Molly's Game

Film 2017 | Biografico, Drammatico +13 140 min.

Titolo originaleMolly's Game
Anno2017
GenereBiografico, Drammatico
ProduzioneUSA
Durata140 minuti
Regia diAaron Sorkin
AttoriJessica Chastain, Idris Elba, Kevin Costner, Michael Cera, Jeremy Strong Bill Camp, Chris O'Dowd, Samantha Isler, Brian d'Arcy James, Madison McKinley, Natalie Krill, Joe Keery, J.C. MacKenzie, Graham Greene (II), Justin Kirk, Angela Gots, Stephanie Herfield.
Uscitagiovedì 19 aprile 2018
TagDa vedere 2017
Distribuzione01 Distribution
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,25 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Aaron Sorkin. Un film Da vedere 2017 con Jessica Chastain, Idris Elba, Kevin Costner, Michael Cera, Jeremy Strong. Cast completo Titolo originale: Molly's Game. Genere Biografico, Drammatico - USA, 2017, durata 140 minuti. Uscita cinema giovedì 19 aprile 2018 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,25 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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L'ascesa nello sport di Molly Bloom che, da atleta divenne organizzatrice di poker clandestino al servizio di Hollywood. Il film ha ottenuto 2 candidature a Golden Globes, 1 candidatura a BAFTA, In Italia al Box Office Molly's Game ha incassato 349 mila euro .

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Consigliato sì!
3,25/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 2,64
PUBBLICO 3,11
CONSIGLIATO SÌ
Esaltazione della performance e dialoghi pungenti per un film che si rivela una perfetta scala reale.
Recensione di Francesca Ferri
mercoledì 24 gennaio 2018
Recensione di Francesca Ferri
mercoledì 24 gennaio 2018

Da futura studentessa di giurisprudenza a Harvard a principessa del poker: la vera storia di una giovane donna diventata la regina di un gigantesco impero del gioco clandestino a Hollywood. Nel 2004, la giovane Molly Bloom, ex sciatrice olimpionica del Colorado sbarca a Los Angeles in cerca di avventure prima di iniziare gli studi.
Per guadagnarsi da vivere comincia a lavorare come semplice assistente di un organizzatore di partite clandestine di poker ma poi, licenziata senza giusta causa, decide di creare la sua società: il buy-in sarà di 250.000 dollari.

Star di Hollywood, miliardari, campioni dello sport subito accorrono. Il successo è immediato e vertiginoso.

Accerchiata dagli agenti dell'FBI decisi a fermarla, minacciata dalla mafia russa desiderosa di fare man bassa sulla sua attività e tormentata dalle celebrità preoccupate di essere tradite, Molly Bloom si ritrova tra tanti fuochi. Accusata di organizzazione illegale del gioco, la principessa del poker eviterà, infine, la prigione con l'aiuto di un avvocato di talento. Lo sceneggiatore premio Oscar di The Social Network, ma anche del biopic Steve Jobs e di serie tv come The Newsroom, si mette alla prova nella regia.

Molly's Game è il primo lungometraggio di Aaron Sorkin che si rivela una perfetta scala reale, in cui ritroviamo tutta la sua passione per il dialogo pungente, il fascino per i lavoratori accaniti, l'esaltazione della performance e del superamento di sé. Basata sull'omonima autobiografia ("Molly's Game", 2014), l'allucinante storia di una giovane donna che costruisce un impero dal nulla ai limiti dell'etica e della legalità sembrava il suo terreno di gioco ideale, nonostante l'iniziale reticenza.

L'identità dei giocatori riuniti da Molly preoccupava Sorkin: "Conosco alcune persone descritte nel libro e ho lavorato con alcune di loro. Ce ne sono altre con cui vorrei lavorare e anche due miei amici", spiega il regista che non intendeva dare adito a pettegolezzi né fare di queste persone il soggetto della storia. Perciò, al fine di preservare il loro anonimato, i giocatori sono personaggi fittizi non riconducibili a nessuno in particolare.

