Le vite degli altri

Film 2006 | Drammatico 137 min.

Regia di Florian Henckel von Donnersmarck. Un film Da vedere 2006 con Martina Gedeck, Ulrich Mühe, Sebastian Koch, Ulrich Tukur, Thomas Thieme, Hans-Uwe Bauer. Cast completo Titolo originale: Das Leben der Anderen. Genere Drammatico - Germania, 2006, durata 137 minuti. Uscita cinema venerdì 6 aprile 2007 distribuito da 01 Distribution. - MYmonetro 4,10 su 235 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un agente della Stasi entra nella vita di una coppia registrando ogni loro passo, ogni loro parola, fino a interferire con le loro azioni. Ha vinto un premio ai Premi Oscar, ha vinto un premio ai David di Donatello, Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, In Italia al Box Office Le vite degli altri ha incassato 3,6 milioni di euro .

Le vite degli altri è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato assolutamente sì!
4,10/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 4,19
PUBBLICO 4,17
ASSOLUTAMENTE SÌ
Un thriller intenso e coinvolgente dal regista esordiente premiato con l'Oscar per il miglior film straniero.
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 6 aprile 2007
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 6 aprile 2007

Berlino Est, 1984. Il capitano Gerd Wiesler è un abile e inflessibile agente della Stasi, la polizia di stato che spia e controlla la vita dei cittadini della DDR. Un idealista votato alla causa comunista, servita con diligente scrupolo. Dopo aver assistito alla pièce teatrale di Georg Dreyman, un noto drammaturgo dell'Est che si attiene alle linee del partito, gli viene ordinato di sorvegliarlo. Il ministro della cultura Bruno Hempf si è invaghito della compagna di Dreyman, l'attrice Christa-Maria Sieland, e vorrebbe trovare prove a carico dell'artista per avere campo libero. Ma l'intercettazione sortirà l'esito opposto, Wiesler entrerà nelle loro vite non per denunciarle ma per diventarne complice discreto. La trasformazione e la sensibilità dello scrittore lo toccheranno profondamente fino ad abiurare una fede incompatibile con l'amore, l'umanità e la compassione.
All'epoca dei fatti, quando le Germanie erano due e un muro lungo 46 km attraversava le strade e il cuore dei tedeschi, il regista Florian Henckel von Donnersmarck era poco più che un bambino. Per questa ragione ha riempito il suo film dei dettagli che colpirono il fanciullo che era allora. L'incoscienza e la paura diffuse nella sua preziosa opera prima sono quelle di un'infanzia dotata di un eccellente spirito di osservazione. La riflessione e l'interesse per il comportamento della popolazione, degli artisti e degli intellettuali nei confronti del regime comunista appartengono invece a uno sguardo adulto e documentato sulla materia. Ricordi personali e documenti raccolti rievocano sullo schermo gli ultimi anni di un sistema che finirà per implodere e abbattere il Muro.
La stretta sorveglianza, le perquisizioni, gli interrogatori, la prigionia, la limitazione di ogni forma di espressione e l'impossibilità di essere o pensarsi felici sono problemi troppo grandi per un bambino. Le vite degli altri ha così il filo conduttore ideale nel personaggio dell'agente della Stasi, nascosto in uno scantinato a pochi isolati dall'appartamento della coppia protagonista. È lui, la spia, il singolare deus ex machina che non interviene dall'alto, come nella tragedia greca, ma opera dal basso, chiuso tra le pareti dell'ideologia abbattuta dalla bellezza dell'uomo e dalla sua arte. Personaggio dolente e civilissimo, ideologo del regime che in un momento imprecisato del suo incarico si trasforma in oppositore. Il "metodo" della sorveglianza diventa per lui fonte di disinganno e di sofferenza, perchè lo costringe a entrare nella vita degli altri, che si ingegnano per conservarsi vivi o per andare fino in fondo con le loro idee. Gerd Wiesler contribuisce alla riuscita dello "spettacolo" con suggerimenti, correzioni (alle azioni della polizia), aggiustamenti (dei resoconti di polizia) e note di regia che se non avranno il plauso dei superiori avranno quello dei sorvegliati. "Attori" che recitano la vita ai microfoni della Stasi e nella cuffia stereo dei suoi funzionari. La vita quotidiana fatta di paure ed espedienti è restituita da una fotografia cupa e bruna, tinte monocromatiche che avvolgono i personaggi decisi a sopravvivere, a compromettersi e a resistere. La Stasi aveva un esercito di infiltrati, duecentomila collaboratori, Donnersmarck ne ha scelto uno e lo ha drammatizzato con la prova matura e sorprendente di Ulrich Mühe. Il drammaturgo "spiato" è invece Sebastian Koch, l'ufficiale riabilitato di Black Book, intellettuale "resistente" per salvare l'anima del teatro e della Germania.

