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martedì 21 settembre 2021

Anthony Hopkins

Anthony The Cannibal

Altri nomi: Sir Anthony Hopkins
83 anni, 31 Dicembre 1937 (Capricorno), Port Talbot (Gran Bretagna)
occhiello
Come è morta Lucy?
Bèh…
Ha sofferto molto?
Sì, ha sofferto molto, ma poi le abbiamo tagliato la testa, conficcato un paletto nel cuore e l’abbiamo arsa. Finalmente ha trovato la pace!

dal film Dracula di Bram Stoker (1992) Anthony Hopkins  Il professor Abraham van Helsing
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Anthony Hopkins
Golden Globes 2021
Nomination miglior attore in un film drammatico per il film The Father - Nulla è come sembra di Florian Zeller

British Independent 2021
Nomination miglior attore per il film The Father - Nulla è come sembra di Florian Zeller

SAG Awards 2021
Nomination miglior attore per il film The Father - Nulla è come sembra di Florian Zeller

Critics Choice Award 2021
Nomination miglior attore per il film The Father - Nulla è come sembra di Florian Zeller

Satellite Awards 2021
Nomination miglior attore in un film drammatico per il film The Father - Nulla è come sembra di Florian Zeller

BAFTA 2021
Nomination miglior attore per il film The Father - Nulla è come sembra di Florian Zeller

British Independent 2021
Premio miglior attore per il film The Father - Nulla è come sembra di Florian Zeller

Premio Oscar 2021
Nomination miglior attore per il film The Father - Nulla è come sembra di Florian Zeller

BAFTA 2021
Premio miglior attore per il film The Father - Nulla è come sembra di Florian Zeller

Premio Oscar 2021
Premio miglior attore per il film The Father - Nulla è come sembra di Florian Zeller

Golden Globes 2020
Nomination miglior attore non protagonista per il film I due Papi di Fernando Meirelles

Critics Choice Award 2020
Nomination miglior attore non protagonista per il film I due Papi di Fernando Meirelles

BAFTA 2020
Nomination miglior attore non protagonista per il film I due Papi di Fernando Meirelles

Premio Oscar 2020
Nomination miglior attore non protagonista per il film I due Papi di Fernando Meirelles

SAG Awards 2019
Nomination miglior attore miniserie o film tv per il film King Lear di Richard Eyre

Golden Globes 1998
Nomination miglior attore non protagonista per il film Amistad di Steven Spielberg

SAG Awards 1998
Nomination miglior attore non protagonista per il film Amistad di Steven Spielberg

Premio Oscar 1998
Nomination miglior attore non protagonista per il film Amistad di Steven Spielberg

Premio Oscar 1996
Nomination miglior attore per il film Gli intrighi del potere - Nixon di Oliver Stone

Golden Globes 1996
Nomination miglior attore per il film Gli intrighi del potere - Nixon di Oliver Stone

SAG Awards 1996
Nomination miglior attore per il film Gli intrighi del potere - Nixon di Oliver Stone

David di Donatello 1994
Nomination miglior attore straniero per il film Quel che resta del giorno di James Ivory

Golden Globes 1994
Nomination miglior attore per il film Quel che resta del giorno di James Ivory

Premio Oscar 1994
Nomination miglior attore per il film Quel che resta del giorno di James Ivory

David di Donatello 1994
Premio miglior attore straniero per il film Quel che resta del giorno di James Ivory

Premio Oscar 1992
Premio miglior attore per il film Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme

Golden Globes 1992
Nomination miglior attore per il film Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme

Premio Oscar 1992
Nomination miglior attore per il film Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme

Golden Globes 1979
Nomination miglior attore per il film Magic di Richard Attenborough



Il sostituto di Laurence Olivier ha varcato l'Atlantico per vincere l'Oscar.

