The Father - Nulla è come sembra

Film 2020 | Drammatico, +13 97 min.

Titolo originaleThe Father
Anno2020
GenereDrammatico,
ProduzioneGran Bretagna
Durata97 minuti
Al cinema140 sale cinematografiche
Regia diFlorian Zeller
AttoriAnthony Hopkins, Olivia Colman, Imogen Poots, Rufus Sewell, Olivia Williams Mark Gatiss, Evie Wray.
Uscitagiovedì 20 maggio 2021
TagDa vedere 2020
DistribuzioneBim Distribuzione
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,97 su 35 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Florian Zeller. Un film Da vedere 2020 con Anthony Hopkins, Olivia Colman, Imogen Poots, Rufus Sewell, Olivia Williams. Cast completo Titolo originale: The Father. Genere Drammatico, - Gran Bretagna, 2020, durata 97 minuti. Uscita cinema giovedì 20 maggio 2021 distribuito da Bim Distribuzione. Oggi tra i film al cinema in 140 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,97 su 35 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Tratto dall'omonima pièce teatrale, il film racconta di una figlia alle prese con un bizzarro e divertente padre affetto da demenza senile. Il film ha ottenuto 6 candidature e vinto 2 Premi Oscar, 4 candidature a Golden Globes, 6 candidature e vinto un premio ai BAFTA, 6 candidature e vinto un premio ai Satellite Awards, 6 candidature e vinto 3 British Independent, 4 candidature a Critics Choice Award, 2 candidature a SAG Awards, 1 candidatura a Directors Guild, ha vinto un premio ai Goya, The Father - Nulla è come sembra è 5° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 9.503,00 e registrato 1.673 presenze.

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Consigliato assolutamente sì!
3,97/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 4,15
PUBBLICO 3,75
ASSOLUTAMENTE SÌ
Un dramma da camera elegante, essenziale ed emotivamente intenso. Con un grande Anthony Hopkins.
Recensione di Tommaso Tocci
mercoledì 5 maggio 2021
Recensione di Tommaso Tocci
mercoledì 5 maggio 2021

Tra le vie residenziali della Londra benestante, Anne si reca a far visita al padre Anthony nel suo appartamento. L'uomo, ottantenne, è rammaricato quando la figlia gli annuncia un prossimo trasferimento a Parigi per raggiungere l'uomo che ama, e chiede cosa ne sarà di lui. Poco dopo, sempre in casa sua, Anthony trova un uomo seduto a leggere il giornale, il quale sostiene di essere il padrone di casa e il marito di Anne. Pur vivace e a tratti ben lucido, Anthony mostra sintomi del morbo di Alzheimer, dimenticando fatti, luoghi e persone. Nel rapporto con i suoi familiari e con la giovane badante Laura, ultima di una lunga serie, la vita di Anthony prosegue per frammenti confusi che la sua mente non riesce più a ricomporre.

Esordio alla regia del drammaturgo francese Florian Zeller, The Father è un dramma da camera elegante, essenziale e devastante dal punto di vista emotivo. Non certo il primo film a trattare le pene della terza età e in particolare i temi della demenza senile, stupisce però lo spettatore che ragionevolmente potrebbe aspettarsi un trattamento pieno di denso sentimentalismo.

Al centro dell'approccio di Zeller c'è il rovesciamento della prospettiva vista in opere simili (come Still Alice), trascinando il pubblico dentro la mente fallace del suo protagonista invece di osservarne le conseguenze e il deterioramento dall'esterno. E dunque spazio a situazioni e informazioni confusionarie, personaggi improvvisamente interpretati da nuovi attori, e un generale rifiuto della progressione narrativa comunemente intesa. Senza spiegazioni, e utilizzando la scena come orizzonte invece della storia.

Adattando una piece teatrale da lui stesso scritta (e di gran successo sui palcoscenici di Parigi, Londra e New York), Zeller cesella alla perfezione il ritorno ritmico di certi oggetti - l'amato orologio, il pollo per cena, il dipinto di una figlia perduta - e di alcuni eventi, tra cui un divorzio, un trasferimento all'estero e la "minaccia" di una casa di cura, che di continuo si ri-assemblano come nuove promesse e tradimenti agli occhi sperduti di Anthony.

Un espediente che funziona, ma che come a teatro sarebbe sterile senza una grande interpretazione centrale. The Father è allora soprattutto il veicolo che dà a Anthony Hopkins uno degli ultimi straordinari ruoli della sua carriera, che gli è valso un secondo Oscar come Miglior Attore dopo quello per Il silenzio degli innocenti. Un personaggio che si chiama come lui (Zeller ammette di averlo portato sul grande schermo proprio per donarlo a Hopkins) e che all'inizio strizza l'occhio alle tante figure intellettualmente dominanti e in fondo un po' sprezzanti già interpretate in passato, da Lecter all'amato Lear, ma che presto si ritrae in una vulnerabilità trasparente che strappa il cuore. È anche una recitazione insolitamente fisica, articolata a più livelli su tutto il corpo in ogni istante di girato.