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Ipocrisia di un regime.
Recensione di Paola De Rosa

Berlino Est 1984. Gerd Wiesler è un agente della Stasi, la polizia di Stato che semina terrore e sospetto nella Ddr. Taciturno e glaciale conduce una vita arida ma sinceramente votata alla causa del governo. Incaricato di sorvegliare il drammaturgo Georg Dreyman, celebrato intellettuale di regime, Wiesler spia minuto per minuto la vita dello scrittore e della sua compagna Christa-Maria, attrice di successo. Quando un regista dissidente suo amico si suicida, Dreyman abbandona l'inerzia e scrive un articolo di denuncia da far passare oltrecortina. A quel punto Wiesler, che potrebbe consegnarlo ai superiori su un piatto d'argento, inizia a nutrire dei dubbi sulla politica della Ddr. E diventa complice invisibile e determinante dei destini di Dreyman e Christa-Maria. Dopo l'incetta di premi in Europa e l'Oscar come miglior film straniero, arriva anche da noi Le vite degli altri, felicissimo esordio del giovane Florian Henckel von Donnersmarck. A differenza di alcune opere recenti che indagavano la storia in maniera superficiale e che hanno fatto gridare prematuramente alla rinascita del cinema tedesco (La caduta, La Rosa Bianca), questo film ha il coraggio di affrontare senza facili rassicurazioni un passato ancora scomodo e rimosso, calandosi perfettamente nel clima grigio e persecutorio del regime comunista. Regia precisa, sceneggiatura infallibile e personaggi umani e credibili, interpretati da attori in stato di grazia, evitano ogni stereotipo e danno vita a un melodramma spionistico appassionante, viscerale, commovente Un film che ha la limpidezza, l'onestà e il respiro dei classici, da non perdere.
Da L'Indipendente, 22 aprile 2007

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LE VITE DEGLI ALTRI
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 1 aprile 2013
pensionoman

LE VITE DEGLI ALTRI Germania dell'est, Berlino. 1984. Il capitano della Stasi, Gerd Wiesler, viene incaricato di spiare un famoso scrittore di teatro, Georg Dreyman, gradito al regime della DDR. L'ufficiale installa un centro d'ascolto, in una mansarda sopra l'abitazione dell'artista, la riempie di microspie, e inizia un'attività di controllo a tutto campo [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 giugno 2011
Filippo Catani

Germania dell'Est in piena guerra fredda. Un agente della potentissima Stasi riceve il compito di sorvegliare con microspie e pedinamenti un noto drammaturgo sospettato di scrivere articoli e passare dati sensibili oltre il Muro a Berlino Ovest. Un film agghiacciante che descrive la terribile vita dei cittadini della Repubblica Democratica Tedesca.

lunedì 6 settembre 2010
Nexus

Film straordinario che descrive come il sistema di potere lentamente, ma inesorabilmente, riesce a sopraffare la volontà dei propri cittadini servendosi di ogni mezzo. Utilizzando il ricatto (la paura di perdere il proprio lavoro di attrice, il calore del pubblico, la creatività) il film descrive come il sistema spinge gli individui a mettersi gli uni contro gli altri, tradendo anche i propri familiari [...] Vai alla recensione »

sabato 6 luglio 2013
Eugenio

Ogni dittatura porta dietro di sé distruzione e abbandono, spazza via come polvere al vento ricordi personali e gioie passate abbattute dalla violenta mano del totalitarismo che impone conformità, repressione e conseguente condizionamento psico-fisico limitando ogni forma di libertà sia intrinseca che estrinseca. Le vite degli altri, un titolo che immediatamente rende chiaro allo [...] Vai alla recensione »

lunedì 21 marzo 2011
pensionoman

un film degno della migliore cinematografia di tutti i tempi.. delicato nella narrazione, non stanca, nonostante la lunga durata, ma, in uno con l'esperienza del protagonista della Stasi, ti porta a compenetrarti con le "vite" degli altri, artisti e intellettuali, giornalisti e attori, perseguitati da un regime totalitario spietato e brutale nelle sue metodiche.

