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lunedì 17 maggio 2021

Anthony Hopkins

Anthony The Cannibal

Altri nomi: Sir Anthony Hopkins
83 anni, 31 Dicembre 1937 (Capricorno), Port Talbot (Gran Bretagna)
occhiello
Come è morta Lucy?
Bèh…
Ha sofferto molto?
Sì, ha sofferto molto, ma poi le abbiamo tagliato la testa, conficcato un paletto nel cuore e l’abbiamo arsa. Finalmente ha trovato la pace!

dal film Dracula di Bram Stoker (1992) Anthony Hopkins  Il professor Abraham van Helsing
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Anthony Hopkins
Golden Globes 2021
Nomination miglior attore in un film drammatico per il film The Father - Nulla è come sembra di Florian Zeller

British Independent 2021
Nomination miglior attore per il film The Father - Nulla è come sembra di Florian Zeller

SAG Awards 2021
Nomination miglior attore per il film The Father - Nulla è come sembra di Florian Zeller

Critics Choice Award 2021
Nomination miglior attore per il film The Father - Nulla è come sembra di Florian Zeller

Satellite Awards 2021
Nomination miglior attore in un film drammatico per il film The Father - Nulla è come sembra di Florian Zeller

BAFTA 2021
Nomination miglior attore per il film The Father - Nulla è come sembra di Florian Zeller

British Independent 2021
Premio miglior attore per il film The Father - Nulla è come sembra di Florian Zeller

Premio Oscar 2021
Nomination miglior attore per il film The Father - Nulla è come sembra di Florian Zeller

BAFTA 2021
Premio miglior attore per il film The Father - Nulla è come sembra di Florian Zeller

Premio Oscar 2021
Premio miglior attore per il film The Father - Nulla è come sembra di Florian Zeller

Golden Globes 2020
Nomination miglior attore non protagonista per il film I due Papi di Fernando Meirelles

Critics Choice Award 2020
Nomination miglior attore non protagonista per il film I due Papi di Fernando Meirelles

BAFTA 2020
Nomination miglior attore non protagonista per il film I due Papi di Fernando Meirelles

Premio Oscar 2020
Nomination miglior attore non protagonista per il film I due Papi di Fernando Meirelles

SAG Awards 2019
Nomination miglior attore miniserie o film tv per il film King Lear di Richard Eyre

SAG Awards 1998
Nomination miglior attore non protagonista per il film Amistad di Steven Spielberg

Golden Globes 1998
Nomination miglior attore non protagonista per il film Amistad di Steven Spielberg

Premio Oscar 1998
Nomination miglior attore non protagonista per il film Amistad di Steven Spielberg

Premio Oscar 1996
Nomination miglior attore per il film Gli intrighi del potere - Nixon di Oliver Stone

Golden Globes 1996
Nomination miglior attore per il film Gli intrighi del potere - Nixon di Oliver Stone

SAG Awards 1996
Nomination miglior attore per il film Gli intrighi del potere - Nixon di Oliver Stone

David di Donatello 1994
Premio miglior attore straniero per il film Quel che resta del giorno di James Ivory

David di Donatello 1994
Nomination miglior attore straniero per il film Quel che resta del giorno di James Ivory

Golden Globes 1994
Nomination miglior attore per il film Quel che resta del giorno di James Ivory

Premio Oscar 1994
Nomination miglior attore per il film Quel che resta del giorno di James Ivory

Premio Oscar 1992
Premio miglior attore per il film Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme

Golden Globes 1992
Nomination miglior attore per il film Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme

Premio Oscar 1992
Nomination miglior attore per il film Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme

Golden Globes 1979
Nomination miglior attore per il film Magic di Richard Attenborough



The Father - Nulla è come sembra

* * * * -
(mymonetro: 4,00)
Un film di Florian Zeller. Con Anthony Hopkins, Olivia Colman, Imogen Poots, Rufus Sewell, Olivia Williams.
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Genere Drammatico, - Gran Bretagna 2020. Uscita 20/05/2021.

Il sostituto di Laurence Olivier ha varcato l'Atlantico per vincere l'Oscar.