La complessità tecnica è enorme, ma ciò che conta è il modo in cui l'attore gallese cuce il filo emotivo tra una scena e l'altra (grazie anche all'espressività di Olivia Colman, perfetta nel ruolo di figlia generosa), elevando la trovata di sceneggiatura e offrendo una catarsi autentica a qualunque spettatore che abbia mai avuto a che fare con questo tipo di malattia.

Ben oltre la frontiera dell'empatia, The Father spinge ad affrontare la prospettiva del declino cognitivo che vive in ognuno di noi, smontando la realtà sotto i nostri occhi.

Sei d'accordo con Tommaso Tocci?
Un dramma famigliare da Oscar.
Overview di Giorgio Crico
martedì 24 settembre 2019

Londra, oggi. Anthony è un pensionato ultraottantenne affetto da demenza senile: tende a dimenticare tanto gli avvenimenti più rilevanti della sua vita quanto i piccoli dettagli da cui è costituita la routine quotidiana, sostiene di essere pienamente autosufficiente e rifiuta l'aiuto della badante fino al punto di costringere la figlia Anne a sostituirla e a cercarne una nuova. Il rapporto tra Anne e suo padre, del resto, si è fatto più complicato, nel corso degli anni: il rifiuto della malattia da parte di Anthony e il progresso sempre più evidente della patologia stessa mettono a dura prova la relazione tra genitore e figlia. Anne, inoltre, desidera trasferirsi a Parigi con il suo nuovo compagno, un'aspirazione che Anthony osteggia e irride come può, anche perché non ricorda affatto il divorzio della figlia ed è convinto che sia ancora sposata con il suo ex marito.

La situazione, già tesa, si complica ulteriormente quando, un mattino, Anthony trova in casa uno sconosciuto, che dice di chiamarsi Paul e di vivere in quell'appartamento insieme con lui e con Anne. La stessa Anne sopraggiunge poco dopo portando con sé il pollo da cucinare per cena quella sera ma Anthony è ancor più confuso: la donna non somiglia a sua figlia per come lui crede di ricordarla.

The Father - Nulla è come sembra è un dramma familiare che intende seguire in parte le logiche del thriller.

Il viaggio all'interno della quotidianità frammentaria e frammentata di Anthony, il protagonista, è vissuto come un mistero intricato, un enigma complesso di cui bisogna trovare la soluzione. E la vicenda viene raccontata proprio come è stata raccontata sul palcoscenico, a teatro, dove la sceneggiatura è stata originariamente concepita da Florian Zeller, regista e autore dell'adattamento cinematografico del copione insieme con Christopher Hampton (già sceneggiatore di un grande successo come Le relazioni pericolose, vincitore di tre Oscar nel 1989, tra cui quello per la sceneggiatura, appunto).

Il film è stato premiato durante la notte degli Oscar del 2021 con ben due statuette - quella di Miglior attore protagonista a sir Anthony Hopkins e quella per la Miglior sceneggiatura non originale a Zeller e Hampton. Per quanto concerne il cast, infatti, oltre al già citato e, per l'ennesima volta, superbo Hopkins, non si può non menzionare gli altri straordinari talenti che hanno condiviso il set con il protagonista de Il silenzio degli innocenti a cominciare da Olivia Colman, che interpreta Anne, proseguendo poi con Mark Gatiss, Imogen Poots, Rufus Sewell e, infine, Olivia Williams.

THE FATHER - NULLA È COME SEMBRA
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 9 giugno 2021
Writer58

Prendete un quadro di Picasso, dividetelo in tanti piccoli pezzi, rimescolateli e poi cercate di ricomporre la figura originale come in un puzzle. Magari, per rendere l'operazione ancora più complessa, togliete qualche frammento. Nella migliore delle ipotesi, verrà fuori un insieme un po' diverso, all'interno di una composizione che ha già alterato i rapporti spaziali [...] Vai alla recensione »

giovedì 1 aprile 2021
Eugenio

Il tempo passa per tutti senza scampo, spada di Damocle, micidiale e inesorabile. Nulla pare intaccare il suo corso, a niente valgono i rimedi casalinghi per ingannar il sacro portatore della clessidra, responsabile, talune volte, di un decadimento delle nostre facoltà mentali e cognitive. Invecchiando si perdono le forze, il fisico si rilassa e in taluni casi, oltre al decadimento del corpo, [...] Vai alla recensione »

venerdì 30 aprile 2021
Alessandro Spata

Un grande film è (anche o soprattutto, forse) quello in cui le vicende non si dipanano indipendentemente dall’osservazione dello spettatore. Quest’ultimo non solo non si sente mai escluso dalla storia,ma attraverso gli attori e le situazioni narrate entra in scena lui stesso con tutto il retroterra del suo mondo interno. Stai lì a guardare ed è come se recitassi la [...] Vai alla recensione »

