prime scene invece lo spirito della serie d'animazione sembrava rispettato e cinematograficamente rielaborato in modo interessante, vedi il momento in cui Dora si gira verso il pubblico per coinvolgerlo in una spiegazione e il padre si domanda con chi stia parlando (lo sguardo in camera si può gestire in modo assai efficace: vedi la serie Amazon Fleabag).

Invece l'encomiabile lavoro originale di educazione del pubblico viene accantonato, e ci ritroviamo di fronte ad una trama che è un pastrocchio citazionista, da Indiana Jones e il tempio maledetto a All'inseguimento della pietra verde, da Scooby Doo a Il libro della giungla, senza mostrare né la grazia né l'ironia né di alcuno degli esempi citati.

Nell'era delle piattaforme avrebbe avuto più senso, volendo elevare il target anagrafico, creare una serie interattiva sul modello Bandersnatch, lasciando agli spettatori la possibilità di scegliere fra le alternative proposte da Dora per proseguire nella storia: un po' come la serie Netflix You Vs Wild. Invece la magia infantile di Dora versione animata viene sostituita da un generico teen action movie che è un compendio di film già visti e storie già raccontate.

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La celebre Dora diventa grande.
Overview di Ilaria Ravarino
venerdì 30 novembre 2018

A volte succede. Quando un cartone dell'infanzia risorge a nuova vita, con un look 3D o addirittura in live action, è un chiaro segno: la nostra giovinezza è definitivamente perduta. Accade adesso con il cartoon Dora l'esploratrice, atteso quest'estate al cinema in versione family movie, con la diciassettenne Isabela Moner protagonista e un cast all star intorno, da Eva Longoria a Michael Peña.
Dora e la città perduta, questo il titolo del film, si ambienterà in parte nel Machu Picchu, alla scoperta della cultura Inca, e in parte tra i banchi delle scuole superiori: un mondo complicato che Dora affronterà con gli amici di sempre al suo fianco, la scimmietta Boots e il cugino Diego.

Non c'è da meravigliarsi, in fondo, che la piccola Dora sia cresciuta. E che la bambina con i maglioni dai colori fotonici e gli occhi scuri, accompagnata dalla sua fedele scimmietta azzurra, si prepari oggi a diventare una specie di versione preadolescente di Lara Croft.

Il fatto è che Dora, ormai, non è più una bambina. Ha 19 anni, e dopo aver esplorato il mondo in lungo e in largo è pronta a fare il grande salto al cinema e a farlo in carne e ossa. Il primo dei 172 episodi della serie animata (sette stagioni rinnovate fino al 2014) è andato in onda nel 2000: sette anni prima che Steve Jobs presentasse il primo iPhone, quattro prima che Facebook inaugurasse l'era dei social network e nove prima che Obama diventasse presidente degli Stati Uniti, deludendo, a fine mandato, le aspettative della comunità latina.

Bisogna quindi immaginare che quando Dora fece il suo ingresso sul canale Nickelodeon negli Stati Uniti - in Italia sarebbe arrivata poco dopo, nel 2005 - i suoi piccoli spettatori abitavano un mondo molto diverso dal nostro. A rendere il cartone un successo immediato (e a suo modo oggetto di culto: riferimenti a Dora compaiono sia in Futurama che in Iron Man 3) fu proprio la capacità dei suoi creatori di anticipare alcuni dei temi che sarebbero diventati centrali di lì a poco nella cultura occidentale: l'emergere dell'istanza latina - per quanto Dora, nelle parole dei creatori, sia una bambina "senza etnia precisa", parla spagnolo ed è da sempre identificata come messicana o peruviana - e l'interattività come strumento principe della comunicazione.

Primo nel suo genere, infatti, il cartone di Dora era caratterizzato dalla scelta allora innovativa, quasi estrema, di rompere la quarta parete per coinvolgere attivamente i piccoli spettatori: in presenza di un enigma, o di una scelta da compiere, Dora si rivolge ai bambini per chiedere aiuto attendendo in silenzio la loro risposta. Un modello che ha fatto scuola (si pensi solo alla serie animata de La Casa di Topolino, nata sei anni dopo) in un mondo più analogico del nostro, in cui il tasto di un telecomando - prima del tap sul touch screen - era in grado di aprire mondi fantastici ai nostri bambini.

"Sono bilingue e Dora è sempre stata la mia icona. Solo adesso, però, mi rendo conto che grazie a lei il Perù sta per diventare il protagonista di un grande film hollywoodiano. Non era mai successo, sarà un grande evento". Di madre peruviana e padre statunitense, Isabela Moner, americana di Cleveland e classe 2001, è l'attrice scelta per interpretare Dora: un talento precoce, sbocciato a dieci anni in un musical di Broadway in coppia con Ricky Martin, e cresciuto tra serie teen come Growing Up Fisher e 100 cose da fare prima del liceo.