Molly's Game, d'altronde, non è un film sul poker e i suoi codici, sebbene siano ben spiegati attraverso la voce fuori campo della protagonista, né sul fasto delle serate, ma sul percorso romanzesco di un'ambiziosa che non perde l'entusiasmo nonostante il reiterarsi dei fallimenti. Il ritratto della donna inizia con la prima caduta sulla pista di sci di una competizione preolimpionica e si conclude con la seconda in tribunale; tra le due un'irresistibile scalata raccontata da Jessica Chastain. La lobbista più ricercata e talentuosa di Washington recentemente vista in Miss Sloane, sembrava perfettamente incarnare anche la regina del poker, apparentemente su consiglio di Molly Bloom in persona. Il carisma e la forza drammatica di Jessica Chastain irradiano Molly nel suo percorso di formazione fuori dal comune raccontato in prima persona.
Aaron Sorkin si serve dell'autobiografia per analizzare la psiche della diva che trionfa davanti alle sue telecamere. Molly non è solo l'eroina bella e sensuale ma anche la self made woman che riesce in qualsiasi campo per via della sua intelligenza, infine donna indipendente che non ha bisogno di nessun uomo per definirsi tale. E se il regista mette in risalto la sua solitudine è per equipararla a qualsiasi eroe maschile che non ha bisogno di donne al proprio fianco. Tuttavia, Sorkin non fa di Molly un modello esemplare, piuttosto ne scruta i lati oscuri attraverso l'inconscio: il peso di un padre troppo esigente (Kevin Costner) che ritorna dietro la figura dell'avvocato (Idris Elba), vecchie ferite, antichi rancori sportivi e familiari.
Da campionessa di sci ad amazzone del jet-set dunque, Sorkin segue l'evoluzione di Molly che passa anche per il suo abbigliamento sempre più lussuoso ed elegante. La femme fatale del Four Seasons contava ai suoi tavoli ospiti come Leonardo DiCaprio, Ben Affleck, Andrew Beal, Mary-Kate e Ashley Olsen, le sue partite erano nell'agenda più glamour di New York, eppure Molly era sempre ben attenta a guadagnare solo di mance per rimanere ai limiti della legalità. La principessa del poker raggira senza scrupoli le leggi americane ma senza rinunciare alla sua integrità morale. Anche al limite della disperazione, Molly non rivela alle autorità i nomi dei suoi illustri clienti.
Sullo sfondo delle montagne del Colorado, di Hollywood e New York, Aaron Sorkin conduce il suo gioco tra luci e ombre dell'anima, su una costante contrapposizione tra superficialità di quel mondo patinato e profondità della mente di una donna il cui nome rivela l'ambiguità. Come il personaggio dell'Ulisse di James Joyce, Molly Bloom afferma la sua indipendenza ma in un sistema di cui rimane prigioniera.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 29 marzo 2018
laurence316

Esordio alla regia di Sorkin, già apprezzatissimo sceneggiatore, dietro, solo per citare l’ultimo in ordine di tempo, allo Steve Jobs di Boyle, Molly’s Game è un film perfettamente riuscito che contiene tutti i suoi marchi di fabbrica già presenti nelle sceneggiature dirette da altri: poca azione, tanti dialoghi, spesso arguti e taglienti, personaggi ben definiti e [...] Vai alla recensione »

domenica 29 aprile 2018
vanessa zarastro

Lo sceneggiatore Aaron Sorkin per il suo primo film da regista ha scelto una storia vera che ha avuto una vasta eco in America. La storia di Molly Bloom, che da atleta olimpica è diventata organizzatrice di partite di poker milionarie, è stata raccolta nell’autobiografia Molly’s Game: The True Story of the 26-Year-Old Woman Behind the Most Exclusive, High-Stakes Underground [...] Vai alla recensione »

venerdì 27 aprile 2018
Flyanto

"Molly's Game" ritrae il reale personaggio di Molly Bloom, che, campionessa di sci alla fine degli anni'90/inizio del nuovo millennio, abbandonata forzatamente la propria carriera sciistica in seguito ad un grave incidente che le compromise per sempre la schiena,  organizzò a Los Angeles, e poi a New York, un giro di giocate a poker clandestine, reclutando ricchi e famosi [...] Vai alla recensione »

sabato 28 aprile 2018
Juri Moretti

  MOLLY’S GAME è basato sulla storia vera di Molly Bloom (Jessica Chastain), una giovane e carismatica speranza olimpica dello sci, costretta ad abbandonare lo sport dopo una grave lesione fisica. Molly, dopo gli studi di legge, ottiene un lavoro estivo che la introduce a una nuova impresa, in cui sono necessarie disciplina e energia simili a quelle per lo sport: scalare il [...] Vai alla recensione »

venerdì 20 aprile 2018
udiego

 Aaron Sorkin, all’esordio dietro alla macchina da presa, con “Molly’s Game” porta sul grande schermo la scalata di una donna che dal nulla ha saputo costruirsi un impero, restando sempre su quel sottile filo che divide la legalità dalla voglia di successo e di ricchezza. Lo sceneggiatore di “The Social Network” e “Steve Jobs” costruisce il [...] Vai alla recensione »