5x1: Anthony Hopkins, storia di un predestinato

martedì 16 febbraio 2010 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: Anthony Hopkins, storia di un predestinato La storia professionale di Anthony Hopkins è intimamente legata alla magia del cinema; solo il fantastico potere della celluloide avrebbe potuto portare un ragazzo gallese figlio di panettieri sul palcoscenico più importante del mondo per ricevere il premio più ambito.
Il giovane Hopkins nasce nella zona industriale del Galles ma si innamora della recitazione. Niente destino da minatore ma presto tutti comprendono che sono di fronte a un predestinato: nel 1965 entra nella Royal Academy scelto dopo un'audizione con Laurence Olivier. Sempre il grande attore inglese terrà a battesimo il giovane Hopkins. Fu per sostituire Olivier che fece il suo debutto in "Danza di morte" di Strindberg. Di lì non si è più fermato. Dai teatri inglesi, a Hopkins riuscì l'impresa di attraversare l'Atlantico, invitato a Broadway, prima, e a Hollywood, poi.
L'ascesa verso il successo sarà ininterrotta, certo, intervallata da alcune cadute di gusto ma indubbiamente pregevole. Il punto più alto arriva nel 1991 quando Jonathan Demme lo ingaggia per interpretare uno dei serial killer più "amati" della storia del cinema e, in effetti, anche della letteratura, Hannibal "The Cannibal" Lecter. Da allora, la carriera di Hopkins, sebbene già importante, fu trasfigurata dallo sguardo pazzoide del suo personaggio più apprezzato, tanto da tornare a interpretarlo nel 2002 in Red Dragon, facendo di Hopkins uno degli attori più richiesti e amati. Ivory e Stone lo vollero più volte; in altre occasioni diresse dei propri progetti (Titus, girato a Roma); in altri fu imbarcato in horror (Dracula di Coppola), ma anche in film risibili (Instinct – Istinto primordiale). Oggi, a 72 anni, mette il suo imprimatur sul ritorno di uno dei "mostri" più importanti del cinema, Wolfman l'uomo lupo che ha fatto la storia dell'Universal.

Il grande attore gallese in veste di artista visivo e compositore presente al Tuscan Sun Festival.

Anthony Hopkins, sotto il sole della Toscana

martedì 4 agosto 2009 - Francesca Pellegrini cinemanews

Anthony Hopkins, sotto il sole della Toscana Vi siete mai chiesti cosa potessero avere in comune Sir. Anthony Hopkins ed il suo insaziabile alter ego, il Dr. Hannibal Lecter?! Ve lo svelo subito: entrambi amano dipingere "deliziati" da un sottofondo di musica classica , lasciandosi estasiare dinanzi all'incanto dei paesaggi toscani.
Ed è proprio questa travolgente attrazione per l'arte che ha condotto l'Academy actor gallese in quel gioiello etrusco chiamato Cortona, piccolo borgo medievale che si riposa sulle alture della rigogliosa Toscana, stimolata nei suoi cinque sensi dalla settima edizione del Festival del Sole, dove la star hollywoodiana si è presentata nella duplice ed inconsueta veste di artista visivo e compositore. E noi, lo abbiamo incontrato per voi.

Diviso tra due ruoli da vero cattivo, Hopkins è di fronte a una scelta.

Thomas Crawford sfida Hannibal Lecter

venerdì 2 novembre 2007 - Claudia Resta cinemanews

Thomas Crawford sfida Hannibal Lecter Intervistato alla prima del film, Anthony Hopkins ha detto che la sua esperienza ne Il caso Thomas Crawford è stata in assoluto la migliore della sua carriera, grazie all'eccezionale sceneggiatura di Daniel Pyne e Glenn Gers, oltre a un'ottima regia e a grandi attori.
Hopkins recita di nuovo la parte del cattivo che non può non affascinare e, unendo questo personaggio a quello di Hannibal Lecter, si consacra inevitabilmente all'olimpo dei malvagi "sulla scena".