martedì 22 marzo 2011
il cinefilo

Questo eccellente film d'esordio di F.H.V.Donnesmarck possiede il grande merito(già ricordato da molti)di saper mescolare insieme dei generi diversi tra loro come il thriller,il sentimentale e il documentaristico arrivando a costruire un quadro paurosamente e sinceramente realistico del regime di terrore imposto dalla stasi nella DDR negli anni del muro di Berlino.

martedì 18 ottobre 2016
Maxime Dubois

Che cos’è il cinema se non emoziona?Ho visto questo stupendo film ieri sera e sento forte il bisogno di condividere con voi le mie emozioni e I miei pensieri scaturiti da questa esperienza. Guardo parecchi film, ma non scrivo quasi mai recensioni. Mi limito a conservare l’esperienza dentro di me per I film che sono riusciti a toccarmi in qualche modo e a buttare nella spazzatura ciò che avrei benissimo [...] Vai alla recensione »

martedì 2 agosto 2016
Luigi Chierico

Il Teatro, l’Amore, la Politica, la sete del Potere costituiscono le colonne portanti di quest’ottimo film rientrante a ragione nel genere di “ spionaggio”. I fatti si svolgono in un periodo storico a tutti vicinissimo, tanto vicino che tutti gli ultratrentenni l’hanno vissuto ed ancora molti ne portano con la memoria anche i segni. Il Teatro assoggettato alla Politica, l’Amore alla sete di Potere [...] Vai alla recensione »

mercoledì 4 settembre 2013
angelo umana

 Rivedere questo film e restarne ancora impressionati pure se il Muro di Berlino è caduto già 24 anni fa. La DDR voleva nelle dichiarazioni pubbliche assicurare la tutela e la felicità dei suoi cittadini, la loro Sicherheit, perciò non divulgava dal 1977 il numero di suicidi che avvenivano ogni anno nello Stato: in realtà proteggeva il benessere e la sicurezza [...] Vai alla recensione »

mercoledì 20 luglio 2011
molenga

Non trovo niente da criticare in questa pellicola di von Donnersmark: perfetta l'ambientazione, bravi tutti gli attori, ineccepibile l'evoluzione del protagonista, musiche eccelse e regia ben studiata. Meriterebbe un "cinque stelle  più" per l'importanza storica che riveste, credo che non mi stancherò mai di guardarlo.

venerdì 16 dicembre 2011
darth vader 21

Un film che parla da solo. Diretto, immediato, coinvolgente, assolutamente attuale. Un capolavoro assoluto. Ne consiglio la visione a tutti.

mercoledì 20 luglio 2011
Scusibuonuomo

Uno dei più bei film del decennio, interpretazione fenomenale di Ulrich Muhe.

lunedì 5 aprile 2010
DARIO29

Da poco ho scoperto il cinema tedesco...e mi sono disperato molto per non averlo scoperto prima....questi sono film che ti dicono qualcosa....che ci fanno capire il valore delle cose...non il cinema italiano, superficiale, ripetitivo, anonimo.....Da vedere più d'una volta

venerdì 29 gennaio 2010
ultimoboyscout

Film di alto livello senza avere grossa critica o pubblicità, nonostante l'Oscar.

mercoledì 21 ottobre 2009
ildanzatore

Volevo solo fare un piccolo ma rilevante chiarimento. Nella recensione di Marzia Gandolfi c'e un errore. Gerd Wiesler, il nostro abile e inflessibile agente della STASI non opera da uno scantinato a pochi isolati dall'appartamento della coppia , ma dal piano più alto dello stesso palazzo. Nella scena in cui gli uomini della STASI posizionano cimici e quant'altro, ad un certo punto si vede chiaramente [...] Vai alla recensione »

mercoledì 3 giugno 2009
quainiroberto

E' un autentico capolavoro; ho visto l'edizione italiana e tedesca. Suggerirei di modificare il titolo in italiano, mantenendolo fedele al titolo originale tedesco in "La vita degli altri". Sembra un particolare irrilevante, ma, riflettendoci, non lo è.