mercoledì 9 giugno 2021
Inesperto

L'Alzheimer visto dall'interno; non dall'esterno come di norma. Un Anthony Hopkins al quale assegnar l'Oscar sembra persino scontato, per quanto esagerata appare la sua interpretazione. Qui si tratta della storia di un uomo che si ritrova, ottantenne, a tirare avanti in casa sua, rendendosi conto gradualmente, con grosse difficoltà, e non senza opporvisi, che la testa lo sta [...] Vai alla recensione »

venerdì 28 maggio 2021
playthebluesm

 THE FATHER (recensione)   Cosa ci prepara alla morte nell’abbandono della vita? Quanto il corpo si lasci trafiggere dalle lame della lotta per la difesa del succo della vita non ci è dato saperlo. Ma invero, il corpo, la mente, la coscienza, cedono degli spazi graduali nella lotta gradualmente impari. Come in una vittoria di Pirro le ferite sul campo non si contano, ed [...] Vai alla recensione »

domenica 6 giugno 2021
MAURIDAL

 THE FATHER Nulla è come sembra. un film di  Di Florian Zeller.   Il regista e commediografo Florian Zeller, tratta  in questo film, un tema che in qualche modo tutti hanno conosciuto, la vecchiaia e le sue conseguenze . I padri e i genitori anziani la vivono direttamente, i figli più o meno giovani, conoscono le conseguenze che la vecchiaia produce sulle persone [...] Vai alla recensione »

mercoledì 2 giugno 2021
angelo umana

 Lo spettatore che si avvicina all'età di cui si tratta in questo ottimo film prova inquietudine e disagio nel vedere le fasi che si succedono per giungere ad un'epoca in cui la vita e le funzioni della testa non appartengono più al suo proprietario, non rispondono più ai comandi. Questo è merito del protagonista Anthony Hopkins, il livello della cui recitazione [...] Vai alla recensione »

domenica 30 maggio 2021
Maugam

Condivido quasi copletamente il commento di carloalberto. Sceneggiatura barocca,  tecnica di ripresa banale, montaggio artificioso, straordinaria interpretazione di Hopkins. Il tema, invece lo reputo interessante anche se la societa', pero', e' fatta, nella stragrande maggioranza dei casi, da persone decisamente meno agiate, rispetto ai protagonisti del film e la gestione [...] Vai alla recensione »

giovedì 6 maggio 2021
carloalberto

 Parlare di una sceneggiatura barocca, di un soggetto scontato, di una tecnica di ripresa banale o di un montaggio artificioso, quando sul palco, in una piece teatrale costruita interamente sul personaggio del protagonista, c’è Anthony Hopkins, appare superfluo. L’esordiente alla regia Florian Zeller ce la mette tutta per essere all’altezza del mostro sacro che si ritrova [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
mercoledì 26 maggio 2021
Giovanni Bogani

Arriva da noi con la luccicanza dell’Oscar vinto da Anthony Hopkins – un Oscar per il Miglior Attore che, quest’anno, era anche l’ultimo evento, dunque il più importante, della cerimonia. E mentre noi comuni mortali, in Italia, tiravamo mattina per sapere chi avrebbe vinto, lui se ne stava a casa sua, in Galles, a dormire.

Con sublime distacco dalle cose di questo mondo, il mattino dopo Hopkins avrebbe acceso il telefonino e filmato un breve messaggio di ringraziamento, mentre dietro di lui c’era un paesaggio di prati e cielo che veniva voglia di attraversarlo in bicicletta.

Arriva da noi – esclusivamente nelle sale: dal 20 in originale, dal 27 in versione italiana – The Father, con il prestigio dell’Oscar alla Miglior Sceneggiatura non Originale, e con quel pizzico di sospetto che si accompagna sempre ai film tratti da un’opera teatrale. Ma saranno noiosi? Saranno un diluvio di parole, due persone che si guardano negli occhi, e noi annoiati a guardare lo schermino dello smartphone.

I film tratti da opere teatrali, chi ama il cinema li vede sempre con sospetto. Perché vuole che il cinema sia cinema, e non teatro filmato, come ancora troppo cinema e troppa tv. Chi ama il cinema è affamato di immagini, vuole girellare nelle inquadrature come un cane in un bosco.

Beh, una notizia: questo è cinema. Ed è grande cinema. Perché quello che vedi ti fa stare incollato allo schermo, e perché quello che vedi ti sorprende sempre. È grande cinema anche se non ci sono effetti speciali, anche se non ci sono esterni se non per trenta secondi nei titoli di testa. Ma è grande cinema, è un po’ Shining e un po’ Luis Bunuel. È la storia di una disgregazione umana. È un puzzle si ricompone nella mente dello spettatore, mentre il personaggio segue il percorso inverso, si sfalda, si sgretola, si scompone come il computer Hal 9000 di 2001: Odissea nello spazio.

