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Ti auguro ogni bene, solo all'apparenza un film Disney

Regista e protagonista del film raccontano come hanno provato a restituire un'esperienza umana autentica in Ti auguro ogni bene. Dal 18 giugno al cinema.
di Paola Casella

Ti Auguro ogni Bene

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Corey Fogelmanis . Interpreta Ben nel film di Tommy Dorfman Ti Auguro ogni Bene.
martedì 16 giugno 2026 - Incontri

Sono la regista e il protagonista di Ti auguro ogni bene, il film indipendente che vede fra i suoi protagonisti anche Lena Dunham, Alexandra Daddario e Cole Sprouse, e narra il coming of age di un ragazzo che scopre di essere gay o forse trans e viene per questo cacciato di casa dai genitori. Si trasferirà dalla sorella maggiore ed entrerà a far parte di un gruppo di nuovi amici aperti alla differenza.

Tommy Dorfman, è attrice, regista e autrice trans e Corey Fogelmanis è attore dichiaratamente queer. Insieme accompagnano l’anteprima di Ti auguro ogni bene al Festival di Taormina, dove il film partecipa fuori concorso, prima dell’uscita il 18 giugno con Notorious Pictures.

Tommy, quanto è autobiografico il film?
Tommy: È basato su un libro scritto da Mason Deaver; quindi è un lavoro di finzione, ma avendo attraversato esperienze simili a quelle di Ben, il protagonista di Ti auguro ogni bene, che compie un percorso di genere con molti dubbi e un grande senso di smarrimento, sono stata in grado di infondere la mia esperienza personale in proposito dal punto di vista emotivo. Tra l’altro anche io come Ben vengo dal sud degli Stati Uniti, quindi quando ho letto il libro mi sono molto identificata in lui e ho subito voluto trasformarlo in un film.  

C'è molto dolore in questa storia, un dolore che non deve essere stato facile interpretare…
 Corey: Tommy è stato fondamentale nel sostenermi in ogni passo di questo processo. Mentre giravamo abbiamo avuto molte conversazioni su che cosa voglia dire attraversare un percorso di genere doloroso come quello che attraversa Ben. Ci ho visto molto di me ma anche di altre persone che conosco e verso le quali provo una grande empatia, e ho provato a riprodurre le loro emozioni.
Tommy: Dopo le riprese più dolorose facevamo sempre una gran festa, ballando e suonando per riprenderci e tirarci su di morale (ride). Il punto del film è proprio il mix di commedia e di dramma, lasciando che entrambi fossero liberi di manifestarsi, così come succede nella vita.

Voi due avete recitato in prodotti televisivi Disney - Tommy nella dramedy Love, Victor e Corey nella sitcom Girl Meets World -  ma il vostro film è solo all’apparenza un Disney movie: in realtà è quasi un cavallo di Troia infilato dentro un Disney movie!
Tommy:  Sì, penso che ogni volta che ti trovi davanti ad un film per adolescenti o i cosiddetti young adults ti aspetti atmosfere Disney o al massimo i Netflix, qualcosa come Tutte le volte che ho scritto ti amo, e nel trailer di Ti auguro ogni bene abbiamo un po’ giocato con quelle aspettative, per poi sorprendere le persone con il film vero e proprio, che vuole andare più a fondo e restituire un’esperienza umana più autentica, uno studio più approfondito dei personaggi. Speriamo spero di essere stati in grado di deviare da ciò che si aspetta a prima vista, anche spingendoci in un territorio estremo. Spesso le persone si ritraggono di fronte ai problemi che li circondano, invece io ho voluto entrarci dentro, ance se è scomodo, pensando che da certi problemi si esce solo se li si affronta insieme.


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In foto una scena del film Ti auguro ogni bene.

Anche il finale del film non è il classico happy end disneyano, più una presa di consapevolezza.
Tommy: Sì, alla fine Ben raggiunge una piena maturità ed è in grado di riconciliarsi con sé stesso, senza più cercare l’approvazione delle persone che vogliono che lui sia come pare a loro.