5x1: Anthony Hopkins, storia di un predestinato

martedì 16 febbraio 2010 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: Anthony Hopkins, storia di un predestinato La storia professionale di Anthony Hopkins è intimamente legata alla magia del cinema; solo il fantastico potere della celluloide avrebbe potuto portare un ragazzo gallese figlio di panettieri sul palcoscenico più importante del mondo per ricevere il premio più ambito.
Il giovane Hopkins nasce nella zona industriale del Galles ma si innamora della recitazione. Niente destino da minatore ma presto tutti comprendono che sono di fronte a un predestinato: nel 1965 entra nella Royal Academy scelto dopo un'audizione con Laurence Olivier. Sempre il grande attore inglese terrà a battesimo il giovane Hopkins. Fu per sostituire Olivier che fece il suo debutto in "Danza di morte" di Strindberg. Di lì non si è più fermato. Dai teatri inglesi, a Hopkins riuscì l'impresa di attraversare l'Atlantico, invitato a Broadway, prima, e a Hollywood, poi.
L'ascesa verso il successo sarà ininterrotta, certo, intervallata da alcune cadute di gusto ma indubbiamente pregevole. Il punto più alto arriva nel 1991 quando Jonathan Demme lo ingaggia per interpretare uno dei serial killer più "amati" della storia del cinema e, in effetti, anche della letteratura, Hannibal "The Cannibal" Lecter. Da allora, la carriera di Hopkins, sebbene già importante, fu trasfigurata dallo sguardo pazzoide del suo personaggio più apprezzato, tanto da tornare a interpretarlo nel 2002 in Red Dragon, facendo di Hopkins uno degli attori più richiesti e amati. Ivory e Stone lo vollero più volte; in altre occasioni diresse dei propri progetti (Titus, girato a Roma); in altri fu imbarcato in horror (Dracula di Coppola), ma anche in film risibili (Instinct – Istinto primordiale). Oggi, a 72 anni, mette il suo imprimatur sul ritorno di uno dei "mostri" più importanti del cinema, Wolfman l'uomo lupo che ha fatto la storia dell'Universal.

Il grande attore gallese in veste di artista visivo e compositore presente al Tuscan Sun Festival.

Anthony Hopkins, sotto il sole della Toscana

martedì 4 agosto 2009 - Francesca Pellegrini cinemanews

Anthony Hopkins, sotto il sole della Toscana Vi siete mai chiesti cosa potessero avere in comune Sir. Anthony Hopkins ed il suo insaziabile alter ego, il Dr. Hannibal Lecter?! Ve lo svelo subito: entrambi amano dipingere "deliziati" da un sottofondo di musica classica , lasciandosi estasiare dinanzi all'incanto dei paesaggi toscani.
Ed è proprio questa travolgente attrazione per l'arte che ha condotto l'Academy actor gallese in quel gioiello etrusco chiamato Cortona, piccolo borgo medievale che si riposa sulle alture della rigogliosa Toscana, stimolata nei suoi cinque sensi dalla settima edizione del Festival del Sole, dove la star hollywoodiana si è presentata nella duplice ed inconsueta veste di artista visivo e compositore. E noi, lo abbiamo incontrato per voi.

Diviso tra due ruoli da vero cattivo, Hopkins è di fronte a una scelta.

Thomas Crawford sfida Hannibal Lecter

venerdì 2 novembre 2007 - Claudia Resta cinemanews

Thomas Crawford sfida Hannibal Lecter Intervistato alla prima del film, Anthony Hopkins ha detto che la sua esperienza ne Il caso Thomas Crawford è stata in assoluto la migliore della sua carriera, grazie all'eccezionale sceneggiatura di Daniel Pyne e Glenn Gers, oltre a un'ottima regia e a grandi attori.
Hopkins recita di nuovo la parte del cattivo che non può non affascinare e, unendo questo personaggio a quello di Hannibal Lecter, si consacra inevitabilmente all'olimpo dei malvagi "sulla scena".

