| Anno | 2026 |
| Genere | Drammatico, Thriller, |
| Produzione | Francia, Italia, Belgio |
| Regia di | Asghar Farhadi |
| Attori | Vincent Cassel, Isabelle Huppert, Catherine Deneuve, Virginie Efira, Pierre Niney Adam Bessa. |
| Tag | Da vedere 2026 |
| Distribuzione | Lucky Red |
| MYmonetro | Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 3 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 15 maggio 2026
Il secondo film in lingua francese di Farhadi dopo Il passato.
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CONSIGLIATO SÌ
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Il senzatetto Adam sventa un furto in metropolitana e viene ricompensato con l'offerta di fare l'assistente domiciliare a una scrittrice, Sylvie, la quale, in cerca di ispirazione, spia tre persone che lavorano in uno studio di registrazione collocato nello stabile di fronte. Quando Adam entrerà in possesso del manoscritto inizierà a spiarle a sua volta. Farhadi torna a girare in Francia ispirandosi a un Maestro del cinema: Krzysztof Kieslowski.
Asghar Farhadi si confronta in questa occasione con una storia che inizialmente voleva ambientare a New York ma che in realtà necessitava del respiro di una capitale europea. È quindi tornato a Parigi anche perché la fonte di ispirazione dichiarata è Breve film sull'amore, film che espandeva il Decalogo 6. Là si trattava di un ragazzo che spiava, dalla sua camera in subaffitto, un'impiegata postale che, una volta incontrata, lo avrebbe umiliato spingendolo a tentare il suicidio.
Su questa base Farhadi, con il fratello Saeed suo cosceneggiatore, parte dall'idea di base
del grande autore polacco e la innerva con una molteplicità di livelli di lettura. Ha però
bisogno di un legame con l'origine del suo soggetto e la trova nella colonna sonora
musicale composta dal musicista d'elezione di Kieslowski Zbigniew Preisner.
Al cinema l'osservazione dell'esistenza altrui ha trovato più spesso una propria
collocazione narrativa nel genere spionistico riletto a livelli elevati in film come La
conversazione o Le vite degli altri. Ciò che interessa a Farhadi è invece
indagare su come l'immaginazione possa operare sulla realtà compiendo appropriazioni
che rileggono le vite altrui finendo con il condizionarle.
Questo è un film di furti che producono eventi inattesi. Adam ne sventa uno e ne consegue
un impiego particolare: stare vicino a Sylvie, una scrittrice che necessita di assistenza la
quale, spiando con un cannocchiale l'edificio di fronte, immagina le vite di coloro che vi
operano. Si tratta di una donna e due uomini che lavorano come sound designer creando
artigianalmente effetti speciali di vario genere. Sylvie ne stabilisce i rapporti e li manipola
in funzione delle proprie esigenze di narrazione.
Arriva sempre un momento, nella carriera di un grande cineasta, in cui fare i conti con la materia stessa del proprio lavoro, che sia il cinema, la fotografia, la scrittura o, più in generale, la narrazione. Questo momento è arrivato anche per il 54enne Asghar Farhadi. Il suo decimo lungometraggio di finzione, il secondo girato in Francia dopo Il passato (2013), è una riflessione molto ampia (anche [...] Vai alla recensione »