mercoledì 14 febbraio 2018
Mario Nitti

Ammetto che ho un debole per la Chastain, ma non credo che il mio giudizio positivo dipenda solo da quello. La trama è avvincente, la costruzione degli incastri temporali funziona alla perfezione e la pellicola riesce a mantenere alta la tensione per tutti i 140 minuti. Il punto di forza è la costruzione dei personaggi, solidi, ben definiti, interessanti nel loro essere ricchi di sfumature. [...] Vai alla recensione »

martedì 23 ottobre 2018
Felicity

Jessica Chastain è strepitosa nell'interpretazione di una Molly Bloom loquace, intelligente e autodistruttiva che, indubbiamente, ricorda Jobs e Zuckerberg nei precedenti film di Sorkin. Il film non è perfetto, a tratti verboso, ma mi è piaciuto. La morale? Per vincere nella vita la fortuna non basta. Serve intelligenza e talento.

sabato 21 aprile 2018
Fra

Grande aspettativa, grande delusione.

mercoledì 2 maggio 2018
THE MOON

Siamo vicini al capolavoro,un film vero come la storia che rappresenta,commovente intrigante attento mai noioso e una straordinaria Jessica chastain  profondamente nella parte.Il miglior film dell'anno.

lunedì 23 aprile 2018
Fra

Leggo recensioni positive per un film che secondo me risulta alquanto squilibrato. Piuttosto parlarei di un passo falso per lo sceneggiatore di The Social Network!

lunedì 23 aprile 2018
inmyopinion

L'esordio di Sorkin alla regia non pare pienamente riuscito. Sarà per l'attesa che uno degli sceneggiatori più rinomati di Hollywood può ingenerare, ma l'effetto delusione c'è stato, almeno per me. Stupisce anche la durata, eccessiva, come se Sorkin da regista non fosse riuscito a contenere una materia che magari su carta poteva anche funzionare ma a volte [...] Vai alla recensione »

mercoledì 25 aprile 2018
cinefilo

Ci sono ovviamente scene interessanti, in cui viene fuori il talento di Aaron Sorkin, però in generale mi è sembrato un film minore e non riuscito. 

mercoledì 25 aprile 2018
Lama

Opera non riuscita di Aaron Sorkin, grande sceneggiatore. Purtroppo, nella sua prima prova da regista, non è stato capace di catturare l'attenzione del pubblico. Film noioso e lento.

mercoledì 25 aprile 2018
marta

Noioso. E' l'aggettivo migliore per descrivere questo film. Mi aspettavo di più da Aaron Sorkin.

FOCUS
SCRIVERE DI CINEMA
lunedì 23 aprile 2018
Leonardo Strano, vincitore del Premio Scrivere di Cinema

In linguistica, l'ipotesi di Sapir-Whorf afferma che lo sviluppo cognitivo di ciascun essere umano è influenzato dalla lingua che parla: in parole povere che la visione del mondo del soggetto è modificata dal linguaggio con cui il soggetto comunica. È una teoria affascinante, tematizzata anche al cinema (basti pensare ad Arrival). Più raro assistere, da spettatori, a un procedimento inverso in cui non è tanto il parlare a modificare la visione ma l'ascoltare, come succede quando si è trasportati nelle suggestioni dei film in cui opera Aaron Sorkin, pifferaio magico e agile paroliere capace di condizionare l'esperienza cinematica attraverso l'uso delle parole.

Le sceneggiature di Sorkin magari non hanno il potere di cambiare le opinioni altrui, ma di certo impongono un'attenzione cinematografica di tipo differente: non tanto visiva, quanto uditiva, capace di spostare il cervello dello spettatore dagli occhi alle orecchie e di illuminare sotto una luce nuova alcuni eventi della storia americana contemporanea.

Il linguaggio di Sorkin non è quello di un sofista deciso a nascondere sotto le parole contenuti ambigui o assenza di contenuti: la sua è una linguistica esplosiva e spettacolare, una continua iniezione intellettuale che sovrappone le conoscenze enciclopediche a un umorismo brillante, lunghe metafore acrobatiche a deduzioni sintetiche, sviluppandosi attorno a un messaggio preciso o a un'idea particolare.

