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Ultimo aggiornamento venerdì 3 marzo 2023
Un viaggio al femminile di 9 lune e mezza alla scoperta degli infiniti modi di essere donne. Il film ha ottenuto 2 candidature ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Nove Lune e Mezza ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 844 mila euro e 382 mila euro nel primo weekend.
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Due donne di oggi, due sorelle, due modi diametralmente opposti di stare al mondo: Livia e Tina entrambe sulla quarantina, tanto unite quanto diverse. Livia è una violoncellista bella e sfrontata, dall'anima rock. Modesta, detta Tina, è un timido vigile urbano che ha messo da parte la laurea per il posto fisso. Entrambe hanno un compagno: Livia convive con Fabio un osteopata dolce e carismatico, Tina con Gianni un collega ordinario e intollerante. Livia difende da sempre la sua posizione di donna che non desidera avere figli, mentre Tina tenta da anni di restare incinta, senza risultato: quando Tina, dopo tanti tentativi inizia a perdere la testa, Livia, consigliata dall'amico ginecologo, l'audace Nicola, decide di portare avanti una gravidanza per lei.
Michela Andreozzi passa con un esito più che positivo dall'altra parte della macchina da presa e dirige un film che si inserisce con grande naturalezza nel filone della commedia (anche degli equivoci) ma lo fa con un'originalità del tutto personale.
Perché parlare di maternità più meno surrogata non è un tema 'da donne' ma sicuramente è importante che una regista donna possa dire la sua in materia.L'art. 12 della legge n. 40 del 2004 afferma che il ricorso a pratiche di surrogazione di maternità è un reato punito con la reclusione fino a due anni e con la multa fino ad un milione di euro. Parlarne riuscendo a sorridere non è certamente facile considerato che l'argomento fa parte di una complessa visione etica e sociale che ha visto svilupparsi dibattiti con schieramentì fieramente contrapposti. Andreozzi ha il pregio di saper gestire i luoghi comuni sui personaggi (il vigile urbano un po' rozzo, il gay un po' isterico ecc.) finalizzandoli a una riflessione più alta. Unica caduta il fratello catecumenale che riflette un punto di vista sulla genitorialità ma lo fa in modo eccessivo da tormentone trasformandosi in un compagnuccio della parrocchietta fuori tempo massimo.
La riflessione comunque non ne viene intaccata perché sembra che la regista e gli sceneggiatori conoscano bene i testi di Zygmunt Baumann che afferma: "Avere figli significa assumersi la responsabilità del benessere di un'altra creatura più debole e indifesa. L'autonomia delle proprie preferenze è destinata a essere compromessa reiteratamente, anno dopo anno, quotidianamente. Si corre il rischio di diventare, orrore degli orrori, 'dipendente'. Avere figli potrebbe comportare l'esigenza di ridurre le proprie ambizioni professionali, di 'sacrificare la carriera', in quanto chi è chiamato a giudicare il rendimento professionale di una persona non vedrebbe di buon occhio il benché minimo segnale di fedeltà separate. E, cosa più dolorosa di tutte, avere figli significa accettare tale dipendenza separatrice di fedeltà per un tempo indefinito, assumere un impegno irrevocabile e a tempo indeterminato, senza alcuna clausola 'fino a ulteriore notifica' annessa; il tipo di obbligo che mal si confà alla politica della vita liquido-moderna e che quasi tutti evitano accuratamente nelle loro altre manifestazioni di vita".
Il film affronta la tematica da una molteplicità di punti di vista e anche se ci si potrebbe aspettare che fosse una sorta di manifesto pro maternità riesce a sfuggire anche a un finale apparentemente obbligato. Perché essere genitori è un compito che ci si deve assumere in piena coscienza senza alcuna superficialità. Sorridere mentre si riflette non può fare che bene.