The Father - Nulla è come sembra

The Father - Nulla è come sembra

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,97)
Un film di Florian Zeller. Con Anthony Hopkins, Olivia Colman, Imogen Poots, Rufus Sewell, Olivia Williams.
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Genere Drammatico, - Gran Bretagna 2020. Uscita 20/05/2021.
The Elephant Man

The Elephant Man

* * * * -
(mymonetro: 4,29)
Un film di David Lynch. Con Anthony Hopkins, John Hurt, Anne Bancroft, John Gielgud, Wendy Hiller.
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Genere Drammatico, - Gran Bretagna 1980. Uscita 21/09/2020. 14
I due Papi

I due Papi

* * * - -
(mymonetro: 3,17)
Un film di Fernando Meirelles. Con Jonathan Pryce, Anthony Hopkins, Juan Minujín, Sidney Cole (II), Thomas D Williams.
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Genere Biografico, - USA 2019. Uscita 02/12/2019.
Thor: Ragnarok

Thor: Ragnarok

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,52)
Un film di Taika Waititi. Con Chris Hemsworth, Tom Hiddleston, Cate Blanchett, Idris Elba, Jeff Goldblum.
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Genere Azione, - USA 2017. Uscita 25/10/2017.
Transformers - L'ultimo cavaliere

Transformers - L'ultimo cavaliere

* * - - -
(mymonetro: 2,44)
Un film di Michael Bay. Con Mark Wahlberg, Anthony Hopkins, Laura Haddock, John Turturro, Stanley Tucci.
continua»

Genere Azione, - USA 2017. Uscita 22/06/2017.
Filmografia di Anthony Hopkins »

giovedì 16 settembre 2021 - Colin Firth e Stanley Tucci sono i protagonisti assoluti di un film sull’ineluttabilità del nostro dissolversi in cometa, con un ultimo meraviglioso fuoco d’artificio, e la loro sinfonia d’autunno ha note che difficilmente dimenticheremo. Al cinema.

Supernova, un film sull'amore e sulla morte, pieno di humour e di sommessa tenerezza

Giovanni Bogani cinemanews

Supernova, un film sull'amore e sulla morte, pieno di humour e di sommessa tenerezza Inizia il film, e se hai l’età per averlo visto, e amato, all’inizio ti viene in mente Nel corso del tempo di Wim Wenders. Due uomini, in giro senza fretta e forse senza meta, su un vecchio furgone. Potrebbero essere i protagonisti di quel film, trent’anni dopo. Sessantenni. Dopo avere, finalmente, accettato la propria omosessualità, che nel film di Wenders era latente.

Ci sono le stesse inquadrature sulle strade, musiche anni ’70 che sembrano rievocare quel mondo. Ma non sono i protagonisti di Nel corso del tempo trent’anni dopo – che poi, il film di Wenders di anni ne ha 45. Sono due sessantenni. Hanno il volto da guerriero e l’accento elegantemente british di Colin Firth, e hanno il cranio rasato, lo sguardo da topolino dispettoso di Stanley Tucci. Viaggiano in una campagna verdissima, sotto un cielo livido, fra le battute ciniche di Stanley Tucci, scrittore, e l’aria sempre in qualche modo solenne di Colin Firth. Musica, nell’abitacolo, tempo che scorre.
Lo capisci, che c’è un problema, ma ci vogliono dieci minuti buoni di film perché si manifesti. E questo non è un male: il problema dei film è spesso quello di dire troppo, subito, con i personaggi costretti a fare piccoli riassuntivi ad uso dello spettatore, quanto di meno credibile si può immaginare. Qui no. Qui si procede per piccoli strappi: Stanley Tucci ritrovato in mezzo a una strada di campagna, Colin Firth che piange, solo, nel bagno del caravan.

Il nome del problema è un nome che domina la vita di un milione di italiani, di cinquanta milioni nel mondo: Alzheimer. Stanley Tucci, scrittore ironico, cinico, dai gesti morbidi, è malato di Alzheimer. Ancora alle prime fasi della malattia. Ma, come dice Aldo Baglio in Chiedimi se sono felice, hai presente la teoria del piano inclinato? Stanley Tucci sta scivolando lungo quel piano inclinato, lo sa benissimo, e non c’è niente che possa fare per tornare indietro, al se stesso di prima. Ha ancora le parole per sedurre, per interessare, per affascinare l’altro.

Non era facile, per un’icona di virilità sobria come Colin Firth, interpretare tante scene stretto in un letto con un altro uomo. Firth e Tucci dormono insieme con la dolcezza e la tranquillità affettuosa di chi si conosce da molto tempo, con l’intimità complice, non esibita, di una coppia che si ama davvero.