giovedì 29 marzo 2012
folsom

le vite degli altri,narra la storia di un meticoloso,fedele e solitario agente della stasi,al quale viene affidato il compito di spiare la vita di un autore teatrale e di sua moglie attrice di grande fama della germania est. è prorpio la grande notorietà e bellezza di quest'ultima della quale si invaghisce,il ministro della cultura Bruno Hempf,che induce il ministro ad asprire un [...] Vai alla recensione »

martedì 6 settembre 2011
tiamaster

uno dei film più belli del decennio.forte,intenso,commovente,coinvolgente con grandi interpretazioni,un finale tenero e un senso d'angoscia durante tutto il film fanno si che questo film sia un capolavoro indimenticabile e commovente.da vedere e rivedere,una vera poesia.

mercoledì 9 febbraio 2011
michele1978

Un capolavoro, uno dei pochi film dell'ultimo decennio capace di toccare testa e cuore dello spettatore.

domenica 18 gennaio 2015
roby1967

Che dire.....e' un film meraviglioso,uno di quei film che ti regalano delle emozioni che ti accompagnano per tutta la vita.Attori,regista,musica,storia,e' tutto assurdamente straordinario.Uno dei piu' bei film che abbia mai visto,un capolavoro.

domenica 18 gennaio 2015
roby1967

un capolavoro.Toccante,senza ombra di dubbio uno dei piu' bei film della storia del cinema.

lunedì 25 gennaio 2010
JimmyLSanto

ben interpretato e diretto, fa rivivere quel periodo grigio e buio della DDR dove niente era lasciato al caso e dove la Stasi poteva satere tutto di tutti; un grande fratello in versione "modivi di stato". Triste e frustrante (cosa che si può capire visionando gli extra del dvd, ma intuire alla fine del film) vedere come chi è al potere riesca sempre a rimanere saldamente al comando delle poltrone [...] Vai alla recensione »

martedì 1 dicembre 2009
DuffySmarty

Ottimo film, nonostante la durata il finale commuove ed è una bella storia ambientata negli anni duri del Muro in cui la stasi controllava la vita delle persone nella Germania dell'Est. Le vite di questi artisti intrecciate per forza di cose con quelle del capitano Gerd, persona a prima impatto durissima, ma che nasconde un cuore grande e passioni nascoste, in fondo in fondo non vi è alcuna differenza [...] Vai alla recensione »

mercoledì 17 maggio 2017
vighi

Intendiamoci: il film mi e' piaciuto molto; il tema trattato e' stato trattato con intensita' e pathos; interessante il fatto che racconti di un reale spaccato di storia. I capolavori cinematografici hanno bisogno di altri ingredienti, ma nulla da dire di male di questo coinvolgente film!

martedì 10 marzo 2015
il befe

bello

martedì 12 marzo 2013
toty bottalla

Non è certo un film per chi vuole distrarsi un pò sgranocchiando noccioline, il debutto del regista dal nome più lungo di un codice fiscale: è ottimo, il corso del racconto impegna seriamente ma appassiona volentieri, nella trama, l'arte, come le cose buone della vita, alla fine trionfa ma paga dazio al male come è e sarà sempre, triste finale di un lavoro [...] Vai alla recensione »

sabato 7 luglio 2012
mauro2067

oggi, 04/07/2012 ho visto finalmente e dico finalmente questo film. un grande grande film sul coraggio e sulla libertà.ma soprattutto sulla forza delle persone su quella forza interiore che ognuno di noi dovrebbe avere ma che non tutti sanno tirare fuori perchè significherebbe rimettere tutto in gioco, di più anche significherebbe annullare tutte le nostre convinzione e accettare quelle degli altri, [...] Vai alla recensione »

martedì 29 maggio 2012
brando fioravanti

Un impeccabbile agente della  stasi ha il compito di controllare uno scrittore con idee scomode per il socialismo. Colpito dall'umanità dello scrittore e accortosi che il ministro della cultura lo vuole togliere da mezzo per questioni personali decide di proteggerlo. Gli costerà la sua promettente carriera. Lo scrittore dopo aver saputo della collabborazione dell'agente e [...] Vai alla recensione »