NOVE LUNE E MEZZA disponibile in DVD o BluRay |
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La commedia sembra avere come unico interesse quello di supportare tutti gli stereotipi del politicamente corretto: le donne sono sveglie, colte, mature, equilibrate, e sempre generosissime; gli uomini sono o dei semideficienti interessati solo al calcio o dei tuonati imbevuti di idiozie orientaleggianti, comunque egoisti, c'e' anche un porco dedito a molestare le passanti, ed una comare curiosa [...] Vai alla recensione »
Pur con qualche caduta nel macchiettismo (il fratello neocatecumenale, ad es) e qualche concessione di troppo alla melassa buonista che va tanto di moda, questo film di esordio di una "veterana" della commedia come Michela Andreozzi si lascia vedere con piacere. Ben girato e ambientato (ottima la fotografia di Canevari) e ottimamente interpretato da tutto il cast, il film [...] Vai alla recensione »
Gradevole pellicola che narra del desiderio della protagonista Tina di poter diventare madre, nonostante che si sovrappongono, da sempre, ostacoli di natura fisica che hanno impedito la realizzazione di questo suo sogno. Diversamente, sua sorella Livia, interpretata dall'ottma attrice Claudia Gerini, invece è sempre stata riluttante all'idea di avere un figlio, ma sarà [...] Vai alla recensione »
Un film da vedere assolutamente! Bello, divertente, moderno, riflessivo, brillante, attuale, bella la fotografia, il tema della maternità a 36O°, bravissimi gli attori, finale a sorpresa. Posso aggiungere solo che chi parla male di questo film forse prende solo in considerazione un unico aspetto, ma nel film c'è molto di più della maternità, c'è il rapporto tra due sorella, tra visioni totalmente differenti [...] Vai alla recensione »
Livia e Tina sono due sorelle agli antipodi. Tina è una vigilessa urbana impacciata, timida che convive con un collega avaro e meschino. Livia una bella musicista che convive con un Fabio, un osteopata colto e tollerante. Ma soprattutto Tina vive con dolore l’impossibilità di avere una gravidanza, mentre Livia di figli proprio non ne vuole, nonostante il suo ginecologo la rassicura [...] Vai alla recensione »
La maternità raccontata a 360°, un film che fa ridere e piangere. Affronta temi attuali, la classica famiglia cattolica e tutte gli altri tipi di famigle del nostro secolo, coppie gay con figli, donne che si sentono realizzare anche senza figli, donne disposte a tutto pur di essere madri, uomini in crisi e uomini felici. Il rapporto tra due sorelle descritto in maniera impeccabile.
Dietro l'apparenza di una semplice e divertente commedia si cela in realtà un profondo dilemma psicoanalitico tipico della odierna guerra tra sessi: come mai donne "falliche" e dominanti, piene di qualità virili, (che si circondano inevitabilmente di uomini inetti, miserabili dalle scarse doti maschili) non riescono a procreare? La risposta, manco a dirlo, sarebbe già [...] Vai alla recensione »
No, non è un film da cinema. Non da sala. Il soggetto non è originale, la regia fin troppo acerba, gli attori e le attrici più televisivi che cinematografici. Un pò demodè, un pò scontato, un pò affrettato. Le commedie di queste genere vengono meglio agli americani. No ci sono spunti nè riflessivi, nè divertenti.
Se avessi saputo i veri messaggi di questo film non lo avrei visto. Spacciato per un film comico in verità ti obbligano all'ennesima visione-accettazione di una coppia gay con figli adottati, utero in affitto (anche se è velatamente spacciato per gesto generoso di una sorella) con chiari segni di dove si andrà a parare, le mamme sono quelle che ti crescono.
Come pellicola cinematografica è scarsa, non ha lo spessore, nonostante sia una commedia, per poter stare al cinema. Va bene come film tv, infatti presenta un cast formato da ex Iene & C. Si ride pochissimo e, più che altro, ci sono buoni sentimenti. Personalmente non mi sento di consigliarne la visione.