È un’odissea nello spazio della mente del protagonista, The Father. Uno spazio nel quale non ci sono riferimenti certi. Anthony Hopkins si aggira fra le stanze della sua casa come Jack Nicholson nei corridoi dell’Overlook Hotel. No, non ci sono corridoi interminabili, qui: bastano un po’ di stanze, e ogni porta può spalancare un abisso.

Inutile dire quanto sia bravo Anthony Hopkins, lo scriveranno tutti. Sul suo volto lascia affiorare intelligenza, smarrimento, euforia, disperazione, sex appeal. La scena in cui incontra la giovane caregiver, bionda, ventenne, già preparata alle stranezze del vecchio, e in cui tuttavia riesce a sorprenderla mille volte, in cui riesce a essere divertente, leggero, spiritoso, sensuale, imbarazzante, patetico, e improvvisamente sgarbato, adirato, passando da uno stato d’animo all’altro con una velocità stupefacente, è da manuale. Hopkins riesce a essere smarrito, disarmato, confuso, e l’attimo dopo minaccioso, velenoso ancora come Hannibal Lecter. E poi crolla ancora

Ma non è quanto sia bravo Hopkins il punto. O quanto sia brava Olivia Colman, nel ruolo della figlia – e lo è, enormemente: un misto di dolore, premura, rassegnazione, impotenza, delicatezza. Il punto è come il film riesca a rendere ogni momento inquietante, difficile da decifrare per lo spettatore. È come se fosse una continua soggettiva della mente di Hopkins.

FOCUS
sabato 15 maggio 2021
Marzia Gandolfi

In The Father, Anthony Hopkins incarna un ottuagenario che rifiuta tutte le badanti che la figlia gli propone, aggrappandosi al suo diritto di vivere da solo. L’uomo ha perso la ragione o è vittima di un complotto che mira alla sua eredità? Vive nell’appartamento della figlia o è ricoverato in una clinica privata?

Ricordi, allucinazioni, macchinazioni, Anthony (il personaggio) scivola progressivamente in uno stato mai conosciuto prima. Impaurito, disorientato, non comprende più niente di quello che gli accade intorno, la realtà gli sfugge.
 

Servito a meraviglia da Olivia Colman, che interpreta la figlia impotente davanti alla degenerazione del padre, Anthony Hopkins abita un essere di incredibile presenza benché assente, preso in una tempesta interiore che spazza via tutto, rabbia, tristezza, amore e rimpianti.

Quello che rimane è il disordine di un personaggio shakespeariano, un vecchio re Lear straziato e perduto nella brughiera. La malattia neurodegenerativa recide ogni legame, ipoteca soprattutto quello con la figlia che sovente diventa un’estranea.

Che cosa resta del giorno e della persona quando tutte le teorie filosofiche sembrano incoerenti a definirla? Anthony Hopkins mette in scena quello che rimane in fondo alla vita e al cuore di questo film quasi onirico e sorprendente nel trattare la dimensione intima della demenza.

Attore magistrale, Hopkins disegna un protagonista adorabile quanto odioso, in preda ai capricci della memoria e pieno di una vulnerabilità disarmante
. E così vulnerabile sullo schermo l’attore britannico non lo abbiamo visto mai. Intelligente, segreto, manipolatore, sempre un passo avanti agli altri e agli spettatori, è questo lo spettacolo a cui ci ha abituati Hopkins nel corso della sua lunga carriera. Raramenteha interpretato ruoli fragili, a fior di pelle, fuori controllo.

Florian Zeller gioca precisamente con la personalità dell’attore, sfidandolo e affidandogli il ruolo principale nel suo esordio, adattamento della sua pièce teatrale (Le Père). Il ruolo che ogni attore sogna perché costantemente in schermo e in bilico tra emozione e irritazione, umanità ed egoismo, malizia e innocenza, cinismo e smarrimento.

Si ‘gioca’ tutto Anthony Hopkins, a suo agio in tutti i generi e particolarmente nei personaggi freddi e mostruosi. L’indimenticabile interprete di Hannibal Lecter non batte ciglio davanti alla richiesta di Zeller e scivola navigato nei panni di un vecchio uomo vinto dalla demenza senile. Il valore di The Father, che restituisce i turbamenti della ragione attraverso impercettibili ritocchi del décor, non si limita al suo attore ma è comunque a Hopkins che deve la sua pienezza e la sua maturità. Come nessuno, l’attore contribuisce a quel puzzle dove il reale cede all’immaginazione a ruota libera di Anthony.