giovedì 1 settembre 2011
molenga

Uno dei piu` bei film europei degli ultimi anni, il piu` interessante sulla ddr. in una repubblica dove 1/3 dei cittadini e` impegnato a spiare il prossimo per salvarsi, in una berlino grigia e lontana millenni da quella che conosciamo oggi, il destino di un autore teatrale e della sua fidanzata attrice si incrociano con quello di un funzionario della stasi, che "deve" trovare qualcosa sull`appare [...] Vai alla recensione »

martedì 8 dicembre 2009
taniamarina

Visivamente impacchettato come film per la tv, in realtà vanta una rara delicatezza e un gusto registico raffinatissimo. Alcune immagini non riescono a tradire l'affetto per una cultura da telefilm tedesco (vedasi il finale che si interrompe in un unico fotogramma), lo stesso dicasi per la recitazione degli attori; ma è una pellicola che rispetta ciò che è stato il terribile passato europeo tra est-ovest [...] Vai alla recensione »

martedì 1 dicembre 2009
antrace

A Berlino Est ,nell'estenuante dopoguerra ,si viveva nell'angoscia . La Stasi, la polizia politica , il braccio del regime , aveva messo su una fitta rete di vigilanza, per impedire minacce al credo comunista . La capillare censura non colpiva solo i progetti di cospirazione , ma soprattutto ogni espressione intellettuale di dissenso, nelle parole , negli scritti, negli spettacoli o nei romanzi . [...] Vai alla recensione »

martedì 1 dicembre 2009
antrace

Sentirsi sempre sotto minaccia era destino comune in questo spazio soffocante oltre cortina , al punto da creare reciprocità e confusione tra vittime ed aguzzini , in una spirale degna del terrore giacobino di fine settecento . Lo sottolineava Orwell nel celebre "1984" , tutte le dittature popolari generano con sè una psicopolizia , che macina il cervello degli inquisiti ,prima ancora di deciderne [...] Vai alla recensione »

martedì 1 dicembre 2009
nanda

Non amo particolarmente i film tedeschi, mah devo dire che ieri sera mi sono lasciata piacevolmente affascinare da questo. Bella recitazione, bella storia. Finalmente un buon film con dei contenuti che dovrebbero aprire le porte sulla storia contemporanea che nonostante la viviamo sulla nostra pelle quotidianamente ce ne disinteressiamo completamente lasciando che gli eventi ci scivolino addesso e [...] Vai alla recensione »

martedì 22 dicembre 2009
gian666

Ho visto raramente un fim scontato quanto questo, quando la protagonista viene stirata da un camion, giuro, mi sono messo a ridere... l'unico colpo di scena e' che mi aspettavo una moto e non un camion, vabbe' (ovviamente quando sono scoppiato a ridere mi sono guadagnato sguardi stizziti "bipartisan"). Belli, Meravigiosi, tutti questi intellettuali "pericolosi per il regime" che vivono in case [...] Vai alla recensione »

lunedì 27 luglio 2009
mankus

Il film per me è sopravvalutato nelle recensioni che ho letto finora, in particolare nelle recensioni della critica ufficiale che lo ha ampiamente premiato. In primo luogo dal punto di vista cinematografico è povero, girato in interni, molto dialogato, contenuti riportati riporto di casi e avvenimenti tra un protagonista e l'altro o sulla base di lettura o di documenti, quelli della stasi: protagonisti [...] Vai alla recensione »

Frasi
Quelli che voi interrogherete sono nemici del socialismo, non dimenticatelo mai.
Una frase di Il capitano Gerd Wiesler (Ulrich Mühe)
dal film Le vite degli altri
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Sono freddi e vuoti, gli occhi di Gerd Wiesier (Ulrich Mühe). Su di essi si ferma la macchina da presa già all'inizio di Le vite degli altri (Das Leben der Anderen, Germania, 2006,137'). E a noi pare che riflettano non la singolarità di un uomo, ma una totalità opaca. E un funzionario solerte, il capitano della Stasi. La sua è la vita di un idealista votato a una causa politica garantita da un'ideologia [...] Vai alla recensione »

Roberta Ronconi
Liberazione

Se siete tra quelli che vanno al cinema una volta l'anno, questo è film che dovete vedere nel 2007. Non ci sono premi sufficienti per rendere giustizia a Le vite degli altri , opera prima del giovane tedesco Florian Henckel Von Donnersmarck. Ha ricevuto un Oscar come miglior film straniero dell'anno, tre premi europei e sette Lola tedeschi, più un coro di plausi che ha unito le rive degli oceani.