Da dove comincio? Cominciamo col dire che non si ride mai ! Non basta qualche battutina per farne un film ! Forse una mini fiction poteva starci . L'argomento meritava altra sensibilità e altri attori anche se Stefano Fresi non dispiace ma quì è lasciato sperduto . Ho "sorriso" solo delle facce stravolte dal Botox delle 2 protagoniste.
"9 lune e mezza" è tutto fuorchè quello che i benpensanti definirebbero un megaspot alla maternità surrogata. È, più che altro, un affresco mai retorico sugli infiniti modi di essere famiglia oggi: c'è la tradizione che poi, a ben vedere tanto tradizione non è, c'è la famiglia arcobaleno, non si capisce bene se prima o dopo il ddl Cirinnà e poi c'è chi "l'uomo della mia vita lo partorisco io".
Filmetto pretenzioso pieno di luoghi comuni, e zero comicità. Insulso, inutile, involontariamente farsesco. Finale ancor più deludente del già meno che mediocre film.
Indubbiamente un bel film, i temi sono attualissimi e trattati con grande delicatezza e con la giusta ironia. si può non condividere ma secondo me va visto , offre grandi spunti di riflessione. Ottimo anche il cast . Lillo divertentissimo , la coppia Fresi\Vado altrettanto come la Gerini , Pasotti e la stessa regista Andreozzi Una bella commedia Italiana che si vede con grande piacere [...] Vai alla recensione »
Pensavo di passare un pomeriggio tranquillo e quello che è stato spacciato per un film comico in verità è l'ennesimo bombardamento di messaggi contro la famiglia tradizionale. Il ginecologo gay con compagno e figli adottati, chiaro messaggio all'accettazione dell'utero in affitto e messaggio finale, le mamme sono quelle che ti crescono, mamme di una canzone, mamme di [...] Vai alla recensione »
Un film piacevole da vedere sopratutto se si è in dolce attesa. Mi è piaciuta molto la professionalità della Gerini e della collega Andreozzi. Un tema quello della gravidanza con utero in affitto affrontata in modo positivo e allegro. Commedia italiana che non delude anzi sorprende.
Film delicato e ironico che affronta un tema scomodo come quello della maternità surrogata con tranquillità e tenerezza. Una dialogo mi ha colpito in particolare e per me riassume il tutto: "ma che paese è quello dove a mia sorella posso donare un rene ma non le posso prestare l'utero?".
Nove lune e mezza film da non perdere, pura realtà espressa in maniera dolce, vivace, emozionante ed allegra, il tutto racchiuso nella sua serietà. Complimenti alla regista.. se questo è l'inizio!!!
Avete toccato un tema "molto" importante!!! .... E perchè No? Perchè non affittare un utero? Siete stati semplicemente bravissimi, vi dico solo che sono uscita dal cinema con gli occhi gonfi e arrossati alternati tra un pianto ed una risata!!!! Complimentiiiiiii!!!
Bella commedia, bravi gli attori. Io sostengo che si possa parlare di qualsiasi argomento anche sorridendo. Io di questi problemi ne so molto ma il film me lo sono goduto lo stesso. Ho riso. Mi sono commossa. Ma sono uscita dalla sala con un sorriso sul viso. Io lo consiglio un po' a tutti, magari anche per cambiare un po' prospettiva su un tema così serio.
temi attualissimi, approcciati con leggerezza. bene così.