The Elephant Man

The Elephant Man

* * * * -
(mymonetro: 4,29)
Un film di David Lynch. Con Anthony Hopkins, John Hurt, Anne Bancroft, John Gielgud, Wendy Hiller.
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Genere Drammatico, - Gran Bretagna 1980. Uscita 21/09/2020. 14
I due Papi

I due Papi

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,97)
Un film di Fernando Meirelles. Con Jonathan Pryce, Anthony Hopkins, Juan Minujín, Sidney Cole (II), Thomas D Williams.
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Genere Biografico, - USA 2019. Uscita 02/12/2019.
Thor: Ragnarok

Thor: Ragnarok

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,72)
Un film di Taika Waititi. Con Chris Hemsworth, Tom Hiddleston, Cate Blanchett, Idris Elba, Jeff Goldblum.
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Genere Azione, - USA 2017. Uscita 25/10/2017.
Transformers - L'ultimo cavaliere

Transformers - L'ultimo cavaliere

* * - - -
(mymonetro: 2,44)
Un film di Michael Bay. Con Mark Wahlberg, Anthony Hopkins, Laura Haddock, John Turturro, Stanley Tucci.
continua»

Genere Azione, - USA 2017. Uscita 22/06/2017.
Autobahn - Fuori controllo

Autobahn - Fuori controllo

* * - - -
(mymonetro: 2,43)
Un film di Eran Creevy. Con Nicholas Hoult, Felicity Jones, Ben Kingsley, Anthony Hopkins, Joachim Król.
continua»

Genere Azione, - Gran Bretagna, Germania 2016. Uscita 16/02/2017.
Filmografia di Anthony Hopkins »

sabato 15 maggio 2021 - L'attore gallese conquista il suo secondo Oscar con una performance magistrale, che evoca quello che c’è di più fragile nella condizione umana e  modula con abilità impressionante le sfumature di una percezione che non ha più presa sulla realtà. The Father - Nulla è come sembra, dal 20 maggio al cinema.

Anthony Hopkins: maître ineguagliabile dell’arte drammatica

Marzia Gandolfi cinemanews

Anthony Hopkins: maître ineguagliabile dell’arte drammatica In The Father, Anthony Hopkins incarna un ottuagenario che rifiuta tutte le badanti che la figlia gli propone, aggrappandosi al suo diritto di vivere da solo. L’uomo ha perso la ragione o è vittima di un complotto che mira alla sua eredità? Vive nell’appartamento della figlia o è ricoverato in una clinica privata?

Ricordi, allucinazioni, macchinazioni, Anthony (il personaggio) scivola progressivamente in uno stato mai conosciuto prima. Impaurito, disorientato, non comprende più niente di quello che gli accade intorno, la realtà gli sfugge.
 

Servito a meraviglia da Olivia Colman, che interpreta la figlia impotente davanti alla degenerazione del padre, Anthony Hopkins abita un essere di incredibile presenza benché assente, preso in una tempesta interiore che spazza via tutto, rabbia, tristezza, amore e rimpianti.
Quello che rimane è il disordine di un personaggio shakespeariano, un vecchio re Lear straziato e perduto nella brughiera. La malattia neurodegenerativa recide ogni legame, ipoteca soprattutto quello con la figlia che sovente diventa un’estranea.

Che cosa resta del giorno e della persona quando tutte le teorie filosofiche sembrano incoerenti a definirla? Anthony Hopkins mette in scena quello che rimane in fondo alla vita e al cuore di questo film quasi onirico e sorprendente nel trattare la dimensione intima della demenza.

Attore magistrale, Hopkins disegna un protagonista adorabile quanto odioso, in preda ai capricci della memoria e pieno di una vulnerabilità disarmante
. E così vulnerabile sullo schermo l’attore britannico non lo abbiamo visto mai. Intelligente, segreto, manipolatore, sempre un passo avanti agli altri e agli spettatori, è questo lo spettacolo a cui ci ha abituati Hopkins nel corso della sua lunga carriera. Raramenteha interpretato ruoli fragili, a fior di pelle, fuori controllo.

Florian Zeller gioca precisamente con la personalità dell’attore, sfidandolo e affidandogli il ruolo principale nel suo esordio, adattamento della sua pièce teatrale (Le Père). Il ruolo che ogni attore sogna perché costantemente in schermo e in bilico tra emozione e irritazione, umanità ed egoismo, malizia e innocenza, cinismo e smarrimento.

Si ‘gioca’ tutto Anthony Hopkins, a suo agio in tutti i generi e particolarmente nei personaggi freddi e mostruosi. L’indimenticabile interprete di Hannibal Lecter non batte ciglio davanti alla richiesta di Zeller e scivola navigato nei panni di un vecchio uomo vinto dalla demenza senile. Il valore di The Father, che restituisce i turbamenti della ragione attraverso impercettibili ritocchi del décor, non si limita al suo attore ma è comunque a Hopkins che deve la sua pienezza e la sua maturità. Come nessuno, l’attore contribuisce a quel puzzle dove il reale cede all’immaginazione a ruota libera di Anthony.