Nel film Lena Dunham, molto nota come regista, autrice e attrice, ha un ruolo importante; come avete fatto a coinvolgerla in questa opera prima indipendente?
Tommy: Beh, nella vita Lena è la mia migliore amica! Mi ha prestato una casa per scrivere questo film quando ha visto che facevo fatica a concentrarmi a casa mia, mi ha sostenuta fin dall’inizio ed è stata la mia mentore, quindi quando è arrivato il momento di cercare un’attrice per il ruolo dell’insegnate d’arte di Ben, che inizialmente era stato affidato ad un altro attore, e ho scoperto che Lena sarebbe venuta in città, perché di solito vive a Londra, le ho chiesto se volesse interpretarlo lei. Lena era super emozionata, anche perché credo che abbia sempre sognato di fare l’insegnante di arti visive, avendo per genitori due artisti.
Corey: In ogni scena insieme, Lena mi ha fatto morire dal ridere e ha aggiunto una grande levità alla storia. I miei momenti preferiti nel film sono quelli con lei, che è davvero il cuore del film. E ci siamo divertiti molto a improvvisare: io cercavo di tenerle dietro, ma lei è un genio dell’improvvisazione!  

C’è una frase nel film che mi è molto piaciuta, quando Ben dice: “Passeremo la vita a fare coming out”, perché credo che questo sia vero per chiunque voglia vivere un’esistenza autentica.
Tommy: Oh, totalmente! Io mi sento sempre come se dovessi ripresentarmi al mondo in una nuova veste ed è una condizione universale, che non riguarda solo per le persone trans o queer, riguarda  tutti.  Dobbiamo continuamente riproporci a chi ci circonda in una nuova veste, magari dopo un matrimonio, un divorzio, o la nascita di un figlio. Siamo in continuo cambiamento e ogni volta dobbiamo spiegare agli altri chi siamo diventati in quel momento. 
Corey: Come attore devo sempre reinventarmi attraverso nuovi ruoli, e penso che sia insieme una benedizione e una malattia, perché sono costantemente attratto da quei personaggi che mi permettono di esplorare qualcosa che non ho ben capito in me stesso, e a volte la pressione per scoprire di che cosa sono capace rischia di schiacciarmi. Ma penso sia davvero bello essere in grado di nutrire e rafforzare la mia vita personale con il mio lavoro, e vedere come si alimentano l'uno con l'altro: non vorrei niente di diverso.

A che cosa state lavorando adesso?
Tommy: Ho appena finito il mio secondo film da regista, intitolato Laura Dean Keeps Breaking Up With Me, dalla graphic novel di Mariko Tamaki. Ho chiuso il montaggio giusto la scorsa settimana! L’anno scorso invece sono apparsa in uno spettacolo di Broadway, concentrandomi sul mestiere di attrice. Adesso conto di riposarmi un po’ e me ne andrò in vacanza in Toscana: adoro l’Italia, soprattutto Roma dove vivrei volentieri. Dopodiché ricomincerò a produrre nuovi lavori con la mia casa di produzione, la Good Girl: ho già in testa un nuovo film da regista.

Come mai hai chiamato la casa di produzione Good Girl? 
Tommy: Beh, ho scelto questo nome con un po’ di ironia e di sarcasmo, perché sappiamo tutti che una brava ragazza può ribellarsi, può rivelarsi inaspettatamente molto sexy, e può anche diventare una cattiva ragazza se vuole. Quindi anche lei può andare dappertutto (ride).

Dove ti rivedremo prossimamente, Corey?
In un film Netflix che uscirà a fine anno anche in sala su schermi IMAX. Si chiama The Adventures of Cliff Booth, è diretto da David Fincher e scritto da Quentin Tarantino, e io reciterò accanto a Brad Pitt.
Tommy: Perché ormai Corey è una star!


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