Un film divertente, appassionato e tenero. Regia e scrittura regalano al pubblico un piccolo gioiello. Il cast è affiatatissimo e ogni attore rende al meglio il suo ruolo. Ancora!!!!!
esilarante commedia italiana,un cast di attori davvero bravi,ognuno perfetto nel suo ruolo..finalmente dopo tanto ho avuto il piacere di rivedere una commedia nostrana con temi delicati ma attuali affrontati al meglio,con leggerezza e naturalezza senza mai essere pesante o volgare. E' stata davvero bravissima la Gerini nel suo ruolo..una pellicola divertente,fresca,nuova,leggera ma con tanto sentimento..all [...] Vai alla recensione »
Due donne di oggi, due sorelle, due modi diametralmente opposti di stare al mondo: Livia e Tina, entrambe sulla quarantina, tanto unite quanto diverse. Entrambe hanno un compagno. Livia difende da sempre la sua posizione di donna che non desidera avere figli, mentre Tina tenta da anni di restare incinta, senza risultato: quando Tina, dopo tanti tentativi inizia a perdere la testa, Livia, consigliata dall'amico ginecologo, l'audace Nicola, decide di portare avanti una gravidanza per lei. Nei successivi nove mesi, Livia dovrà nascondere la pancia crescente, mentre Tina fingerà di essere incinta, dando vita a una serie di situazioni tragicomiche che coinvolgeranno anche la famiglia di origine.
In Nove lune e mezza, Michela Andreozzi passa con un esito più che positivo dall'altra parte della macchina da presa e dirige un film che si inserisce con grande naturalezza nel filone della commedia (anche degli equivoci) ma lo fa con un'originalità del tutto personale.
In occasione dell'uscita del film al cinema, Alessandra Vitali intervista la regista (e interprete) Michela Andreozzi e la coppia di protagonisti maschili, Lillo e Giorgio Pasotti. Tre diverse voci per raccontare la genesi del film, il background dei personaggi e l'importanza di una regia al femminile nell'Italia (del cinema) di oggi.
"La femmina senza figli è una femmina a metà". Quale immensa menzogna si è nei secoli trasmessa, eppure quante lacrime continuano a spargersi a causa della feroce sentenza. Ne sa qualcosa Tina (Andreozzi, brava), vigilessa in astinenza da pargoli impediti dalla natura, al contrario della procace sorella violoncellista (Gerini, fulgida) che i figlioli aborre mentre potrebbe naturalmente procrearne. Vai alla recensione »
C'è la coppia sposata di gay uomini con figli non ridicolizzata e non idealizzata. Ci sono le due sorelle, una che vuole figli ma non riesce ad averne e una che può ma non vuole, con tanti rospi reciproci trattati con il giusto mix di buonismo e cattivismo. C'è il terzo, il fratello neocatecumenale irritante, irriducibile nelle sue convinzioni oscurantiste, che i genitori comunisti si disperano ("ma [...] Vai alla recensione »
Tanto è fra sorelle. Ricorre il tema dell'utero in affitto, questa volta in commedia, dopo la mazzata del cupissimo "Una famiglia" di Riso. Gerini&Andreozzi. Della Gerini, si sa, tocca un personaggio, lo scuote e paf! ne tira fuori un ritratto di donna al peperoncino, con pretese, rifiuti, gaglioffate. La Andreozzi del duo Gretel&Gretel, "sceneggiatrice" brillante e protagonista di "Pane e burlesque", [...] Vai alla recensione »
Livia (Claudia Gerini) è una disinibita violoncellista ostinata nel non volere figli mentre Modestina (Michela Andreozzi) un vigile urbano in disperata ricerca di rimanere incinta. Sono due sorelle romane complici di una fecondazione assistita all'italiana, ovvero innocua e umanissima nelle intenzioni ma comunque truffaldina agli occhi dello Stato. Il piano è semplice: la violoncellista partorirà al [...] Vai alla recensione »
Passabile commedia dell'esordiente Michela Andreozzi, che dirige se stessa nel ruolo della vigilessa Tina, compagna del collega Gianni (Lilla Petalo). Poveretta, non riesce ad avere figli. Così, su consiglio dell'amico ginecologo, chissà perché gay, Nicola (Stefano Fresi), si rivolge alla sorella violoncellista Livia (Claudia Gerini), in flirt con l'osteopata Fabio (Giorgio Pasotti), perché porti avanti [...] Vai alla recensione »