L’interpretazione di The Father gli vale l’Oscar trent’anni dopo quello del Silenzio degli innocenti, dove appare per sedici minuti, tanto basta, in un film di due ore. La performance ‘mordente’ nel thriller psicologico di Jonathan Demme lo consacra all’olimpo disegnando un mostro che sembra uscito da un film di Fritz Lang.
In agguato nella sua cella rinforzata per impedirgli di fare del male, l’attore evoca il potere malefico del celebre dottor Mabuse, col suo sguardo ipnotizzante, il sorriso diabolico, l’orgogliosa padronanza e la disposizione alla manipolazione. Un sofisticato psicopatico nemmeno troppo lontano dal maggiordomo di Quel che resta del giorno, altro ruolo enigmatico che combina virtuosismo e intelligenza. Anthony Hopkins costruisce per James Ivory un personaggio che esprime sentimenti ed emozioni senza pronunciare una parola. Votato a un solo e unico dovere, servire Lord Darlington, il suo maggiordomo lascerà sposare a un altro uomo la donna che ama. Quel dovere l’attore lo porta nel film come un corsetto, un comandamento sacro.

Un oggetto spostato o un velo di polvere ne comprometterebbe l’onore. Anthony Hopkins contribuisce a rendere questo implacabile servitore, toccante e tragico. Misurato e preciso nel cinema d’autore è sempre fuori norma nei blockbuster hollywoodiani, dove ricopre spesso il ruolo di padre istrionico (Vento di passioni, La maschera di Zorro,Vi presento Joe Black, Thor).

L’attore, che ha cominciato la carriera a teatro, recitando principalmente nei drammi di Shakespeare, al cinema ha collezionato secondi ruoli al fianco di attori maggiori come Katharine Hepburn (Il leone d’inverno) o Laurence Olivier (Il Bounty), prima di affermarsi col personaggio più dissennato della storia del cinema, dopo il Norman Bates di Psyco, affrontare un duello teologico (I due papi) e approdare a Westworld, science-fiction tra western e intelligenza artificiale.

Padre ingombrante, pontefice teutonico, dio tuonante, cannibale suadente, siro demiurgo, Anthony Hopkins si supera in una performance che evoca quello che c’è di più fragile nella condizione umana, modulando con abilità impressionante le sfumature di una percezione troncata, che non ha più presa sulla realtà ma resta impressa per sempre negli occhi di chi guarda disorientato come il vecchio eroe.
   

mercoledì 5 maggio 2021 - Il racconto di un uomo la cui realtà si sgretola pian piano davanti a nostri occhi. Con i premi Oscar Anthony Hopkins e Olivia Colman. Dal 20 maggio al cinema.

The Father - Nulla è come sembra, il trailer italiano del film [HD]

a cura della redazione cinemanews

The Father - Nulla è come sembra, il trailer italiano del film [HD] Tra le vie residenziali della Londra benestante, Anne si reca a far visita al padre Anthony nel suo appartamento. L'uomo, ottantenne, è rammaricato quando la figlia gli annuncia un prossimo trasferimento a Parigi per raggiungere l'uomo che ama, e chiede cosa ne sarà di lui. Poco dopo, sempre in casa sua, Anthony trova un uomo seduto a leggere il giornale, il quale sostiene di essere il padrone di casa e il marito di Anne. Pur vivace e a tratti ben lucido, Anthony mostra sintomi del morbo di Alzheimer, dimenticando fatti, luoghi e persone. Nel rapporto con i suoi familiari e con la giovane badante Laura, ultima di una lunga serie, la vita di Anthony prosegue per frammenti confusi che la sua mente non riesce più a ricomporre.
 