Dopo un'esperienza nel doppiaggio, proprio nella versione teen del cartone di Dora (Dora and Friends in città), la svolta arriva nel 2017 con la partecipazione da coprotagonista in Transformers: L'ultimo cavaliere seguita nel 2018 dal ruolo della figlia di un narcotrafficante in Soldado di Stefano Sollima. "Sono emozionata per Dora anche perché sarà un cast praticamente solo latino, ed è una grande novità per Hollywood. Spero che il mio personaggio sia d'ispirazione a tante ragazze che cercano, anche nei film, modelli diversi".

Una caratteristica distintiva del cartone di Dora, legato a doppio filo alla sua natura didattica, è sempre stata l'alternanza linguistica: inglese e spagnolo nella versione americana, inglese e italiano in quella passata sui nostri schermi, per aiutare i piccoli spettatori a prendere confidenza con idiomi "altri". Nella versione live action Dora continuerà ad alternare le due lingue, cui ne aggiungerà una terza: il quechua, la lingua indigena parlata dagli Inca nella sierra centrale del Perù, oggi sporadicamente in uso. Protagonista di agguerriti movimenti linguistici locali, e praticato spesso nella poesia contemporanea, il quechua - lingua povera di vocali e ricca di vocaboli legati al mondo naturale - è stato utilizzato per la prima volta in un film nel 2009, ne Il canto di Paloma di Claudia Llosa, premiato quell'anno con l'Orso d'oro alla Berlinale.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 1 ottobre 2019
samanta

Il film è adatto ai bambini che sono inferiori ai 12 anni.  Si tratta di una pelllicola film così detta "live action", cioè di un film in parte interpretato da veri attori in carne e ossa, in parte c'é l'animazione,  come in questo caso, con la creazione digitale di animali come la volpe Swiper (doppiata in originale da Benicio del Toro) [...] Vai alla recensione »

Frasi
È imbarazzante quando piangono gli adulti... Non sai dove guardare!
Una frase di Diego (Jeffrey Wahlberg)
dal film Dora e la città perduta - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 4 ottobre 2019
Helen O’Hara
Time Out

Anche se nessuno chiedeva a gran voce l'adattamento cinematografico delle peripezie della giovane avventuriera con lo zaino parlante e un'amica scimmietta, il live action è arrivato lo stesso. E sorprendentemente è abbastanza divertente e quasi avvincente, anche se i colpi di scena sono assolutamente prevedibili (almeno per uno spettatore adulto). Isabela Moner ha la giusta energia e quel pizzico di [...] Vai alla recensione »

mercoledì 2 ottobre 2019
Marcello Garofalo
Ciak

Dora è cresciuta con i genitori all'insegna dell'avventura, trascorrendo la sua infanzia a esplorare le meraviglie della giungla. Ora è pronta ad affrontare una tra le sfide più difficili della sua vita: l'inizio delle scuole superiori. Accompagnata dall'inseparabile scimmietta Boots, dal cugino Diego e da altri nuovi amici liceali, oltre a cercare di sopravvivere nella dura realtà delle matricole, [...] Vai alla recensione »

sabato 28 settembre 2019
Simone Emiliani
Sentieri Selvaggi

Si parte dalla giovane attrice che interpreta Dora, Isabela Moner. È stata un'orfana sopravvissuta alla battaglia di Chicago che salva dei ragazzini insieme ai suoi amici Autobot Sqweeks e Canopy in Transformers: l'ultimo cavaliere, la figlia di un boss di un cartello della droga uccisa in Soldado di Sollima e l'adolescente adottata dalla coppa formata da Mark Wahlberg e Rose Byrne in Instant Family. [...] Vai alla recensione »

mercoledì 25 settembre 2019
Andrea Giovalè
La Rivista del Cinematografo

Dora l'esploratrice è da quasi vent'anni nel pantheon delle serie animate per i più piccoli (esordio nell'agosto 2000). Un volto con cui tutti, grandi e piccini, si sono confrontati in varie vesti: spettatore, fratello e sorella maggiore, genitore. Ora, sbarca al cinema con un film live action che la ritrae adolescente, col volto di Isabela Moner (Transformers V, Soldado).

martedì 24 settembre 2019
Fiaba Di Martino
Film TV

Piccole esploratrici crescono: che succede quando sei una sedicenne trapiantata d'urto dalla giungla peruviana a quella urbana di San Francisco, passando dalla compagnia di scimmie e volpi a quella di bulli e mean girls? Succede che il liceo diventa la tua vita e la tua vita un inferno; per fortuna però c'è Parapata, città perduta inca da raggiungere a colpi di enigmi & misteri tra una escape room [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
mercoledì 10 luglio 2019
 

Regia di James Bobin. Un film con Isabela Moner, Benicio Del Toro, Michael Peña, Q'Orianka Kilcher, Eva Longoria. Da giovedì 26 settembre al cinema. Guarda il trailer »

TRAILER
lunedì 25 marzo 2019
 

Una teenager parte all'avventura con il suo migliore amico, Bobby la scimmia e suo cugino Diego.

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