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Ryan Gosling: «L'ultima missione ci ricorda ciò di cui siamo capaci come esseri umani»

L'attore interpreta un 'cosmonauta per sbaglio' in L’ultima missione: Project Hail Mary, dal 19 marzo al cinema.
di Paola Casella

Ryan Gosling (Ryan Thomas Gosling) (45 anni) 12 novembre 1980, London (Canada) - Scorpione. Interpreta Ryland Grace nel film di Phil Lord, Christopher Miller L'Ultima Missione - Project Hail Mary. Al cinema da giovedì 19 marzo 2026.
mercoledì 11 marzo 2026 - Incontri

Non è la prima volta che Ryan Gosling si cala nei panni di un astronauta, dato che era già stato Neil Armstrong nel film First Man (guarda la video recensione), ma in L’ultima missione: Project Hail Mary interpreta un “cosmonauta per sbaglio”, ovvero uno scienziato che viene mandato nello Spazio contro ogni sua previsione, chiedendosi come sia finito dentro quella navicella fluttuante nel vuoto stellato: “Non ci credevo nemmeno io, a me stesso come scienziato aerospaziale, mi ha aiutato mia figlia che, vedendomi con gli occhiali di scena, ha detto: ‘Papà, così sembri più intelligente’”. Gosling torna sui grandi schermi tre anni dopo Barbie (e la candidatura all’Oscar come Miglior attore non protagonista nel ruolo di Ken) e due dopo The Fall Guy, e qualcosa di quelle caratterizzazioni scanzonate torna anche nel personaggio di Ryland Grace, al centro del romanzo “Project Hail Mary” di Andy Weir, già autore di “L’uomo di Marte”, adattato per il grande schermo come The Martian (guarda la video recensione).

Anche in L’ultima missione: Project Hail Mary un uomo si ritrova da solo nello Spazio, ma Ryland Grace incontrerà inaspettatamente un amico e un sodale nella missione di salvare il proprio pianeta. Ryan Gosling appare in ogni scena del film, sballottato dalla gravità e dalla sua assenza, pronto a ballare, gesticolare, costruire e inventare in un one-man-show che mette in mostra i suoi talenti di interprete. “Il copione mi è arrivato durante il periodo in cui tutte le produzioni erano ferme e c'era un gran bisogno di guardare al futuro con ottimismo”, dice l’attore nell’incontro con la stampa internazionale. “Era una storia con un approccio molto radicale nell’insegnare a cavarsela da soli e a non abbattersi davanti alle difficoltà, ma darsi da fare per trovare un modo di superarle”.

Gosling è anche coproduttore del film, e ha voluto con sé “i migliori su piazza”, a cominciare dalla sua partner femminile, la tedesca Sandra Huller, oggi fresca vincitrice del premio della Berlinale come Miglior interpretazione protagonista nel film Rose. “Sandra può fare tutto, compreso cantare come un angelo: c’è una scena di karaoke in cui interpreta un brano di Harry Styles mostrando questo suo talento nascosto, che io stesso ho scoperto ascoltandola per caso, nel corridoio fra un camerino all’altro. Quella canzone si è rivelata il cuore e l’anima del nostro film, ne ha rappresentato perfettamente lo spirito e l’energia. Che poi sono le caratteristiche che Sandra regala ad ogni scena”.


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Per Gosling, L’ultima missione: Project Hail Mary è “una voce importante in questo periodo, perché è un film d’avventura, ma non si accontenta di essere solo escapista: ci ricorda ciò di cui siamo capaci come esseri umani, e che ciò che ci fa paura può anche stimolare la nostra curiosità. Credo sia un messaggio importante soprattutto per i più giovani che guardano al mondo che li circonda con paura e sfiducia, e sono fiero del fatto che questo sia un film per tutta la famiglia”.
Non dev’essere stato facile, avere come partner per gran parte del film una creatura aliena realizzata dall'animatronica  …”Certo, sarebbe stato più facile se la creatura fosse stata generata al computer, ma interagire con una sorta di pupazzo mobile non è più difficile che con un attore, nel senso che la comunicazione è sempre una sfida. Ho pensato a Rocky, il nome che Ryland dà alla creatura aliena, come a un essere umano con cui devi trovare un linguaggio comune e una connessione, per creare quella magia. Mi ha aiutato molto James Ortiz, il ‘puparo’ che faceva muovere Rocky e che davvero è entrato nello spirito del personaggio: il collegamento è stato anche con lui, un essere umano che anima una creatura immaginaria”
È stato più difficile per me immedesimarmi in un insegnante di scienze, visto che non ho nemmeno finito il liceo”, continua Gosling, ridendo. Ho sempre fatto fatica a scuola, in particolare con le materie scientifiche. Ma ho cercato di incarnare il tipo di insegnante che avrei voluto allora, e una così l’ho avuta, per fortuna: insegnava Inglese, e ci diceva che chi avesse letto più libri avrebbe potuto fare un giro con lei sulla sua Jeep. Per secondo classificato invece c’era in palio un CD dei New Kids On The Block, il premio che ho vinto io, che ci tenevo tantissimo. Appena prima che lei lasciasse la nostra scuola ho visto L’attimo fuggente, e il giorno in cui ci ha salutato sono salito sul banco declamando: 'Capitana, mia capitana!' Non credo che nessuno abbia colto la citazione, forse nemmeno lei. Ma per me i bravi insegnanti sono i veri eroi".


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