Voglio che questo film eviti ogni forma di ottusità e spero al contrario che possa ispirare un'immensa lucidità e un profondo senso di umanità. Porteremo il pubblico a provare la costernazione del protagonista e a commuoversi per il suo sgomento e per la vulnerabilità e insicurezza che ciascuno di noi sperimenterà quando si avvicinerà la fine della nostra vita.
Vincitore di due premi Oscar (miglior attore protagonista a Anthony Hopkins e miglior sceneggiatura non originale), il film è tratto dall'opera teatrale "Il padre" scritta da Florian Zeller e andata in scena per la prima volta a Parigi nel 2012, conquistando il premio Molière per la Miglior commedia, prima di debuttare a Broadway e nel West End londinese, dove ha ottenuto premi Tony e Olivier per il Miglior attore (rispettivamente a Frank Langella e Kenneth Cranham).

Zeller firma la regia dell'adattamento cinematografico – il suo esordio nel lungometraggio – girato a Londra da una sceneggiatura che ha scritto a quattro mani con Christopher Hampton (noto per Espiazione e Le relazioni pericolose). 

Il film The Father - Nulla è come sembra, diretto da Florian Zeller, è distribuito da Bim Distribuzione e in uscita al cinema giovedì 20 maggio in lingua originale e dal 27 maggio nella versione italiana.
   

lunedì 26 aprile 2021 - Una cerimonia che non scontenta nessuno, protagonista una Chloé Zhao che entra nella storia.
 

Oscar 2021, una regista indie trasformata in autrice di serie A

Roberto Manassero cinemanews

Oscar 2021, una regista indie trasformata in autrice di serie A Tutto come previsto nella 93.ma cerimonia di premiazione degli Academy Awards. Nell’anno della pandemia e dei cambiamenti dei criteri di ammissibilità (a cominciare dalla possibilità di candidare film distribuiti in streaming), la cosa più anomala della serata è rimasta l’inusuale collocazione a fine aprile, insieme con l’assenza di grandi film prodotti da case di produzione per il momento prive di piattaforma digitale (diversamente da Netflix, per intenderci). 
 
In una cerimonia dalle presenze inevitabilmente contingentate, in diretta dal Dolby Theater e dalla Union Station di Los Angeles con la sola presenza di presentatori e nominati, Nomadland della regista cinese-americana Chloé Zhao, come tutti si aspettavano, dopo il Leone d’oro a Venezia ha vinto la doppia statuetta per il miglior film e la miglior regia: prima volta nella storia per un film diretto da una donna. Un evento epocale, dunque, che risponde però alla solita logica dell’Academy per cui un film vincitore è sempre il risultato di strategie di interesse o pigri allineamenti: nel caso di Zhao, bravissima regista indie che con Nomadland ha però annacquato le esperienze di condivisione e vicinanza ai personaggi dei precedenti Songs My Brother Taught Me e The Rider - Il sogno di un cowboy (guarda la video recensione), si tratta soprattutto di un riconoscimento artistico in vista dell’imminente Eternals, ennesimo franchise della Marvel in uscita a novembre e diretto dalla stessa Zhao contro ogni vecchia logica autoriale.

Alla protagonista di Nomadland Frances McDormand è andato invece l’Oscar per la miglior attrice (il terzo dopo quelli per Fargo e Tre manifesti a Ebbing, Missouri (guarda la video recensione)), mentre la statuetta per il miglior attore è andata a un altro gigante come Anthony Hopkins, che si ripete trent’anni dopo Il silenzio degli innocenti grazie alla prova davvero impressionante di un anziano padre affetto da Alzheimer nel bellissimo The Father

Se gli Oscar fossero quelli di un tempo – e per fortuna non sempre lo sono – a trionfare sarebbero stati proprio film come Mank, il grande lavoro di David Fincher su Herman Mankiewicz, vincitore comunque di alcuni premi tecnici (fotografia e scenografia), o per l’appunto The Father, che recuperando posizioni negli ultimi giorni ha raccolto anche l’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale, scritta dallo stesso regista Florian Zeller, già autore della pièce originale, e dall’esperto e non proprio ultimo arrivato Christopher Hampton.

Le sorprese – per quanto pure queste annunciate – sono arrivate dal premio per la miglior attrice non protagonista, l’anziana attrice coreana Youn Yuh-jung del bel film Minari di Lee Isaac Chung (l’intruso numero uno, insieme con Sound of Metal di Darius Marder), e da quello per la miglior sceneggiatura originale a Una donna promettente (il film più discutibile, ma anche quello più orgogliosamente militante di tutti gli otto candidati), scritto dalla regista Emerald Fennell.