L’interpretazione di The Father gli vale l’Oscar trent’anni dopo quello del Silenzio degli innocenti, dove appare per sedici minuti, tanto basta, in un film di due ore. La performance ‘mordente’ nel thriller psicologico di Jonathan Demme lo consacra all’olimpo disegnando un mostro che sembra uscito da un film di Fritz Lang.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 20 maggio 2021
Maurizio Acerbi
Il Giornale

È il vincitore morale degli Oscar 2021. Purtroppo però non possedeva i requisiti che ormai sono il lasciapassare per vincere in quel di Hollywood, con quei protagonisti caucasici e un tema, l' Alzheimer, lontano da razzismo, femminismo e ogni «ismo» che, grazie alla spinta delle giurie liberal, significa statuetta sicura. Poco importa che questo sia, di gran lunga, il più bel film dello scorso anno. [...] Vai alla recensione »

venerdì 2 aprile 2021
Giampiero Frasca
Cineforum

È nota la lezione di Godard sul prodotto film, che ha sempre un inizio, un centro e una fine, ma non necessariamente in quest'ordine. Da quando lo disse (e lo fece), però, la narrazione ha attraversato un nugolo di fasi differenti che hanno declinato l'assunto in mille possibilità. The Father, tratto da una pièce teatrale che Florian Zeller ha sceneggiato insieme a Christopher Hampton e diretto, ne [...] Vai alla recensione »

venerdì 2 aprile 2021
Roberta Loriga
Sentieri Selvaggi

La più interessante tra le analogie che uniscono il cinema alla memoria è il poter ricostruire il tempo. Nei film come nei ricordi la realtà che appare è sempre frutto di una ricostruzione del passato dove agiscono soprattutto fattori emotivi. La settima arte, che è stata spesso al servizio di atti etici in quanto strumento di testimonianza, è diventata magazzino di memorie così come di percezioni: [...] Vai alla recensione »

domenica 30 maggio 2021
Fabio Ferzetti
L'Espresso

Lasciate ogni speranza, o voi che entrate: a casa del venerabile Anthony (Hopkins) nulla è ciò che sembra, a partire dalla stessa casa; nulla si trova mai nello stesso posto o accade nel medesimo ordine; nessuna certezza conforta quei mobili così familiari, quell' interno caldo e accogliente in cui ogni tanto appaiono misteriosi estranei, quella poltrona in cui il vegliardo si adagia per ascoltare [...] Vai alla recensione »

sabato 29 maggio 2021
Claudio Fraccari
La Voce di Mantova

Una porta che sbatte rivela che qualcuno è entrato nel suo appartamento. L'ottuagenario Anthony si allarma; ancor più quando vede uno sconosciuto tranquillamente seduto in soggiorno che, interpellato, afferma di abitare lì da anni e di essere suo genero. Ma la figlia Anne è da tempo divorziata; anzi, gli ha comunicato la sua intenzione di andare a vivere a Parigi con un uomo di cui è innamorata e per [...] Vai alla recensione »

giovedì 27 maggio 2021
Marina Visentin
Cult Week

Una bella casa in un elegante quartiere londinese, un uomo anziano e benestante, apparentemente in buona salute, una figlia premurosa e dolce che ha il progetto di trasferirsi a Parigi e si preoccupa di trovare qualcuno che si possa prendere cura del genitore, che potrebbe prima o poi rivelarsi incapace di vivere da solo. O forse già lo è. O forse nulla è come sembra, come recita il sottotitolo italiano [...] Vai alla recensione »

martedì 25 maggio 2021
K. Austin Collins
Rolling Stone

The Father - Nulla è come sembra, adattatamento della pluripremiata pièce teatrale del 2012 del romanziere, drammaturgo e regista francese Florian Zeller, dà ad Anthony Hopkins un ruolo pensato per spezzarci il cuore: un personaggio pieno di rabbia, disagio e incertezza ma, anche, lampi di umorismo e una vivace pienezza di vita. Un promemoria di chi era quest'uomo, una volta.

lunedì 24 maggio 2021
Gianni Canova
We Love Cinema

Quando tutto frana. Quando tempo e spazio collassano. Quando non sai più dove sei e non distingui più il prima e il dopo. Quando capisci che non capisci più. Quando corpo e mente divorziano. Quando la percezione della realtà non coincide più con la realtà. Mette in scena tutto questo, The Father. Ma lo fa non raccontandolo e osservandolo dall'esterno, come altre volte abbiamo visto sullo schermo (ad [...] Vai alla recensione »

domenica 23 maggio 2021
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

A ottanta e più anni, vicino alla conclusione della vita, Anthony (Anthony Hopkins) confonde il prima con il dopo, il mondo di oggi con quello di ieri. Di questo continuo smarrirsi nel tempo racconta The Father (Gran Bretagna e Francia, 2020), che l' ottimo esordiente quarantunenne Florian Zeller trae da un suo lavoro teatrale. In procinto di trasferirsi a Parigi con Paul, il nuovo marito, la figlia [...] Vai alla recensione »