Nei suoi ultimi lavori (The Social Network, L'arte di vincere, Steve Jobs) quest'idea è sempre stata circoscritta nel perimetro delle tematiche del Sogno Americano, dell'azione del individuo nel mondo e del capitalismo nella società americana ed è sempre stata affrontata attraverso il suo particolare stile autoriale. La parola però è sempre protagonista, presenza persistente che racconta, informa, spiega, sintetizza, dimostra. In Molly's Game (guarda la video recensione), esordio di Sorkin come regista, la continuità tematica con le opere precedenti è evidente, ma il discorso tecnico riguardante la parola e l'ascolto si amplifica e non interessa più solo la parte "scritta" del prodotto.

Frasi
la capacità di passare da un fallimento all''altro senza perdere lentusiasmo
Una frase di Molly Bloom (Jessica Chastain)
dal film Molly's Game
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 26 aprile 2018
Valerio Caprara
Il Mattino

Certo è un bel po' impegnativo per i tempi stretti richiesti dagli spettatori odierni un protagonista che percorre per due ore e venti minuti la propria biografia. Può darsi, però, che quando il suddetto ha il bell'aspetto e il consolidato carisma di un'attrice come Jessica Chastain il destino del film diventi più roseo: nel caso di «Molly's game», inoltre, c'è anche il dato stimolante della prima [...] Vai alla recensione »

giovedì 19 aprile 2018
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Storia vera. Nel paese del gioco d'azzardo, e del Trump che rischiò un miliardo di dollari per entrare nel giro legale a Las Vegas, la ex sciatrice e studentessa ad Harvard Molly Bloom da hostess diventò direttrice di bische clandestine milionarie. La Molly della formidabile Chastain (vincitrice Golden Globes) è una ragazza che vuole dimostrare a se stessa di valere un pistolero del West, una donna [...] Vai alla recensione »

giovedì 19 aprile 2018
Giulia D'Agnolo Vallan
Il Manifesto

A confronto con l'era dello studio system, sono pochi, oggi, gli sceneggiatori che possono rivendicare un'impronta autoriale, riconoscibile a prescindere da chi è dietro alla macchina da presa -Tarantino, Mamet, forse i Coen. Aaron Sorkin è parte di quel gruppo ristretto. La lingua intricatissima, i dialoghi che corrono come un fiume in piena, l'ossessione per le oscillazioni del pendolo etico nell'universo [...] Vai alla recensione »

giovedì 19 aprile 2018
Maurizio Cabona
Il Messaggero

La biscazziera è figura rara nel cinema. Marlene Dietrich lo è in Rancho Notorious di Fritz Lang; Joan Crawford lo è in Johnny Guitar di Nicholas Ray. La biscazziera di questi western anni '50 è un'ex ragazza da saloon che, passata l'età, è ancora confortata dalla debolezza degli uomini. In Molly's Game di Aaron Sorkin, invece, a tenere banco è una ragazza attraente e colta, che potrebbe fare ben altro [...] Vai alla recensione »

giovedì 19 aprile 2018
Alessandra Levantesi
La Stampa

Sotto la sferza di un padre esigente (Kevin Costner), Molly (Jessica Chastain) era una sciatrice in via di affermazione olimpionica prima che la sua carriera venisse stroncata da un incidente. Così eccola riciclata in organizzatrice di serate di poker ad alto rischio, ospitate in lussuose suite e frequentate da divi, politici, sportivi. Un'attività vincente e tanti soldi, salvo poi commettere il doppio [...] Vai alla recensione »

giovedì 19 aprile 2018
Emiliano Morreale
La Repubblica

Atteso esordio nella regia di Aaron Sorkin, sceneggiatore prestigioso al cinema (Codice d'onore, Steve Jobs), e autore di serie tv come West Wing e The Newsroom. In tv le sue costruzioni super-congegnate funzionano bene diluite in varie puntate, e al cinema rendono bene in mano a registi di talento, che magari le girano sottolineando le sfumature e smorzando le scene a effetto: pensiamo soprattutto [...] Vai alla recensione »

giovedì 19 aprile 2018
Pedro Armocida
Il Giornale

Signore e signori ecco a voi la scrittura più complessa presente nel cinema statunitense contemporaneo. Lo sceneggiatore Aaron Sorkin (i film Codice d'onore, The Social Network, Steve Jobs e le serie tv West Wing e The Newsroom) esordisce come regista sul grande schermo raccontando una tipica storia americana piena di sfaccettature e senza l'accetta che ormai taglia tutti i personaggi dividendoli tra [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO RECENSIONE
martedì 17 aprile 2018
 

Da campionessa di sci a eroina del poker: è la vera storia di una donna diventata la regina di un impero del gioco clandestino a Hollywood. Lo sceneggiatore premio Oscar di The Social Network si mette alla prova nella regia, in un film in cui ritroviamo [...]

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