Roberto Nepoti
La Repubblica

Pluripremiato ovunque, trionfatore dell'Award europeo e vincitore dell'Oscar 2006 per la migliore opera straniera, Le vite degli altri si colloca in primissima linea tra quei film che, ormai, autorizzano a parlare di una "nouvelle vague" tedesca. L'azione si svolge a Berlino Est, alla metà degli anni 80. Un esperto funzionario della Stasi, Gerd Wiesler, è incaricato di sorvegliare Georg Dreymann, drammaturg [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Il tempo è (anche) un dispositivo cinematografico. Ne Le vite degli altri di primo acchito sembrerebbe lento, ma poi ti accorgi che - via via focalizzandosi nei lucidi riflessi di un corrusco labirinto - fa assumere al film la forma della chiarezza e della perfezione. Il senso dell'opera prima di Florian Henckel von Donnersmarck viene, come in tutti i capidopera, dal cuore del racconto: un viaggio [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Andateci. Subito. Film così belli capitano di rado. Esordienti così bravi – a poco più di 30 anni – sono merce ancor più rara. Lasciamo giudicare a chi c'era. Per esempio Neal Ascherson, corrispondente da Berlino per l'Observer quando il muro ancora era in piedi, e la Stasi riempiva dossier su dossier, grazie al solerte lavoro di 300.000 agenti (per una popolazione di 17 milioni di cittadini) e al [...] Vai alla recensione »

Aldo Fittante
Film TV

Un esordio folgorante questo Le vite degli altri giustamente premiato in ogni dove (Oscar americani, europei, tedeschi...), che si rintana nella brechtiana Germania dell'Est dominata dalla Stasi, la terribile polizia segreta che spiava tutto e tutti, in una sorta di Grande Fratello esatto contraltare ideologico del Big Brother capitalistico: là, nel comunismo, nessuno avrebbe voluto essere controllato, [...] Vai alla recensione »

Filippo Zavatti
L'Avanti!

Sul rapporto tra arte e potere uno dei migliori modelli letterari resta a tutt'oggi il "Mephisto" di Klaus Mann (figlio di Thomas), pubblicato nel 1936 quando l'autore era stato costretto all'esilio dal regime nazista e portato sullo schermo nel 1981 da Istvan Szabo. Si raccontava di un attore che, per natura incline solo al successo, lo perseguiva a tutti i costi, rinunciando alle lotte giovanili [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Prima della caduta del Muro, a Berlino Est, anche il visitatore più sprovveduto sapeva di non dover mai pronunciare la parola Stasi, sentendosi anche raccomandare caldamente, ma a bassa voce, di non andare mai, neanche per sbaglio, in Normannenstrasse, una via che aveva gli stessi echi sinistri della nostra via Tasso nella Roma occupata del'43. Oggi della Stasi, la polizia segreta che aveva la sua [...] Vai alla recensione »

Matteo Bittanti
Rolling Stone

L'ottantaquattro orwelliano è una triste realtà, non una fantasia distopica. Siamo nella Repubblica Democratica Tedesca e il muro di Berlino separa l'Est dall'Ovest: la polizia segreta sorveglia scrupolosamente tutti gli abitanti, o quasi, grazie ai suoi centomila agenti, a cui si aggiungono altrettanti "informatori volontari". Gli appartamenti sono infestati da cimici elettroniche.

Alberto Crespi
L'Unità

Di Le vite degli altri, il film tedesco vincitore dell'Oscar per la miglior pellicola straniera, ve ne abbiamo parlato a inizio settimana quando il regista Florian Henckel von Donnersmarck è passato da Roma: oggi vogliamo semplicemente ribadirvi che è magnifico. È un film sulla Stasi, la polizia segreta della fu Rdt: nella Berlino Est del 1984, il tenente della Stasi Gerd Wiesler si offre di controllare [...] Vai alla recensione »