sabato 22 maggio 2021
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Era tanto difficile intitolarlo: "Il padre", punto e basta? Lasciando da parte l' antipatico aiutino che impone di aggiungere: "Nulla è come sembra". Ennesima dimostrazione di come i distributori di film considerano gli spettatori: gente a cui bisogna spiegare ogni cosa, per filo e per segno. Mentre il regista (e lo sceneggiatore, e gli attori) fanno di tutto per costruire un mondo, loro con una frasetta [...] Vai alla recensione »

venerdì 21 maggio 2021
Valerio Caprara
Il Mattino

Non sono pochi i film incentrati sulle drammatiche situazioni generate dalle malattie della demenza senile, ma nessuno sembra sistematico, rifinito e disturbante come l' opera prima del drammaturgo più à la page d' oltralpe Zeller che, del resto, l' ha trasposto dalla propria pièce Le père (curiosamente già passata al cinema in versione più spigliata nel 2015 con il titolo Florida).

venerdì 21 maggio 2021
Benjamin Lee
The Guardian

Basato sul pluripremiato dramma teatrale, The father comincia come un dramma che ruota intorno a una dinamica familiare abbastanza comune. Anne (Olivia Colman) sta perdendo la pazienza nei confronti del padre ottantenne Anthony (Anthony Hopkins), che sta perdendo presa sulla realtà ma si rifiuta di essere accudito. Anne sta per trasferirsi a Parigi e vuole assolutamente trovare qualcuno che possa occuparsi [...] Vai alla recensione »

venerdì 21 maggio 2021
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Da dove cominciare per spiegare il valore e l'interesse di un film come "The father" (al quale il titolo italiano aggiunge, come sempre, l'inutile "Nulla è come sempre"?) Sì, certo: da Anthony Hopkins. Nel suo volto, lo smarrimento scava un progressivo distacco dalla realtà, come se il suo corpo e, ancora di più, la sua mente faticassero a trovare un appiglio per comprendere ciò che si muove attorno, [...] Vai alla recensione »

venerdì 21 maggio 2021
Elisa Grando
Il Piccolo

Molti film esplorano come la vecchiaia, e tante malattie tipiche della terza età, modifichino la vita, nel quotidiano e nelle prospettive. Pochi però si concentrano su come questi cambiamenti devono essere gestiti, non solo dall'anziano ma anche di chi lo affianca, spesso un figlio che vede ribaltarsi il ruolo di accudimento nei confronti del genitore.

venerdì 21 maggio 2021
Alessandra De Luca
Avvenire

Anthony ha 81 anni, vive da solo nel suo appartamento londinese e odia le badanti che sua figlia Anne cerca di imporgli perché dopo il trasferimento a Parigi, dove seguirà l'uomo che ama, non potrà più andare a trovarlo tutti i giorni. L'anziano signore non si spiega allora chi sia l'estraneo che in soggiorno sostiene di essere sposato con Anne da oltre dieci anni e afferma che quella dove vive è casa [...] Vai alla recensione »

venerdì 21 maggio 2021
Mattia Pasquini
Ciak

Presentato in anteprima al Sundance Film Festival oltre un anno fa, finalmente dal 20 maggio la Bim Distribuzione porta nei cinema italiani il tanto acclamato The Father - Nulla è come sembra. Il film per il quale, Anthony Hopkins ha da poco vinto il suo secondo Oscar come Miglior attore protagonista, trent'anni dopo Il silenzio degli Innocenti. Un riconoscimento che, più dei tanti raccolti e insieme [...] Vai alla recensione »

venerdì 21 maggio 2021
Andrea Chimento
Il Sole-24 Ore

Un'interpretazione da pelle d'oca in un film tra i più potenti degli ultimi mesi: si può sintetizzare così «The Father», bellissimo lungometraggio firmato da Florian Zeller con uno straordinario Anthony Hopkins. Meritatamente premiato con due Oscar (miglior attore protagonista e miglior sceneggiatura non originale), il film è tratto dalla pièce dello stesso Zeller messa in scena per la prima volta [...] Vai alla recensione »

giovedì 20 maggio 2021
Maria Lucia Tangorra
Cineclandestino

Prima di affrontare The Father - Nulla è come sembra ci sembra importante evidenziare una scelta di Bim Distribuzione: il film diretto da Florian Zeller viene distribuito al cinema dal 20 maggio in lingua originale (con sottotitoli in italiano) e dal 27 maggio in versione italiana. Un passo importante per supportare la riapertura delle sale e offrire al pubblico l'opportunità di vedere il film dell'autore [...] Vai alla recensione »

giovedì 20 maggio 2021
Marì Alberione
Duels.it

Londra, zona di Westminster (Lauderdale Road si legge su una targa toponomastica). Una donna cammina per strada, sale le scale di un palazzo ed entra in casa annunciandosi al padre. L'uomo non la sente, sta ascoltando in cuffia l'aria What Power Art Thou? dal King Arthur di Henry Purcell. Anthony (Anthony Hopkins), il padre, pare abbia minacciato fisicamente e chiamato "stronzetta" Angela, la badante [...] Vai alla recensione »

