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Olivia Colman

Olivia Colman (Sarah Caroline Olivia Colman). Data di nascita 30 gennaio 1974 a Norfolk (Gran Bretagna).
Quest'anno ha ricevuto il premio come miglior attrice in una serie televisiva drammatica al Satellite Awards per il film The Crown. Dal 2017 al 2021 Olivia Colman ha vinto 9 premi: BAFTA (2019), Critics Choice Award (2019), European Film Awards (2019), Festival di Venezia (2018), Golden Globes (2017, 2019, 2020), Premio Oscar (2019), Satellite Awards (2021). Olivia Colman ha oggi 47 anni ed è del segno zodiacale Acquario.

Un vero affare

A cura di Fabio Secchi Frau

Il pubblico italiano l'ha vista insinuarsi nel cast di Assassinio sull'Orient Express. Eccola lì, accanto all'attore ucraino Sergei Polunin e a Derek Jacobi, Judi Dench, Michelle Pfeiffer e Tom Bateman. Tutti diretti dal loro collega Kenneth Branagh in un treno sporco di sangue e bagnato dalla neve.
Mentre quello britannico ha pensato che fosse l'attuale migliore attrice al mondo dopo averla vista nella serie tv poliziesca Broadchurch. C'è da dire che i più l'avevano già notata nel drammatico Tirannosauro. Uno dei suoi primi film da protagonista. Con la sua Hannah era riuscita a spingere al massimo il ritratto di una donna vittima di abusi domestici, raggiungendo picchi di perfezione ai confini dello stato di grazia.
Molti hanno scritto "È bello vedere un'attrice senza un bell'aspetto, che riesce davvero a entrare nel personaggio". E il segreto è proprio questo. Non la discutibile mancanza di bell'aspetto, ma la capacità di questa grandissima interprete di riuscire a essere convincente fino ad annullarsi. Dal primo momento in cui la Colman entra in scena, fosse anche per una minuscola parte, si è certi che riuscirà a portare l'ineccepibile perfezione drammatica o comica che la contraddistingue. Un vero affare.
Eppure, la televisione inglese ci ha messo un bel po' per capire quanto fosse eccellente, professionale e dannatamente talentuosa. Per anni, le ha offerto solo personaggi secondari in serie tv come Peep Show, Look Around You e Twenty Twelve. È stato il cinema europeo a scoprirla meno lentamente e a rimanere immediatamente stupito da ciò che potesse fare davanti a una cinepresa. Ora, noi sappiamo che anche se non è la migliore attrice al mondo, potrebbe essere una valida avversaria per la migliore attrice inglese! Ma chi è questa attrice che sogna di essere una cattiva dell'universo Marvel?

Recitare per il resto della vita
Olivia Colman nasce a Norwich, figlia di Mary Leakey, un'infermiera, e di Keith Colman, un geometra. Dopo aver frequentato due istituti privati (la Norwich High School for Girls e la Gresham's School), comincia ad avvicinarsi alla recitazione. Fin da subito è una passione molto viva. Il suo primo ruolo è da protagonista. Ha solo sedici anni ed è stata scelta per interpretare Jean Brodie in un adattamento scolastico della piéce "La strana voglia di Jean" di Jay Presson Allen. Sono gli applausi ricevuti a farle capire che vorrebbe fare l'attrice per il resto della sua vita. Così, iscrittasi all'Homerton College di Cambridge, frequenta contemporaneamente anche la Bristol Old Vic Theatre School per perfezionarsi e, nel 1999, si laurea. La sua prima audizione, però, non è per un film o un telefilm. Vuole entrare in una compagnia teatrale. Sceglie il Cambridge University Footlights Dramatic Club, dove conosce i comici David Mitchell e Robert Webb (suoi ex compagni a Cambridge), ai quali ruba a piene mani un repertorio di mimica facciale e di regole comiche che le saranno molto utili in futuro.

Volto televisivo
Ma non può vivere solo di teatro e di club. Deve pur cominciare a guadagnare qualcosa in più, se vuole mantenersi. Come molti prima di lei, sceglie il mezzo televisivo. La BBC, la ITV e Channel 4 offrono una vasta gamma di telefilm nei quali può apparire (Bruiser, People Like Us, Look around You, Black Books, The Office, The Time of Your Life). Sfrutta anche la sua voce che diventa quella della presentatrice del programma "Britain's Funniest Comedy Character" e che recita in commedie radiofoniche della BBC come "Concrete Cow", "Think the Unthinkable", "The House of Milton Jones", "Hunt 33" e "Dirk Gently's Holistic Detective Agency" (che poi diventerà un telefilm). Non rifiuta nemmeno le pubblicità, come quelle delle assicurazioni automobilistiche AA Car Insurance, delle fragranze Glade e per i prodotti Andrex.

Mitchell e Webb... e Colman!
Ritroverà i vecchi amici Mitchell e Webb in svariati progetti televisivi e radiofonici ("That Mitchell and Webb Sound" o "That Mitchell and Webb Look"), ma decide di separarsi da loro quando il suo agente le suggerirà di non associare troppo il suo nome al loro lavoro, vedendo in lei possibilità più grandi di quelle di una semplice spalla comica. La Colman, a malincuore, seguirà il consiglio ed entrerà in Peep Show (chiedendo ai creatori maggiore corposità per il suo personaggio), nella sitcom Beautiful People (basata sulla vita di Simon Doonan, dove veste i panni della di lui madre Debbie Doonan) e nella serie cult Skins. Sono ruoli secondari. Molto diversi dal posto quasi in primo piano che aveva con i suoi due colleghi e amici, David e Robert. Ma lei stringe i denti e, con le lacrime agli occhi (come ha ammesso lei stessa), prosegue. Il destino darà poi ragione al suo agente, ma nel frattempo, la Colman sbarcherà al cinema. Partecipa al mockumentary Confetti (2006) in quella che descriverà essere "la peggiore esperienza della sua vita". Andrà meglio con le commedie Grow Your Own e Hot Fuzz (2007).