Alberto Pesce
Il Giornale di Brescia

Snobbato dal grandi festival, pare anche Cannes e Venezia, ma campione di incassi in Germania e pluripremiato altrove, a Locarno come miglior film europeo e ad Hollywood con l'Oscar per il miglior film straniero, "Le vite degli altri", benché appena un esordio per Florian Henckel von Donnersmark, è film ben riuscito che inquieta ed emoziona rievocando viscidi rapporti tra Potere e Cultura nel clima [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Un paese che non c'è più, la Germania Est, e una piaga tristemente attuale: lo spionaggio, le intercettazioni telefoniche, il vizio di frugare nelle case, nelle vite, nei sentimenti della gente. Nel film-Oscar dell'esordiente von Donnersmarck, dalla parte di chi spia ci sono un inflessibile capitano della Stasi, tentacolare polizia segreta della Repubblica Democratica Tedesca, e i suoi superiori, compreso [...] Vai alla recensione »

Edouard Waintrop
Libération

Quello di Henckel von Donnersmarck è un debutto eccezionale visto che Le vite degli altri, ambizioso negli obiettivi e classico nella messa in scena, sembra l'opera di un regista consumato. Il film affronta un tema difficile: il tradimento e la redenzione ai tempi in cui la Stasi, la polizia politica del partito comunista, imponeva l'ordine nella Germania est.

Lietta Tornabuoni
L'Espresso

Il ministero per la Sicurezza dello Stato e il suo apparato segreto di repressione detto Stasi, nella Ddr, Repubblica democratica tedesca retta dal Sed, Partito socialista unificato tedesco, insomma la polizia politica della Germania Est, nel 1984 aveva la sua sede centrale a Berlino nella Normannenstrasse. Era composta da 13 mila funzionari e da 170 mila collaboratori non ufficiali.

Vito Attolini
La Gazzetta del Mezzogiorno

Enormi caseggiati dalle cui finestre non traspare alcun segno di vita, lunghe e ampie strade deserte, un'atmosfera gelida che circonda un panorama tanto in apparenza tranquillo quanto internamente percorso da una impalpabile tensione: è questo lo sfondo in cui «Le vite degli altri» - Oscar come miglior film straniero - presenta Berlino Est sotto il regime comunista di Honecker.

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Georg Dreyman non ha motivo di -preoccuparsi: scrittore di successo, il suo Lavoro è ben visto dai capi supremi della Germania Est, Paese in cui ha la sfortuna di vivere. Si svolge infatti nel 1984 Le vite degli altri, di Florian Hepckel von Donnersmack, quando ancora il regime comunista non dà segni evidenti di cedimento. Tutti irregimentati, tutti spiati dagli occhi vigili della Stasi, l'onnipotente [...] Vai alla recensione »

Mario Pellizzari
XL

Berlino est, 1984, quando c'era ancora il Muro. Una coppia di intellettuali vuole informare l'occidente sulla drammatica situazione del Paese. Amati dal regime, non temono la potentissima polizia segreta Stasi che tutti controlla. Errore: dove non c'è democrazia nessuno è al sicuro. Il duro capitano-spia Wiesler è in ascolto, ma il contatto con queste vite così diverse cambierà per sempre anche la [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Il ministro della Cultura della DDR, un brutto grassone, s'è innamorato d'una attrice di teatro. Lei ci sta, per non urtarlo e per procurarsi in caso di bisogno una importante protezione: una volta alla settimana si incontrano in automobile o in albergo, per frettolose strette sessuali. L'attrice ha un amante, drammaturgo brillante, comunista perfetto.

Walter Vescovi
Il Secolo d’Italia

C'è un'atmosfera di tragedia imminente, il peso di un crepuscolo plumbeo ormai inevitabile nel film Le vite degli altri (da oggi al cinema) col quale il regista Florian Henckel von Donnersmarck racconta la storia del drammaturgo Georg Dreyman e della sua compagna, la famosissima attrice Christa-Maria Sieland, che si muovono nello scenario della Berlino Est in un orwelliano 1984.

NEWS
RUBRICHE
mercoledì 14 novembre 2007
Paola De Rosa

Azione e nostalgia Il novembre home video si inaugura con un grande ritorno, quello di Quentin Tarantino con il suo A prova di morte, primo capitolo del dittico Grindhouse, da noi distribuito in due parti a differenza che negli Stati Uniti.

winner
miglior film straniero
Premio Oscar
2007
winner
miglior film dell'unione europea
David di Donatello
2007
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