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Amistad
Un film di Steven Spielberg.
Con Morgan Freeman, Matthew McConaughey, Anthony Hopkins, Djimon Hounsou, Stellan Skarsgård.
continua»
Drammatico,
Ratings: Kids+16,
durata 155 min.
- USA 1997.
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Ricostruzione di uno di quegli episodi storici di cui i libri non parlano: nel 1839, 53 schiavi neri di un vascello spagnolo, l' “Amistad”, in viaggio verso Cuba, riescono a liberarsi e fanno rotta verso l'Africa, ma sono bloccati da una nave americana e mandati sotto processo per pirateria e l'assassinio dell'equipaggio. Parte come un film d'avventure e diventa un dramma giudiziario: si scopre che i rivoltosi non sono nati schiavi e quindi, secondo la Costituzione degli Stati Uniti, avevano il diritto di lottare per la loro libertà (abolita nel Regno Unito nel 1772, la schiavitù esisteva ancora nel Nordamerica). Appassionata lezione sulla democrazia nordamericana, sul colonialismo e la schiavitù, ma S. Spielberg non sale in cattedra, scende tra gli spettatori e li coinvolge emozionandoli come aveva già fatto con Il colore viola, L'impero del sole, Schindler's List. A dire le sue virtù basterebbero le scelte di D. Hounsou – il capo della rivolta, splendida icona della negritudine – e di A. Hopkins – John Quincy Adams, 6° presidente degli USA. |
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premi nomination |
Premio Oscar 0 4 |
Golden Globes 0 4 |
| Discussione tra l'abolizionista Stellan Skarsgard e l'avvocato Matthew McConaughey, l'uno pronto a trasformare la vicenda in dimostrazione politica, il secondo pronto a combattere con le armi del diritto per fare assolvere i 53 schiavi della nave Amistad i quali, dopo essersi liberati dagli schiavisti, vanno sotto processo per pirateria e assassinio | |
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È il nostro destino, come abolizionisti e come cristiani, salvare queste persone. Queste sono persone, signor Baldwin, non bestiame. Cristo ha assunto un avvocato per salvarsi con dei tecnicismi? No, è andato sulla croce, nobilmente. Sapete perché? Per dare un esempio, come è nostro dovere... Ma Cristo ha perso. |
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| Anthony Hopkins-John Quincy Adams, nell'arringa finale in difesa di 53 schiavi africani, ricorda i valori fondativi della democrazia americana, che riconoscono la libertà a chi è nato libero | |
| Ciò che siamo è ciò che eravamo. | |
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| cinquè | |
| COS'E UN PAESE CHE DICE DI FARE UNA COSA E POI NON LA FA!? | |
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Altre frasi celebri del film Amistad
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DVD | AmistadUscita in DVD
Disponibile on line da sabato 1 luglio 2006
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Nelle prime, cupe immagini non ci sono forme riconoscibili, ma paura e tensione. Poi, lentamente, i nostri occhi intuiscono l’intero che la macchina da presa ha frammentato e ingigantito sullo schermo. Una fronte bagnata di pioggia, un dito che affonda con l’unghia in un legno fradicio, rosso del suo stesso sangue, per tirarne fuori a fatica un lungo chiodo: è un uomo, la cosa che si muove nel buio. Alla fine di Amistad (Usa 1997), lo stesso uomo, il nero Cinqué (Djimon Hounsou), ci apparirà in piena luce. » |
di Lietta Tornabuoni La Stampa
Steven Spielberg fa a cinquantun anni con Amistad (Amicizia) un film pedagogico spettacolarmente poco riuscito e culturalmente poco coraggioso sulla storia americana, contro quello schiavismo che fu all'origine della Guerra Civile, contro quel commercio degli esseri umani che oggi viene praticato in forme diverse. Rievoca un episodio storico. Nel 1839, un gruppo di schiavi africani fatti prigionieri nella Sierra Leone, trasportati a Cuba e destinati agli Stati Uniti, imbarcati affamati in catene e in condizioni letali sulla nave "La Amistad", si ribellò violentemente, si scontrò sanguinosamente con l'equipaggio, lo sconfisse; lasciò vivi soltanto due uomini, ai quali impose di governare la nave verso l'Africa. » |
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di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Nel suo personale Intolerance, le cui diverse puntate sta portando avanti da molti anni, Steven Spielberg non dimentica mai un fondamentale valore-guida: è il rispetto per gli altri, soglia minima sotto la quale non possiamo veramente dirci umani. Ieri era Schindler’s List, oggi è Amistad: dai deportati ebrei incolpevoli, ammassati sui vagoni merci, ai neri rapiti dall’Africa, incatenati come capi di bestiame, stipati all’inverosimile nelle stive delle navi negriere. L’equipaggio si accorge che non ci sono scorte alimentari per tutti? Il “problema” si risolve in un attimo: prigionieri malati o giudicati inabili al lavoro che li aspetta nelle piantagioni vengono scaraventati a decine in mare, legati a pesanti pietre. » |
Ecco Amistad, la lista nera
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Se in Schindler's List Steven Spielberg aveva spezzato una lancia contro il negazionismo dell'Olocausto, in Amistad il suo bersaglio è più sfuggente: riguarda i molti che, senza rifiutarne la verità storica, non amano rivisitare i tre secoli e oltre in cui dall'Africa all'America furono importati con metodi spietati e crudeli circa quattordici milioni di schiavi. Infatti il film ha avuto negli Stati Uniti un incasso (cinquanta milioni di dollari) non proporzionato ai suoi costi da kolossal ed è quindi presumibile che la popolazione di colore lo abbia disertato. » |
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