giovedì 20 maggio 2021
Antonello Catacchio
Il Manifesto

Florian Zeller è un giovane drammaturgo francese (sì, oggi a 41 anni si è giovani per questo lavoro), autore di diverse opere teatrali di successo rappresentate un po' ovunque. Come The Father, messo in scena in decine di allestimenti e premiato in diverse occasioni. Come si sa però il passaggio dal teatro al cinema non è sempre felice, manca il respiro, lo spazio, il cambiamento di situazioni, così, [...] Vai alla recensione »

giovedì 20 maggio 2021
Francesco Alò
Il Messaggero

L' orologio perso, sempre pollo per cena, la figlia più amata che non lo va mai a trovare. E poi ci sono queste badanti poco professionali (e se l' orologio l' avesse rubato l' ultima stronzetta appena licenziata?) difese dalla petulante Anne, figlia senza brio sposata a quell' uomo brusco, capace di chiedergli, alzando a malapena gli occhi dal giornale: «Fino a che punto continuerai a rovinarci la [...] Vai alla recensione »

giovedì 20 maggio 2021
Teresa Marchesi
Huffington Post

Esistono in natura voci capaci di un'estensione su tre ottave? Personalmente non ne conosco, ma la recitazione di Anthony Hopkins in "The Father - Nulla è come sembra" raggiunge un'estensione equivalente a tre ottave. Per questa sua folgorante performance l'ottantatreenne Sir Hopkins (che puntualmente declina il titolo, quando lo incontri, suggerendo un più placido "Tony") ha appena vinto il secondo [...] Vai alla recensione »

giovedì 20 maggio 2021
Serena Nannelli
Il Giornale

In The Father - Nulla è come sembra, opera prima di Florian Zeller premiata con due oscar (sceneggiatura non originale e attore protagonista), va in scena il ritratto in soggettiva di una malattia che distrugge passo dopo passo l'auto-percezione dell'identità. Anthony (Hopkins) è un ottuagenario elegante e dignitoso che, nonostante sia affetto da demenza senile, vive da solo nel suo appartamento londinese. [...] Vai alla recensione »

giovedì 20 maggio 2021
Stefano Giani
CineSalotto

All'apparenza Anthony è un anziano come tanti. Attaccato alla figlia più presente. Devoto a quella che non viene mai. E soprattutto nemico delle badanti che devono solo aiutarlo perché, sempre all'apparenza, Anthony è perfettamente autosufficiente. Eppure, in questo quadretto teoricamente fin troppo normale, c'è qualcosa che non funziona ma affiora fotogramma dopo fotogramma.

martedì 18 maggio 2021
Ilaria Feole
Film TV

Anthony ricorda perfettamente la sua data di nascita, 31 dicembre 1937 (la stessa del suo interprete Hopkins, la cui presenza era per il regista vincolante: senza di lui, niente film), ma altre zone della sua memoria lo tradiscono: chi è lo sconosciuto che si piazza nel suo salotto come fosse a casa propria? Perché sua figlia gli dice cose per poi negarle? E perché, invece, la secondogenita non si [...] Vai alla recensione »

martedì 18 maggio 2021
Valerio Sammarco
La Rivista del Cinematografo

"E io, chi sono realmente io?". Molto spesso il cinema, anche di recente, ha raccontato storie incentrate su demenza senile e Alzheimer. Pensiamo ad esempio all'incursione americana di Paolo Virzì con Ella & John, o all'ancora inedito in Italia Supernova di Harry Macqueen. Un orologio perso di continuo, una casa che ogni volta appare differente, persone che assumono altre sembianze, una finestra dalla [...] Vai alla recensione »

martedì 18 maggio 2021
Michele Anselmi
Cinemonitor.it

Ha senso il sottotitolo che la Bim ha aggiunto a "The Father", cioè "Nulla è come sembra". Perché prepara lo spettatore ad assistere a una sorta di "kammerspiel" sul progressivo smarrimento mentale di un uomo anziano. A suo modo il film è anche un "thriller", se volete dell'anima e del cervello, perché la malattia che tutti ci spaventa, il morbo di Alzheimer, viene raccontata in una chiave di suspense, [...] Vai alla recensione »

martedì 18 maggio 2021
Enrica Brocardo
Wired

La vecchiaia sugli schermi non è più un tabù. Al cinema e in tv, sono sempre di più le storie che parlano di acciacchi, disfunzioni erettili e amori senili. Lo fanno con il tono della commedia come Il metodo Kominsky (la terza stagione parte il 28 maggio su Netflix) o Grace and Frankie (sempre Netflix), due serie interpretate rispettivamente da Michael Douglas e Alan Arkin, la prima, e da Jane Fonda [...] Vai alla recensione »

sabato 15 maggio 2021
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Saper guardare oltre le pareti per ritrovare l' immaginazione perduta. Da mesi, ormai, il segreto visionario è proprietà della pandemia, che ha confinato aspirazioni e ispirazioni nell' antica recita del far "di necessità virtù". Ma la sfida non è per tutti. Nelle restrizioni si esalta il talento, con la memoria ai nostri "neorealistici" padri che ancora tanto insegnano.