Tutto il film si appoggia su loro due: sì, ci sono alcuni paesaggi bellissimi, laghi fra le montagne, brughiere verdissime. Ma tutta la tensione, la commozione, lo struggimento devono nascere vedendo loro due. Loro due che si guardano, che parlano, che si carezzano. Le inquadrature sono semplici, sempre funzionali a mostrare i personaggi, quasi sempre fisse: questo è un film nel quale la direzione degli attori è di una importanza cruciale. La credibilità dei loro abbracci, dei loro gesti, dei loro sguardi, dei loro baci è di una importanza fondamentale.

La semplicità della messa in scena è disarmante: inquadrature che seguono il furgoncino, e poi tutto concentrato sugli occhi intelligenti di Stanley Tucci, su quelli dolenti di Firth. Fra i due, è Stanley Tucci a prendersi la scena con una recitazione quieta.

Ben presto, scopriamo che più che dalle parti di Nel corso del tempo siamo dalle parti di Ella & John, il film di Paolo Virzì che in originale era “The Leisure Seeker”, dove su un altro camper scalcinato fuggivano da tutto, tranne che da se stessi, un Donald Sutherland malato di Alzheimer e una Helen Mirren ugualmente condannata da un altro male. E celebravano insieme libertà, disperazione e allegria.

È impressionante la sequenza di film di grandissimo livello che hanno trattato il tempo dell’Alzheimer.  Se in The Father con Anthony Hopkins l’attenzione era tutta puntata verso lo smarrimento percettivo, la confusione mnemonica e sensoriale, il disintegrarsi dell’io, Still Alice di Richard Glatzer e Wash Westmoreland con Julianne Moore raccontava un personaggio che comprende il suo progressivo dissolversi, e prepara con cura il suo ultimo progetto, prima di esserne incapace.
E anche in questo film, chi sta per dissolversi cerca di scrivere l’ultimo atto della propria vita, cerca di elaborare l’ultima strategia. In più, rispetto a questi due film, c’è la tenerezza, la tenerezza infinita di un amore fra due uomini di mezz’età. Colin Firth musicista, meno abile del compagno ad elaborare in parole i suoi sentimenti, più tattile, più immediato, più disarmato. Che ancora, come un bambino, non crede alla morte, non crede al disfacimento che tutti ci attende. E il film è invece proprio su questo, Alzheimer o no: sull’ineluttabilità del nostro dissolversi in cometa, come fanno le stelle, con un ultimo meraviglioso fuoco d’artificio, il canto della loro morte. 

Pensando, cercando di ricordare i film che raccontano in vario modo la impietosa – ma a volte persino tragicomica – frana dell’Alzheimer, viene in mente anche un piccolo grande film italiano, Tutto quello che vuoi di Francesco Bruni, con un Giuliano Montaldo che sa disegnare i lati grotteschi, paradossali, comici di un vecchio poeta. E naturalmente, se volessimo esplorare il tema, sapendo che possiamo essere noi uno di quei 44 milioni di persone che nel mondo vedono spegnersi la costellazione dei propri ricordi, delle proprie parole, dei propri legami con il mondo, dovremmo vedere Amour di Michael Haneke, Palma d’oro a Cannes 2013, impietoso e tenerissimo sguardo sull’amore infinito di due anziani, con la tragedia che diventa muta, fatta solo di sguardi, fra Jean-Louis Trintignant e una Emmanuelle Riva destinata, poco dopo, a dissolversi davvero nell’abisso.

Che cosa c’è di bello, di nuovo, di toccante in Supernova? Che è tutto molto intenso, ma insieme molto intimo e molto semplice, è pieno di humour e di sommessa tenerezza. Racconta la difficoltà di vivere gli ultimi giri del vivere, il terrore che ci accompagna e che ci fa tornare bambini, il terrore della solitudine per chi resta, il terrore dell’abisso per chi se ne sta andando. La chimica che lega Firth e Tucci è notevole, e la loro sinfonia d’autunno ha note che difficilmente dimenticheremo. La sceneggiatura, va detto, cura più le parole, i pensieri che non i piccoli o grandi colpi di scena: è leggermente depotenziata, diciamo. Ma non toglie nulla all’atmosfera, alla malinconia, alla profondità del film.  

   

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