Scontati, invece, l’Oscar al miglior attore non protagonista a Daniel Kaluuya per Judas and the Black Messiah e quello al miglior film d’animazione a Soul di Pete Docter e Kemp Powers, vincitore anche della miglior canzone e delle migliori musiche, entrambi da considerare nell’ormai consolidata quota black (perdonate gli schematismi, ma è davvero difficile non cogliere logiche di equilibrismo nei premi di questa edizione 2021, comunque meno smaccata di quella dei Golden Globes e più attenta a non scontentare nessuno…).
Oltre al grande e annunciato sconfitto Mank, tra i delusi c’è sicuramente il film rumeno Collective di Alexander Nanau, battuto non tanto nella corsa per il miglior film in lingua straniera dal favorito Un altro giro di Thomas Vinterberg, quanto in quella per il miglior documentario, dove a spuntarla è stata la produzione sottomarina Netflix, Il mio amico in fondo al mare

Va bene insomma trasformare una regista indie in un’autrice di serie A affidandole una cinecomic dopo un Oscar per un film sulle radici nomadi della cultura americana, ma riconoscere che un documentario è anche uno sguardo ambiguo sul mondo e sulle sue contraddizioni è uno sforzo troppo grosso per l’Academy. 

Passano gli anni e cambiano le modalità, ma alla fine gli Oscar non cambiano: un colpo alla botte e uno al cerchio. In attesa che anche l’edizione del 2022 (sempre ci sia film da vedere e premiare…) sia prevedibile come le altre, ovviamente per motivi ogni anno diverse e ogni anno uguali.

   

lunedì 26 aprile 2021 - Il film di Chloé Zhao vince come prevedibile i premi più importanti di questa edizione degli Academy Awards (Miglior Film, Miglior Regia e Miglior Attrice Protagonista). Anthony Hopkins batte a sorpresa Chadwick Boseman. Nessun riconoscimento per l'Italia. VAI ALLO SPECIALE EDITORIALE »

Oscar 2021, è il trionfo di Nomadland - Tutti i vincitori

a cura della redazione cinemanews

Oscar 2021, è il trionfo di Nomadland - Tutti i vincitori È Daniel Kaluuya a vincer il premio Oscar come Miglior Attore Non Protagonista per Judas and the Black Messiah, intenso ritratto di una figura chiave della politica afroamericana degli anni Sessanta.

«Grazie per tutto quello che avete dato - ha esordito un commosso Kaluuya - È difficile fare un film su un uomo come quello che ho interpretato. Condivido quest'onore con l'incredibile cast e l'incredibile troupe. È incredibile guardarsi in giro e ispirarsi da quello che questi uomini hanno fatto. Grazie per averci affidato le vostre verità [...] Bisogna celebrare la vita perché è magnifica. I miei genitori sono una coppia magnifica, mi ispiro moltissimo a loro e vorrei amore e pace per tutti noi».

 

lunedì 26 aprile 2021 - L'attore, non presente alla cerimonia, si è aggiudicato la prestigiosa statuetta.

Oscar 2021, Anthony Hopkins vince il premio come Miglior Attore per The Father - Nulla è come sembra

a cura della redazione cinemanews

Oscar 2021, Anthony Hopkins vince il premio come Miglior Attore per The Father - Nulla è come sembra Un uomo rifiuta tutta l'assistenza di sua figlia mentre invecchia. Mentre cerca di dare un senso alle sue mutevoli circostanze, inizia a dubitare dei suoi cari, della sua mente e persino del tessuto della sua realtà.

Anthony Hopkins si è aggiudicato il Premio Oscar come Miglior Attore Protagonista per la sua interpretazione accanto a Olivia Colman. L'attore non era presente alla cerimonia per ritirare il Premio.
È la seconda statuetta per l'attore. Dopo quello indimenticabile per Il silenzio degli innocenti, questo riconoscimento arriva in maniera più inaspettata, quasi fosse scontato l’omaggio postumo degli Academy a Chadwick Boseman per Ma Rainey's Black Bottom. Invece Joaquin Phoenix, trionfatore lo scorso anno, annuncia il nome dell’attore ottantatreenne non fisicamente presente a Los Angeles a ritirare il premio.

   

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