sabato 15 maggio 2021
Francesco Costantini
Asbury Movies

Una delle regole d'oro, quando si adatta per il cinema dal teatro, nulla di scolpito nella pietra per carità ma andatelo a raccontare a Hitchcock, "suggerisce" di non disperdere per quanto possibile l'esplosività indotta dall'unità di luogo e azione. Valutando al massimo grado le potenzialità emotive e narrative offerte dalla concentrazione degli spazi e dei tempi.

venerdì 2 aprile 2021
Matteo Galli
Close-Up

Il progressivo invecchiamento della popolazione mondiale, soprattutto di quella occidentale, sta ormai facendo nascere al cinema un nuovo sottogenere che non possiamo non chiamare con il suo vero nome, ovvero "Alzheimer Film". Soltanto negli ultimi dieci-quindici anni di film sul tema, di svariato livello, ne sono usciti diversi. A memoria: Still Alice , The Iron Lady , Ella & John , Amour .

martedì 30 marzo 2021
Ilaria Falcone
NonSoloCinema

Anne (Olivia Colman) entra in un appartamento di lusso a Londra, dove vive il padre Anthony (Anthony Hopkins), ottantenne ex ingegnere, appassionato di musica classica. L'uomo è piuttosto sorpreso dall'atteggiamento severo, di esasperata calma della figlia, arrabbiata perché lui ha trattato male l'infermiera che deve occuparsi di lui. Bastano pochi minuti, la penombra della casa, la postura della [...] Vai alla recensione »

domenica 16 maggio 2021
Natalia Aspesi
La Repubblica

In "The Father" Anthony Hopkins è un uomo affetto da demenza senile visto da Natalia Aspesi Anthony è uno di quegli ottantenni dal passato appagante che gli consente un presente sereno e la certezza di bastare a sé stesso, di potersela cavare benissimo da solo. Il suo corpo è sano, robusto, ancora agile, e il buon umore non manca, ha anche una sua battuta che ripete continuamente e che lo fa sempre [...] Vai alla recensione »

NEWS
BOX OFFICE
venerdì 28 maggio 2021
Andrea Chirichelli

Il film con Anthony Hopkins, da ieri in oltre 250 sale, è ora in seconda posizione subito dopo Crudelia. Scopri la classifica »

CELEBRITIES
mercoledì 12 maggio 2021
Fabio Secchi Frau

Romanziere e drammaturgo francese, Florian Zeller diventa celebre nazionalmente dopo aver vinto il prestigioso Prix Interallié nel 2004, ottenuto grazie al suo romanzo "Il fascino del peggio". Ha solo ventidue anni quando capisce che scrivere è la [...]

TRAILER
mercoledì 5 maggio 2021
 

Il racconto di un uomo la cui realtà si sgretola pian piano. Con i premi Oscar Anthony Hopkins e Olivia Colman. Dal 20 maggio al cinema. Guarda il trailer »

POSTER
mercoledì 5 maggio 2021
 

Un uomo rifiuta tutta l'assistenza di sua figlia mentre invecchia. Mentre cerca di dare un senso alle sue mutevoli circostanze, inizia a dubitare dei suoi cari, della sua mente e persino del tessuto della sua realtà.

NEWS
mercoledì 5 maggio 2021
 

Tratto dall'omonima pièce teatrale, il film racconta di una figlia alle prese con un bizzarro e divertente padre affetto da demenza senile. Vai all'articolo »

OVERVIEW
mercoledì 28 aprile 2021
Giorgio Crico

Dal teatro al cinema, un viaggio all'interno della quotidianità frammentata di Anthony Hopkins. Prossimamente al cinema. Vai all'articolo »

OSCAR
lunedì 26 aprile 2021
 

L'attore, non presente alla cerimonia, si è aggiudicato la prestigiosa statuetta. Vai all'articolo »

OSCAR
lunedì 26 aprile 2021
 

Christopher Hampton e Florian Zeller si aggiudicano il premio. Vai all'articolo »

OSCAR
lunedì 15 marzo 2021
 

Il film dell'esoridente Florian Zeller si è aggiudicato sei nomination agli Oscar 2021: miglior film, miglior attrice non protagonista per Olivia Colman, miglior attore protagonista per Anthony Hopkins, miglior sceneggiatura non originale e miglior montaggio. [...]

TRAILER
mercoledì 16 settembre 2020
 

Regia di Florian Zeller. Un film con Olivia Colman, Imogen Poots, Anthony Hopkins, Rufus Sewell, Olivia Williams. Prossimamente al cinema. Guarda il trailer »

SHOWTIME
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