L'incontro con Paddy Considine
Il riscatto dopo il sacrificio arriva sotto varie forme. La prima ha la forma di un incontro con il regista Paddy Considine. La Colman compare in ben due sue opere: il cortometraggio Dog Altogether (2007) e il lungometraggio di debutto Tirannosauro (2007), grazie al quale ottiene un Empire Award e un BIFA come miglior attrice in un film indipendente inglese. La seconda forma è il suo primo ruolo televisivo da protagonista in una sitcom. Siamo nel 2010, e lei sarà Alex Smallbone, moglie di un vicario, in Rev. Lo stesso anno, appare anche in Doctor Who con il debuttante Matt Smith nei panni dell'undicesimo Dottore e nel film tv Exile di Danny Brocklehurst, accanto a John Simm e Jim Broadbent.

La figlia di ferro
Nel 2011, è Carol Thatcher, figlia dell'ex primo ministro Margaret Thatcher (Meryl Streep) in The Iron Lady. Un ruolo che le vale il London Film Critics' Circle Award come attrice inglese dell'anno. Il London Film Critics' Circle non si dimenticherà di lei tanto facilmente. Infatti, dopo averla rivista in The Lobster di Yorgos Lanthimos in un piccolissimo ruolo (quello della manager di un hotel) accanto a Rachel Weisz e Colin Farrell, la ricandida come miglior attrice non protagonista. Non vince, ma ottiene comunque un BIFA Award nella stessa categoria.

La notorietà nazionale: il Golden Globe per The Night Manager
Dal 2011 al 2012, invece, recita con Hugh Bonneville in Twenty Twelve. Nel 2013, è Ellie Miller nel crime drama Broadchurch. Nessuno pensava che un piccolo ruolo come quello che stava ricoprendo potesse darle qualcosa, invece le circostanze sono diverse. L'America punta l'occhio su di lei e la nomina come miglior attrice all'International Emmy Award. Similmente, farà il BAFTA TV Awards che invece le farà ottenere proprio un premio per la sua performance. Come sempre, in questi casi, seguono maggiori opportunità lavorative. Diventa Margaret Lea accanto a Vanessa Redgrave nella fiction The Thirteenth Tale, ma soprattutto arriva il ruolo di svolta, quello di una spia nella miniserie The Night Manager. Non solo le fa arrivare una candidatura ai Primetime Emmy Award, ma un vero e dorato Golden Globe tra le sue mani (anche se alla cerimonia non è presente per motivi di salute). La Colman non poteva neanche immaginare che il ruolo di un Angela Burr, un'agente dei servizi segreti partorita dalla penna di John Le Carré, un ruolo per il quale lei, gravida, aveva quasi implorato la regista Susanne Bier, potesse portarla così lontano.

Corone e Coppe
Hollywood si accorge di lei e la impone nell'adattamento del romanzo giallo di Agatha Christie Assassinio sull'Orient Express, nel ruolo della cameriera personale della Principessa Dragomiroff, Hildegarde Schmidt. Flowers, una serie black comedy, la sceglie invece come protagonista, mentre Netflix le chiede di doppiare la serie animata Watership Down. Poi, nell'ottobre del 2017, arriva la notizia più importante di tutte: deve sostituire l'uscente e pluripremiata Claire Foy nel ruolo della Regina Elisabetta II in The Crown. Per la Colman è una grandissima occasione che credeva fosse l'apice della sua carriera. Si sbagliava. Il premio più grande deve ancora venire. Vestita di rosso e sorridente, alla Mostra del Cinema di Venezia stringe la meritata Coppa Volpi. Lanthimos, che si era trovato enormemente bene a lavorare con lei nel distopico The Lobster, la impone nel suo primo film storico: La Favorita. Ancora una volta, sul suo capo verrà posta una corona: quella di una dolente e debole Anna di Gran Bretagna, grottesca e suprema sovrana, che ha bisogno dell'amore delle sue cortigiane per sopravvivere alla vita di palazzo. La stampa estera e nostrana la elogia enormemente per la sua interpretazione sontuosa ma pungente, per quell'ipnotica e nera ironia che l'ha fatta diventare lo scopo di un gioco al massacro di due duellanti (Emma Stone e Rachel Weisz). Ed ecco, dunque, la Coppa Volpi.
Recentemente ha affiancato Anthony Hopkins nel film The Father - Nulla è come sembra ed insieme a Dakota Johnson ha interpretato il film di Maggie Gyllenhaal The Lost Daughter, in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2021.

Vita privata
L'attrice è sposata con l'attore e drammaturgo Ed Sinclair dal 2011 e ha tre figli. Molto attiva nel campo del volontariato, ha ottenuto due Mind Media Awards per il suo impegno in campagne riguardanti la depressione post-parto, le violenze e gli abusi domestici e la lotta all'Alzheimer.

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sabato 15 maggio 2021
Marzia Gandolfi

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