La telenovela finisce qui.
È ufficialmente conclusa la fusione tra Paramount e Warner Bros. Discovery, operazione che ridisegna gli equilibri dell'industria dell'intrattenimento. La nuova società prende il nome di Skydance e debutta oggi alla Borsa di New York, mentre i precedenti titoli Paramount e WBD cessano di essere negoziati sul Nasdaq.
Alla guida del gruppo ci sarà David Ellison, 43 anni, nel ruolo di presidente e CEO, sostenuto finanziariamente anche dal padre Larry Ellison, cofondatore di Oracle, e da RedBird Capital. Il nuovo colosso riunisce due storici studi cinematografici insieme a marchi, reti e piattaforme come HBO e CNN, ma parte con una pesante eredità finanziaria: circa 80 miliardi di dollari di debito. L'obiettivo dichiarato è trasformare il gruppo tradizionale in una media company maggiormente tecnologica, capace di competere con Netflix, Amazon e Disney.
L'operazione conclude una battaglia durata circa un anno. Paramount aveva presentato numerose offerte prima di convincere il consiglio di WBD, che nel frattempo aveva anche accettato una proposta di Netflix limitata agli studi e alle attività streaming. Il rilancio di Paramount per l'intera Warner Bros. Discovery ha infine prevalso.
L'ultimo ostacolo è arrivato dall'azione antitrust promossa dai procuratori generali di 12 Stati americani, alla quale si era aggiunta un'iniziativa della Writers Guild of America e l'opposizione di migliaia di professionisti dell'industria. La controversia si è chiusa con un accordo quinquennale che non impone cessioni di asset, ma una serie di vincoli comportamentali: tra questi, negoziazioni separate per alcuni accordi pay-TV di Paramount e WBD e l'impegno a garantire un numero minimo di uscite cinematografiche.
Resta inoltre aperta la discussione sui rapporti della nuova proprietà con l'amministrazione Trump e, soprattutto, sul futuro dell'informazione di CNN e CBS News. L'accordo con gli Stati prevede anche la creazione di un organismo di supervisione editoriale. Superata la fusione, la sfida per Ellison sarà ora molto più concreta: integrare due gigantesche strutture, gestire l'enorme debito e dimostrare che la nuova Skydance può davvero competere con i maggiori gruppi globali dello streaming e dell'intrattenimento.